Torna Evoluzionismo, ipotesi al tramonto? Su Radioglobeone


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Finiscono le vacanze e torna Evoluzionismo, ipotesi al tramonto?

 

La trasmissione condotta da Fabrizio Fratus con studiosi che discutono sulla non scientificità della teoria di Darwin e la visione materialista della vita.

 

Sabato in diretta dalle 12-30 sino le 13-30 su http://www.radioglobeone.it ospite Paolo Cioni, non perdere la puntata.

 

Darwin Day, ci fanno o ci sono?


Come fanno gli studiosi evoluzionisti a sostenere ancora una ipotesi obsoleta ed inutile?

I dati oggettivi continuano a mettere in ridicolo il neodarwinismo, gli adattamenti come le interpretazioni ormai non riescono piu’ a salvare quanto sostenuto da C. Darwin a meta’ dell’800; il Darwin Day un’inutile iniziativa che sa di ridicolo!

sabato in diretta su http://www.radioglobeone.it dalle 12:30 sino alle 13:30 sempre con Fabrizio Fratus e Enzo Pennetta.

 

Antievoluzionismo secondo Michele Bellone


MAIALE

Quanto di vero c’è in quello che leggiamo sull’antievoluzionismo?

Michele Bellone, che è dottore di ricerca in Bioingegneria e Bioinformatica, ha scritto una lunga lettera sugli antievoluzionisti, lui, ovviamente, un evoluzionista convinto che come spesso o sempre accade non sa praticamente nulla del reale spessore del dibattito.

L’articolo è una confusa annotazione di false affermazioni…

Fai clic per accedere a micron_26_56.pdf

 

Sabato in diretta su www.radioglobeone.it dalle 12:30 alle 13:30 ne parleranno Fabrizio Fratus e Carlo Alberto Cossano, non perdere l’appuntamento.

EVOLUZIONISMO, torna la trasmissione politicamente scorretta


RADIO

 

“Torna la trasmissione politicamente scorretta”

Dopo la sosta natalizia tornano Fabrizio Fratus e Enzo Pennetta su www.radioglobeone.it

Un ritorno agguerrito dei due antievoluzionisti, pronti a spiegarci come “evolve” il dibattito sulla teoria più discussa della storia.

Sabato dalle 12:30 alle 13:30 in diretta… non perdere la puntata.

VERITA’ E MENZOGNE DAI NEODARWINISTI


Basta poco per fare arrabbiare gli evoluzionisti

Da Repubblica e dal professore dell’Università di Pavia lo spazio per disinformare le persone

 

bugia

E’ bastato annunciare la nuova iniziativa antievoluzionista (http://evoluzionescientifica.altervista.org/) che i neodarwinisti si sono subito mobilitati a disinformare e a screditare.

Il primo è stato il professore Daniele Formenti dell’Università di Pavia, nostra vecchia conoscenza, che peraltro non si capacita del fatto che la mia persona è in contatto con diversi esponenti evoluzionisti e molto più preparati di lui, tanto che in passato ha verificato lui stesso scrivendo una email ad uno dei maggiori esponenti italiani del neodarwinismo chiedendo conferma del fatto che io e lui fossimo in contatto… Beh, ovviamente la risposta è stata positiva ma tralasciamo il resto di quanto venne scritto in quello scambio privato…

Del pezzo di Formenti si è occupato lo studioso e storico Francesco Arduini (https://antidarwin.wordpress.com/2013/08/17/considerazioni-sul-commento-del-prof-daniele-formenti-delluniversita-di-pavia/): Dopo la pubblicazione dell’articolo di Francesco il professore ha portato delle rettifiche al suo articolo…

D’altra parte abbiamo ampiamente dimostrato come i neodarwinsiti manipolano le informazioni e sono spesso poco preparati anche su quello che sostengono.

In concomitanza dell’uscita dell’articolo di Daniele Formenti, l’Oca Sapiens di Repubblica si prestava a dare spazio al commento annunciando sul suo blog il pezzo del professore e scrivendo, ovviamente, le sue importanti e autorevoli opinioni: (http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/08/16/creation-science-cont/)

Anche in questo caso è facile comprendere il pregiudizio e l’incapacità reale di argomentare e presentare obiezioni sostanziali; leggendo i commenti, inoltre, si comprende come vi sia una reale attenzione nello screditare le persone senza mai rispondere alle domande che vengono poste al mondo evoluzionista.

Va segnalato, unico dato positivo dell’Oca, che i commenti sono liberi e aperti e tute le risposte sono quindi pubbliche e verificabili.

Ma il bello deve ancora venire… La nostra Oca ha infatti attaccato il nascente sito sostenendo che i promotori non avessero le competenze e i titoli necessari, facendo passare il nostro amico Enzo Pennetta come un finto biologo, un genetista di fama mondiale come Wolf-Ekkehard Lönnig impreparato, il professore Ferdinando Catalano uno pseudo-fisico, Stefano Bertolini (unico studioso creazionista in Italia) un ciarlatano senza conoscenza della scienza…

In poche parole, la nostra Oca, non ha screditato le argomentazioni presentate sul sito appena nato, no, ci mancherebbe altro, ha cercato solamente di far passare tutti i professori, gli scienziati e gli studiosi dell’iniziativa come buffoni senza titoli.

Però, come sempre, chi la fa l’aspetti.

Leggendo i commenti succede qualcosa e alla fine si scopre che lei, l’Oca, quella che scredita i titoli altrui, in realtà si fa presentare come giornalista ma non lo è ed ha millantato un titolo che non ha (https://antidarwin.wordpress.com/2013/08/25/1731/)…

Per salvare la faccia la nostra “giovane” polemista ha quindi sostenuto che l’albo dei giornalisti (come tutti gli albi in Italia) non sono necessari in Europa… Piccola precisazione all’Oca: siamo in Italia e qui valgono ancora le nostre leggi e quindi per farsi denominare giornalista si deve superare un esame di stato.

Per terminare, la nostra ochetta, ha anche specificato che lei ha insegnato in tempi passati: un commentatore, giustamente, ha quindi chiesto cosa avrebbe insegnato e a che titolo… Si attende ancora la risposta: http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/08/27/competenze-e-titoli/.

Non è più una questione di scienza ma direi che è una questione di chi è onesto e di chi non lo è… Mentre in tutto il mondo il neodarwinismo è in grossa difficoltà, in Italia, sulle pagine web di importanti quotidiani e sulle pagine delle Università, si continua a “maneggiare” la verità rendendola ridicola.

A tutti coloro che hanno scritto in questo mese al comitato: sono in ritardo con le risposte, provvederò quanto prima a rispondere a tutti.

“The First Gene”


La manipolazione di simboli è una tecnica avanzata – basata su formalismi astratti – che è usata quotidianamente in tutti i campi dell’attività umana, dalla filosofia all’informatica, dalla matematica alla linguistica, dalla letteratura alla tecnologia. E` tipica dell’intelligenza, l’unico generatore di formalismi e informazione prescrittiva.

Progetto cosmo

Perché i processi fisici non intelligenti non possono creare manipolazione simbolica? Perché invece le cellule biologiche la usano massivamente? Le risposte a queste domande hanno a che fare con il problema dell’origine della vita? Un’origine naturalistica della vita è solo altamente improbabile o è addirittura concettualmente impossibile? Cosa è l’informazione prescrittiva funzionale e come può dare organizzazione ai sistemi ultra-complessi, come sono gli organismi? Cosa significa il principio “il formalismo governa la fisicalità”, in formula: F>P? Le forze fisiche non guidate, come sono descritte dalle equazioni della fisica, agiscono meccanicamente e senza mente; ma può veramente la meccanica spiegare la vita? Una proto-cellula minimale cosa comporta necessariamente? Di quale tipo è e come eventualmente può essere calcolata la complessità dei giganteschi biopolimeri presenti nelle macchine molecolari dentro le cellule?

Il libro “THE FIRST GENE – The Birth of Programming, Messaging and Formal Control” (USA, LongView Press, 2011), un’antologia scritta dal direttore del “Gene Emergence Project” David L. Abel, insieme con altri autori, investiga in dettaglio tutte queste complesse materie ed altre ancora, dal rigoroso punto di vista delle scienze pure, matematica, teoria dell’informazione, scienza dei computer, teoria della probabilità, biochimica. Per fare ciò esso ha dovuto aprire campi di ricerca del tutto nuovi, chiamati ProtoBioSemiotica e ProtoBioCibernetica.

Questo libro, dopo aver appurato che:

“Le cellule sono sistemi squisitamente organizzati per svolgere compiti basati su formalismi”; “il codice genetico è concettualmente ottimale”; “la chiave della vita sono i controlli [quindi la programmazione]”;

ne deduce logicamente:

“Il caso e la necessità non possono programmare, gestire o regolare”; “la selezione naturale non può operare al livello di programmazione genetica/molecolare”; “nessuna combinazione di caso e necessità può scrivere le regole formali per costituire un sistema di simboli”; “le mutazioni non producono nuova Informazione Prescrittiva”; “l’evoluzione non può produrre organizzazione e schemi con potenzialità proto-metabolica”; “l’ambiente inanimato non può programmare. Le leggi della fisica e della chimica non possono programmare”; “la selezione naturale è eliminativa, non creativa”; “è un’impossibilità logica per il caso e la necessità l’esercizio di scelte contingenti”.

Anche l’errore evoluzionista della “auto-organizzazione” o “auto-emergenza” è giustamente messo a nudo: “nessuna entità fisica può ‘auto-organizzare’ la propria esistenza. Un effetto non può causare se stesso”; “nessuna tendenza in un processo fisico esiste nella natura inanimata in grado di auto-organizzare qualsivoglia meccanismo utile”.

“THE FIRST GENE” esamina sistematicamente tutti gli scenari speculativi che la scienza materialista mette sul tavolo, quando cerca di spiegare naturalisticamente l’origine della vita. Tutti vengono smentiti perché – in due parole – la “fisicodinamica non può produrre e gestire formalismi”. Anche l’ultimo scenario, l’ipotesi del multiuniverso, è scartata:

“Immaginare universi fisici multipli o tempo infinito non risolve il problema dell’origine della biocibernetica formalista (non fisica) e della biosemiotica usanti sistemi simbolici rappresentazionali lineari digitali.”

In pratica, perché, per esempio, una cellula biologica non pensa semplicemente: “Ho bisogno di certi aminoacidi per fare una proteina, li prendo direttamente dal mio magazzino materiali”? Perché la cellula deve usare un sistema digitale indiretto di processo dell’informazione che è molto più complesso di una mera operazione analogica, come è l’estrazione diretta da un magazzino? A queste domande rispose brillantemente il matematico John von Neumann negli anni ’50 (anni prima della scoperta del DNA da parte dei biologi!). Egli dimostrò matematicamente che automi auto-riproducenti (come sono le cellule) richiedono del software, cioè istruzioni memorizzate. A loro volta le istruzioni memorizzate implicano necessariamente del processo simbolico. In un certo senso “THE FIRST GENE” parte dal punto in cui von Neumann si fermò ed affronta direttamente e in profondità tutti i problemi relativi all’origine della vita e del software che essa comporta, primo fra tutti se essi sono risolvibili meccanicamente o se invece non lo sono neanche in linea teorica. “THE FIRST GENE” studia e sviluppa concetti scientifici, metodi e strumenti per risolvere questi difficili problemi.

“THE FIRST GENE”, scritto in maniera superba da Abel e i suoi collaboratori, è veramente un libro che merita essere letto, e costituisce in un certo senso l’ultimo “chiodo nella bara” dell’evoluzionismo e dell’origine naturalistica della vita, che sono le più colossali illusioni nella storia dello scientismo materialista, perché pretendono – senza bisogno dell’intelligenza – di trarre la vita dalla materia inorganica, la vera complessità ed organizzazione dalla semplicità, il più dal meno.

PARIGI 30 SETTEMBRE: Conférence: Science, Evolution et Foi


L’événement s’organisera en deux parties de 18h à 20h puis de 20h30 à 22h avec une pause boulangère qui sera proposé au public entre 20h et 20h30.

Programme Prévisionnel :

Science, Evolution et Foi

18h00 : Accueil des participants et présentation des conférenciers,

ASN France

18h30 : Science, Evolution et Foi : Sélection Naturelle ou Action divine ?   

 Dr Oktar BABUNA, Neurochirurgien, Membre de la Fondation de Recherche Scientifique d’Istanbul

19h00 : Le darwinisme peut-il expliquer l’origine de la vie ?                                          Dr Fabrizio FRATUS, Sociologue, Président de l’Association Italienne sur l’Etude des Origines (AISO)

19h30 : L’évolution, une difficulté pour la Science et pour la Foi

Dominique TASSOT, Ingénieur des Mines de Paris, Président du Centre d’Etudes et de Prospectives sur la Science (CEP)

PRESSO

Espace des Congrès des Esselières de Paris-Sud (Villejuif)

Salle 7, Parking P1

3 Boulevard Chastenet De Géry, 94800 Villejuif (Métro 7, Bus 131)

 

Informations Pratiques :

Renseignements :

06 27 05 33 12

ou

info@asn-france.fr

 

Contact Presse :

Emir POUSSE

Mail : emirpousse@hotmail.com

Tel : 06 27 05 33 12

 

Antievoluzionismo in radio, recensione della puntata del 22/9


Dalle grida del sensazionalismo pubblicitario della “Particella di Dio”, ai silenzi delle mancate risposte dei sostenitori del darwinismo, nella recensione della puntata del 22 settembre. Cosa fanno un biologo,un fisico e un sociologo verso mezzogiorno di sabato? Vanno in onda con la nuova puntata di “Evoluzionismo:un ipotesi al tramonto?” Questo sabato si dispone di una mezz’oretta in più per dare la possibilità ad ognuno degli ospiti di avere il giusto spazio, e, aspettando l’arrivo del prof. Pennetta, ancora in orario di lavoro, Fratus parte mettendo a proprio agio la “guest entry” della puntata: Il prof. Ferdinando Catalano autore del saggio “La vita e il respiro e ogni cosa..”,che invito a leggere,dove,da fisico,affronta l’argomento della vita dal punto di vista della termodinamica e della teoria dell’informazione. Ma, appunto per far “scaldare” il prof. Catalano, non si entra direttamente e subito in argomento evoluzione e neodarwinismo , ma si parte dando una corretta informazione su un argomento che di recente è stato (fortunatamente non così massicciamente,ma forse solo perché sono arrivati diversi chiarimenti da sedi disparate ed abbastanza rapidamente, tuttavia tornando talvolta a rimbalzare in magazines e quotidiani o siti web ) utilizzato per una “scialba” operazione di “merchandising”; sto parlando della scoperta del bosone di Higgs, ovvero del fatto che essa sia stata fatta passare,senza motivo, come la “particella di Dio”. Ricordo a tal proposito ,ed è stato fatto anche in trasmissione,gli interventi di altri fisici, A. Lucarelli G.Masiero nonché l’ articolo apparso sulle stesse pagine di CS . Il prof. Catalano, con parole semplici e chiare, liquidando velocemente l’argomento maledetta-divina (benedetta,santa etc.) particella,chiarito quindi che nulla c’entri con la teologia, spiega in cosa consista realmente questa importante scoperta. Ossia, di aver quindi fondati motivi di aver trovato risposta alla domanda del perché esista la massa- spiega Catalano-“quella proprietà dei corpi che li fa resistere alle variazioni di velocità (aumento,riduzione,arresto),associata all’ inerzia del corpo”. Grazie all’acceleratore di particelle a Ginevra,sono state create energie quasi associabili,con alcuni ordini di grandezze inferiori, a quelle del Big Bang, ed è stato possibile scoprire la natura di questa proprietà. Catalano introduce così il concetto di campo (c.elettrico,c.gravitazionale,c.magnetico, etc…),una particolare proprietà che assume lo spazio, concetto strettamente correlato a quello di interazione a distanza. Così come la Terra crea il campo gravitazionale, e, così come, brutalmente, si può dire che cariche elettriche generano un campo elettrico, così avviene per il campo di Higgs. Per esempio, strofinando con una pezza di lana un pezzo di plastica, questo diviene capace di attirare ,per esempio, dei pezzettini di carta, ovvero di esercitare delle forze, forze elettriche. In questa regione dello spazio avverrà che cariche dello stesso segno si respingeranno, mentre cariche opposte si attrarranno. Ma perché elettroni, neutroni, elettroni etc.. hanno una certa massa e non una differente? La risposta sta proprio dietro al bosone di Higgs. L’idea di Higgs era che l’intero spazio contenesse questo campo (il campo di Higgs),questo spazio permea il vuoto ed è identico dappertutto (così osservando le stelle in una notte d’Agosto,per esempio,si sta guardando attraverso il campo di Higgs) e che le particelle (muone,elettrone etc..), influenzate da questo campo, acquisissero massa, a seconda proprio dell’interazione fra queste ed il bosone di Higgs. La fisica teorica, nel modello standard, sostiene che le masse delle particelle siano una misura di quanto intensamente esse vengono accoppiate con il campo di Higgs. Ovviamente quindi il bosone di Higgs non risponde alle domande ultime, non dice nulla sul perché essa esista,sul perché il vuoto fisico,quantistico, pieno di proprietà sia tale e non certo paragonabile al nulla metafisico,filosofico o biblico o teologico in generale..quindi con certi argomenti non c’entra nulla. Men che meno spiega l’origine della vita, sia essa sulla terra che in qualche regione dell’Universo. Si entra così in tema evoluzionismo e, casualmente, è anche il momento che vede il subentrare il prof. Pennetta in trasmissione. Si inizia dicendo un paio di cose sulla stucchevole e noiosa separazione dei saperi (sostenuta fra gli altri dalla Coyaud,in arte “ocasapiens”), molto funzionale a tacitare chi vuol parlare di certi argomenti, in primis evoluzione e neodarwinismo. Catalano, ricollegandosi al suo saggio ricordato in apertura, ricorda che “ riavvolgendo la pellicola all’inizio”, cioè parlando di origine della vita, si è di fronte a fenomeni caratteristici dell’indagine fisica, per esempio si devono considerare,e conoscere,nozioni di termodinamica. L’ evoluzione non è un terreno in cui possano parlare solo i biologi,le scienze sono divenute talmente intrecciate,correlate che non si può parlare di biologia senza parlare di chimica,bio-genetica,matematica, teoria dell’informazione,fisica etc.. inoltre se si considera che grandi divulgatori dell’evoluzionismo,del neodarwinismo sono matematici, filosofi,filosofi della scienza, astrofisici fra cui ricordiamo lo stesso prof. Telmo Pievani e il prof. P.Odifreddi,questa cosa appare veramente ridicola. Il prof. Pennetta ricorda che il contributo dei fisici nella storia della biologia è stato molto importante, ad esempio, Watson e Crick riconoscono il merito di come fosse fatto il DNA a E. Schrödinger “Cosa è la vita “ -1944-. Questo già fa rimanere perplessi sulla preparazione base della Coyaud nell’affrontare qualsiasi argomento, basti pensare che anche laddove parlino dei biologi l’ocasapiens va a contestare la validità dell’ateneo nel quale questi si sono formati e laureati. Fra l’altro, Odifreddi è “legato”al prof. Catalano per il fatto di essere in debito di una risposta ad una domanda postagli e ormai persa fra i petali del tempo… Fratus coglie l’occasione per ricordare che il “matematico impertinente” (che certamente io preferisco quando parla di Gödel o discorsi affini) non è certo l’unico neodarwinista da cui si è in attesa di risposte.. attesa che in tutti i casi sembra destinata ad aumentare progressivamente senza speranza d’arresto…anche considerando il fatto che lo stesso Odifreddi, per esempio, afferma che un incontro sarebbe (a suo giudizio ) un incontro tra sordi. Che già è consolante,considerando che l’esimio professore si considera sordo almeno quanto Catalano (altrimenti si tratterebbe di un incontro tra un sordo (Catalano) e uno che invece ci sente bene (Odifreddi). Catalano termina il discorso ricordando poi quanto le conoscenze,le idee valide,coerenti etc..valgano più dei titoli a se stanti, portando attenzione su due importanti scienziati : Faraday e Marconi, il primo analfabeta per problemi economici,divenuto membro della Reale Accademia delle scienze,il secondo che non aveva certo carriera accademica. E’ evidente che questo dell’insinuare il non “diritto” a parlare di certi argomenti, per alcune figure professionali e non, rappresenta né più né meno un espediente che rientra in tutto quel modus operandi col quale si va ad offendere, cercare di ridicolizzare,etichettare (creazionista,complotti sta, fondamentalista, matto,dipinge re ad hoc chi fa comodo così che le masse ne abbiano una certa visione,qualunque cosa questi vada poi a dire,scrivere etc.. Senonchè ,talvolta, accade che questi “attaccatori”, “agitatori di folla”, messi alle strette da una pressante replica argomentata a tutti questi tentativi di scherno, non avendo altra scelta, fanno ritirata non nominando più quella o quelle persone che avevano fino a poco prima sempre preso di mira, dirottandosi su altri argomenti, evitando il sorgere così di nuove e fastidiose repliche.. Si riprende quindi l’argomento dell’origine della vita e il prof. Pennetta ricorda che ,senza tanti problemi,e ne abbiamo parlato diverse volte su CS,i neodarwinisti tendono a scindere l’argomento abiogenesi, origine della vita da quello di evoluzione sostenendo che questa e il neodarwinismo si occupino di come si è sviluppata, come è cambiata,modificata la vita,dando quindi la sua origine come “assioma di partenza” e come cosa “ovvia” per il fatto che la vita c’è. Ma spiega anche che questo è un altro comportamento molto “di comodo”, per togliere un aspetto che crea enormi problemi, nonché qualcosa di profondamente sbagliato. Se si vuole conoscere una certa realtà non è possibile prescindere da come ci si è arrivati, poiché, molto probabilmente, il processo che ha portato ad averla farà o aiuterà notevolmente a comprendere come essa funzioni. Infatti, i meccanismi che furono all’origine della vita non possono che essere fondamentali per capire qualcosa di fondamentale sugli esseri viventi e che se si ipotizza un salto,compiuto dalla “non vita” alla “vita”,appare evidente che questo debba aver implicato dei meccanismi che non possono non aver svolto un ruolo anche in seguito, nei passaggi molto meno “difficili” di questo,cioè da una specie all’altra (macroevoluzione). Lo stesso CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) riporta un articolo sull’abiogenesi, ma analizzando le conclusioni del CICAP si potrebbe mostrare che, come in questo caso, le teorie proposte (e insegnate) non sono soddisfacenti e che andrebbero presentate come mere speculazioni non molto lontane da certi fenomeni “paranormali” dal CICAP severamente giudicati. CICAP che fa incontri su creazionismo, ID, anti-neodarwinisti come questo, rigorosamente senza la presenza di creazionisti, neodarwinisti etc. .ma con soli neodarwinisti, presentando un “minestrone” di, per lo più, miti, frequenti momenti di scherno, inesattezze e in generale di cose presentate per quel che non sono. Catalano ricorda quindi un incontro con N. Cabibbo (fisico, residente della Pontificia Accademia delle Scienze) avvenuto in occasione del Darwin Day 2009, in cui il fisico esordì dicendo che non aveva cognizione di causa per parlare di evoluzione, che non era un biologo, specificando quindi di non poterne parlare insomma, ma che si tratta comunque di qualcosa di certo, di un fatto come dire che piove quando sta piovendo. Catalano rispose che eppure si può formulare un’unica teoria, un’unica legge spiegabile attraverso un solo meccanismo, fra l’altro composita della proprietà di predittività, per cui in base alla legge posso prevedere il fenomeno, per spiegare la pioggia.. per dire perché e come piove; ma nel caso del neodarwinismo esistono praticamente tante teorie quanti biologi, quanti scienziati neodarwinisti esistono. Ferraguti rispose per Cabibbo spiegando che i meccanismi dell’evoluzione non sono meccanismi come quelli riproducibili in un laboratorio di fisica, si avvalgono di procedimenti ed indagini che non sono propri delle teorie fisiche, pertanto non si può pretendere che la teoria dell’evoluzione obbedisca criteri di scientificità delle teorie fisiche.. con sorpresa incredibile Ferraguti andò praticamente sostenendo che il neodarwinismo non è scienza!! Interviene quindi il prof. Pennetta questa teoria dell’evoluzione non è scienza in senso tradizionale perché è inverificabile, qualsiasi futuro, storica mi vuole spiegare il passato però con la storia caso contingenza anche qualunque passato fosse stato diverso lo spiegherebbe lo stesso. Ci si domanda così a cosa mai serva una teoria così,che non è neanche cattiva scienza.. è cattiva filosofia. Fratus e Pennetta ricordano che spesso si assiste a conferme di neodarwinisti che difendono a spada tratta il neodarwinismo, ma che in verità non conoscono poi ben la teoria di cui parlano Si verificano così vere e proprie filippiche, lunghe disquisizioni,tutta una serie interminabile di botta e risposta dove si è costretti, purtroppo, a riproporre argomenti già detti alla controparte che svia e devia il discorso altrove non toccando mai quello che è il nodo centrale del discorso,non entrando mai veramente nello specifico, anche perché come si arriva in sua vicinanza, di fronte all’evidenza di solito sviano e si rifugiano, se possono in un “no comment”. Perchè certamente, osservando, studiando e discutendo di tutti gli accadimenti che hanno interessato i viventi, quindi tutti i fattori non-biologici (cambiamenti atmosferici, impatti di meteoriti, inondazioni, glaciazioni, siccità, eruzioni vulcaniche, deriva dei continenti, catastrofismi vari etc etc.. ), tutti i fattori biologici esterni (invasioni di specie in ecosistemi,estinzioni etc..), tutti i fattori genetici e/o biologici interni (ossia quanto concerne tutta la “micro-evoluzione, quindi ibridazioni, speciazioni, incroci, chimere, mutazioni intra-specie (robertsonian fusion, tandem fusion etc..), trasposizioni,adattamenti all’ambiente propri di certe specie (metaprogrammazione, borrowed information), endogenizzazione, simbiosi etc…) si può spiegare una certa biodiversità, un certo cambiamento che interessa le specie nel tempo, come si verifica, dove etc.. Però, bisogna fare attenzione perché questo, visto come un macroscopico sistema, presenta in uscita solo varietà non nuove specie (concetto di per se difficile da definire in senso generale, ma si potrebbe dire qualcosa come: comunità di individui aventi lo stesso pool genico,che incrociandosi tra loro generano potenzialmente una prole illimitatamente feconda;ben diverso da .”un gruppo di organismi che condividono un antenato”(che neanche è una definizione perché viziata dalla teoria stessa così come dalla definizione di specie biologica,ossia l’esito di una speciazione biologica(allopatica ad esempio)).Infatti si ricorda che secondo il neodarwinismo progressivo accumularsi di piccole modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio,appunto con un meccanismo di caso e necessità, significativi cambiamenti negli organismi viventi,tanto da portare anche all’origine di una nuova “specie”. E che ,per quanto riguarda micro- e macro-evoluzione, l’unica differenza fra di loro starebbe nella scala, ma i processi sarebbero gli stessi. Ma non è tutto i neodarwinisti (anche i più stimati e referenziati) sostengono che le uniche verifiche sperimentali che si possono fare sono quindi quelle basate su batteri et similia, situazione in cui affermano che le tanto attese conferme ci sono, che basterebbe guardare gli esperimenti di Lenski su E. coli. Ovviamente,repetita iuvant, il fatto che macro e micro sian la medesima cosa su scala differente è una mera congettura non corroborata da nulla,e addirittura presto dovrebbe essere presentato uno studio che ne dimostra l’impossibilità matematica.. Pennetta precisa quindi che talvolta quando si sente “l’evoluzione è un fatto”, in verità bisognerebbe fare quella che nel Medioevo si chiamava explicatio termino rum. Infatti in quel caso con evoluzione si dovrebbe intendere la successione di viventi nel tempo che cambiano, la testimonianza fossile di una successione. Cosa che è una lettura per così dire storico-scientifica dei dati di cui si dispone, che è un’ipotesi falsificabile,non falsificata,che spiega i fossili nella colonna nel modo più semplice (rispetto a come possono o potrebbero fare altre “letture”) e senza dover far ricorso a grandi catastrofismi o altro di cui non si può dimostrare scientificamente l’avvenimento e ipotesi che può comunque essere considerata soddisfacente per definire cosa siano quei dati. Su questi dati poi il neodarwinismo costruisce una teoria che intenderebbe spiegare l’origine delle nuove specie da antenati comuni mediante meccanismo di caso e necessità(ovviamente integrata con tutto quanto concerne la “Sintesi Estesa”,quindi contingenze etc etc..) E così ad oggi,quando dalle ricerche è scaturita un’immagine della cellula basata non più sui “mattoni fondamentali”, cioè i geni(egoisti),ma bensì su una rete ricorrente di relazioni funzionali integrate a vari livelli, relazioni che si esprimono in processi circolari, spesso delocalizzati e strutturati in modo gerarchico, continuare sostenendo certe cose appare chiaro che non è scientifico, assomiglia piuttosto a una presa di posizione ideologico-fideistica.. Fra l’altro, laddove,ricorda Pennetta, si verificano le condizioni,al verificarsi delle quali (isolamento ,somma di mutazioni etc..) dovrebbe verificarsi evoluzione si assiste in buona sostanza all’opposto. Una delle cose forse più paradossali è che per far fronte alle probabilità che muovono così contro il neodarwinismo viene introdotto un curioso e furbo espediente. Si introduce il termine infinito, attraverso la teoria del multi verso, così da ricondurre la probabilità,quantomeno al nostro universo, “soggetto” a principio antropico a qualcosa di verificabile. E’ un po’ come se si avessero 300 dadi a 20 facce l’uno e si volesse ottenere una precisa sequenza di 300 caratteri… Appare evidente che non basta il tempo di cui si dispone non solo in vita ma anche miliardi di anni non diventano così tanti. Allora si ovvia ipotizzando infinite braccia, con ognuna delle quali effettuare un tiro con un contenitore contenente i 300 dadi…se questa è scienza…. “La scienza si costruisce con i fatti come una casa si costruisce con i mattoni. Ma un mucchio di fatti non è scienza così come un mucchio di mattoni non è una casa” -E. Poincarè- Il link alla puntata è disponibile al seguente indirizzo: http://depositfiles.com/files/wrg0ue1s1

EVOLUZIONISMO


Ritiene che le specie attuali siano derivate da altre specie molto diverse e più semplici. Va inteso nel senso di macroevoluzione ed è scorretto intenderla nel senso di microevoluzione, perché la microevoluzione non è specifica di questa concezione e non è oggetto di discussione, essendo accettata da tutti. A monte si collega in genere con la abiogenesi e con il Big Bang, mentre a valle si collega col darwinismo. Si contrappone al fissismo e al creazionismo. Alcuni distinguono lecitamente fra evoluzione (intesa come fatto più o meno accertato) ed evoluzionismo (inteso come interpretazione materialista dell’evoluzione), ma se non c’è una precisazione esplicita, i due termini vanno considerati equivalenti.

Fernando De Angelis