Cellule, insulina, funzioni… complessità che nega l’evoluzione della specie!


SANGUE

L’enorme complessità della cellula e l’integrazione di tutte le cellule per formare un organismo si manifesta tra l’altro con lo studio dell’insulina e la sua funzione. L’insulina è un ormone secreto dalla componente endocrina del pancreas, le isole di Langerhans. E’ costituita da due catene polipeptidiche l’alfa e la beta. La alfa è la più piccola ed è formata da 21 aminoacidi ,la beta è più grande e formata da 30 aminoacidi. Le due catene sono unite tra loro da ponti disolfuro che uniscono due cisteine tra loro. L’insulina però non viene prodotta come tale dai ribosomi, ma in una forma più complessa come preproinsulina Essa è formata da 133 aminoacidi ed ha anzitutto una sequenza segnale ,formata da vari aminoacidi che la dirigono all’interno del reticolo endoplasmatico e dell’apparato del golgi ,dove viene immessa in vescicole ,dove viene accumulata sotto forma di dimeri o esameri .Se nel circolo ematico avviene un aumento del glucosio questo aumento fa penetrare il glucosio nella cellula pancreatica Questa entrata, attraverso un recettore munito di atpasi fa aumenta tre l’atp nella
cellula; l’aumento di atp stimola la chiusura dei canali del potassio che non entra più nella cellula. La carenza di potassio depolarizza la cellula e ciò fa aprire i canali del calcio che ,aumentato, mobilizza le vescicole contenenti insulina che fuoriescono dalla cellula ,fondendosi colla membrana cellulare. Una volta fuoruscita l’insulina che è ancora proinsulina viene
attivata scindendo ad opera di una endopeptidasi specifica un frammento di 33 aminoacidi chiamato peptide c di cui ancora non si sa la sua funzione. Una volta in circolo l’insulina arriva agli organi bersaglio che sono il  fegato, il muscolo e il tessuto adiposo. In questi organi si lega ad un recettore specifico, una glicoproteina ,attaccata alla membrana cellulare degli organi bersaglio .La parte esterna della proteina ,rivolta al torrente circolatorio è formata da una struttura di aminoacidi che riconosce l’insulina attivata e si lega con essa. La parte intermedia della glicoproteina è formata da aminoacidi idrofobi che la tengono legata alla membrana cellulare; infine la parte interna rivolta verso il citosol cellulare è formata da aminoacidi ricchi di tirosina, cioè è una tirosinchinasi, enzima che fosforila la tirosina con acido fosforico. Il legame dell’insulina col suo recettore scatena altri eventi a cascata con attivazione di altre proteine che vengono anch’esse fosforilate. Tutto ciò permette l’entrata del glucosio nella cellula e la sua utilizzazione per il metabolismo, e cioè la degradazione del glucosio per produrre energia oppure la sua sintesi a glicogeno che ‘è un polimero complesso formato da molecole di glucosio funzionante come riserva di glucosio nel fegato e nel muscolo. L’insulina quindi è l’ormone che riduce la quantità di glucosio nel sangue favorendo la sua utilizzazione dove è necessario. La stessa cosa l’insulina fa per gli aminoacidi favorendo anche la loro entrata nella cellula e contribuendo cosi alla sintesi delle proteine dagli aminoacidi. Infine l’insulina favorisce
l’entrata degli acidi grassi nelle cellule adipose favorendo quindi la sintesi dei lipidi. Ci sono poi altre funzioni dell’insulina come lo stimolo alla produzione endogena di colesterolo, lo stimolo alla proliferazione cellulare, lo stimolo al passaggio di potassio all’interno delle cellule. E tutto questo attraverso una cascata di eventi catalizzati da una serie vasta di proteine che hanno inizio appena l’insulina si lega al suo recettore. In conclusione di questo discorso si può concludere con certezza che questa serie di eventi che hanno per protagonista l’insulina a partire dalla sua nascita nel pancreas sino al suo legame col recettore specifico, dimostra
ancora una volta la fallacia della concezione darwiniana colle piccole modificazioni casuali fissate dalla selezione naturale. Per fare un solo esempio se si fosse formata l’insulina m a non il suo recettore l’insulina non potrebbe agire. Viceversa se si fosse formato prima il recettore la
glicoproteina sarebbe rimasta inoperosa ,senza far niente in attesa che si formasse l’insulina. Se si fosse formata l’insulina, ma non la sequenza segnale che guida  la proteina attraverso il reticolo endoplasmatico e il Golgi l’insulina non avrebbe potuto andare verso la sua destinazione, cioè l’uscita dalla cellula pancreatica e cosi per tutta la cascata di eventi
proteici che ho appena accennato. Il sistema insulina-attivazione ed utilizzazione del glucosio si deve essere formato in una sola volta ,contemporaneamente per tutti i componenti. Il sistema è stato progettato. Ancora una volta si vede una misteriosa Intelligenza dietro tutti
questi fenomeni.

Cordiali saluti Nobile Migliore Nunzio

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