A CRETA PASSO’ UN UOMO – 6 MILIONI DI ANNI FA.


Ecco l’ennesima testimonianza empirica di come la scienza non sappia praticamente nulla sulle nostre origini. Gli evoluzionisti continuano a produrre una tale quantità di stupidate inverosimili frutto solamente della loro ossessione materialista, sono estremamente ridicoli!

 

Un uomo ha lasciato  le sue impronte sulla sabbia di quello che forse era una spiaggia, forse il letto di un fiume asciutto, nella zona di Trachilos,  Creta Occidentale. Un uomo dai piedi nudi identici a quelli nostri. Solo che lui passò là 5,7 milioni di  orsono, quando secondo la paleontologia non dovevano esserci uomini, ma al massimo “ominidi”.  La famosa Lucy indicata come nostra antenata, è di un paio di milioni di anni più “giovane”  della persona (o persone) che passeggiarono a Trachilos,  e di cui presumiamo di cui presumiamo dovesse essere discendente. Lo Ardipitechu Ramidus, di 4,4 milioni di anni  fa, ha lasciato le sue impronte in Etiopia: ma sono le impronte di una scimmia, anche se lo si addita come “diretto antenato dell’uomo”.

Due orme dello stesso individuo mentre sostava.

Invece le orme del passeggiatore di Creta, lunghe  media 21 centimetri, sono inequivocabili:  sono l’impressione di due “bulbi” distinti tipicamente umani (uno è il calcagno, l’altro l’alluce, che lasciano tracce globulari);  l’alluce non è opponibile; le dita più piccole sono tutte parallele, e –   fato degno  di nota – non mostrano di aver avuto artigli.

Le foto qui permettono di confrontare l’impronta di orso (in alto) con quella di un  ominide non antropomorfo (in mezzo) e dell’uomo di Creta  (G) a fianco di un piede contemporaneo.

Sono convincenti per sé. La datazione è stata fissata anch’essa in modo certo,  grazie all’esame dei pollini fossili  imprigionati nello stesso strato di quella che fu un tempo sabbia o fango.

Questa scoperta non solo distrugge la teoria (dovremo dire la narrativa) della “nascita” dell’uomo dall’Africa, come evoluzione di scimmioidi che avrebbero adottato a poco a poco la posizione eretta, e “perciò” (sic) sviluppato un cervello di grandi dimensioni; suggerisce anche l’esistenza antichissima dell’uomo già “perfetto”, al di fuori della narrativa evoluzionista; quasi a conferma dell’antica idea che l’uomo sia in qualche modo il modello “archetipo”,  ideale platonico,   che le altre forme animali “imitano” in  modo sempre più imperfetto quanto più si allontanano dall’Asse di quella ideale forma. In questo senso si potrebbe dire  paradossalmente che è la scimmia a discendere dall’Uomo, come copia più approssimata.

L’impronta di Creta.

Non  stupisce apprendere al professor Per Ahlberg dell’Università di Uppsala, coautore della scoperta,  che “abbiamo faticato ad ottenere la pubblicazione  del  rinvenimento:  l’antichità  e la localizzazione  delle impronte le ha rese controverse”  agli altri studiosi  evoluzionisti.  Dovevano essere in Africa,  e dovevano essere più giovani dell’ominide etiopico. Altrimenti  disturbano  la  narrativa, come è già avvenuto per l’Homo Antecessor,  trovato alla Gran Dolina in Spagna, che non  è permesso datare per come è, 1,2 milioni di anni fa, perché la sua dentatura è quella di un contemporaneo.

(Qui l’articolo originale, anche per i dettagli tecnici sulla datazione:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S001678781730113X)

 

Tre orme ben coservate a Creta

 

IN TURCHIA VINCE LA VERA SCIENZA


Un pò di attualità:

in Turchia hanno tolto l’evoluzione della specie dai libri di testo di scienze, una grande vittoria della scienza.

Qui di seguito riportiamo un bell’articolo del prof. Enzo Pennetta in cui spiega perchè a suo giudizio è un errore avere tolto l’ipotesi darwinista dai libri. Noi la pensiamo in modo differente in quanto riteniamo  l’evoluzionismo (in ogni sua forma)  una visione del mondo di tipo filosofico e per molti aspetti un credo religioso e certamente non una teoria scientifica.

Come scritto in diversi articoli, l’idea evoluzionista, non deve essere presentata nei testi di scienze ma in quelli di storia o di filosofia …

Darwin, passo falso della Turchia: vietato l’insegnamento. Ma in fondo anche in Occidente…

 

 

La decisione turca di non insegnare più la teoria di Darwin è un grande errore.

Ma a ben vedere non viene insegnata neanche da noi…

La notizia tutto sommato ha fatto meno scalpore di quanto si potesse immaginare, infatti l’annuncio della Turchia di voler escludere la teoria dell’evoluzione dall’insegnamento delle scuole superiori ha occupato uno spazio modesto sui media.

Pikaia ha dedicato alla cosa un rassegnato articolo intitolato “La Turchia dice addio a Darwin” in cui ricorda una serie di altri articoli che affrontavano l’antievoluzionismo anatolico. Assai modesta anche la reazione sul Corriere che ne parla in un telegrafico articolo “Turchia, via Darwin dai libri di testo a scuola” a firma di di Monica Ricci Sargentini, tanto stringato che è possibile riportarlo per intero:

Darwin addio. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della Turchia non si insegnerà più la teoria dell’evoluzione “perché troppo controversa e difficile da capire”. L’annuncio è stato dato dal ministero dell’Istruzione. Il capito “L’inizio della vita e l’evoluzione” sarò cancellato dai testi scolastici di biologia e sarà a disposizione solo agli studenti che decideranno di fare l’università.

“Siamo consapevoli che se  i nostri studenti non hanno le conoscenze per capire le premesse e le ipotesi – ha detto Alparslan Durmus, il capo della commissione educativa nazionale – o se non hanno le conoscenze e la struttura scientifica richiesta, non potranno capire alcuni temi controversi, quindi li abbiamo lasciati fuori dal programma”.

La decisione ha creato scalpore nelle università dove è stata duramente criticata dai docenti laici. L’unico altro Paese a escludere l’evoluzionismo dalla scuola è l’Arabia Saudita con cui Ankara non va di certo a braccetto.
I creazionisti cristiani e musulmani contrappongono alle teorie di Darwin quella di un disegno divino. Molti di loro ritengono l’evoluzionismo corrosivo per la fede religiosa nei più giovani. Anche nelle file dell’Akp, il partito filoislamico guidato dal presidente Recep Tayyip Erdogan diffida dell’evoluzionismo che il vice primo ministro Numan Kurtulmus ha definito “vecchio e putrefatto”.
Se fosse ancora vivo Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna, inorridirebbe.

Non molto diversamente va sulla Stampa:

La teoria dell’evoluzione di Darwin rischia di scomparire dai programmi delle scuole superiori della Turchia. E il principale partito di opposizione, il laico Chp, promette battaglia contro il piano del governo che vuole mettere al bando Darwin dalle scuole pubbliche. Per Alpaslan Durmus, funzionario del ministero dell’Istruzione a capo del dipartimento che si occupa dei programmi scolastici, la teoria di Darwin è troppo «complicata» e «controversa» per i giovani ed è per questo che va esclusa dai programmi.

La riforma avrebbe il via libera del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e potrebbe essere pubblicata la prossima settimana sulla Gazzetta Ufficiale. La questione suscita le preoccupazioni degli attivisti e alimenta il dibattito sulla laicità in Turchia. Per il numero due del Chp a Istanbul, Baris Yarkadas, «eliminare dai programmi quella che è una teoria dimostrata significa mettere da parte la scienza». «Il governo dell’Akp la sostituisce con un programma che prevede i principi della sharia», ha tuonato Yarkadas in dichiarazioni all’agenzia di stampa Dpa. Il Chp promette un ricorso ufficiale se il governo non farà marcia indietro.

Non c’è molto da dire, in fondo la decisione turca non fa che confermare l’immagine di uno Stato che va radicalizzandosi e quindi una deriva “creazionista” rientra nel frame andando anzi a confermarlo e rafforzarlo.
Ma volendo osservare la vicenda da un punto di vista critico nei confronti del darwinismo, la conclusione è che si tratta di un grande errore, non vero infatti che si una teoria troppo complicata e infatti si può spiegare benissimo ai ragazzi di ogni età.
Il vero errore sta nel fatto che anziché vietarla si sarebbe dovuto insegnarla per davvero, spiegandola cioè per come essa è veramente e come è stata nella versione iniziale. Solo spiegandola veramente bene, come da sempre ho sostenuto sulla pagine di CS, gli studenti possono vedere quanto essa non sia soddisfacente. Negandone l’insegnamento si rischia invece di farne una teoria “martire” che potrebbe essere facilmente idealizzata realizzando una sorta di eterogenesi dei fini.
Ma voglio concludere dicendo una cosa che apparirà sorprendente e che lo è solo per chi non conosce approfonditamente le realtà di cui si parla: la teoria darwiniana non viene insegnata neanche in Italia e in tutto l’Occidente. Parlo specificamente del caso italiano che conosco bene, come vado dicendo da anni  sui testi scolatici alla voce “evoluzione” corrisponde una macchietta caricaturale o un cervellotico giro di parole che confonde le idee su quella che è la vera teoria. Conclusione: nessuno viene messo in grado di vedere quanto la teoria non spieghi in realtà nulla, al massimo la microevoluzione e non certamente l’origine delle specie come la intendeva Darwin.
E allora ecco che la Turchia si allinea paradossalmente al resto del mondo: la teoria viene vietata o spiegata male e così viene sottratta alla critica razionale degli studenti.
La decisione turca rappresenta quindi una sconfitta dell’autentica critica al darwinismo.