PROGETTO INTELLIGENTE


Domanda posta da un letttore a Stefano Bertolini, presidente dell’associazione A.I.S.O.

Ho sentito una tua conferenza ad Alessandria due o tre anni fa ed ho apprezzato il tuo modo di presentare le cose.

Vorrei anche complimentarmi per il tuo ultimo documento SMENTIAMO L’EVOLUZIONE per la sua ampiezza ed organicità.

D’altro canto, vorrei, però, manifestarti il mio dissenso (per quel che vale) sulla tua risposta “Prima la luce e poi il sole?” apparsa un mese prima nella rubrica Lettere.
Ad una domanda sostanzialmente di tipo scientifico è stata data una risposta soprannaturale, puramente ipotetica, senza alcuna base nemmeno nel testo biblico di riferimento. Sono certo che anche tu ti renda conto della sua debolezza. Con questo metodo possiamo spiegare qualunque stranezza e trovare una soluzione (sovrannaturale) a tutti i problemi, passati e futuri. Ma, in realtà, non diamo spiegazioni, anzi dimostriamo che il racconto biblico preso alla lettera non si accorda con quel poco che possiamo ipotizzare sui fenomeni fisici avvenuti. Mi sembra che sia persino peggio del tentativo di spiegare tutti i fossili con un solo diluvio.
Da ingegnere qual sei, se tu non avessi letto Genesi 1, ti verrebbe mai in mente di spiegare la creazione in questo modo, con la terra che gira su se stessa illuminata da una luce fissa diversa dal sole il quale viene creato soltanto dopo la generazione di tutti i vegetali? Se non fosse scritto nella Bibbia ma nei testi buddisti ne staremmo ridendo tranquillamente.
Io non riesco a darmi ragione di come, dopo aver criticato (giustamente!) le ipotesi neo darwiniste, ci si possa sentire autorizzati, non a proporre delle alternative basate sulle stesse premesse scientifiche, ma a proporre una spiegazione che di scientifico ha veramente poco.

Nel documento SMENTIAMO L’EVOLUZIONE le critiche sono tutte giuste: i dati contrastanti sono enormi, il neodarwinismo è in crisi, ci credono soltanto quelli che, per motivi ideologici, hanno bisogno di una spiegazione naturalistica, una purchessia (dicono che è la migliore disponibile).
Ma cosa siamo in grado di proporre noi in alternativa? La tua risposta mi pare che, oggi, sia: il Progetto Intelligente.
Bene anch’io ci vedo un progetto, ma, a parte l’affermazione di principio, non ho trovato ipotesi su come esso possa essere stato implementato. Ed inoltre, non mi pare proprio che esso sia compatibile con una interpretazione letterale della Genesi. Quindi siamo ancora in alto mare.

Ho di recente terminato un Master universitario su “Scienza e Fede” presso la Facoltà Teologica cattolica di Torino ed ho discusso la mia tesina proprio sull’Intelligent Design.
Sono arrivato a conclusioni non molto diverse da quelle di venti anni fa, ma un poco più fondate e con una punta di originalità.

Mi permetto di inviarti il file della mia tesi. Ti ringrazio in anticipo se troverai la voglia di leggerla.Non nego che mi piacerebbe ricevere dei commenti da te e/o dagli altri validi collaboratori di AISO, per un onesto scambio di opinioni.

Con affetto fraterno

RISPOSTA

Carissimo Marcello,

Come chiaramente presentato nella tua tesi, i proponenti dell’ID nei loro studi, laddove riconoscono il progetto intelligente, non cercano chi o cosa sia questa intelligenza che ha dato origine al progetto. Fra i loro esponenti  si trova una larga banda di pensieri: da chi riconosce il progetto intelligente ma non è proprio interessato nell’autore, a chi cerca l’autore nella panspermia fino a l’altra parte che  è strettamente creazionista. Anche nell’assegnazione di un’età  della terra e della vita si va dai classici milliardi/millioni di anni alla creazione recente di migliaia di anni, e da un’evoluzione fino a certi livelli a variazione solo per selezione naturale entro i limiti del baramino. Chi fa parte del movimento ID non ci aderisce per convinzioni personali/religiose sull’autore ma per  lo studio scientifico della complessità della vita e della cellula. Assolutamente il movimento non  va associato  a convinzioni teologiche e secondo me ha una base scientifica proprio perché chi ne fa parte non ne fa parte per una particolare posizione religiosa. Esiste una grande confusione su quello che è l’ID e secondo me questo è dovuto ad un f raintendimento  generato dagli evoluzionisti, in parte dovuta  dall ‘ignoranza. Fra i creazionisti puri (vita recente) non esiste alcun dubbio: l’ID non va per niente associato al creazionismo. Secondo i creazionisti ,  coloro dell’ID che sostengono una certa eioluzione di millioni di anni, come Dembski, si mettono in una posizione compromettente per certe incongruenze e problemi che si auto creano. La visione del mondo di Dembski non è sostenibile quando si considera la sua teologia, ma questo non rende meno valido il suo lavoro scientifico sull’ID. Molti creazionisti nonostante la dissociazione dall’identificarsi con l’ID riconoscono il beneficio per la scienza ed usano  gli studi fatti dall’ID per sostenere alcune delle loro posizioni.

Va ribadito che i creazionisti sono i primi a riconoscere che il creazionismo, come l’ipotesi dell’evoluzione o qualsiasi altro studio delle origini non può essere riconosciuto come scienza operativa, perché non rispetta i semplici criteri di una teoria scientifica, indipendente da quali criteri si voglia applicare: quella della falsificabilità di Popper (1), i 3 criteri dell’osservabilità, testabilità e ripetibilità o i 3 livelli di credibiltà scientifica di Zichichi (2). Gli evoluzionisti per i loro preconcetti rifiutano di riconoscere il fatto che la loro ipotesi e solamente un’ipotese ancora da verificare. Io preferisco usare i termini modelli per cercare di collocare le evidenze e valutare le predizioni del modello, come tu hai presentato nella tua tesi.

Nella tua tesi fai riferimento a due argomenti ripetutamente a cui mi sentivo di rispondere.

1) L’esperimento di Miller-Urey (si riconosce solo Miller) del 1953 ha dimostrato niente, ZERO, a sostegno dell ‘evoluzione con l’eccezzione che erano in grado di produrre catrame e qualche amino acido. Perché dico questo?
i) Le materie prime erano sbagliate. Hanno escluso l’ossigeno nella loro miscela ‘primordiale’ di metano ed ammoniaca, perché con la loro intelligenza sapevano che la presenza di ossigeno nell’ambiente avrebbe distrutto le molecole che cercavano di creare. Si sa senza dubbio che l’ossigeno era presente nell’atmosfera “primordiale”.
ii) Le condizioni erano sbagliate. Usando la loro intelligenza sapevano che le scintille, come la fonte di energia per la creazione delle molecole, avrebbero a loro volta distrutto le molecole. Cosi con un’intelligenza hanno creato un sistema circolatorio per rimuovere le molecole create prima che le   successive  scintilli  potessero   distruggerle .
iii) I risultati erano sbagliati. Hanno creato catrame (tossico per la vita) e aminoacidi sia destrogiri che levogiri. Peccato che la presenza di anche solo un aminoacido destrogiro avrebbe distrutto la vita perché essa è composta esclusivamente da catene di aminoacidi levogiri.
Verso la fine della sua vita anche Miller stesso ha amesso che il suo esperimento non ha provato un bel nulla a  sostegno dell’evoluzione.

2) Le cosidette imperfezioni delle forme di vita create dall’intelligenza che sta dietro il progetto non è un argomento utile agli evoluzionisti. Non è neanche un avversario di comodo perché la loro posizione riflette una certa ignoranza del progetto intelligente ed una arroganza per quello che riguarda la propria posizione.
i) Dio non ha creato gli esseri viventi con delle imperfezioni al momento della creazione. Il loro stato imperfetto attuale è il risultato di una degenerazione dallo  stato originale dovuto all’entropia sia al livello genetico che dell’ambiente.
ii) Alcuni disegni nel creato sono stati classificati come “imperfetti” dagli esperti in scienza. Sono imperfetti perché l’uomo è in grado di produrre e ha effettivamente realizzato dei disegni più perfetti o più efficaci? O forse perché l’uomo non ha ancora capito la funzione del disegno a causa  della sua ignoranza? Prendiamo l’occhio del mammifero che viene esaltato ad nauseam come esempio per eccellenza dell’organo che un  essere ‘intelligente  (se esistesse) non avrebbe mai disegnato in questo modo. Anche il Richard Dawkins da 20 anni lo cita continuamente a sostegno della sua posizione non solo atea ma anti-creazionista. Secondo Dawkins l’occhio (retina) invertito preclude l’argomento a favore di un progettista. Non solo l’uomo non ha mai realizzato un disegno che superi l’occhio nella sua meraviglia (con l’associata funzione di lavorazione immagine e interpretativa del cervello) ma è stato mostrato recentemente senza alcun dubbio che il disegno dell’occhio e stato progettato meravigliosamente. E’ stato mostrato che le cellule Muller trasmettono l’immaagine con minima distorsione come un pannello di fibre ottiche. Solo nel 2010 è stato scoperto che le cellule Muller riducono aberrazioni cromatiche e secondo McAlpine “Sembra sbagliato, ma la strana struttura inversa della retina dei vertebrati effettivamente migliora la vista.” (3). Similmente Dr. Marshall (4), Oftalmologo dichiara che “L’idea che l’occhio è connesso all’inverso risale da una lacuna nelle conoscenze del funzionamento e l’anatomia dell’occhio.” Da un’altro studio molto recente: “In questo studio, metodi di propagazione di onde ci hanno permesso di mostrare che la luce guidata nel volume retinale è un metodo efficace e adatto per migliorare la resoluzione dell’occhio e ridurre aberrazioni cromatiche.” (5) Cosi uno dei argomenti più importanti di Dawkins (che non è neache un esperto sull’occhio) ora è crollato completamente.

Come ultimo rispondo al tuo commento sulla mia risposta “Prima la luce e poi il sole?”. La scienza empirica ha ampiamente mostrato che l’evoluzione è defunta, lasciando come unica alternativa il modello creazionista. La scienza invece mi ha convinto ampiamente che la selezione naturale, genetica, ed altri campi scientifichi ricadono molto meglio nel modello creazionista per quello che riguarda la scienza empirica. Questo mi da fiducia nell’interpretazione creazionista delle nostre origini e con questo il racconto della creazione della luce prima del sole. Mi spiace che non posso proporre un quadro scientifico per questa sequenza, ma questa è la realtà. Non sempre si può spiegare tutto con la scienza. Tutto quello che segue dopo l’atto della creazione rientra nel modello creazionista e si puo dare delle spiegazioni logiche e scientifiche, ma l’atto della creazione necessità una fede nel intervento supernaturale di Dio. Non necessità ricorrere al supernaturale per spiegare ogni ignoto ed il creazionista serio non lo fa – per questo  gli  scienziati creazionisti persistono nelle loro ricerche all’avanguardia della scienza. Questa fede nell’atto della creazione è molto diverso dal grande passo di fede degli evoluzionisti per quanto riguarda la abiogenesi? In un  certo  senso non cambia molto perché entrambi sono posizioni di fede. In un’altro senso sono molto diversi perché  è stato chiaramente dimostrato che l’evoluzione  non spiega i fatti osservati dalla scienza empirica e cosi il modello evoluzionista crolla e con questo l’abiogenesi diventa un enorme passo di fede attraverso un vasto abisso – al punto che la scienza non cerca nemmeno più di spiegare l’abiogenesi. Per questo alcuni cercano l’origine della vita nella panspermia (cosi spostando il problema della abiogenesi su’un altra pianta ) o comodamente dichiarano che  l’uomo è la dimostrazione dellì l’abiogenesi . (principio antropico). Con il modello creazionista che invece regge molto meglio all’indagine  scientifica , l’atto della creazione richiede solo un piccolo passo di fede. Alcuni creazionisti prendono una posizione  per cui  l’universo e la materia sono state create prima della vita sulla terra (anche millioni di anni prima), ma rimangono fermi sulla vita recente e creata nei sei giorni della creazione sulla terra. In questo caso il problema della luce prima del sole della nostra galassia non esiste più. Personalmente non prendo una posizione ferma su questo punto perché non impatta in alcun modo il modello creazionisti della vita recente a seguito del atto creativo di Dio.

Da una posizione inizialmente evoluzionista ed ateo lo studio delle origini mi ha portato a scartare l’ipotesi dell’evoluzione a favore del creazionismo. Per me è stata la scienza che mi ha convinto della veracità del racconto Bibblico (con anesso modello creazionista), e con questo ho imparato a credere in quanto racconta la Bibbia e sopratutto ad accettare e credere nel Dio della Bibbia. Per me la Bibbia si è mostrata affidabile non solo per quello che dice sulla creazione ma su Dio, su Gesù Cristo sul peccato, sulla redenzione e per la salvezza che Gesù mi offre. L’insieme della scienza e la fede per me è sufficiente per accettare quello che ho scritto sulla sequenza della luce ma mi rendo conto che per alcuni questo non è sufficiente e rispetto la loro obiezione. Quanto ti scrivo sul modello creazionista e la mia convinzione personale sul Dio della Bibbia mi convince che quanto proposto dagli altri scritti religiosi non regge. E’ solo la visione del mondo cristiano dalla Bibbia che per me adeguatamente spiega l’esistenza della vita, l’origine della morte, il perché della sofferenza e le forme di vita su questa terra.

Grazie  ancora per il tuo interesse in AISO che si pone l’obbiettivo di  continuare ad  informare il grande pubblico sulle questioni delle origini.

(1) Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria testabile, ma un programma di ricerca metafisica. K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168
(2) “L’evoluzione della specie umana rimane quindi al di sotto del 3º livello di credibilità scientifica.”   (Antonino Zichichi, “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”, pag. 84)
(3) McAlpine, K., Evolution gave flawed eye better vision, New Scientist 206(2759), 8 May 2010.
(4) Dr George Marshall, Oftalmologo, B.Sc. (Hons.), M.Med.Sci., Ph.D. Ophthalmic Science, C.Biol., M.I.Biol., docente di scienze oftalmiche Sir Jules Thorn.
(5) Labin, A.M., Ribak, E.N.,  Retinal glial cells enhance human vision acuity, Physical Review Letters 104, 16 April 2010 | DOI:10.1103/PhysRevLett.104.158102.

Stefano Bertolini
Presidente A.I.S.O

LIBRI PER COMPRENDERE L’INCONSISTENZA SCIENTIFICA DEL NEODARWINISMO: http://www.origini.info/libri.asp

IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA – STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 16 DI 22 –


 

 

 

 

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell’Universo, al di là di particolari nuovi che vengono fuori e che modificano in parte il quadro perchè ancora c’è parecchio da studiare.

Mi ha fatto piacere che Piombino riconosca che TUTTE le discipline della scienza nel loro insieme forniscono un quadro coerente della scienza. Siamo assolutamente daccordo su questo punto.

 

Il tutto praticamente senza voci contrarie all’interno della Scienza …

 

??????? Questo è una opinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da un studio scientifico. Perché sempre più scienziati abbandonano l’ipotesi dell’evoluzione perché non regge all’indagine? Es:

  1. Anthony Flew, filosofo, ed il più noto ateo ha dichiarato di avere avuto torto nel suo libro “There is No A God”, “Dio esiste”.
  2. John Sanford, genetista.
  3. Più di 700 scienziati con dottorato: http://www.dissentfromdarwin.org. Fra gli iscritti ci sono anche coloro che non si riconoscono creazionisti ma non riescono a riconciliare l’ipotesi dellevoluzione con le prove nei loro vari campi di ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

Molti scienziati creazionisti del passato che credevano in un Dio creatore hanno cambiato la storia della scienza. Per elencare solo alcuni dei più noti: Francis Bacon (1561–1626) Metodo scientifico, Galileo Galilei (1564–1642) Fisica, astronomia, Johann Kepler (1571–1630) Astronomia scientifica, Athanasius Kircher (1601–1680) Inventore, Blaise Pascal (1623–1662) Idrostatica; Barometro, Robert Boyle (1627–1691) Chimica; dinamica dei gas,

Nicolas Steno (1631–1686) Stratigrafia, Isaac Newton (1642–1727) Dinamica; calculo; legge gravitazionale; telescopio a riflessione; spettro visibile (scrisse più sulla bibbia che sulla scienza, e forte sostenitore di un Dio Creatore), Carolus Linnaeus (1707–1778) Tassonomia, Michael Faraday (1791–1867) Elettro magnetica; teoria del campo, generatore, Samuel F.B. Morse (1791–1872) Telegrafo, Joseph Henry (1797–1878) Motore elettrico; galvanometro, James Joule (1818–1889) Thermodinamica, Gregor Mendel (1822–1884) Genetica,

Louis Pasteur (1822–1895) Batteriologia; biochimica; sterilizzazione; immunizzazione, Nicolae Paulescu (1890–1960) Fisiologia umana; medicina. Gli scienziati creazionisti continuano le loro ricerche d’avanguardia, spesso riconosciuti fra i primi nei loro campi, per fare avanzare la scienza.

…nei confronti dell’impianto generale del sistema, nonostante i contrasti, anche forti, sulla interpretazione dei dati. Non La fa sentire a disagio essere in disaccordo totale con tutti ?

Siamo completamente sereni nella conoscenza che siamo in buona compagni con autorevoli scienziati delle storia della scienza umana. Personalmente, essendomi convertito da evoluzionista ed ateo, posso dire di essere contento della mia visione del mondo che mi permette di avere una mente aperta a considerare tutte le possibilità. Il riconosciuto leader mondiale Richard Lewontin (Prof. Biologia & Zoologia Harvard) che promuove la biologia evolutiva dichiara (corsivo presente nel testo originale):

Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino”, Billions and billions of demons, The New York Review, 9 January 1997, p. 31

Come è possibile che gli attacchi a questo quadro si basino esclusivamente su una interpretazione rigida della Bibbia?

Gli studi nelle varie discipline della scienza hanno fornito sufficienti prove da sostenere la veridicità di quanto la Bibbia afferma per le nostre origini. La Bibbia non è un libro di scienza, ma ci dà una struttura congrua con le osservazioni della scienza.

Leggendo il suo curriculum vitae, come può entrare così pesantemente in questioni di cui non si è mai minimamente occupato, al contrario della folta schiera di cui sopra, asserendo inoltre che questi dicono una montagna di fesserie?

 

Vediamo la biografia di A.Piombino: iscritto a Scienze Geologiche, “non ho fatto il geologo. Mi interesso di Scienze della Terra, Scienze della Vita, … e origine delle lingue”* (secondo il suo blog).

*Le consiglio di leggere: C.H.Kang, The Discovery of Genesis, Concordia Publishing House, St.Louis, ISBN 0-570-03792-1

Per lo stesso ragionamento, perché A.Piombino tratta argomenti in cui non è “qualificato”, come nel suo blog e il dibattito del 22 ottobre a Roma?

Lo studio delle nostre origini coinvolge un quadro completo di tutte le discipline, come anche scritto da Piombino nella premessa di questa questione. Questo non è compito che spetta esclusivamente alla biologia. Anzi, la scienza (inclusa la biologia) avanza senza l’evoluzione:

In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno assolutamente considerato l’evoluzione” Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.

L’evoluzione darwiniana – quali che siano le altre sue virtù – non fornisce una euristica vantaggiosa alla biologia sperimentale.” Philip S. Skell, Professore Emeritus dell’università di Pennsylvania State, e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ‘Perché invochiamo Darwin? La teoria dell’evoluzione contribuisce ben poco alla biologia sperimentale’, The Scientist 19(16):10, 29 Agosto 2005.

Gli evoluzionisti non dicono fesserie, semplicemente i loro presupposti li portano ad interpretare i dati secondo il loro paradigma o visione del mondo.

Come fanno i suoi accoliti a negare tutto questo? Perchè rifiutano il confronto, le banche dati esistenti, la peer-review?

Prendiamo esempi reali del rifiuto del confronto:

 

  1. 16 Nov 2009: A.I.S.O. organizza un confronto scientifico all’Università di Bergamo. Il giorno dopo che esce la pubblicità in Internet per opposizione da parte della nomenklatura evoluzionista, all’ultimo momento l’Università di Bergamo annulla l’evento.
  2. Marzo 2010: Fu organizzato il Convegno Globale Ateo, Melbourne, Australia. Una delle prime associazioni creazioniste del mondo, Creation Ministries International, con un équipe di scienziati (biologi, genetisti, fisici, geologi, ecc) invita più volte i rappresentanti del convegno ateo (partecipava anche R.Dawkins) ad un dibattito pubblicizzato. Si sono rifiutati.

Chi ha orgaizzato il dibattito del 22 ottobre a Roma, ove ha partecipato anche Piombino? A.I.S.O! Con dei dati tangibili in mano, ripetiamo la domanda. Chi rifiuta il confronto?

I dati e le prove sono sempre le stesse. Cambia solo l’interpretazione!

 

I creazionisti sono costretti a pubblicare in riviste creazioniste ove vengono applicate le stesse regole per la peer-review. Le riviste evoluzioniste rifiutano a priori la pubblicazione di articoli creazionisti. Dei docenti evoluzionisti sono stati licenziati per aver osato mettere in dubbio l’evoluzione (o solo accennarvi con domande che stimolano la discussione), nonostante aderissero completamente al paradigma dell’evoluzionismo. Questa pressione della nomenklatura evoluzionista è stata presentata nel documentario Expelled, No Intelligence Allowed.

 

 

 

 

 

 

 

Perchè la maggior parte di loro non hanno una specifica formazione biologica in una Università “normale”?

Che delusione! Siamo partiti bene nella premessa della domanda, dichiarando che il quadro completo della scienza considera veramente ogni disciplina. Ora siamo tornati alla solita frottola della biologia…

Come esempio della specifica formazione del gruppo di scienziati creazionisti della Creation Ministries International, si trova a http://creation.com/about-us#who_we_are. Ci sono anche biologi! Anzi, 8 dei 27 elencati hanno una formazione nel campo della biologia (30%).

 

Ancora una volta torniamo ad unopinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da uno studio scientifico. Piombino ha forse preparato una lista esaustiva di tutti i proponenti creazionisti, ha verificato sia la loro laurea che il loro campo di lavoro ed ha applicato un calcolo statistico per arrivare a questa conclusione? Direi proprio di no. Come si vede troppo frequentemente, gli evoluzionisti ricorrono a generalizzazioni infondate.

Perchè rifiutano esperimenti e osservazioni empiriche?

Gli scienziati creazionisti regolarmente conducono esperimenti e accettano dati empirici, come quelli della selezione naturale. Sicuramente Piombino sarà consapevole che, per definizione, non si possono condurre esperimenti empirici sull’evoluzione. Per definizione non ci sono dati empirici dell’evoluzione della vita (Es. abiogenesi). Ricordiamoci che l’evoluzione non è la stessa cosa della selezione naturale. Sono due meccanismi completamente diversi.

Mi è difficile capire perché gli evoluzionisti non riescono a comprendere che l’ipotesi dell’evoluzione non rientra nei criteri della scienza, anche prendendo definizioni diverse di quello che costituisce una vera scienza. Il padre del metodo scientifico moderno della falsificabilità ha dichiarato:

 

Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria verificabile, ma un programma di ricerca metafisica”, K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168

Un’altra definizione di una teoria scientifica è che deve essere testabile, osservabile e ripetibile. Non possiamo testare labiogenesi (detta evoluzione chimica), né la mutazione di un organismo in uno completamente diverso per discendenza e modificazione, nessuno lo ha osservato e meno male che la abiogenesi e l’inizio della vita non sia ripetibile! 60 anni di ricerche ed il bombardamento di mosche con sostanze che causano mutazioni genetiche non hanno portato ad alcuna specie ex novo Sono sempre rimaste mosche. Mosche morte, mosche disabilitate, ma sempre mosche.

Come è possibile che ci sia una lobby di persone così gigantesca che ha il solo scopo di combattere la Religione?

Esiste un numero limitato di persone che hanno lo scopo di combattere la Religione, come Richard Dawkins. L’evoluzione è la loro Religione.

L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Ruse, M. (Prof. di filosofia e zoologia), How evolution became a religion: creationists correct? National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000.

La maggioranza degli evoluzionisti lo è per “effetto collaterale” dovuto ad un sistema didattico evoluzionista e prevenuto.

Stefano Bertolini

Presidente AISO

Il crepuscolo degli evoluzionisti?


Da: http://www.tusciamedia.com/viterbo/eventi/6924-il-crepuscolo-degli-evoluzionisti.html

Un momento del convegno A.I.S.O.

Si è svolto ieri il convegno dal tema “Evoluzionismo: un’ipotesi al tramonto?”. L’appuntamento culturale, patrocinato dal comune di Viterbo, ha messo al centro della discussione la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin.
Con l’introduzione compiuta dal presidente del Consiglio comunale Giancarlo Gabbianelli è iniziato l’evento, moderato dal consigliere comunale Maurizio Federici. Dopo i saluti delle autorità presenti, tra cui l’assessore Massimo Fattorini, il capogruppo PDL Roberto Bennati (presente anche in veste di vice presidente del Movimento per la vita) ed il consigliere Francesco Moltoni, hanno preso la parola i relatori.
Antievoluzionisti, per un dialogo. Gli antievoluzionisti chiedono un dialogo agli evoluzionisti. Trovano ancora un muro però. Ed è un muro che sembra invalicabile: è quello della chiusura al confronto. Vogliono un contraddittorio, un contraddittorio scientifico. Per gli antievoluzionisti, il dogma degli evoluzionisti si basa su ipotesi, che oggi sono divenute un credo a tutti gli effetti. Questo è ciò che vuole il gruppo di studio, in un ambiente dove per loro la nomenclatura evoluzionista ha egemonizzato la cultura e rifiuta un confronto per discutere e dialogare con i creazionisti.
“Principi immortali? Come possono esserci senza Dio?” dice Federici, passando poi la parola al presidente dell’Associazione Italiana Studi sulle Origini Stefano Bertollini, al sociologo Fabrizio Fratus ed a Ferdinando Catalano, fisico ottico, già professore all’Università di Padova, che hanno esposto le linee della loro critica all’evoluzionismo.
Dibattere sull’evoluzionismo.Tra le domande che si pongono gli antievoluzionisti, perché nei libri di scienze ci sono così tante ipotesi false, perché molti fossili sono risultati dopo attente analisi costruiti ad arte, e perché ci sono proprio pochissimi fossili, praticamente nessuno, che testimoniano certi passaggi di alcune evoluzioni che vengono ancora sostenute, magari false trasformazioni di alcune specie in altre? Ci sono anche testi di biologia non evoluzionista, oggi, hanno spiegato.
“Un minimo di dubbio ci dovrebbe essere”. Il pensiero di Fratus riassume tutto il cuore dell’azione di A.I.S.O.: discutere una teoria che potrebbe essere al crepuscolo, quella evoluzionistica, poiché, sempre per il sociologo ci vuole una “cultura contro il dogma”.

EVOLUZIONISMO


Caro amico mio………………dialoghi minimi intorno ai sistemi

  Presentazione del saggio del Prof. Pier Maria Boria

edizione Pagine

19 maggio 2011 -ore 18,30

presso la sala parrochiale di Via Sebenico, 31 – Milano –

Intervengono:

Pier Maria Boria,

Don Angelo

Marco Marsili,

Luciano Lucarini,

Fabrizio Fratus

 La teoria dell’evoluzione, nata oltre cento cinquanta anni fa, viene confrontata con le scoperte scientifiche recenti nei più svariati campi della biologia: dalla paleontologia all’embriologia, dalla biochimica alla genetica.  Alcune ipotesi originarie sono state smentite, come il gradualismo, e tutto l’impianto teorico viene messo in discussione, anche se, nelle sedi ufficiali, non se ne parla.

Il prof. Boria si definisce un “Pocologo”   e si vanta solo di due cose:

saper scrivere in Italiano e saper spiegare bene quel poco che sa…………..

BIOLOGI NEODARWINISTI


di Fabrizio Fratus
In occasione di vari dibattiti, letture, incontri e quant’altro ho avuto modo di sentirmi dire che la maggioranza dei biologi “credono” nell’evoluzione della specie. Questa affermazione sarebbe a sostegno del fatto che la teoria di Dawin è valida. A mio parere non significa nulla. Come prima considerazione devo commentare che ovviamente uno studente in biologia ha ricevuto insegnamenti in cui si specifica l’importanza della teoria di Darwin nel campo della biologia e che, la stessa, è assolutamente un fatto scientifico; tale affermazione verrà assimilata dallo studente, futuro biologo, come l’unica verità possibile.
Il ragionamento è semplice, addirittura banale, proviamo a prendere un ateo e proponiamoli di considerare l’esistenza di Dio dal fatto che la maggioranza degli uomini crede in un essere trascendente e quindi l’esistenza di un dio è un fatto.

Lo stesso ragionamento si produce all’interno delle facoltà di biologia, i professori insegnano che il neodarwinismo è “verità”, un fatto assodato, è scienza, è inconfutabile, è empiricamente provato. Come il professore anche il prete insegna ai bambini e agli uomini l’esistenza del Signore, lo fa con la stessa sicurezza del professore di biologia. Lo studente in biologia svilupperà le sue interpretazioni unicamente con riferimento alla teoria di Darwin escludendo tutti i dati e le interpretazioni che la negano.
Ma i fatti?
Come per l’esistenza del Signore anche per la teoria di Darwin non vi sono certezze, entrambe le ipotesi sono atti di fede.
La religione ha un punto a suo favore: ammette che credere in Dio è un atto di fede. La teoria di Darwin, al contrario, si vuole imporre come certezza di fatti scientifici.
Ma l’evoluzione della specie non è “rivelabile” né in laboratorio né empiricamente.
Gli evoluzionisti negano la scienza in quanto, fatto assolutamente contrario alla logica, la loro teoria, predicata come certezza scientifica, non è né verificabile sperimentalmente, tanto meno è osservabile in natura; questo è un fatto.
Vi è un altro sostanziale motivo per cui oggi la maggioranza dei biologi è dichiaratamente evoluzionista, la loro carriera si è costruita sottomettendosi al credo evoluzionista; come potrebbero ora smentirsi? Come potrebbero negare ciò in cui hanno creduto per anni?
Pochi hanno la forza di guardare ai fatti “ovunque essi portino” come ha fatto A. Flew.
Inoltre, se lo facessero, sanno bene che incorrerebbero in conseguenze dannose per la carriera, se non, addirittura, nel licenziamento. Molti sono, oramai, gli scienziati allontanati dalle loro cattedre unicamente per aver ammesso la possibilità di un “progetto” all’origine della teoria di Darwin (concordismo); un caso è quello della professoressa Croker.
La professoressa ha avuto la malaugurata idea di ammettere pubblicamente che il “caso” non poteva essere alla “guida” dell’evoluzione della specie ma, vista la complessità degli organismi, riteneva più plausibile l’ipotesi di un disegno intelligente a guidare le possibili combinazioni da cui poi sono nate tutte le specie. Un altro caso è quello del professor W. Veitz, prima ateo poi convertitosi al creazionismo, venne licenziato in tronco. In Italia abbiamo avuto il caso Sermonti genetista famosissimo in tutto il mondo che in Italia è stato stroncato dai colleghi perché non evoluzionista.
Posso citare anche il caso del professor Giannetto, dichiarato evoluzionista, che solo per avere accettato di organizzare un contraddittorio all’Università di Bergamo ha ricevuto numerose e pressanti minacce di perdere la cattedra, arrivando pure a negare i contatti con me per l’organizzazione del contraddittorio.

Moltissimi biologi sono probabilmente in buona fede e credono davvero che la microevoluzione sia la strada che porta all’ipotesi della macroevoluzione. Ma la realtà è differente, noi sappiamo che la selezione naturale diminuisce l’informazione contenuta nelle specie, la parola selezione ha un significato ben preciso. Sappiamo che le mutazioni non sono una risposta plausibile per incrementare l’informazione perduta.
Vi sono molteplici studi che dimostrano l’inconsistenza del neodarwinsimo, ma per chi non fa scienza ma segue una fede ciò è irrilevante:

“Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”.

Quanto riportato sopra è stato scritto da uno dei massimi esponenti evoluzionisti e dichiara apertamente che la teoria di Darwin non è scienza. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31 di Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard ed amico personale del famoso prof. Gould.

L’UOMO HA DAVVERO SINTETIZZATO LA VITA?


di J. Sarfati/tradotto da Geoffrey Allen-

A fine maggio 2010, telegiornali e quotidiani riportavano la straordinaria prodezza del dott. Craig Venter che annunciava di aver creato una forma di vita artificiale. Molti antagonisti del creazionismo si sono avvalsi della notizia a sostegno delle loro posizioni e per schernire per l’ennesima volta i creazionisti.

Che cosa ha effettivamente realizzato il dott. Venter, e cosa significa per il dibattito sulle origini?

Le notizie di prima pagina riportavano testi quali: “Costruita prima cellula artificiale” (TGCom, 20/5/2010). Leggendo l’articolo, si viene a scoprire che il dott. Venter ha costruito il genoma di un batterio e lo ha iniettato in una cellula. Prendiamo nota di cosa significa questo. Il DNA è stato costruito partendo da zero e poi è stato inserito in una cellula pre-esistente, confermando chiaramente che per la vita non è sufficiente il solo DNA. Per poter funzionare, esso necessita dell’intero macchinario della cellula, confermando così che l’evoluzione chimica, detta anche abiogenesi (l’origine della vita da sostanze inanimate), rimane un circolo vizioso. Il DNA non serve a nulla senza una macchina per decodificarlo, ma questa macchina stessa è codificata nel DNA.

Il DNA può essere considerato come un software. Il dott Venter spiega che quando il software DNA di una cellula viene sostituita, essa inizia subito a leggere il nuovo software e a produrre delle proteine diverse. “La vita è il risultato di un processo di informatica. Il nostro codice genetico è il software e le nostre cellule leggono costantemente il nostro codice genetico, costruendo nuove proteine, e le proteine costruiscono gli altri componenti della cellula”.1

Questo corrisponde a quanto detto dall’evoluzionista Paul Davies, il quale spiega la cellula vivente come un supercomputer incredibilmente potente. Il segreto della vita non sta negli ingredienti chimici del DNA, ma nel loro ordinamento organizzativo. Davies descrive la cellula vivente come “un sistema incredibilmente complesso che elabora e riproduce informazioni”. Spiega inoltre che “il tentativo di generare la vita mescolando sostanze chimiche in una fiala è come saldare interruttori e cavi nel tentativo di produrre Windows 98. Semplicemente, non funziona perché il concetto è sbagliato prima di partire”.2

Questo fatto fondamentale mette in serie difficoltà gli evoluzionisti che cercano di spiegare come la prima forma di vita sia comparsa come risultato della combinazione di alcune sostanze chimiche contenenti molecole cieche e disordinate. Com’è potuto uscire da questo caos una macchina in grado di progettare e scrivere il proprio software?

Tornando a considerare l’impresa di Venter, vediamo che egli ha modellato il suo software seguendo l’organizzazione conosciuta del più semplice organismo in grado di riprodursi, il Mycoplasma. In seguito ha sintetizzato del DNA (copiando la sequenza del Mycoplasma), e lo ha leggermente modificato aggiungendo quattro “filigrane” per poterlo riconoscere in seguito a una esposizione a certi farmaci. Questo DNA è stato poi impiantato in un batterio dello stesso genere. La sintesi di una qualsiasi molecola DNA estesa è estremamente difficile e Venter ha realizzato una molecola lunga oltre un milione di lettere di codice, il che rimane piuttosto lontano da quanto realizzabile per puro caso da una zuppa primordiale. Una zuppa primordiale, poi, avrebbe prodotto un rapporto di 50/50 tra aminoacidi di molecole levogire e destrogire, come avvenne nel famoso esperimento di Miller del 1952. Peccato che la sola presenza di una molecola destrogira avrebbe distrutto la vita, la quale consiste unicamente in aminoacidi formati da catene di proteine di molecole levogire. Per creare il suo DNA, Venter ha utilizzato proteine di lievito per collegare catene di DNA, che rimane chimicamente instabile. Considerando tutto questo, quello che Venter ha realizzato nel produrre il DNA è stato una vera prodezza scientifica. Ma la domanda che dobbiamo porci è: Venter ha veramente creato la vita?

Il bioingegnere James Collins della Howard Hughes Medical Institute, ricercatore alla Boston University, dice che tecnicamente questo genoma creato dall’uomo non è artificiale. “Artificiale” implica la sintesi, o la creazione partendo dal zero, non plagiarlo da un genoma naturale. Inoltre, l’esperimento ha necessitato di una cellula ricevente per fornire il citoplasma che potesse accogliere il genoma trapiantato.3 Glenn McGee del Center for Practical Bioethics di Kansas City aggiunge che l’affermazione di aver creato la vita artificiale richiede che l’intero organismo sia prodotto dalle materie prime. “Hanno trapiantato con successo il DNA da un organismo all’altro senza danneggiare il funzionamento del DNA precedente…”, egli dice. “Spiegata così, la notizia rimane notevolmente meno significativa”.3

Un altro scettico nei confronti di questa notizia è il genetista Steve Jones, anch’egli non favorevole alle posizioni creazioniste. “L’idea che questo sia come prendere il posto di Dio è semplicemente assurdo. Quello che Venter ha fatto in termini genetici si potrebbe paragonare a modificare un programma Apple Mac e farlo funzionare su un PC, e poi dichiarare di aver creato un computer. Non è banale, ma le affermazioni che sono state fatte al riguardo sono assolutamente assurde”.4

Quale conclusione?

Analizzando l’affermazione di Venter di aver creato la vita artificiale, vediamo che sono state applicate l’intelligenza e una progettazione meticolosa per usare proteine di lievito per unire catene corte di DNA, e che il DNA così prodotto è stato impiantato in una cellula preesistente. È stata creata una forma di vita artificiale in laboratorio? Gli scienziati evoluzionisti, esperti in genetica e biologia, dicono categoricamente di no. L’uomo ha fatto un passo in più verso la conferma della possibilità dell’evoluzione chimica, detta abiogenesi? Ancor meno. Gli evoluzionisti che inizialmente hanno usufruito di questa notizia per sostenere le loro posizioni, ora invece si sono mostrati semplicemente accecati dai loro dogmi, disinformati su quello che realmente costituisce e implica la loro amata ipotesi sull’origine della vita e trascinati dall’onda di preconcetti che si chiama evoluzione. Alla fine, si è trattato ancora una volta di nient’altro che di un ennesimo evento mediatico, simile a quelli del lemure Ida e del fossile Ardipithecus Sediba. L’evoluzione altro non è che un dogma sulle origini senza alcun fondamento. Senza l’abiogenesi, neanche l’evoluzione può sussistere.

Adattato da un articolo di Jonathan Sarfati, CMI

  1. 1. http://www.guardian.co.uk/science/video/2010/may/20/craig-venter-new-life-form.
  2. 2. Davies, P., How we could create life—The key to existence will be found not in primordial sludge, but in the nanotechnology of the living cell, The Guardian, 11 December 2002, http://www.guardian.co.uk/education/2002/dec/11/highereducation.uk.
  3. 3. http://www.sciencenews.org/view/generic/id/59438/title/Genome_from_a_bottle.
  4. 4. http://www.guardian.co.uk/theobserver/2010/may/23/observer-profile-craig-venter.