Il museo di storia naturale di New York inganna il pubblico


CODA1

di Keaton Halley

Articolo tradotto con permesso da www.creation.com

Articolo originale http://creation.com/tailbone

Tradotto da Daniel Fantasia per AISO (www.origini.info)

Durante una recente visita al museo americano di storia naturale (AMNH) a New York, ho notato un cartellino che ha destato in me imbarazzo per l’istituzione. Affermava che il coccige umano, o osso della coda, non avesse alcuno scopo, ma che ci ricordasse che gli umani sono discendenti da animali ancestrali con le code. (enfasi aggiunta).

Non ha alcuno scopo? Sul serio? Questa affermazione è assurda. Nonostante gli evoluzionisti a partire da Darwin abbiano imposto al pubblico questo tipo di stupidaggini, tutti coloro che si sono scomodati di investigare il ruolo del coccige possono osservare che questo non sia vero. Infatti il coccige fornisce un valido contributo per il corpo umano, mentre la sua presunta derivazione da antenati con la coda è basata su assunzioni evoluzionistiche, non fatti concreti.

Discussione basata sull’ignoranza

Gli evoluzionisti hanno continuamente ostacolato la scienza dichiarando che varie parti del corpo sono inutili. E’ piuttosto sciocco da parte dei curatori dell’AMNH asserire che una qualsiasi caratteristica del corpo umano possa essere inutile. Come si potrebbe dimostrare una cosa simile? Anche se non è conosciuta alcuna funzione, c’è sempre la possibilità che una funzione esista, ma di cui siamo ignoranti. Inoltre i passati errori degli evoluzionisti sulle presunte parti del corpo “vestigiali” non ispira fiducia.

Nel famoso “Processo Scopes” del 1925, gli evoluzionisti affermarono che esistettero “non meno di 180 strutture vestigiali nel corpo umano”.(1) Da quel momento in poi, sono state essenzialmente scoperte le funzioni di tutte queste, incluse importanti funzioni conosciute delle tonsille e dell’appendice, per citare due esempi comuni (vedere Vestigial arguments: remnants of evolution “argomenti vestigiali: il rimanente dell’evoluzione” ed Badly designed arguments—‘vestigial organs’ revisited “Argomenti pensati malamente – ‘organi vestigiali’ rivisitato”). Ora, gli evoluzionisti hanno continuato ad ostacolare la scienza dichiarando che varie parti del corpo sono inutili – con il “DNA spazzatura” come caso in oggetto. Questo modello ripetitivo di affermazioni smentite è una delle ragioni per cui abbiamo consigliato agli evoluzionisti di evitare di chiamare un qualsiasi organo “vestigiale” (vedere 21 bad arguments for biological evolution “21 pessimi argomenti per l’evoluzione biologica).

Per quale fine? – Lo scopo del coccige

Il problema con la targhetta esposta dall’AMNH va oltre la semplice ignoranza perché in realtà sappiamo che il coccige svolge una serie di funzioni. Tutte queste vengono discusse in libri di testo standard e siti web dedicati all’anatomia e alla fisiologia.

Per esempio, il coccige, insieme alle due ossa dell’ischio del pelvico formano un treppiede che aiuta a sostenere il peso del corpo e a mantenere l’equilibrio quando la persona è seduta. Quando la persona si appoggia indietro, viene trasferito più peso sul coccige.

Il coccige aiuta a sostenere il peso del corpo e a mantenere l’equilibrio quando la persona è seduta.

Il coccige serve anche come ancora di aggancio per numerosi tendini, legamenti e muscoli. Alcuni di questi muscoli formano il piano pelvico a forma di amaca, che sostiene vari organi interni, specialmente quando siamo in piedi. Diversi muscoli contribuiscono alle funzioni dell’intestino e della vescica, includendo il ritardo di defecazione e dell’orinazione, che non sono abilità banali.

Il coccige aiuta anche a supportare la corda spinale, servendo come ancora per il filum terminale, un tessuto fibroso lungo che si allunga dalla cima del coccige fino alla parte più bassa della corda spinale.

Oltre a questo, il coccige ha uno scopo in più nelle donne, ovvero quello di aiutare ad accogliere il parto. Nelle donne il coccige è curvato meno rispetto ai maschi, così da non sporgere troppo in avanti ed in questa maniera fare spazio affinché la testa del bambino possa passare attraverso il pelvico. E’ anche più flessibile perché i movimenti del coccige durante il travaglio in realtà aiutano ad allargare il canale del parto. Tutto ciò implica un progetto intenzionale!

 

La vita senza il coccige

CODA2Alcuni evoluzionisti hanno osservato che ci sono casi in cui un coccige danneggiato o ammalato sia stato rimosso chirurgicamente, dimostrando che il coccige non sia essenziale. Ma cosa significa questo? Avere uno scopo ed essere essenziale non sono la stessa cosa. Il fatto che una persona possa vivere senza un mignolo, per esempio, non dimostra che esso non abbia alcuna funzione. Infatti, si può vivere senza braccia, gambe, capelli, denti e metà del cervello, nonostante queste parti siano chiaramente operative in un corpo normale ed in salute. Se vengono a mancare, o altre parti del corpo devono compensare, oppure il corpo soffrirà della loro mancanza.

La stessa cosa vale per il coccige. Dai fatti risulta scontato che la rimozione del coccige implicherebbe il taglio di quei muscoli, tendini e legamenti ai quali è attaccato (per riattaccarli forse altrove). E’ possibile però trovare diverse testimonianze personali sul web che indicano il fatto che il recupero da una coccigectomia possa risultare difficoltoso, includendo dolori nel sedersi e nel muoversi per non parlare delle complicazioni relative ai bisogni corporali. (2)

Belle storielle

Dal momento che il coccige svolge una serie di funzioni, non vi è ragione per considerarlo come una specie di rimanenza degenerata di una coda una precedentemente funzionale. E’ vero, il coccige occupa la stessa posizione in un corpo umano dove in altre creature inizia la coda, ma dal momento che Dio ha fornito gli esseri umani di una struttura fisica simile ad altri vertebrati, la nostra colonna vertebrale (una struttura finita e lineare, dopo tutto) deve giungere ad una fine da qualche parte nella zona lombare.

Ed è vero, come gli evoluzionisti hanno osservato altrove, quando un embrione umano si sviluppa nell’utero, la colonna spinale inizialmente si estende ben oltre l’arto più basso, ma questo solo perché essa cresce più velocemente. Il resto del corpo successivamente la raggiunge e sorpassa la punta della spina, mostrando che la somiglianza ad una coda è totalmente superficiale. Le ossa della parte inferiore della spina, incorrettamente chiamata coda nell’embrione, sono ancora presenti negli adulti. Non appare come se fosse una coda che viene successivamente persa prima che il bambino nasca. Non c’è mai stata una coda in quel punto!

E’ anche vero che qualche volta siano nate persone con un’appendice caudale, strane escrescenze della carne che si estendono dalla zona lombare che gli evoluzionisti chiamano “code umane”, insistendo con l’idea che siano da rimandare alla nostra storia evoluzionistica. Ma in seguito queste si dimostrano essere deformità risultanti da malattie come la spina bifida, che occorre quando le ossa e le membrane intorno alla corda spinale non riescono a chiudersi appropriatamente. Alcune volte queste escrescenze contengono muscoli ed anche nervi che possono indurre il muscolo a muoversi, ma questo è causato da disordini neurologici, e non da geni inattivi trasmessici dalle scimmie. Non ci sono casi documentati di queste appendici caudali che contengono vertebre e non assomigliano né a code di animali nella loro struttura, né svolgono funzioni che svolge una coda animale, come aiutarsi per l’equilibrio oppure sbarazzarsi degli insetti. Asserire che queste abbiano a che fare con l’evoluzione è pura fantasia.

Dire la verità

Una volta appurato quanto sia semplice controbattere la tesi che il coccige “non abbia alcuno scopo”, disturba vedere questa affermazione mostrata in istituti educativi prominenti, dove il pubblico viene ingannato. Il coccige fornisce chiaramente un contributo utile per il corretto funzionamento del corpo. Quindi, ci appelliamo all’AMNH affinché corregga la sua iscrizione. Speriamo profondamente che i curatori del museo onoreranno la verità anche se a spese di Darwin.

Riferimenti

(1) The World’s Most Famous Court Trial: Tennessee Evolution Case, seconda ristampa, Bryan College, Dayton, TN, 1990, p. 268.

(2) Esperienze personali sul dolore al coccige, coccyx.org/personal/index.htm.

La fede evoluzionista, come l’ateismo, prega la scienza neodarwinista…? Radio Globe One – Recensione


Di Leonetto

In occasione di un insolito dibattito sul neodarwinismo, ospitato  mirabilmente da “La Voce d’Italia” qualche mese addietro, il dott. Fratus propose senza mezzi termini un pensiero chiaro: ”Il neodarwinismo è una religione”. E’ un po’ sulla  linea di quell’intervista che si è svolta quest’ultima puntata della trasmissione ospitata dai microfoni di Salvatore.

Fratus introducendo la puntata esterna il suo pensiero, ben condiviso, di come il neodarwinismo sia una religione in cui C. Darwin è ormai il santo di riferimento (Un S. Pietro cattolico), Caos(con la C maiuscola) e Natura sono le divinità, la teoria neodarwiniana è la fede e vari esponenti della ‘nomenklatura  evoluzionista’ i ministri del culto.

Non appare quindi strano se i creazionisti e quelli dell’Intelligent Design vogliano metterlo sul loro stesso piano mostrandone l’inferiorità. Tempo fa si era già parlato di come già varie voci in coro si facessero sentire sul fatto di vedere nel neodarwinismo una religione (http://www.enzopennetta.it/2012/11/radio-globe-one-recensione-1711-la-scimmia-discende-dalluomo/ ) e in tale occasione si parlò anche di Facchini, stato professore ordinario di Antropologia dal 1976 al 2005 all’Università di Bologna e docente di Paleontologia Umana nella Scuola di specializzazione in Archeologia dal 1985 al 2006. Facchini è sacerdote dell’Arcidiocesi di Bologna e  dunque un autorevole esponente creazionista e neodarwinista. Infatti in accordo sulle parole  Leone XIII , ovvero di mantenere l’idea su determinate cose qualora non vi sia una valida ragiona che imponga di cambiarle, Facchini sostiene che si possa andare a parlare laddove nel campo della storia naturale sorgano dubbi o visioni in qualche misura alternative a quella condivisa dal mondo scientifico, in accordo con le conclusioni di Tattersall, Wallace, Faggin et al, l’uomo, che non può considerarsi un prodotto necessario e naturale della evoluzione.

L’elemento spirituale che lo caratterizza non può emergere dalle potenzialità della materia. È il salto ontologico, la discontinuità che il magistero ha sempre riaffermato per la comparsa dell’uomo. Essa suppone una volontà positiva di Dio. Come ricordato nella passata recensione Facchini, Graber, anche  Maritain c he sostiene che “ Quando, dove e come Dio ha voluto, si è accesa dunque la scintilla dell’intelligenza in uno o più Ominidi “consentono di chiarire come il problema sia in realtà di natura scientifica e non ideologica e come siano i neodarwinisti a cercare di far passare le critiche come mosse da una qualche  ideologia. E del resto anche il prof. Pennetta propose in passato di mettere il neodarwinismo nell’ora di religione piuttosto che altro nell’ora di scienze (http://www.enzopennetta.it/2012/06/amici-del-cicap-che-ne-direste-di-insegnare-il-darwinismo-nellora-di-religione/ ) E al  fianco delle varie interpretazioni creazioniste vi sono anche quelle dell’ID. Fratus ricorda delle parole di colui che è stato importantissimo nel processo contro l’insegnamento dell’Intelligent Designer nelle scuole americane, ovvero il prof. di filosofia e zoologia M. Rusche disse, ottenuta la vittoria:

 “L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione”. Sono gli evoluzionisti che devono dimostrare di avere delle prove… e come si è appena accennato, sono i primi a sapere di non averle”

A livello “ufficiale”, in pratica, la contestazione all’ID sta racchiusa nel semplice fatto che non potrebbe distinguersi dai suoi predecessori creazionisti, e quindi religiosi, e quindi non sarebbe scienza.

Ora,l’ID (http://www.intelligentdesign.org/whatisid.php ) postula le seguenti ipotesi :

1-Strutture ad alto contenuto informativo come le macchine irriducibilmente complesse verranno trovate
2-Forme che appaiono improvvisamente e senza precursori saranno trovate nella documentazione fossile

3- Geni e parti funzionali saranno riutilizzati in diversi organismi indipendenti
4- Il codice genetico non conterrà più il bagaglio di codice genetico di scarto o meno funzionale “DNA spazzatura”

 

Come ricorda nuovamente Pennetta in trasmissione e come già evidenziato anche nelle precedenti puntate (http://www.enzopennetta.it/2012/11/radio-globe-one-recensione-1711-la-scimmia-discende-dalluomo/) rifacendosi all’esempio di  Craig Venter, sicuramente un approccio creazionista, ID et similia a livello anche solo pratico è sicuramente più efficiente e porta e potrebbe portare a risultati, come disse Pennetta anche anche qualora in un futuro prossimo o lontano il neodarwinismo si rivelasse anche vero al momento per praticità, per operatività, per convenienza conviene rigettarlo perché di fatto provoca impantanamento, anche qualora fosse vero.

Ora relativamente all’ID potrebbero sussistere “forze attrattive” legate anche ad eventuali aleatorietà che potrebbero stare dietro una evoluzione, una progettualità intelligente richiede un progettista, sia esso un qualcosa come una forza cosmica, un Dio,un alieno  o altro e richiede l’esistenza di un progetto ossia che il presente sia influenzato dal passato, dal presente ma anche dal futuro, che un uccello per esempio ha una certa struttura e le ali perché progettato al fine di volare, in un certo ambiente, ad una certa quota e così via.. Questo è un punto un po’ ostico per il pensiero scientifico così come al momento, resta non corroborabile l’assunto della complessità irriducibile, ma neanche è confutato.. e come sottolinea Fratus in trasmissione chi ha più volte “azzeccato previsioni “ sono stati creazionisti e non neodarwinisti, porta l’esempio di Cuvier (creazionista) che sosteneva che i fossili fossero da vedere come qualcosa di distinto e non legato a quel continuum neodarwinista, di  Paley (http://progettocosmo.altervista.org/index.php?option=content&task=view&id=131 )etc..

Pennetta ricorda che chi vuole veramente sapere che il neodarwinismo sia una religione lo sa, chi “a livello più basso” non ha, non può, non ha potuto approfondire l’argomento ma è rimasto sotto l’indottrinamento neodarwinismo dell’istruzione e dell’informazione, invece in buona fede lo ignora. Da ciò si evince che alcuni sono necessariamente in mala fede o in uno stato nel quale difendono non una teoria scientifica quanto un “mondo”, un “impero”. Pennetta senza mezzi termini in trasmissioni afferma che  un eventuale crollo del neodarwinismo farebbe un impatto maggiore del crollo dell’impero Romano…

Nella puntata della scorsa settimana su RadioGlobeOne si era parlato dell’incontro a porte chiuse di Altenberg  (sul quale Pennetta promette di dedicare uno spazio con qualche articolo su CS) e come ricorda ed ha altre volte ricordato Fratus, e non solo lui,sono diverse le voci di scienziati ,in particolare atei ,materialisti, naturalisti che esprimono dubbi, critiche, accuse al modello neodarwinista e che incominciano a dire che non regge al metodo scientifico, che ha qualcosa che non funziona ..anche se colgo l’occasione per ripeterlo non è affatto così, infatti non funziona proprio.

Su Pikaia è uscito un articolo, prontamente riportato su CS intitolato Teoria dell’evoluzione, versione 3.0. In cui, fra le varie cose, viene detto che si sta così affacciando alla scena della biologia teorica una nuova versione della teoria dell’evoluzione, da alcuni etichettata come “sintesi evoluzionistica estesa”, su cui si è già parlato e si è anche più volte visto i neodarwinisti cerchino di speculare (http://www.enzopennetta.it/2012/09/verso-una-nuova-teoria-dellevoluzione/#comment-8038) Pikaia ,rifacendosi all’articolo “The Extended Synthesis: Something Old,  Something New spiega la Sintesi Estesa con queste parole:

Il concetto centrale espresso in questo contributo può essere sintetizzato in una frase: “dobbiamo riportarci indietro nel tempo per recuperare aspetti importanti del darwinismo che sono stati messi da parte, e quindi persi, durante il neo-darwinismo, per poi protenderci in avanti oltre il neo-darwinismo a inglobare nuovi dati e concetti.” E’ questo il senso in cui l’autore intende il termine “estensione”: un allungamento metaforico nel tempo, sia indietro che in avanti, da parte degli studiosi, a riconoscere e includere rivoli finora considerati insignificanti, e che invece potrebbero portare preziosa acqua al mare magnum della teoria dell’evoluzione.

 

Anche considerando tutto quel marasma che sta dietro a  fattori non-biologici (cambiamenti atmosferici, impatti di meteoriti, inondazioni, glaciazioni, siccità, eruzioni vulcaniche, deriva dei continenti, catastrofismi vari etc etc.. ), a tutti i fattori biologici esterni (invasioni di specie in ecosistemi, estinzioni etc..), a  tutti i fattori genetici e/o biologici interni (ossia quanto concerne tutta la “micro-evoluzione, quindi ibridazioni, speciazioni, incroci, chimere, mutazioni intra-specie (robertsonian fusion, tandem fusion etc..), trasposizioni, adattamenti all’ambiente propri di certe specie (meta-programmazione, borrowed information), endogenizzazione, simbiosi ,IAD,PAP,etc…) il problema di fondo non viene superato; come più volte detto il problema è nel ‘motore e nelle ruote’,è inutile accessoriare o ritoccare tutta l’automobile  senza motore e senza ruote perché tanto non partirà mai.. Un software che passi da una versione 1.0 ad una versione successiva,per esempio una 2.0, avrà degli adattamenti, la risoluzione di alcuni bug, problemi, sarà ottimizzato, avrà maggiori funzionalità.. ma l’1.0 funzionava. Come ha avuto modo di dire anche il Prof.G. Masiero discutendo nella sezione Tavola Alta (http://www.enzopennetta.it/category/la-tavola-alta/) su CS non è che ci sia eventualmente bisogno di una nuova teoria dell’evoluzione ma piuttosto di una teoria scientifica dell’evoluzione perché non c’è ancora.

Un’evoluzione di una teoria,di un progetto,un’alternativa la si può avere quando il punto di partenza è funzionante,quindi o lo era giào lo si è reso funzionante correggendo i problemi che facevano si che non lo fosse.

Quali sono quegli aspetti da recuperare del darwinismo messi da parte? Quali nuovi dati e concetti protendendosi avanti verranno inglobati?In che modo tutto ciò porterà una o più corroborazioni al neodarwinismo e/o un qualche criterio di falsificabilità alla teoria?

Come sempre quello che viene fatto è creare una cortina fumogena per cercare di celare i problemi nella speranzosa attesa che un giorno arrivi finalmente la prova,magari che non sia un ennesimo specchio per le allodole-speculazione o una frode come quella degli embrioni di Haeckel…

Fratus ricorda anche le parole dell’ateo T. Nagel:

(https://antidarwin.wordpress.com/2012/11/16/lateo-thomas-nagel-il-neodarwinismo-e-quasi-certamente-falso/) che ha asserito che “Neo-Darwinian Conception of Nature is Almost Certainly False”(La concezione neo-darwiniana della natura è quasi certamente falsa). Nagel mette un ‘quasi’ che già quello da solo  in siti come Pikaia è qualcosa di impossibile vedere (ovviamente come sempre siamo ben felici di sbagliarci su questo e di vederle comparire), Pikaia che fra l’altro si è ben guardata di riportare le parole di Nagel così come molte altre cose,p erché si sa mettendo solo quello che fa comodo al proprio pensiero magari “ricamato” anche a dovere è una buona tattica ma non è, qualora i lettori cogliessero questo atteggiamento qualcosa che faccia passare sotto una buona luce,è in buona sostanza disinformazione. Su CS, per esempio, vengono eccome riportate certe notizie ma viene anche relativamente ad esse riportato il perché viene ritenuto che esse siano fallaci.. e questo è sicuramente un modo più corretto di procedere sulla via della scienza.

Fratus riporta poi il pensiero (www.comunitarismo.it/I%20tarantolati%20di%20Darwin.pdf )di C.Preve, filosofo di fama internazionale, specializzato in filosofia greca, uno dei migliori conoscitori italiani di Marx ( e marxista egli  stesso), con decine di saggi pubblicati in più lingue, che definisce gli attivisti pro-Darwin come i tarantolati di Darwin (http://www.origini.info/articolo.asp?id=260 ). Preve è fermamente evoluzionista e neodarwinista ,anti-creazionista(nel senso non gli fa né caldo ne freddo ma lo ritiene qualcosa di mitologico sotto ogni punto di vista),ateo, materialista etc.. pur ammettendo la sua “pittoresca ignoranza in questioni biologiche e di Scienze naturali” però riconosce il problema della “darwinolatria”. Le critiche che rivolge agli evoluzionisti sono basate da una parte sull’inconsistenza filosofica dei loro argomenti, dall’altra sull’uso ideologico – di coercizione al pensiero unico – che fanno.

E, guarda caso, Preve cita come esempio “Micromega” di cui su CS si è avuto modo di occuparsi (http://www.enzopennetta.it/?s=controreplica+a+micromega+&x=0&y=0). Le implicazioni socio-politico-ideologico-economiche del neodarwinismo sono un qualcosa affrontato anche in diversi articoli su Origini.info, su Antidarwin e su CS e in passate puntate della trasmissione di RadioGlobeOne.. (http://www.enzopennetta.it/2012/10/radio-globe-one-recensione-20-10-inchiesta-sul-darwinismo-un-anno-dopo/ ) Preve scrive che:

“Scienza = Materialismo = Ateismo, sistema di equazioni che non tocca mai, e non può per principio toccare, i rapporti sociali degli uomini fra di loro (individui, Classi, Comunità, Liberalismo, Individualismo, Collettivismo, Comunismo). Per quanto concerne questi rapporti (di cui invece si occupa la Filosofia o, più esattamente la Scienza Filosofia della Totalità Dialettica Espressiva), la Scienza non ha nulla da dire, il Materialismo non ha nulla da dire (questi rapporti non sono infatti “materia”) e, naturalmente, l’Ateismo non ha nulla da dire, al di fuori dello studio dell’uso ideologico di legittimazione classista delle religioni che, in quanto tale, però non ha nulla a che fare con una sorta di Ateismo Presupposto come Unica Posizione Materialistica e Scientifica.”

Andando così a denunciare in una componente neodarwinista  dei “tarantolati “ di Darwin che hanno perso, a suo dire,il senso positivo per il sociale dell’ateismo e del comunismo andando paradossalmente a marciare  contro quelli che dovrebbero essere il oro principi e valori. E’ un procedere sul modello Cinese, come spiega Pennetta in trasmissione, quel connubio di comunismo marxista  e capitalismo, quel rispettare e non interferire le regole della lotta dalla quale emergerà il più adatto. Le politiche di Malthus, Smith e Spencer del resto continuano ,ed ultimamente anche sulla pelle dell’Italia e degli Italiani,a venire applicate e di pari passo il neodarwinismo continua rigoglioso. Del resto l’attaccamento di Marx ed Engels e del regime Cinese al darwinismo come qualcosa di strumentalizzabile “ad hoc” è qualcosa di già osservato (http://www.enzopennetta.it/2012/10/radio-globe-one-recensione-20-10-inchiesta-sul-darwinismo-un-anno-dopo/ ) e come spiega Pennetta Darwin ha realizzato il desiderio di Marx di dare una scientificità alla storia dell’Uomo, e quindi se nei libri di testo di Storia delle scuole medie superiori, per esempio, si trova nelle primissime pagine Darwin è chiaro come poi si andrà a leggere tutto quanto segue, in che ottica e su che basi. Questo però è indottrinamento.  M.P.Palmarini  ne “Gli errori di Darwin” scrive che :

il neodarwinismo è assunto come un assioma: non viene mai, letteralmente, messo in questione. Una concezione che sembri contraddirlo, direttamente o per implicazione, è ipso facto rifiutata, per quanto plausibile possa sembrare. Interi dipartimenti, riviste e centri di ricerca operano secondo questo principio. Di conseguenza il darwinismo sociale cresce rigoglioso, come il darwinismo epistemologico, il darwinismo psicologico, l’etica evoluzionistica e, il cielo ci scampi, l’estetica evoluzionistica.”

Una puntata che mette ben in luce per l’ennesima volta la penuria di scientificità,per essere eufemisti,del neodarwinismo. Da non perdere come la prossima che tratterà di  evoluzionismo ed extraterrestri.

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Link per scaricare l’ultima trasmissione:

https://www.dropbox.com/s/1gyhmx8pe6inhnm/15_12_12.mp3

 

Le precedenti puntate sono disponibili sulla pagina:

http://www.enzopennetta.it/radio-globe-one-archivio-con-tutte-le-puntate-audio-e-recensioni/