PRONTA LA MAPPA IN HD DEL GENOMA UMANO ECCO PERCHE’ OGNUNO E’ UNICO


DNA

 

La notizia pubblicata sulla rivista Science, riportata dai giornali del 25 Dicembre 2018, permette di capire quali sono gli elementi che rendono unico ciascuno individuo e fornisce i numeri impressionanti delle possibili combinazioni dalle quali può emergere un individuo. La nuova mappa ottenuta dalla DeCode genetics del gruppo Amgen, basata sul DNA di 150.000 islandesi, indica come interagiscono due elementi chiave dell’evoluzione umana:il processo di ricombinazione cromosomica che avviene quando il patrimonio genetico di spermatozoi e ovociti si fonde al momento della fecondazione e la comparsa delle nuove mutazioni, ossia delle decine di varianti che compaiono continuamente nel DNA e che non vengono ereditate dai genitori.

In effetti non si tratta di mutazione in senso darwinista, ma di differenziazioni formale e non strutturale in modo che gli individui appartenenti alla stessa specie siano differenti nella forma e non nella sostanza, perché ogni appartenente alla stessa specie è unico nell’unicità della specie, costituita dalle stesse proteine, diverse da quelle di altre specie, nell’ambito dell’unicità del sistema matematico che governa l’Universo. Perché la Natura è matematica è un mistero,afferma il fisico atomico Richard Feynman, premio Nobel per l’elettrodinamica quantistica. Il processo di ricombinazione cromosomica avviene nella fase pregametica, propedeutica alla maturazione procreativa degli spermatozoi e degli ovociti, che si avvale della meiosi, del crossing over, della mutazione puntiforme e dei trasposoni e non all’atto della fecondazione, come riporta il redattore,  in cui si ha l’associazione dei caratteri dei genitori e di tutti gli ascendenti, genitori compresi, fino a pervenire a quelli codificati nel  DNA originario della specie di appartenenza. Per ricombinazione cromosomica s’intende il fenomeno che risale al periodo in cui a livello testicolare il capostipite dello spermatozoo e a livello delle ovaie il capostipite dell’ovocita una volta intrapresa e raggiunta la fase procreativa con le modalità sopraindicate, vengono denominati gameti. In tale processo il DNA della coppia paterno-materna dei due filamenti di ogni cromosoma cambia posizione e scambia reciproche parti  in modo che i relativi geni codifichino nei figli e in questi tra di loro per caratteri differenti da quelli dei genitori.  Il DNA originario in potenza possiede, in base alla specie di appartenenza, tutte le sequenze codificanti per i caratteri che si esprimeranno lungo l’arco di vita dei discendenti, per cui non si può parlare di nuove mutazioni, come sopra accennato, ma di ricomparsa, definita reversione dai genetisti, di remoti caratteri già posseduti dagli ascendenti, per cui le 200.000 presunte nuove mutazioni, come si legge al successivo periodo, rientrano nella  dinamica originaria del patrimonio genetico, che codifica periodicamente per la ricomparsa di tali caratteri in base alle leggi di Mendel. La recente decodificazione del nostro DNA ha sancito la nostra unicità. Cioè non esiste un patrimonio genetico standard, ma  tanti quanti sono i diversi esseri viventi. Espressione di tale unicità nei viventi è la cellula. Il differente aspetto degli organismi composti è il prodotto di due patrimoni genetici differenti di due cellule genitoriali (spermatozoo e ovocita) uniche per specie, in cui l’unicità non si fonde ma si associa con quella dei figli, per cui continua a manifestarsi nelle gravidanze successive. Parlare di evoluzionismo darwiniano in un contesto di unicità universale in cui anche noi siamo inseriti, non è possibile, perché l’unicità, sancita dalle Leggi Universali della Natura (energia elettromagnetica; energia gravitazionale; energia forte; energia debole) e dal singolo evento della meccanica quantistica per la quale la misura che regge l’Universo è l’Unicum, fenomeno irripetibile che si ripete in forme differenti, non lo permettono.

Si deve a entrambi questi processi (ricombinazione cromosomica e unicità universale di ogni singolo evento di cui è espressione il DNA di ogni singola persona ) se ogni individuo è davvero unico. La ricerca si riferisce all’analisi di 4,5 milioni di ricombinazioni e di oltre 200.000 muove mutazioni. Sono numeri impressionanti, osserva il genetista Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, se pensiamo che le possibili combinazioni,ossia i possibili embrioni che possono derivare dal DNA di due individui, sono 70 miliardi.

 In conclusione queste ulteriori ricerche sperimentali confermano l’unicità e l’irripetibilità di ogni patrimonio genetico, peculiarità che esclude qualsiasi processo evolutivo darwiniano. Se il potere codificante del patrimonio genetico fosse condizionato dal rarissimo errore di trascrizione dell’informazione genetica dal DNA all’RNA, come sostengono i neodarwinisti, le possibilità di variazioni formali di appartenenti alla stessa specie, non avrebbero potuto raggiungere, per la rarità dell’errore, il numero di 7 miliardi di variazioni per singola gravidanza. Non solo, ma perché si potessero realizzare i 7 miliardi di variazioni, se queste non fossero già codificate nel DNA originario, sarebbero stati necessari tempi di gran lunga superiori a quelli dell’origine dell’Universo.

Giovanni Lo Presti

Bibliografia.

Giovanni Lo Presti, Darwinismo e Genetica. Il diavolo e l’acqua santa. Albatros Editore, Roma, 30 Gennaio 2019.

L’estinzione più grande della storia, una tragedia che non ha uguali


 

Il darwinismo è una religione

MAIALE

Forse indotti da ciò che scrisse lo stesso Darwin, si sono concentrati tutti sulla testimonianza dei fossili per cercare il “cosiddetto anello mancante”. Non me ne vogliano i paleontologi, ma se l’archeologia è considerata una scienza non scienza, non è da meno la paleontologia. Penso alla polizia scientifica, che perseguendo una pista sbagliata ha indotto a errori giudiziari, esaminando una scena del delitto ancora calda. La storia moderna è piena di errori giudiziari, nonostante i progressi tecnologici. Figuriamoci i “casi freddi” della paleontologia. Ma cogliere il criminale mentre compiere il reato, rende l’attribuzione della colpa più semplice ed efficace, non è così?

Per questa eccessiva attenzione ai fossili si è trascurata una realtà oggettiva incontestabile: le specie attualmente viventi.

Mutazioni nel corso di milioni di anni, mutazioni importanti tra pesci ad anfibi, da anfibi a uccelli, da uccelli a mammiferi tra primati e ominidi e tra ominidi e homo sapiens (ho semplificato le specie e le transizioni). Che siano avvenute in modo lineare, o a salti in tutto questo tempo le specie in via di transizione (rettili con le piume o uccelli con le squame) devono essere state milioni. Come mai non si vedono più? Applichiamo questo ragionamento ai cosiddetti ominidi. Secondo evoluzionisti come Ian Tattersal, homo di neandertal, homo erectus, homo sapiens ecc. convivessero assieme circa 40.000 anni fa. Nello stesso periodo erano presenti anche le scimmie antropomorfe (un anello indietro nella scala evolutiva e meno adattive). Oggi però abbiamo le scimmie antropomorfe e l’homo sapiens, presenti negli stessi ambienti. Tutti gli altri ominidi (più dotati evoluzionisticamente sono scomparsi).

Gli anelli mancanti non si trovano tra i viventi! Questo grande mistero dell’estinzione solo delle specie transitorie costituisce una tragedia senza precedenti (viste le quantità di mutazioni necessarie tra le varie specie e il tempo intercorso; stiamo parlando di miliardi di esseri viventi). Siamo davanti alla “selezione provvidenziale” per il neodarwinismo!!  Cioè, non quella “naturale” postulata da Darwin ma da quella taciuta che potremo definire “scientifica”! La selezione scientifica di milioni di esseri viventi che proprio in base alla teoria della selezione naturale dovrebbero avere più ragioni per continuare ad esistere!

 

Sento poco parlare di questo strano evento e senza meno, non ho mai trovato spiegazioni su questo. Forse abbiamo il “criminale” in corso di reato!

 

 

Il pensiero di un lettore.

Si fa presto a dire “Buon compleanno Darwin”…


Oggi è il Darwin Day, una celebrazione in onore di Charles Darwin che si tiene in occasione dell’anniversario della sua nascita, il 12 febbraio.
Il darwinismo è il paradigma dominante, ma chi l’ha detto che non lo si possa almeno criticare senza temere di esser tacciati di oscurantismo? Non tutti lo sanno, ma già nel lontano 1980 il genetista Giuseppe Sermonti (che ci ha lasciato poco fa) scrisse un saggio, pubblicato da Rusconi e ora letteralmente introvabile, intitolato Dopo Darwin. Critica all’evoluzionismo. La critica al darwinismo è una teoria fuori moda, ma ha una sua dignità storica. (Emanuele Beluffi)

Il 12 febbraio del 1809, 205 anni fa, nasceva Charles Darwin e anche quest’anno si celebra il Darwin Day, una sorta di Natale dei laici.

La figura di Darwin, “padre dell’Evoluzionismo”, é nota a tutti e fu Margherita Hack a dare la definizione più celebrativa per gli atei in Italia: a Darwin «si deve la concezione secondo la quale la vita si è originata a partire da forme semplici verso quelle più complesse senza ricorrere a Dio per alcuna spiegazione», per cui “Darwin è un corretto simbolo antiteista”.

E noi siamo convinti che la scienziata avesse ragione: Darwin è un testimonial della concezione atea del mondo. La sua teoria, infatti, si basa solamente su presupposti materiali e meccanicistici, ma oggi sembra che il suo sistema basato sullo sviluppo dal più semplice al più complicato non regga alla verifica sperimentale. Ad oggi, comunque, l’idea di Darwin è indispensabile come sostegno alla concezione atea del mondo.

Ma qualcosa sta cambiando: è di questi giorni la divulgazione del documento sottoscritto da oltre mille scienziati di tutto il mondo in cui si spiega come la teoria dell’evoluzione del naturalista inglese non abbia riscontro nella ricerca sperimentale. La dichiarazione specifica recita: “Siamo scettici nei confronti delle affermazioni sulla capacità della mutazione casuale e della selezione naturale di spiegare la complessità della vita. Dovrebbe essere incoraggiato un attento esame delle prove per la teoria darwiniana”.

A rafforzare le tesi degli scienziati di tutto il mondo c’è anche il nuovo libro di Giovanni lo Presti (Darwinismo e genetica. Il diavolo e l’acqua santa, editore Gruppo Albatros Il Filo, 420 pagine), medico primario e insegnante. Un testo in cui si affronta la teoria dell’evoluzione della specie partendo dalla genetica. Il libro, molto ben composto, ha il pregio di essere alla portata di un pubblico non addetto ai lavori affrontando con linguaggio scientifico e questioni complesse.

Il volume si pone domande specifiche: qual è stato il processo che ha portato alla comparsa della prima cellula con capacità di autoriprodursi? Perché le fondamentali acquisizioni della genetica di oggi mettono in crisi le ormai datate intuizioni di Darwin?

Dalla nascita della filosofia a oggi la domanda sulla nostra origine si sviluppa in una complessità irriducibile di interpretazioni, sia di carattere scientifico che filosofico e teologico, ma siamo ancora lontani dal comprendere la reale motivazione del come mai siamo qui. Suggeriamo pertanto la lettura del libro di lo Presti, assieme a quella del testo a favore dell’evoluzione come il noto Il gene egoista. La parte immortale di ogni essere vivente,di Richard Dawkins. Forse un domani avremo, perseverando con la ricerca e il dubbio, la possibile risposta veritiera sul perché siamo su questa terra.

 

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2019/02/12/si-fa-presto-a-dire-buon-compleanno-darwin/

Oltre 1000 scienziati dichiarano: il darwinismo è una balla!


Viene celebrato come una star, unico caso di uno scienziato… il perchè? Semplice la tua teoria è alla base della società competitiva in cui viviamo.

Evoluzione darwiniana

Oltre 1.000 scienziati di dottorato provenienti da tutto il mondo hanno firmato una dichiarazione che esprime pubblicamente il loro scetticismo sulla teoria contemporanea dell’evoluzione darwiniana. La dichiarazione, che si trova online su dissentfromdarwin.org , recita: “Siamo scettici nei confronti delle affermazioni sulla capacità della mutazione casuale e della selezione naturale di spiegare la complessità della vita. Dovrebbe essere incoraggiato un attento esame delle prove per la teoria darwiniana. “ 

“Poiché nessuno scienziato può dimostrare come il meccanismo di Darwin possa produrre la complessità della vita, ogni scienziato dovrebbe essere scettico”, ha detto il biologo Douglas Axe, direttore del Biologic Institute. “Il fatto che la maggior parte non ammetterà questo espone l’effetto malsano della pressione dei pari sul discorso scientifico”.

Dichiarazioni false sull’evoluzione darwiniana

Discovery Institute ha pubblicato per la prima volta il suo Scientific Dissent from Darwinism in The New York Review of Books nel 2001 per sfidare false affermazioni sull’evoluzione darwiniana della serie Evolution di PBS . I promotori della serie, tra gli altri, hanno affermato che “praticamente ogni scienziato al mondo crede che la teoria sia vera”.

Bruce Chapman, Presidente del Consiglio di amministrazione di Discovery Institute, ha trovato 100 dottorandi per firmare la dichiarazione iniziale di dissenso. Comprendendo che c’erano probabilmente più scienziati in tutto il mondo che condividevano lo scetticismo sull’evoluzione darwiniana e che erano disposti a registrarsi, l’Istituto ha mantenuto la lista e l’ha aggiunta continuamente sin dal suo inizio. 

L’elenco dei firmatari comprende ora 15 scienziati delle National Academies of Science in paesi tra cui Russia, Repubblica Ceca, Brasile e Stati Uniti, nonché della Royal Society. Molti dei firmatari sono professori o ricercatori delle principali università e istituti di ricerca internazionali come l’Università di Cambridge, il Museo di storia naturale di Londra, l’Università statale di Mosca, l’Università di Hong Kong, l’Università di Stellenbosch in Sud Africa, l’Institut de Paléontologie Humaine in Francia, Ben -Gurion University in Israele, MIT, Smithsonian, Yale e Princeton.

“Come biochimico sono diventato scettico sul darwinismo quando mi sono confrontato con l’estrema complessità del codice genetico e le sue molte strategie più intelligenti per codificare, decodificare e proteggere le sue informazioni”, ha affermato il dottor Marcos Eberlin, fondatore della spettrometria di massa di Thomson. Laboratorio e membro della National Academy of Sciences in Brasile.

https://evolutionnews.org/2019/02/skepticism-about-darwinian-evolution-grows-as-1000-scientists-share-their-doubts/?fbclid=IwAR0ibFr7k7p9g-op8JYlyzWoqwYkJikfiz-hcJpyJdtQp02qC0MpZ-44SPU

I quotidiani e gli evoluzionisti vivono di stupidate, menzogne e falsità. La scienza è tutt’altra cosa.


I sostenitori della  teoria di DARWIN E L’EVOLUZIONE della specie manipolano la realtà dei fatti e fanno circolare vere e proprie menzogne, non si parla di interpretazioni ma di falsità vere e proprie. Ecco che i giornali titolano “nel corpo umano almeno 9 parti inutili… “    Ma quanto c’è di vero?

Praticamente nulla. Si arriva a citare la farsa di Haenkel, una delle frodi più assurde della scienza, la famosa ricapitolazione riportata nei testi scolastici: “durante lo sviluppo embrionale, continua la biologa, spunta anche una coda, che poi scompare tranne in rarissimi casi, di cui il coccige è un rimasuglio”. Lei è Dorsa Amir e quanto sostiene è pura follia, il coccige ha una funzione specifica che tutti conoscono: serve a mantenere le persone rette grazie ai diversi muscoli che si collegano a “rimasuglio”. Sostenere che il coccige è un resto dell’evoluzione è una stupidata incredibile. L’appendice svolge uan funzione di difesa contro le malattie infettive. Lo stesso vale per tutti gli esempi che riporta… ma forse quello che tutti possono maggiormente ricordare sono le tonsille. Con L’idea che fossero un residuo, per anni, venivano tolte, mentre oggi sappiamo che le tonsille hanno un importante ruolo. Come tutti gli organi.

messaggero

junker

 

Poi ci si chiede perché i giornali non vengono più letti, riportano vere e proprie stupidate, senza senso e le fanno passare per fatti scientifici.

 

Il mistero delle origini: Esiste un’ipotesi creazionista in alternativa all’evoluzionismo


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Lo scontro tra “creazionismo” ed “evoluzionismo” avviene interamente nel campo della storia naturale, non in quello della scienza galileiana. La storia del mondo non può essere dimostrata, al massimo costruita su degli “indizi” che lasciano aperta la strada a diverse interpretazioni. Gli evoluzionisti materialisti pretendono che la spiegazione sia esclusivamente materialistica, altrimenti non sarebbe “scientifica”. Noi crediamo che in tal caso semplicemente non sarebbe materialistica e punto. Gli scienziati membri, simpatizzanti e molti altri che condividono la nostra impostazione, hanno in comune la mente aperta e non aprioristicamente preclusa alle interpretazioni non materialistiche dei fatti della storia naturale. Ma sanno distinguere tra obblighi istituzionali di insegnamento e convinzioni personali. Per quanto riguarda la storia naturale, semplificando possiamo dire che la differenza tra lo scienziato credente e quello ateo è che per il primo la storia del mondo non è dovuta al caso, mentre per il secondo è dovuta al caso. Fin qui il discorso è sul piano, per così dire, filosofico. In questa accezione del termine, il “creazionismo” è una posizione filosofica . In conclusione siamo d’accordo che il “creazionismo” “in tutte le accezioni note del termine non può avere nulla a che vedere con la scienza” nel senso galileiano del termine. Il creazionismo non è scienza ma fede, però fede ammessa e non contraddetta dalla scienza. Per quanto riguarda la “storia naturale”, il discorso è un po’ diverso. In questo campo la scienza galileiana non da risposte migliori delle interpretazioni non materialistiche. I fatti conosciuti sono interpretabili in modi diversi. Ed i scienziati “creazionisti” si distinguono per la loro mente aperta, dato che non precludono – per preconcetto o pregiudizio – lo studio delle interpretazioni non materialistiche. La scelta di campo creazionista o ateo non impedisce di essere buoni scienziati. E non lo impedisce nemmeno l’interpretare la storia del mondo in chiave creazionista oppure atea. Lo impedirebbe solo il non rispetto delle leggi naturali. Per essere buoni scienziati e naturalisti non è necessario essere materialisti o atei o sostenere una particolare visione della storia. Almeno fino a quando gli esami di ammissione alle università non vengano sostituiti con giuramento di fedeltà al materialismo ateo.