“il maschio è inutile”, un libro futile su una teoria inutile?


Di Enzo Pennetta

Finalmente la teoria darwiniana fa una previsione: il maschio è in via d’estinzione.

Una teoria inutile che sfocia nel comico.

Quando sul sito Pikaia ho letto la quarta di copertina del libro “il maschio è inutile” (e pure le maiuscole a quanto pare), ho pensato allo scherzo di un infiltrato creazionista, una specie di pesce d’Aprile fuori stagione. Colpa dei cambiamenti climatici ho pensato.

E invece no, dopo una breve ricerca è emerso incontrovertibilmente il fatto che si trattava di un articolo autentico su un libro che qualcuno ha veramente pubblicato. Premetto che questa è una recensione della quarta di copertina pubblicata su Pikaia, e quindi sugli elementi sintetici forniti dagli stessi autori riguardo alla loro opera. La presentazione del libro inizia nel seguente modo:

Non è più tempo di certezze. Nel Pleistocene i maschi facevano i maschi e le femmine facevano le femmine, o almeno così ci hanno raccontato. Adesso è tutto più complicato e si affaccia il sospetto che, in natura, il sesso debole sia quello maschile.

L’inizio è davvero una rivelazione: nel Pleistocene i maschi facevano i maschi e le femmine facevano le femmine. Questo vuol dire che dopo il Pleistocene (terminato circa 11.000 anni fa ), i maschi hanno smesso di fare i maschi e le femmine di fare le femmine, roba da non credersi… e tutti quelli che avevano pensato che nell’antica Roma i maschi facessero i maschi, tutti quelli che hanno pensato che anche nel Medio evo, nel Rinascimento, nel Risorgimento, fino alla II Guerra Mondiale i maschi facevano i maschi, e invece no: hanno smesso 11.000 anni fa. Ma anche per i nostri antenati cavernicoli c’è poco da stare certi, infatti gli autori si affrettano a puntualizzare “così ci hanno raccontato”. Come a dire che le ricostruzioni sui nostri antenati lasciano il tempo che trovano. Se lo dicono loro…

Ma per quale motivo dovremmo ritenere che i maschi siano in via d’estinzione? La colpa sembra essere di alcuni pesci:

In alcuni pesci, i maschi sono diventati “nani parassiti”: la loro funzione è solo quella di contribuire alla fecondazione in cambio di cibo. In altri, il maschio si è trasformato in un’appendice penzolante dal corpaccione della femmina: un mero serbatoio di spermatozoi. Neanche in un fanta-horror femminista si sarebbero spinti a tanto. In altri casi ancora, le femmine fanno tutto da sole o cambiano sesso all’occorrenza.

I maschi, dal canto loro, si ammazzano di fatica per farsi scegliere dalle femmine. Non va tanto bene nemmeno per noi mammiferi: il sesso è costoso, anche se ci regala piacere e sempre nuova diversità.

Un po’ deboluccio il paragone con alcuni, limitatissimi casi di pesci, personalmente ci andrei cauto ad andare da uno squalo, da un marlin o anche da un  grosso tonno maschio a dirgli che è sul viale del tramonto. Cercando di essere per un momento seri possiamo notare come nella stragrande maggioranza dei pesci non si notino proprio segni di scomparsa dei maschi, una caratteristica che denota evidentemente una rarità, un’eccezione e non certo la regola. Assai curiose appaiono poi le considerazioni sui mammiferi, francamente guadandomi intorno di maschi che si ammazzano di fatica per farsi scegliere dalle femmine se ne vedono circa quante sono le femmine che si ammazzano di fatica per farsi scegliere dai maschi, per non parlare poi dell’affermazione secondo cui il sesso essendo costoso sarebbe un problema. Potrebbe invece essere molto più probabilmente una delle grandi esigenze che muovono l’economia.

Ma il meglio deve ancora venire:

Pare addirittura che i cromosomi maschili siano più instabili, in decadimento. Il maschio si sta estinguendo e fra non molto persino le femmine di primati troveranno soluzioni alternative per far proseguire comunque l’evoluzione.

Viene con tutta probabilità fatto riferimento ad uno studio sfociato in una notizia bufala sulla presunta inutilità del cromosoma Y, su CS ce ne eravamo occupati nel Novembre 2013 in “Cromosoma Y: verso un mondo senza maschi?“. Del tutto ingiustificata appare poi l’affermazione sulle femmine di primati che “fra non molto” troveranno soluzioni alternative  per proseguire comunque l’evoluzione. Quali sarebbero questi primati? Forse il riferimento è alla fecondazione in vitro? Da notare che poi quella che verrà fatta proseguire non sarà la specie ma l’evoluzione, qualunque cosa ciò voglia significare aspettiamo di vedere quando questa previsione si realizzerà.

Forse anche per questo il maschio è sempre più nervoso: sente che gli manca il terreno sotto i piedi. La natura ci sta dicendo qualcosa che riguarda anche noi, e poco male: il mondo trabocca di inutilità e gli uomini rientreranno a buon titolo nella categoria del superfluo. A meno che non smettano di fare i maschi da cartolina, come gli uomini teneri e sorprendenti raccontati qui.
Un libro brillante e insolito che va alle radici – evolutive – del problema, e un’analisi della cultura contemporanea in cui scienza e satira sociale si fondono per raccontarci con ironia qualche scampolo di realtà.

Sembra davvero incredibile che su un libro scritto basandosi su l’evoluzionismo darwiniano, con tutte le sue debolezze, si possano leggere affermazioni così indifendibili. Sulla base di quanto fanno dei rari casi di pesci la natura starebbe parlando a noi? E per via di questo pochi e curiosi pesci i due autori si sentono di affermare con sicumera che “gli uomini rientreranno a buon titolo nella categoria del superfluo“. Ma gli autori con un colpo di scena finale ci dicono che c’è una cosa che può fermare l’evoluzione: dobbiamo smettere “di fare i maschi da cartolina”. Ecco dunque mostrato il fine del libro: indicare come si deve essere maschi se non si vuole essere eliminati dalla selezione naturale. Un trattato non “quasi filosofico” come vorrebbe suggerire la copertina, ma molto da rubrica sentimentale di una rivista di moda.

Si ringraziano quindi gli autori per il contributo dato con simili testi all’opera di chi vuole mostrare l’inutilità di una teoria come quella neo-darwiniana, una teoria che in centocinquanta anni non ha mai indicato una previsione verificabile e che adesso ne fornisce una che non potrà che fallire. Un libro che non è però inutile nella misura in cui mostra quali siano gli effetti non scientifici di una teoria non scientifica.
Sarà grazie a iniziative come questa che la teoria darwiniana mostrerà il suo essere mitologia e non scienza, il suo costruire solo delle “just so stories”, non solo riguardo al passato ma anche riguardo al futuro.
Racconti di fantasia, niente più.

maschio31

Un pensiero su ““il maschio è inutile”, un libro futile su una teoria inutile?

  1. si, lo trovo divertente. Lo potrei regalare per Natale ad un “macio” di mia conoscenza, con infilato fra le pagine il vostro articolo…..

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