Le Scienze: un falso annuncio di evoluzione


 

spinarello

Se gli episodi verificati di evoluzione neodarwiniana non si trovano basta inventarseli.

Il caso dello spinarello svizzero.

Lo spinarello introdotto nel lago di Costanza 150 anni fa è dunque evoluto in una una nuova specie, così afferma il titolo di un articolo apparso su Le Scienze online “L’evoluzione di una nuova specie in tempo reale“.

E così finalmente abbiamo un caso di evoluzione avvenuto in tempo reale e potremo capire quali sono stati i meccanismi con i quali è avvenuta.

Ma non è così, la realtà è che non c’è stata nessuna evoluzione, se non nell’immaginazione di chi ha scritto l’articolo. Quello che è veramente successo è che lo spinarello ha subito una “ricombinazione” dei suoi cromosomi, in pratica ha rimescolato quello che già aveva:

L’analisi genetica degli spinarelli condotta dai ricercatori ha ora mostrato che ne esistono due forme, una propria delle acque lacustri e l’altra che frequenta prevalentemente i corsi d’acqua e i canali che vi affluiscono, benché la specie sia stata introdotta nel Lago di Costanza solo 150 anni fa. “E’ stato del tutto inaspettato scoprire una simile divergenza delle specie in un lasso di tempo così breve, dal momento che questi spinarelli si incrociano nello stesso periodo e negli stessi siti”, ha detto Marques.

La differenziazione genomica delle due forme – hanno scoperto i ricercatori – è concentrata principalmente in una regione con un basso tasso di ricombinazione (la ricombinazione è il processo in cui i cromosomi dei due genitori si scambiano alcuni geni) ed è raggruppata intorno a geni che controllano tratti fenotipici collegati alle caratteristiche dell’ambiente.

C’è una differenziazione ma non sono comparsi nuovi caratteri, più o meno è sempre la stessa storia della Biston betularia, la farfalla usata per dimostrare l’evoluzione ma che non si è mai evoluta e ha solo spostato la sua popolazione dalla prevalenza della forma chiara a quella della forma scura.

Si può parlare di evoluzione solo perché la definizione di evoluzione è stata modificata per considerare tale anche ciò che non lo è:

“cambiamento delle frequenze alleliche nelle popolazioni attraverso le generazioni. L’esatta definizione del termine resta tuttavia una materia controversa. “

Glossario Pikaia

E così l’evoluzione, che tutti intendiamo come la comparsa di nuove caratteristiche, altro non è che il rimescolamento delle stesse preesistenti. Anche se, molto onestamente, chi studia l’evoluzione per sua ammissione non ha ancora capito cosa stia effettivamente studiando. Però, anche se non hanno capito esattamente cosa sia l’evoluzione hanno idee molto decise sull’argomento. Diverso è invece il concetto di speciazione, per il quale vale la seguente definizione:

il processo che porta alla nascita di una o più specie discendenti a partire da una specie originaria.

E a sua volta la definizione di specie è:

Nel tempo la specie è stata definita in diversi modi. La definizione più comune è oggi quella “biologica”. In base alla nozione biologica di specie, una specie è un gruppo di individui interfecondi, isolato riproduttivamente da altri gruppi simili.

Insomma la speciazione si ha quando due gruppi originariamente interfecondi non lo sono più. Qualcosa di molto diverso dall’evoluzione. Al massimo si potrebbe quindi dire che gli spinarelli del lago di Costanza hanno perso la loro interfecondità divenendo due specie distinte. Ma a quanto pare neanche quello come affermato su Le Scienze:

Anche se allo stato attuale non si può parlare di due specie distinte, osservano Marques e colleghi, questo appare il loro destino in tempi abbastanza brevi: un destino che offre agli studiosi l’opportunità di osservare in tempo reale un esempio di speciazione.

Se di evoluzione non si parla anche la speciazione “appare” solo un pronostico. Ma qualcuno leggendo l’articolo dirà che esistono casi verificati di evoluzione in atto.

Niente evoluzione quindi, niente speciazione.

L’unica cosa realmente documentata è la cattiva informazione.

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