ESISTONO GLI ORGANI VESTIGIALI?


Scritto da Jerry Bergman

Articolo tradotto con permesso da www.creation.com

 

Articolo originale http://creation.com/do-any-vestigial-organs-exist-in-humans

Tradotto da Eleonora Battezzato per AISO (www.origini.info)

 

La definizione standard di “vestigiale” è un organo un tempo utile nel passato evoluzionistico di un animale, ma che oggi risulta inutile o molto vicino ad esserlo. La lista degli organi vestigiali negli esseri umani è precipitata da 180 nel 1890 a 0 nel 1999. Per salvare evidentemente questo supporto critico per l’evoluzione, ora viene utilizzata qualche volta una definizione revisionistica di struttura vestigiale.

La definizione implica l’idea che un organo vestigiale sia qualsiasi parte di un organismo che si è ridotto di misura durante la sua evoluzione in quanto la funzione per la quale veniva utilizzato, diminuì d’importanza o diventò totalmente superflua. Questa definizione risulta essere problematica in quanto vaga e in quanto permetterebbe di etichettare come vestigiale quasi tutte le strutture presenti negli esseri umani.

 


Definizione classica di vestigiale

La domanda “Esistono degli organi vestigiali negli esseri umani? (o qualsiasi forma di vita per quel problema), richiede dapprima una definizione di “vestigiale”. La definizione più comune di organo vestigiale per tutto l’ultimo secolo era simile alla seguente: “creature viventi, inclusi gli uomini, sono musei virtuali di strutture che non hanno funzione utile ma che rappresentano il rimanente di organi che una volta avevano qualche utilizzo (mette in rilievo il mio).(1) La fonte autorevole “L’evoluzione della vita”(2) definisce l’organo vestigiale come un’unità “che ha perso la sua funzione nel corso dell’evoluzione, e di solito è molto ridotto di misura”.

Le autorità dell’anatomia standard definiscono solitamente un organo vestigiale riferendosi ad un organo un tempo utile e che oggi risulta inutile o molto vicino all’esserlo. Il dizionario Dorland definisce il termine vestigiale come “vestigio, traccia o reliquia” e definisce il termine come “il rimanente di una struttura la quale funzionava in uno stadio precedente all’evoluzione della specie.(3) Il dizionario Churchill definisce vestigiale come un organo “che non ha una funzione ovvia”, e afferma che la parola vestigialederiva dal Latino vestigium “significando impronta di piede, segno, traccia, orma”.(4) Un dizionario standard di biologia definisce il termine vestigialecome di seguito:

 

 

“Un organo che è senza funzione e generalmente ridotto di misura ma che sopporta alcune somiglianze agli organi completamente funzionali corrispondenti trovati nei relativi organismi. Esempi includono le ali degli uccelli che non volano, gli arti cintura dei serpenti, l’appendice e i muscoli dell’orecchio degli esseri umani, e le brattee delle piante fiorite parassitarie. Si pensa che la presenza di organi vestigiali sia indicativo degli organismi antenati che avessero organi pienamente funzionanti… .”(5)

Asimov1   fornisce due esempi di organi vestigiale: 1) le minuscole ossa posteriori all’osso sacro chiamate coccige (le quali Asimov dichiara che una volta venivano intese come coda); e 2) i piccoli muscoli attorno alle orecchie (i quali Asimov sostiene essere dei muscoli inattivi che una volta servivano a muovere le orecchie). Come vedremo, queste conclusioni non sono basate su delle prove empiriche ma piuttosto su presupposti evoluzionistici.

Le definizioni qui sopra degli di organi vestigiali si focalizzano tutte su quegli organi che una volta ebbero un importante funzione nel passato evoluzionistico di un’animale, ma che pressoché non hanno alcuna funzione nell’animale di oggi. L’esempio seguente è tipico di come l’argomento riguardo l’organo vestigiale fu utilizzata nei libri di testo in passato come “prova” di evoluzione:

Gli organi inutili come prova dell’evoluzione. La scienza ha ancora accumulato ulteriori prove per il suo caso. È stato trovato un numero di organi inutili tra molti animali. Essi non hanno una funzione apparente e tuttavia devono essere un rimasuglio di una parte del corpo un tempo utile. Tanto tempo fa questi organi vestigiali devono essere stati importanti; ora sono solo un ricordo della nostra discendenza comune. Un esempio è l’appendice vermiforme la quale non è solo completamente inutile negli esseri umani ma spesso causa una grande sofferenza (enfasi nell’originale).”(6)

Questa definizione è ancora comunemente usata. Uno dei più popolari scrittori di testi sulle scienze biologiche recenti ha definito “vestigiale” come di seguito:

“L’evoluzione non è un processo perfetto. Mentre cambiamenti ambientali selezionano contro determinate strutture, altri vengono trattenuti, persistendo qualche volta anche se non vengono utilizzati. Una struttura che sembra non avere alcuna funzione in una specie, ma rimane omologa ad un organo funzionale in altre specie, è definita vestigiale. Darwin paragonò gli organi vestigiali a delle lettere silenziose che non vengono pronunciate in una parola, ma che offrono indizi sull’origine della parola.”(7)

In passato, gli evoluzionisti confermarono l’esistenza di circa 180 organi vestigiali negli umani, incluse l’appendice, le tonsille, la ghiandola pineale e il timo. Ora sappiamo che:

  • L’appendice fa parte del sistema immunitario, strategicamente situata all’entrata del pressoché sterile ileo dal colon, con i suoi normalmente alti contenuti batterici.
  • Le tonsille svolgono una funzione simile nell’entrata alla faringe.(8)
  • La ghiandola pineale secerne melatonina che è l’ormone che regola il ritmo circadiano e possiede altre funzioni.
  • Il timo fa parte del sistema immunitario, connesso alle cellule T. L’HIV attacca le cellule T, rendendole inefficaci e per questo motivo alla fine è sempre fatale.

Il numero di organi che una volta venivano considerati essere funzionali nel passato evoluzionistico degli umani ma che oggi non sono funzionali, sono stati drasticamente ridotti con i progressi nei campi dell’anatomia e della fisiologia. Ora vengono proposti pochi esempi di organi vestigiali, le quali sono stati mostrati essere completamente funzionali dalla ricerca più recente (e in molti casi criticamente così, vedere Bergman e Howe).(9)

L’idea di organi vestigiali negli esseri umani viene anche trattata nei libri popolari sulla scienza e sulla medicina, i cui autori ammettono frequentemente che gli esempi comuni non vengono considerati più validi. Un libro popolare sul corpo umano che trattava gli organi vestigiali, affermò quello prossimo alla circoncisione

“…la tonsillectomia è l’operazione chirurgica eseguita più frequentemente. Una volta i dottori ritenevano che le tonsille fossero dei resti evolutivi inutili e le estraevano pensando che non potesse creare alcun danno. Oggi ci sono delle prove evidenti che esistano molti più problemi al tratto respiratorio superiore dopo la rimozione delle tonsille rispetto prima, e i dottori generalmente concordano che un semplice ingrossamento di tonsille sia difficilmente un’indicazione per l’intervento chirurgico (enfasi nell’originale).”(10)

La definizione dei revisionisti

L’affermazione da parte dei creazionisti riguardo al fatto che non esistano organi vestigiali negli umani, si riferisce solitamente alla più comune definizione che è stata impiegata per il secolo passato, non la problematica definizione più nuova ora utilizzata dagli evoluzionisti con il tentativo di salvaguardare l’idea di organi che hanno “funzione riduttiva” paragonata al loro utilizzo supposto in un passato vago ed indefinito. Secondo la definizione dei revisionisti, una struttura vestigiale è:

“Qualsiasi parte di un organismo che si sia ridotta di misura durante la sua evoluzione in quanto la funzione per cui serviva è diminuita d’importanza o è divenuta totalmente inutile. Degli esempi sono l’appendice umana e le ali dello struzzo.”(11)

Un’altra risorsa definisce una struttura vestigiale come “qualsiasi organo che durante il corso dell’evoluzione si sia ridotto in funzione e di solito in grandezza.”(12) Questa definizione revisionistica di “ridotto in funzione e in grandezza” è immotivato per diverse ragioni. Per esempio, quanta riduzione è richiesta prima che l’etichetta “vestigiale” diventi appropriata? Il 30% è una riduzione abbastanza grande, o sarà sufficiente la riduzione dell’1%? In aggiunta, ci sono così molti esempi di “taglia ridotta” (e a volte funzione) che l’etichetta “vestigiale” diventa insensato.

Per esempio, un’analisi della morfologia del teschio dei nostri presunti antenati evoluzionistici porterebbe alla conclusione che la nostra mandibola sia vestigiale, quando paragonato a quella dei nostri ipotetici predecessori, da quando è stata dichiarato dagli evoluzionisti essere relativamente più piccola negli esseri umani di oggi (e inoltre ha una funzione ridotta, almeno relativa alla sua forza e alla sua abilità nel masticare cibo). Infatti, in conseguenza della nostra mandibola più piccola, alcuni dei nostri denti (per esempio denti del giudizio) vengono dichiarati essere vestigiali.(13)

Questa definizione di vestigiale necessiterebbe inoltre la conclusione che siccome gli orifizi nasali esterni (le narici) sono più piccoli negli ussari umani moderni (paragonati ai nostri ipotetici antenati simili alle scimmie) anche essi dovrebbero essere etichettati come vestigiali. Molte persone hanno problemi a respirare in parte perché i loro passaggi delle narici sono troppo piccoli, così come è evidente dall’utilizzo diffuso delle unità di espansione del ponte nasale e degli spray nasali. Ciò è inoltre illustrato dalla frequenza della chirurgia rinoplastica, specialmente dalla chirurgia per riparare un setto deviato. Nessun evoluzionista ha affermato che le nostre mandibole o narici siano vestigiali, nonostante secondo la definizione dei revisionisti essi sarebbero chiaramente delle strutture vestigiali.

Inoltre, visto che la mandibola umana, gli occhi, le sopracciglia, le arcate sopraccigliari, gli arti anteriori, il naso, le orecchie e anche la bocca potrebbero essere etichettate come vestigiali, il termine ovviamente diventa privo di significato se definito in questa maniera. Le illustrazioni di testo sui nostri presunti antenati li mostrano consistentemente con crani spessi e arcate sopraccigliari ampie e sporgenti, che servono per proteggere i loro occhi. Il nostro teschio e le nostre arcate sopraccigliari sarebbero anch’essi vestigiali.  Il perché la selezione naturale determinerebbe queste strutture da rimpicciolire negli esseri umani moderni non se n’è mai discusso (specialmente da quando la selezione sembrerebbe fare l’opposto).

Gli evoluzionisti utilizzano anche la mancanza di arcate sopraccigliari negli esseri umani come un esempio di scarso progetto. Per esempio, Colby concluse che “il teschio umano è troppo sottile per fornire una protezione adeguata al cervello gigante e l’assenza di arcate sopraccigliari lasciano gli occhi scarsamente protetti.(14)

 

 

 

 

Un elenco di alcune delle 180 strutture che sono state considerate residue agli inizi del 900. Ora è quasi unanimemente concordato che la maggior parte di queste strutture abbiano almeno una funzione.

 

Inoltre, in media, la massa muscolare, la funzione e la forza degli organi sono calate negli esseri umani moderni, senza dubbio attraverso la mancanza dell’utilizzo dovuto al modo di vivere nella società moderna. Dalle definizioni dei revisionisti, l’età che avanza produce in se organi vestigiali praticamente in ogni essere umano.

 

Se la definizione di organo vestigiale consistesse in un’unità che sia poco sviluppata nell’animale moderno (paragonato al suo antenato) dovuto alla perdita da mutazioni, adattamento, etc… tutti gli organi negli esseri umani moderni che fossero più sviluppati nei nostri presunti predecessori sarebbero vestigiali. Questo significa che se la macroevoluzione fosse vera, e gli esseri umani si siano evoluti dagli animai più bassi, si potrebbe sostenere che praticamente ogni struttura negli esseri umani moderni sia vestigiale in quanto gli organi vestigiali vengono definiti come quelli che sono piuttosto meno utili oggi rispetto a quello che furono in passato. Una rara eccezione sarebbe il cervello umano, e anche il cervello potrebbe venir dichiarato essere vestigiale di grandezza se noi accettassimo gli uomini di Neandertal come nostri antenati.(15)  Gli uomini di Neandertal, in media, avevano il cranio più largo rispetto agli esseri umani moderni: circa 1.500cc paragonati ai 1.300 cc delle persone di oggi.

 

Probabilmente il miglior esempio di questa definizione di strutture vestigiali è l’abilità di alcuni batteri di digerire il più comune composto organico sulla terra, la cellulosa. La cellulosa è il componente principale delle piante (erba, fogliame, legno e la corteccia dell’albero sono per prima cosa cellulosa; vedi Black(16)). L’unico motivo per cui molti animali (inclusi mucche, cavalli, pecore e termiti) possono usare erba e legno come cibo è perché essi hanno una relazione simbiotica con alcuni batteri che sono in grado di digerire la cellulosa.

 

Eppure gli evoluzionisti postulano che gli organismi più elevati persero la capacità di digerire cellulosa. Perciò, molti degli animali moderni hanno un sistema di metabolismo della cellulosa vestigiale. Se gli umani possedessero questa capacità, la fame e la maggior parte delle malnutrizioni sarebbe una cosa del passato. La fame e la malnutrizione sono state il problema maggiore nel corso della storia, e anche oggi uno stimato 60% della popolazione del mondo è malnutrito. L’evoluzione, così sembrerebbe, dovrebbe selezionare a favore dell’abilità di metabolizzare cellulosa, e sicuramente contro le forme di vita che hanno perso questa capacità.

 

La definizione dei revisionisti di vestigiale richiede inoltre che la storia evoluzionistica di un animale sia conosciuta, quando, infatti, la storia della maggior parte, se non tutta, le forme di vita spesso è in effetti ampliamente speculazione. Inoltre, il giudizio di vestigiale è basato sulle valutazioni degli esempi moderni di scimmie, conigli, altre animali ed umani. Questi giudizi non possono essere basati sui nostri antenati evoluzionistici effettivi per diverse ragioni. Sebbene molti frammenti di ossa fossili sono stati trovati, nessun mammifero ben conservato (o organi di mammifero) che sia stato stimato avere 1.000.000, o anche 50.000 anni esiste. Di conseguenza, solitamente solo gli esempi moderni posso essere utilizzati per un paragone. Notate l’esempio di Asimov:

 

“In alcuni animali erbivori, il cieco è un ampio magazzino dove il cibo potrebbe restare per essere spezzato dai batteri cosicché l’animale stesso potrebbe digerirlo più facilmente e meglio assorbirlo. L’appendice nell’uomo e nelle scimmie (si verifica pressoché in nessun’altro animale) è ciò che rimane dell’ampio cieco. Questo implica che gli antenati dell’uomo e delle scimmie piuttosto vicini fossero gli erbivori. L’appendice è perciò il rimanente inutile dell’organo un tempo utile; è una traccia, dal latino “vestigium” (impronta, orma). Cosi come un’orma è un segno che l’uomo sia passato, così l’organo vestigiale un segno che un organo utile sia passato tempo fa.”(17)

 

L’esempio spesso fornito per sostenere questa conclusione, l’appendice dell’uomo moderno, è giudicata vestigiale se paragonata ad un animale avente un’appendice più larga (come quella dei conigli attuali). Ciò che dovrebbe essere paragonato, tuttavia, non sono gli essere umani moderni con i conigli moderni, ma gli esseri umani moderni con i loro effettivi antenati, un qualcosa che può essere solo estimato esaminando resti fossili esistenti dei nostri supposti predecessori (molti dei quali sono dei frammenti di osso deformati in malo modo). Molto può essere appreso sugli animali dai frammenti di ossa, ma poco può essere accertato sugli organi, i tessuti degli organi, le strutture delle cellule e la maggior parte degli altri aspetti biologici di vita chiave, in quanto non esiste alcun esempio nel registro dei fossili. L’unico criterio per fare dei giudizi sull’evoluzione dell’organo è un’esaminazione degli animali moderni (come il coniglio). La discussione sull’organo vestigiale diventa un classico caso di ragionamento circolare quando si inferisce sulla grandezza ridotta dell’organo a causa di filogenesi accettate e a quel punto si utilizza questa presunta riduzione per provare queste filogenesi.

 

Un’altra definizione dei revisionisti insinua che qualsiasi “organo o struttura che manca di funzione relativa alla sopravvivenza dell’animale” dovrebbe essere etichettata come vestigiale. In realtà, tutti gli organismi hanno un ampio numero di strutture che combaciano con questa definizione. Per i creazionisti questo fatto sostiene l’idea di un progettista, in quanto strutture così non possono essere spiegate dalla selezione naturale per il semplice motivo che esse non conferiscono alcun vantaggio di sopravvivenza conosciuto. Gli esempi sono ovunque, e negli umani includono la capacità di creare musica, canzoni e danza. Anche nel mondo delle piante ci sono molti esempi di strutture che non possono essere spiegate attraverso la selezione naturale. Alcune piante fiorite moderne (come i denti di leone) sono auto impollinatrici e di conseguenza non hanno alcun bisogno di fiori. Secondo la definizione di “mancanza della funzione per la sopravvivenza”, sarebbero vestigiali.

 

Conclusione

 

I creazionisti utilizzano questi ed esempi simili per sostenere che molta della creazione di Dio fu progettata per il piacere umano e per il piacere di Dio stesso, come Egli dichiarò “buono” diverse volte prima che l’uomo venne creato. Un campo di denti di leone è un esempio di bellezza famosa in tutto il mondo (e perciò la favorita dai fotografi di ogni parte). Gli evoluzionisti non hanno mai spiegato come e perché così tante strutture possano esistere negli esseri umani (come le strutture complesse che consentono la musica, la canzone il ballo) che confermano nessun vantaggio di sopravvivenza e che però deliziano milioni. Solo la creazione può spiegare questa osservazione. La chiara conclusione è il concetto di organi vestigiali evoluzionistici sia senza senso, o ampliamente speculativo, e certamente non è una buona scienza.

 

Ringraziamenti

 

Vorrei ringraziare i Dr. Wayne Frair, Bert Thompson, John Woodmorappe, MA, e la Prof. Rena Trautman per la loro recensione critica su una prima stesura di questo articolo.

 

Riferimenti

 

(1)  Asimov, I., Words of Science, Signet Reference Books, New York, p. 30, 1959.

 

(2)  Gamlin, L. and Vines, G., The Evolution of Life, Oxford University Press, New York, 1987.

 

(3)  Dorland, W., Dorland’s Illustrated Medical Dictionary, W.B. Saunders, Philadelphia, p. 1834, 1988.

 

(4)  Churchill, L., Churchill’s Medical Dictionary, Churchill Livingstone, Inc., New York, p. 2083, 1989.

 

(5)  Tootill, E., The Facts on File Dictionary of Biology, Facts on File, New York, p. 318, 1988.

 

(6)  Perkel, A. and Needleman, M.H., Biology for All, Barnes and Noble, New York, p. 129, 1950.

 

(7)  Lewis, R., Life, 3rd ed., WCB/McGraw Hill, New York, p. 395, 1998.

 

(8)  Glover, J., The human vermiform appendix—A General Surgeon’s reflections, TJ3:31–38, 1988. La funzione dell’appendice sembra essere più cruciale durante la prima infanzia, nell’addestrare il sistema immunitario del corpo. Ciò è simile al timo: anche la sua utilità raggiunge il picco nella prima infanzia e viene più chiaramente compresa. L’appendice è atrofizzata negli adulti, avendo servito la funzione di addestrare il sistema immunitario.

 

(9)  Bergman, J. and Howe, G., Vestigial Organs are Fully Functional, CRS Books, Terre Haute, IN, 1990.

 

(10)    Ratcliff, J.D., Your Body and How it Works, Delacorte, New York, p. 137, 1975.

 

(11)    Martin, E., Dictionary of Biology, Warner, New York, p. 250, 1986.

 

(12)    Hale, W.G. and Margham, J.P., The Harper Collins Dictionary of Biology, Harper Perennial, New York, p. 555, 1991.

 

(13)    Bergman, J., Are wisdom teeth (third molars) vestiges of human evolution? TJ12:(3):297–304, 1998.

 

(14)    Colby, C., et al., Evidence for jury-rigged design in Nature, Talk Origins Archive, <www.talkorigins.org/faqs/jury-rigged.html>, p. 7, 1998.

 

(15)    Trinkaus, E. and Shipman, P., The Neandertals: Changing the Image of Mankind, Knopf, New York, 1993.

 

(16)    Black, J., Microbiology, Principles and Explorations, 4th ed., Prentice Hall, Upper Saddle River, New Jersey, 1999.

 

(17)    Asimov, Ref. 1, p. 31.

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