ATEI POCO LEALI: COME REAGIRE ALLE PROVOCAZIONI


Stefano Bertolini

Molti si comportano come Dottor Jekyll e Mister Hyde, abbandonano saggezza, cultura ed obiettività scientifica

Nella mia posizione come oratore di conferenze pubbliche, confutando l’evoluzione, sono stato esposto diverse volte alla critica e all’antagonismo, sia pubblicamente di persona, che on-line. Le polemiche sono realizzate da atei scettici appartenenti a livelli diversi della società e della sfera culturale. Le reazioni più ostili e privi di ogni sembianza di civiltà e razionalità provengono, però, dai più colti che scendono ad un comportamento emotivo e impulsivo infuocato da una rabbia e odio inspiegabile. Cosa spinge uno scienziato o ingegnere, formato da una vita alla ricerca di dati scientifici, dove regna la razionalità e l’obiettività, dove si premia la mente aperta e la voglia di valutare ogni possibile soluzione, a buttare tutto in aria e cedere ad impulsi e passioni primordiali? Bella domanda!

Uno dei problemi è che più volte che non questi atei, infuriati appena qualcuno osa mettere in dubbio la teoria dell’evoluzione, non leggono nemmeno quello che viene detto o scritto in opposizione all’evoluzione. Uno scienziato degno del suo camice da ricercatore non dovrebbe forse valutare ogni dato e possibilità di teorie migliori in modo completamente obiettivo?

Non è cosi che la scienza dovrebbe progredire? La verità è  che l’obiettività dell’analisi scientifica è sostituita da una fedeltà fanatica nella loro religione dell’evoluzione. Vi cito un esempio che purtroppo si ripete troppo regolarmente.

Nel Giugno del 2009 inizio a introdurre nell’Auditorium del Museo di Scienze Naturali di Brescia la prima conferenza scientifica di una serie di incontri, dopo solo cinque minuti una manciata di persone si alza ed esce dall’auditorio. Poco prima della fine della presentazione scientifica il gruppo rientra, si siede e pazientemente aspetta la fine della sessione in corso, poi un signore si alza ed inizia ad insultare la mia persona. Un vero attacco ad hominem, pieno d’insulti e parole diffamatorie e piuttosto volgari. Lo interrompo, e con rispetto lo chiedo di non insultare la mia persona e, se avesse da segnalare qualche errore scientifico, sarei stato contento di ascoltarlo. Però, essendo stato assente per quasi tutta la conferenza, non conosceva la mia tesi, e cosi lo invito a tornare la sera successiva, ascoltare quello che avevo da dire e poi porre delle domande sensate su quello che aveva sentito. Se, invece, non avesse domande sul contenuto o un errore scientifico da segnalare, il silenzio sarebbe stato più opportuno. L’uomo (che poi ho scoperto fosse un fisico) si sedette e non disse più una parola. A seguito delle conferenze è scoppiato in internet su vari siti evoluzionisti un vero vespaio. Fu anche pubblicata una lettera di biasimo da parte del Presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici criticando l’Assessore alla Cultura della città di Brescia per aver concesso il patrocinio dell’Auditorium  per iniziative di questo tipo di carattere antiscientifico, antistorico e anticulturale. Il presidente dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici era presente nell’auditorium ed era cosciente del contenuto delle conferenze? La risposta la sapete già. Il contenuto non aveva alcuna rilevanza perché la polemica era aveva come unico scopo solo alimentare il pregiudizio verso chi osava mettere in dubbio la sua sacra fede nell’evoluzione.

Purtroppo, spesso gli scettici partecipano a conferenze creazioniste non per imparare o confrontarsi, ma partono in primis con l’obiettivo di creare disturbo o di screditare l’oratore. Anche persone molto colte appendono la ragione e l’educazione prima di lasciare la loro casa e arrivano alle conferenze come dei demoniaci, una vera storia di Dottor Jekyll e mister Hyde che si ripete continuamente. Nelle sessioni di Q&A sparano una domanda dopo l’altra, ma nonostante l’oratore creazionista abbia dato una buona spiegazione scientifica con le dovute referenze, non l’hanno nemmeno ascoltato per poi sparare la prossima domanda sperando di trionfare sull’avversario. In questi casi è consigliabile costringere l’aggressore a rispondere o riconoscere la risposta data e rifiutare di andare avanti fino a quando non ha capito la risposta. È importante costringerlo a pensare da se anziché rigurgitare quello che trovano su siti ateopatici.

Un consiglio che ho avuto da chi di antagonismo ateo ne sa molto più di me è di non credere tutto quello che si trova in siti atei e di ricercare ogni asserzione. A volte l’inconfutabilità di alcuni argomenti è dovuta al fatto che la questione è stata fraintesa. Il creazionista parte da una base cristiana e con questo il credente è sotto forte coercizione nell’avere come punto di riferimento costante la verità; è un principio biblico chiave. D’altra parte gli atei non sono costretti a dire la verità perché non hanno gli stessi standard morali che li costringe ad essere costantemente onesti (eccetto chi prende in prestito la moralità cristiana). Non sto dicendo che tutti gli atei sono disonesti, ma molti mentono, anche palesemente, perché il fine (promuovere il secolarismo) giustifica i mezzi a loro modo di pensare. Ci sono moltissimi casi in cui alcune teorie false sono state usate deliberatamente per promuovere l’evoluzione, come il caso degli embrioni di Haeckeli, le falene Pepperedii. Sicuramente questo pensiero ateo è coerente con la loro visione del mondo: “È accettabile usare alcune imprecisioni temporaneamente se ti aiuta a convincere i studenti.”iii, affermano alcuni evoluzionisti.iv Nella filosofia atea di un’origine della vita puramente materialista, dove il nostro cervello viene alimentato da reazioni chimiche casuali, non esiste la moralità, esiste solo la necessità di sopravvivenza.

I cristiani tendono a essere piuttosto naif quando si tratta di strategie e tecniche di dibattito e persuasione. Come cristiani cerchiamo di essere veritieri e presumiamo che altri facciano gli stessi sforzi per essere onesti. Inoltre presumiamo che i nostri antagonisti giochino in modo leale, dove si rispetta il prossimo e non si usano tecniche scorrette. Tuttavia è meglio ricordarsi che si tratta di un dibattito filosofico, e un comportamento civile non è scontato. Se non crediamo in un Creatore allora siamo liberi di agire come si vuole, perché non bisogna rispondere a nessuno per le nostre azioni. Nonostante questa filosofia materialista, vorrei sottolineare che per la maggior parte ho incontrato antagonisti atei molto educati e rispettosi e sono una minoranza quelli che ricorrono volutamente al gioco sporco, agli attacchi ad hominem e a sovvertire le verità scientifiche . Peccato che poi molti altri esprimono teorie false completamente ignari dell’errore che stanno propagando. Personalmente non dedico tempo a blog e forum di dibattito perché dietro lo schermo anonimo dall’altra parte del web Mr.Hyde ha troppa libertà di espressione e non è minimamente interessato alle mie risposte. Il mio tempo è troppo prezioso, è meglio dedicato in modo costruttivo a informare il grande pubblico sulla questione delle nostre origini perché ha conseguenze eterne.

CONTRADDITTORIO? QUANDO VOLETE COME SEMPRE!


Certamente non mi aspetto sorrisi e abbracci ogni qual volta vi è un convegno pubblico sulla teoria di Darwin organizzato dal mondo anti evoluzionista assieme ai creazionisti; certe considerazioni, però, sono ridicole come diverse pretese materialiste di spiegare la natura e la vita. Non stupisce quindi il pezzo a firma di Emanuele Chesi sul Resto del Carlino di Cesena di sabato 25 ottobre, non stupisce nel senso che sappiamo di avere un nemico molto agguerrito e pronto ad attaccarci e sappiamo che le sue armi non sono MAI di sostanza. Il tentativo è ormai ben conosciuto: invece di dimostrare che in questi convegni si fanno errori scientifici, il tentativo è quello di delegittimare i relatori. Ma il giornalista del quotidiano sa di cosa parla? È preparato sull’argomento? Ecco sa scrive ad un certo punto:

“ la teoria di Darwin … unanimemente accettata dalla comunità scientifica”

Per il giornalista, quindi, tutti gli scienziati sono d’accordo… Come sappiamo questa è la peggiore delle stupidate possibili in questo tipo di discorso sugli antievoluzionisti, Ribadisco subito che il neodarwinismo non è accettato da tutti gli scienziati, anzi sono in continuo aumento quelli che si allontanano e prendono le distanze dall’ipotesi sviluppata da C. Darwin come si può facilmente verificare tramite una breve ricerca sul web. Inoltre non ha senso l’affermazione; la Scienza (con la S maiuscola, cioè quella che noi definiamo vera e non speculativa come il neodarwinismo) non segue la logica numerica di maggioranza ma quella sperimentale ed empirica. Quindi, la comunità scientifica può essere (e non lo è) composta da tutti gli scienziati esistenti, ma non è il numero a dare validità alla tesi sostenuta, la veridicità di una ipotesi come di una teoria è la sua prova sperimentale ed empirica e ad oggi non vi è nessuna prova oggettiva a sostegno delle tesi dei teorici del neodarwinismo.

Il nostro autore dell’articolo continua:

“…né un biologo né un genetista, neanche uno zoologo”

Anche questa affermazione è irrilevante e credo che tutti, pensandoci bene, comprendano l’insensatezza di contenuto di questa considerazione. Già domenica 26 ottobre a Milano vi è stato un doppio incontro di un biologo creazionista in tour in Italia: Philip Bell. L’elenco di biologi e gentisti non darwinisti è lungo e in Italia abbiamo Enzo Pennetta sempre pronto e preparato.

Continuando si legge  che:

“In un quadro simile, e in mancanza di un contraddittorio con scienziati…”

Il giornalista, probabilmente inesperto sull’argomento, non ha verificato bene sul web in quanto avrebbe scoperto che vi sono stati contraddittori anche in Italia, uno organizzato dal UAAR:

DARWIN DAY UAAR A MILANO
Giovedì 12 febbraio, ore 20.30
Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano
dibattito su Evoluzione della specie e intelligent design: tra etica, ricerca scientifica e fede religiosa
Intervengono:
Silvio Viale, medico, Associazione Luca Coscioni
Augusto Vitale, etologo e saggista
Armando Massarenti, responsabile pagina “Scienza e Filosofia” de Il Sole 24 Ore – Domenica
Stefano Giliberti, ingegnere, Associazione Studi sulle Origini
Fabrizio Fratus, sociologo e saggista
Ferdinando Catalano, fisico e saggista
Moderatore Fabrizio Amadori

E altri organizzati dall’associazione presieduta da Stefano Bertolini e cioè dall’A.I.S.O., a Milano è intervenuto il dott. Roberto Verolini, sostenitore delle tesi darwiniste come a Roma dove insieme a lui era presente anche il dott. Aldo Piombino. Ma se Emanuele Chesi avesse verificato bene avrebbe scoperto che sono gli studiosi dell’evoluzionismo che non vogliono confronti arrivando a “minacciare” professori disponibili al dibattito di fare perdere loro la cattedra come riportato da Libero: All’Università di Bergamo ingresso vietato ai creazionisti: https://antidarwin.wordpress.com/2009/10/06/salta-il-dibattito-su-darwin/

Con una piccola ricerca, il giornalista, sarebbe arrivato sulle pagine del quotidiano on line la Voce d’Italia scoprendo un interessante ciclo di interviste a evoluzionisti come ad antievoluzionisti, invito tutti ad andare a a verificare la sostanza di quanto affermato dai diversi intervistati. Oltretutto, proprio in quella occasione, vi fu la sfida pubblica di Stefano Bertolini a Marco Ferraguti professore di biologia evoluzionista presso l’università di Milano di un dibattito/contraddittorio… Sfida caduta nel vuoto in quanto i teorici del neodarwinista sanno bene di non avere risposte alle considerazioni e alle prove che vengono presentate dagli anti evoluzionisti: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=80295&corr=1

Come sempre, noi, siamo pronti a qualsiasi dibattito e confronto di tipo scientifico, storico e sociologico sulla grande frode del neodarwinismo.

http://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/convegno-antievoluzionista-col-patrocinio-del-comune-1.336745

Cesena, 25 ottobre 2014 – «Quale verità sulle origini della vita?»: il titolo della conferenza pubblica in programma oggi alle 17alla Malatestiana è abbastanza generico da non suscitare sospetti. I promotori della Chiesa Cristiana Avventista sono sicuramente brave persone. Più problematico è il riferimento, sul manifesto che pubblicizza l’evento, agli enti che collaborano: ‘Evoluzione scientifica’ e ‘Comitato antievoluzionista’.

A parte l’uso disinvolto di una neolingua di orwelliana memoria, suscita qualche perplessità in più il simbolino di una scimmietta barrata. Come dire: stop a Darwin. Sì, perché lo si capisce chiaramente dai relatori, l’iniziativa ha una decisa intonazione antievoluzionista. Ossia indirizzata a criticare la teoria dell’origine della vita (e dell’uomo) unanimemente accettata dalla comunità scientifica. I convegnisti sono Fabrizio Fratus (sociologo), Ferdinando Catalano (fisico) Francesco Arduini (storico), Stefano Bertolini (ingegnere). Significativamente: né un biologo né un genetista, neanche uno zoologo. Si tratta di quattro sostenitori – sia pure con diversi accenti – di teorie antievoluzionistiche, creazioniste o legate al cosiddetto ‘disegno intelligente’. Teorie che basano l’origine della vita sulla lettura ‘integrale’ della Genesi biblica oppure sull’idea che l’evoluzione verso l’uomo sia stata comunque guidata dalla mano di Dio. Teorie che non godono di nessuna considerazione presso la comunità scientifica internazionale e che soprattutto negli Stati Uniti sono legate a doppio filo a movimenti integralisti o di estrema destra.

In un’intervista Ferdinando Catalano, testimone di Geova ed esperto di ottica, racconta che il suo interesse per il creazionismo è nato «dalla mia personale esigenza di verificare il racconto della Creazione alla luce delle acquisizioni scientifiche. Senza una buona dose di onestà intellettuale, non avrei superato il forte pregiudizio nei confronti del racconto biblico della Creazione. Mi stupivo ogni volta di più dell’inconsistenza delle mie precedenti convinzioni e della forte aderenza del Genesi alle evidenze empiriche». In un quadro simile, e in mancanza di un contraddittorio con scienziati, appare alquanto singolare il patrocinio del Comune di Cesena e l’annunciato saluto dell’assessore alla cultura Christian Castorri.

Emanuele Chesi

GLI ANIMALI EVOLVONO?


Gli animali si sono evoluti da esseri semplici a più complessi? Come è possibile visto che la scienza ha pienamente dimostrato che non esiste il concetto di semplicità per gli esseri viventi.

Anche l’essere più semplice ha una complessità irriducibile.

Visto la complessità esistente in ogni essere vivente, anche il più semplice, da cosa si sarebbero evoluti gli animali?

Forse sarebbe il momento di uscire dal paradigma neodarwinista a cui manca un’origine e soprattutto non ha la minima credibilità scientifica.

24 gennaio 2013 – ore 21.00 –

ARDEN

Via Borghetto 33 – DESIO

Relatori:

 Stefano Bertolini

Fabrizio Fratus

Ingresso libero

Per info: 02/6127740