IL TUMORE CAUSATO DALLA SFORTUNA?


silenzio

Essere colpiti da tumore è questione di sfortuna.

Non si tratta di un’affermazione di Catalano tratta da “Quelli della notte” ma di uno studio pubblicato su Science.

Le ricadute di una scienza che ha fatto del caso il suo fondamento.

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“Chi è colpito da un tumore, in molti casi sarebbe stato solamente «colpito da sfortuna. Questa l’opinione di ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine, espressa con uno studio pubblicato su Science. La loro ultima ricerca chiama in causa quelle che moltissime ricerche fino a oggi hanno individuato come fattori di rischio o cause dirette di molte neoplasie: stili di vita poco sani, difetti genetici o l’ambiente in cui si vive. Due terzi dei tumori secondo i ricercatori, sono imputabili a mutazioni genetiche (quindi “al caso”) piuttosto che a stili di vita sbagliati.”

Così sul Corriere della Sera del 2 Gennaio veniva riportata la notizia di uno studio sulle cause del cancro.Un’affermazione che probabilmente ha creato degli imbarazzi in quanto ha rischiato di vanificare decenni di campagne di sensibilizzazione contro il fumo e per stili di vita sani. Per limitare i danni sono seguiti articoli di puntualizzazione, come ad esempio quello pubblicato su Wired il 13 Gennaio con un sotto titolo che dichiara “Uno studio dimostra che prendersi un tumore è frutto del caso? Calma, non è così“.

Il titolo originale del lavoro pubblicato su Science il 2 Gennaio è il seguente: “Variation in cancer risk among tissues can be explained by the number of stem cell divisions“, cioè un’ovvietà all’interno della teoria  Somatic Mutation Theory (SMT) che prevede le mutazioni del DNA come origine della malattia. Se infatti una cellula è sottoposta a più duplicazioni di un’altra è ovvio che aumentino le probabilità che si verifichino delle mutazioni e quindi quella serie di mutazioni che secondo la teoria stessa portano alla degenerazione cancerosa:

Onco_2

Dall’enciclopedia Treccani.

Quei tessuti le cui cellule staminali vanno incontro a un numero maggiore di mutazioni sono quindi più soggetti a sviluppare il cancro come riporta l’articolo sul Corriere: “Due terzi dei tumori secondo i ricercatori, sono imputabili a mutazioni genetiche (quindi “al caso”)…“.

Il problema sta nel fatto di   di confondere la spiegazione della varianza tra tumori (e quindi a conti fatti, nel migliore dei casi la maggiore o minore suscettibilità di un tessuto) con le cause dei singoli tumori. Chiarificatore è stato al riguardo un articolo del Prof. Paolo Vineis (Medicina clinica Imperial College, Londra) su Scienza in rete:

Tutto quello che possono dire è che le differenze tra tessuti, a parità di influenze ambientali e genetiche, sono spiegate dai tassi di proliferazione delle cellule staminali. E’ un bene che questa affermazione sia surrogata da nuove analisi, quali quelle presentate dagli autori, anche se è un’affermazione abbastanza banale…

Insomma, l’articolo è giusto fino a un certo punto ma completamente sbagliato nella principale conclusione, vale a dire che la maggioranza dei tumori non siano prevenibili. “Bad luck” che il messaggio sia stato confezionato e trasmesso alla popolazione riducendo l’impatto delle politiche preventive.

Una “banalità”, come si diceva. Se la causa del cancro sono le mutazioni ne consegue che i tessuti più suscettibili siano quelli interessati da un maggior numero di mutazioni.

Ma è interessante notare che la presenza di un maggior numero di cellule mutate non è interpretabile solo con l’assunto SMT, ma anche con un differente approccio all’origine dei tumori, il riferimento è alla teoria Tissue Organization Field Theory (TOFT), che individua in un’alterazione dell’ambiente dei tessuti, e in particolare dell’interazione tessuto-stroma, la possibile causa del cancro. Al riguardo si segnala un articolo pubblicato sulla Oxford University Press da Stuart G. Baker: “A Cancer Theory Kerfuffle Can Lead to New Lines of Research” che già nell’Abstract spiega chiaramente come la teoria SMT sia ancora da dimostrare:

Il punto di vista standard è che il cancro sia una malattia genetica e questo viene spesso indicato come un dato di fatto e non come una teoria. Non riconoscendo che si tratta di una teoria, la mutazione somatica Theory (SMT), i ricercatori stanno limitando il loro progresso. Una interessante alternativa alla SMT è la teoria di campo dell’organizzazione dei tessuti (TOFT), che si riassume come “sviluppo andato storto.”

Come si può vedere a pag. 3 dello studio, le mutazioni delle cellule nei tessuti cancerosi possono essere sia la causa che l’effetto della malattia, rispettivamente secondo la teoria SMT e TOFT:

table1

Il confronto tra le due teorie (si evidenzia che la SMT è una possibile spiegazione del cancro, non la spiegazione accertata) mostra il diverso ruolo delle mutazioni genetiche che sono la causa del problema secondo la SMT e solo una conseguenza del problema secondo la TOFT.

L’ipotesi che le mutazioni non siano la causa del cancro è suffragata dal fatto, riportato nell’articolo di Stuart Baker, che sono noti casi di cancro nei quali non è stata riscontrata alcuna mutazione genetica.

In conclusione si può affermare che la vicenda della “sfortuna” come causa del cancro racchiuda in sé tre differenti problemi:

1- tendenza al sensazionalismo sia da parte dei ricercatori che della stampa (sono stati gli autori dello studio ad usare l’espressione efficace ma fuorviante di “bad luck”).

2- approccio gene-centrico che blocca le risorse su un solo campo di ricerca che non fornisce spiegazioni utili.

3- attribuzione di una valenza esplicativa al “caso”.

L’approccio tipico della Sintesi Moderna dell’evoluzione, ben sintetizzato da Jacques Monod nel titolo del suo libro “Il caso e la necessità”, che vede nel ruolo del caso un fattore esplicativo dell’evoluzione e quindi dei fenomeni biologici come la comparsa di nuove caratteristiche, lungi dall’essere utile rappresenta un fattore di ostacolo per la ricerca.

Molto interessante è il suggerimento dato nell’ultima parte della ricerca di Stuart G. Baker pubblicata dall’Oxford University Press, la situazione viene paragonata a quella di chi in attesa di un autobus che tarda ad arrivare deve decidere se optare per il fatto che seppur ritardato dal traffico effettivamente arriverà (e allora conviene continuare ad aspettare alla fermata) oppure se optare per l’ipotesi che sia guasto e che quindi occorra cominciare a cercare piani di viaggio alternativi. Baker giunge alla saggia conclusione che le risorse possano e debbano essere impiegate su entrambe le ipotesi.

Il dilemma dell’attesa dell’autobus si adatta non solo alla ricerca sul cancro ma anche a quellasull’evoluzione, anche in questo secondo caso infatti sembra che la maggior parte degli addetti ai lavori sia ferma in attesa che l’ “autobus” arrivi ritenendo che sia solo rallentato nel traffico. Noi riteniamo che sia fermo col motore che non funziona.

E per concludere attingiamo ancora una volta dal testo di Baker che ci regala un saggio pensiero di Maimonide (Medico e filosofo ebreo del Medioevo):

“Quanto è stato provato con una procedura corretta non guadagna nulla in verità se viene approvato da tutti gli studiosi della Terra e non perde nulla se tutte le persone della Terra sono del parere opposto”.

DA CRITICA SCIENTIFICA

Un pensiero su “IL TUMORE CAUSATO DALLA SFORTUNA?

  1. trovo inutile sottolineare la mia ignoranza in materia, ma ho trovato molto interessante, sia le riflessioni quanto i commenti attinenti. Infine splendida la citazione di Maimonide. Grazie per le informazioni

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