I FATTORI CHE DETERMINANO L’ARRESTO CARDIACO


arresto-cardiaco

In questo articolo parliamo brevemente dell’arresto cardiaco e dei fattori che lo determinano. L’arresto cardiaco e’ la diminuzione estrema o la cessazione completa della funzione sistolica del cuore e la cessazione della sua funzione elettrica. L’arresto cardiaco si chiama anche asistolia: il cuore non è più in grado di pompare sangue in tutto il corpo e nei polmoni: I sintomi sono: lo stato di incoscienza, l’assenza del polso e del battito cardiaco, l’assenza di respiro e l’assenza di stimolazione tattile.

Ci sono essenzialmente tre cause immediate di arresto cardiaco: una è l’asistolia con assenza di attività elettrica e di funzione meccanica di pompa; un’altra è l’asistolia con assenza di polso, ma con attività elettrica ancora conservata; l’ultima causa è dovuta alle aritmie ventricolari maligne che sono: la tachicardia ventricolare con frequenza cardiaca di 150-250 battiti al minuto: sono frequenze molto alte che possono limitare gravemente il flusso di sangue in tutto il corpo perchè i ventricoli non si contraggono efficacemente; la tachicardia ventricolare degenera rapidamente in fibrillazione ventricolare con battiti di 400-600 al minuto; in pratica in questa condizione l’attività elettrica e meccanica del cuore è del tutto scoordinata e disorganizzata e il cuore non riesce più a pompare sangue in modo efficace: è il preludio della morte clinica. Queste aritmie ventricolari sono causate da una irritabilità elettrica del muscolo cardiaco e sono spesso associate a malattie coronariche o a scompenso cardiaco. Se una persona muore inaspettatamente di arresto cardiaco ,questo evento è chiamato morte cardiaca improvvisa ed è spesso causata da queste aritmie. Il 25%  delle morti cardiache improvvise è causata dalla malattia delle coronarie, in genere un infarto di una grossa arteria coronarica. Ci sono altre due cause che possono portare alla morte cardiaca improvvisa: la malattia del nodo del seno ;il pacemaker atriale non funziona più bene e il comando degli impulsi cardiaci viene preso o dal nodo atrio-ventricolare che manda però degli impulsi bassi; 40 circa al minuto o da altri centri più bassi ancora che danno impulsi ancora più bassi, sui venti battiti al minuto, che non sono sufficienti a fornire una gittata utile con danno grave anche delle stesse cellule muscolari del cuore. Oltre alla malattia coronarica, ci sono tanti altri fattori che possono portare all’arresto cardiaco. A causa di trombosi venose profonde degli arti inferiori o del bacino si staccano emboli che possono arrivare ai polmoni, occludere le arterie polmonari e provocare un arresto cardiaco per deficit di ossigeno o per deficit di sangue che dai polmoni va al cuore. Una bassa pressione sanguigna causata da una volemia bassa per eccessiva perdita di sangue o per grave disidratazione può portare ugualmente a scarso afflusso di sangue al cuore con sofferenza miocardica e morte per fibrillazione ventricolare. Inoltre livelli molto bassi di ossigeno ematico possono portare a grave sofferenza cardiaca, ed anche bassi livelli di glucosio ematico per ipoglicemia possono portare in sofferenza delle cellule muscolari cardiache per carenza delle funzioni energetiche della cellula. Alti livelli di ioni idrogeno nel sangue (acidosi metabolica) possono portare a sofferenza le cellule cardiache con conseguente asistolia. Bassi livelli di potassio o alti livelli dello stesso possono portare ad arresto cardiaco improvviso per malfunzionamento nervoso e muscolare delle cellule cardiache. Inoltre una ipotermia dell’organismo per freddo intenso può determinare il malfunzionamento degli enzimi che catalizzano le reazioni chimiche muscolari con successivo arresto cardiaco. Per capire come la vita umana è entrata in essere i biologi evoluzionisti devono affrontare tutti questi immensi problemi della coordinata attività di tutti i fattori che io ho testè descritto: mancando o essendo deficiente uno solo di questi fattori il cuore entra facilmente in sofferenza ed in asistolia; viceversa, se non funziona il cuore, anche tutte le altre cellule del corpo possono morire. Abbiamo quindi una irriducibile complessità a livello di organismo con reciproche influenze cuore-organismo e viceversa. Tutto questo mette in crisi ancora una volta l’evoluzione darwiniana dei piccoli passi casuali. Non basta vedere come la vita superficialmente si presenta, ma bisogna vedere anche come funziona in tutte le sue componenti coordinate, cuore, polmoni e tutti gli altri organi. Prossimamente vedremo come funziona la pressione arteriosa ematica per il buon funzionamento cardiaco :Anche se il cuore funziona bene ,se la pressione arteriosa è troppo alta o troppo bassa ,si presentano molti gravi problemi.

Scritto da Nunzio Nobile Migliore

3 pensieri su “I FATTORI CHE DETERMINANO L’ARRESTO CARDIACO

  1. Spett.le Nunzio Nobile Migliore, mi ritrovo a discutere con un gruppo di evoluzionisti ma, francamente non riseco a sostenere l’unica ipotesi alternativa, cioè a quella del creazionismo, tanto più che un articolo del genere non aiuta certo i creazionisti a far risultare che ogni cosa (malattie e infarto compresi) sia la volontà di Nostro Signore.

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