MUTAZIONI/PALEONTOLOGIA


di Maciej Giertych / traduzione di S. D’Alessandro

La questione si pone: da dove provengono le nuove informazioni genetiche ? C’è bisogno di questo, affinché ciò che è determinato dalla selezione naturale possa dare origine a qualcosa che prima non esisteva, come un nuovo organo, una nuova funzione, o una nuova barriera alla riproduzione sessuale. Rispondendo a questa domanda, i libri di testo scolastici menzionano le mutazioni positive. Il problema, tuttavia, è che non conosciamo alcuna mutazione positiva da poter eventualmente presentare a titolo di esempio. Siamo naturalmente a conoscenza di una moltitudine di mutazioni negative e neutre. In realtà temiamo le mutazioni. Proteggiamo noi stessi contro i raggi X, contro la radioattività, contro l’amianto ed altri agenti mutageni. Anche ammettendo che si verifichino mutazioni positive, esse si perdono comunque nella massa di quelle negative, tanto che non siamo in grado di individuarle. Qualche tempo fa ci aspettavamo di ottenere nuove varietà utili attraverso la mutagenesi.

Io stesso ho visitato tre stazioni di ricerca forestale (in USA, Svezia e Cecoslovacchia) dove, con l’aiuto di una bomba al cobalto, si è tentato di accelerare l’evoluzione al fine di ottenere nuove forme interessanti. Da questa ricerca non è venuto fuori nulla. Questa linea di ricerca è stata abbandonata molto tempo fa. Lo stesso è accaduto in diversi laboratori di ricerca per il miglioramento genetico delle piante agrarie. In nessun posto al mondo è stato raggiunto nulla di positivo in questo modo. Qua e là sono stati ottenuti alcuni vantaggi commerciali (forme nane, fiori senza alcuni pigmenti, arance senza semi, ecc.) Tuttavia, questi non sono esempi di nuovi geni che appaiono, ma, al contrario, esempi di distruzione del gene. Nessuno di essi è positivo dal punto di vista dell’organismo mutato.

Oggi si sostiene molto spesso che gli organismi resistenti agli antibiotici, erbicidi, ecc, sono la prova delle mutazioni positive. In realtà, non è così. Prima di tutto, la maggior parte di tali forme è sviluppata in conseguenza di una ricombinazione dei geni esistenti all’interno della variazione. In secondo luogo, l’adattamento, anche se ha origine da mutazioni, deve essere trattato come una forma di difesa delle funzioni esistenti e non come lo sviluppo di una nuova funzione. Pertanto, esso appartiene ai processi di riparazione conosciuti in natura, come la guarigione delle ferite, la crescita delle parti staccate dal corpo, l’eliminazione delle cellule o di individui difettosi in una popolazione, il raggiungimento della resistenza immunologica ad una proteina invasiva (ad esempio, attraverso la vaccinazione), riparazione di difetti mutagenici, ecc.

Ci sono erbicidi (vedi capitolo “Ruolo delle informazioni in biologia” trattato di seguito) costituiti in modo da attaccare una specifica proteina fondamentale in una determinata erbaccia, così da immobilizzare e provocare la morte dell’erbaccia. La comparsa di una mutazione che dà una variante della proteina che è ancora funzionale (mutazione neutra), ma refrattaria al diserbante, è in realtà una difesa della funzionalità della proteina, e quindi dell’organismo che ne ha bisogno. Essa non è la creazione di una nuova funzione. L’informazione in natura è localizzata nel DNA. E’ impiegata nei processi vitali da parte del DNA / RNA / proteine e trasmessa di generazione in generazione. Essa può essere rovinata da modifiche accidentali (mutazioni). Di per sé non migliora se stessa. Esso è equivalente ad un programma per computer, copiato da disco a disco. Esso si può guastare accidentalmente, ma non può migliorare spontaneamente. Modifiche accidentali possono essere pregiudizievoli o neutre. Esse non saranno mai positive.

La Genetica delle popolazioni non fornisce elementi di prova per l’evoluzione. Paleontologia Alla luce di questo cambiamento nel modo di insegnare l’evoluzione nelle scuole, ho iniziato a verificare ciò che è accaduto alla paleontologia. Perché essa non regna più nell’insegnamento dell’evoluzione? Sembra che già nel 1980, al congresso internazionale sull’evoluzione tenutosi a Chicago, i paleontologi hanno ammesso che la caratteristica dominante dei resti fossili è la stasi – la continuità di specie in una forma invariata attraverso tutti gli strati in cui essi sono stati trovati1. Ci sono molti organismi che vivono ancora oggi, in sostanza, nella stessa forma in cui sono stati trovati in strati geologici considerati molto antichi. Tutti sappiamo che gli “anelli mancanti” postulati da Darwin sono ancora mancanti. Essi sono mancanti non solo nel senso fisico di non averne trovati i resti fossili, ma sono mancanti anche concettualmente, in quanto non possiamo immaginare come potrebbero essere stati nel caso in cui fossero esistiti.

Ad esempio, come potrebbe apparire una forma intermedia tra un topo ed un pipistrello per poterlo considerare come l’anello mancante? Naturalmente, quando è coinvolta solo la dimensione, si possono immaginare forme intermedie, ad esempio, tra un topo e un ratto. Tuttavia, nel caso in cui dovessimo trovare i resti fossili di un mulo, essi sarebbero la prova dell’evoluzione da un asino ad un cavallo o piuttosto da un cavallo ad un asino? Sarebbe forse più giusto ammettere che da tale ricerca non possono essere tratte conclusioni evolutive. Purtroppo, il forte desiderio di trovare un “anello mancante” e la fama che sarà collegata a tale scoperta, porta alla spiacevole situazione che in questo campo della scienza ci siano molti errori ed anche frodi. Non solo l’uomo del Nebraska ed il cranio di Piltdown erano falsi, ma anche l’uomo di Neanderthal è stato utilizzato in modo disonesto per la controversia sull’evoluzione. Egli usava gli strumenti e praticava sepolture religiose. Ha rappresentato una razza di uomo.

In realtà le persone con caratteristiche simili si possono trovare ancora tra la gente, anche se forse non con la frequenza che avevano in un’epoca precedente. Per me, inoltre, il famoso disegno, che mostra in fila uno scimpanzé, un gorilla, un Neanderthal, un aborigeno ed uno scandinavo, è una falsificazione. Che cosa vediamo in questo disegno? Ciò che colpisce l’occhio, in particolare, è il cambiamento di colore dal nero al bianco, con una riduzione della pelosità e una postura più eretta. Tuttavia, dalle ossa fossili non abbiamo informazioni sul colore della pelle, né sulla sua pelosità. Questa immagine è anche razzista, perché suggerisce che quelli con la pelle più scura e più capelli siano in qualche modo meno umani rispetto agli ariani. Ciò che ci rimane è solo la postura. La postura leggermente chinata della figura in mezzo che rappresenta il Neanderthal proviene dal primo individuo di questa razza umana scoperto in un luogo chiamato Neanderthal. Egli era un uomo anziano con deformazioni artritiche del midollo spinale. Individui successivi della razza Neanderthal non possedevano questa postura chinata.

Anche se tutti i Neanderthals fossero stati trovati leggermente curvi, tale postura sarebbe la prova di un processo evolutivo che va dallo Scimpanzè allo scandinavo o nella direzione opposta? Dopo tutto, in quella fila solo il Neanderthal è un fossile – gli altri sono organismi attualmente viventi -. Che valore scientifico ha questo disegno? Tutti lo conosciamo. Il messaggio che trasmette non proviene da ricerche scientifiche. Questa è propaganda evolutiva, non scienza. Naturalmente la sequenza di fossili di pre-ominidi proposta dai paleontologi, di cui così spesso sentiamo parlare dai mass-media, non ha nessun valore scientifico definitivo. Queste sequenze sembrano essere modificate da ogni nuova scoperta di fossili, il che significa davvero che non sappiamo nulla sui nostri antenati animali. Lo stesso vale per le proposte sequenze di cavalli, uccelli, ecc. se le nuove scoperte scientifiche modificano continuamente alcune teorie, queste non possono essere considerate un dato di fatto. Sulla base di tale evidente mancanza di forme intermedie i paleontologi sono giunti alla conclusione che loro non le trovano. Così è stato necessario ricercare gli elementi di prova dell’evoluzione da qualche altra parte.

Questo è il motivo per cui l’attenzione è stata rivolta ai mezzi di prova nel campo della genetica delle popolazioni. Nella stessa paleontologia le idee evolutive sono state proposte per un processo che non ha lasciato tracce fossili. Sono stati pertanto proposti salti evolutivi, il che equivale alla resurrezione dell’idea dell’ ”enorme promessa”. Per una ragione qualsiasi, una volta, in una notte di luna piena, da un rettile si origina un uccello o qualcosa di simile. Per gli scienziati seri tali idee sono inaccettabili. Comparve un’idea chiamata “equilibrio punteggiato”. Questa idea suggerisce che in natura domina la stasi, e i che cambiamenti evolutivi si verificano di tanto in tanto, in condizioni del tutto eccezionali, su piccole aree e molto rapidamente – tanto che non siamo in grado di individuare elementi di prova per questo -. Questa è una bella idea, dato che si assume come dato di fatto la non esistenza di prove; comunque, l’unico problema è che non può essere provata. Fino a quando non sarà osservata l’evidenza di una rapida comparsa di molte mutazioni positive, questo concetto rimarrà solo un’idea. Non ha nulla a che fare con la scienza – anche se è supportata da un professore di Harvard –. Quando si parla di evoluzione, non è possibile evitare che si citino i dinosauri. Essi sembrano essere il simbolo favorito della teoria.

I mass media trovano ora molto difficile nascondere il fatto che c’è una massa crescente di prove che tali animali erano contemporanei all’uomo. In diversi luoghi in tutto il mondo c’è l’evidenza di impronte umane e di dinosauro fianco a fianco negli stessi strati fossili. Immagini di dinosauri sono state trovate nell’arte pre-colombiana (pietre di Ica in Perù). Sono stati recentemente trovati, fra i ruderi di un tempio del 12° secolo a Ta Prom in Cambogia, bassorilievi raffiguranti vari animali, tra cui uno Stegosauro. Marco Polo ha scritto di aver visto l’imperatore cinese trasportato da un carro trainato da un drago. Storie su draghi esistono in tutte le culture (il castello di Wawel in Polonia, Loch Ness, si dice che San Giorgio abbia ucciso un drago, ecc.).

Tutte queste storie potrebbero essere nate dalla memoria storica di alcuni dinosauri che sono vissuti fra gli umani. 1 – Una delle ragioni per cui lo scritto di Guy Lengagne “Dangers of Creationism in education” fu proposto nel Parlamento Europeo fu la pubblicazione e l’ampia diffusione dell’ “Atlas of Creation” (“Atlante della Creazione”) di Harun Yahya, un Islamico turco fondamentalista. L’ “Atlas” è una documentazione della stasi superbamente illustrata. Le fotografie rendono conto di resti fossili umani provenienti da diversi strati geologici, al pari di animali viventi e di loro scheletri che sono esattamente come i rispettivi fossili.

Un pensiero su “MUTAZIONI/PALEONTOLOGIA

  1. Io mi sono sempre chiesto come hanno fatto (e come fanno tutt’ora) raggi gamma, raggi X e UV a portare mutazioni (positive o negative che siano) alle specie.
    L’atmosfera e il campo magnetico terrestre fanno in modo di ridurre l’energia di questi raggi e dei raggi cosmici, quindi il loro effetto è debolissimo. Peraltro quando la vita era prosperosa nelle acque, come nel Cambriano, c’era pure l’oceano a schermare questi raggi.

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