SCRIVERE INUTILMENTE, ARTE DEI NEODARWINISTI!


silenzio

Qui di seguito la risposta del signor Federico Ciceroni al prof. Ferdinando Catalano in relazione al precedente commento dello stesso Ciceroni: https://antidarwin.wordpress.com/2014/09/04/verita-non-dimostrabili-domanda/

Sarà l’ultimo commento riportato da parte del lettore in quanto avendo iniziato ad avere un atteggiamento non apprezzato da chi cura questo spazio verrà censurato. Come ho spiegato più volte i commenti sono spesso inutili e le risposte già rintracciabili in precedenti scritti, quindi molti ricevono direttamente la risposta tramite email personale.

Andiamo con ordine. 
Rispondendo alla premessa, mi dispiace ma del sarcasmo deve farsene una ragione. Intanto è falso pensare che il sarcasmo non debba essere usato in un dibattito serio perchè sminuirebbe il contenuto delle argomentazioni. E’ una idea vecchia e portata avanti da pseudo intellettuali che pensano che solo attraverso l’uso di noiosi giri di parole e polverosi linguaggi accademici si possa fare dibattito. Il sarcasmo viene utilizzato da sempre nella nostra lingua e ha una funzione ben precisa, quindi semmai è meglio imparare ad utilizzarlo (e accettarlo) piuttosto che criticarlo.
In secondo luogo non si può scrivere in un blog che tenta (con patetico insuccesso) di smontare la teoria dell’evoluzione (che sarebbe più corretto definire legge dell’adattamento) restando seri. Nessuno sano di mente prende per vere le sciocchezze che sono scritte qui dentro, dalla non falsificabilità della teoria in poi, quindi deriderle con il sarcasmo è il minimo. 

Chiusa la premessa passiamo ai punti chiave.
Il post che ho commentato inizia con queste parole: “Quando parlo ad altri della mia fede in Dio mi capita talvolta di dover affrontare questa obiezione: se Dio esiste allora me lo dimostri! L’atteggiamento gnostico di chi considera vero solo ciò che si può dimostrare con la forza della ragione e della logica mostra alcune profonde debolezze.”

L’argomento del testo è quindi chiaro fin dall’inizio. Qui si vuole dimostrare come la necessità di fornire prove dell’esistenza di Dio, secondo Catalano, sia superflua e che si possa parlare dell’esistenza di qualcosa, in questo caso del divino, senza alcun bisogno di fornirne delle dimostrazioni.
E’ come se Catalano stesse dicendo “Voi mi chiedete di dimostrare Dio, ma guardate che non serve perchè si può tranquillamente affermare l’esistenza di qualcosa senza bisogno di prove. Ad esempio il teorema di Goldbach….”

E’ di questo che il professore vuole parlare e per farlo usa due esempi legati alla matematica (non si capisce perchè visto che l’ateismo non ha nulla a che fare con la matematica).
Quindi l’uso di questi due esempi, anche se di argomento matematico, non hanno in realtà nulla a che fare con la matematica, ma sono esempi portati a sostegno di una ipotesi di tema teologico. Il post, è il caso di specificarlo in modo da rispondere anche all’utente Alex, non vuole affatto parlare di Matematica, ma bensì dimostrare come si possa affermare l’esistenza di Dio senza bisogno di prove. Quindi il mio discorso è tutt’altro che sconfessato mio caro Alex.

Il primo esempio riguarda la Congettura di Goldbach. 
Catalano, nella replica, scrive: Per me è stata un’occasione di arricchimento sapere che quella di Goldbach è una congettura e non un teorema. Si, ho esagerato nell’affermare che  “è assolutamente vero”
L’ammissione di non conoscenza dell’argomento da parte di Catalano non fa altro che aggravare la situazione, perchè i casi sono due. O (come ho ipotizzato io nel mio commento) lui sapeva BENISSIMO che quella di Goldbach fosse una congettura e non un teorema ma, nonostante questo abbia deliberatamente fatto credere al lettore che si trattasse di una “assoluta verità” per portare acqua al suo mulino e questo è sintomo di scorrettezza intellettuale nei confronti degli (stolti) lettori del blog.

Oppure, Catalano effettivamente non era a conoscenza di questo piccolo particolare e ciò rende la cosa ancora più grave perchè significa che parla e scrive di cose che non conosce. E la questione è aggravata dal fatto che non serve un’approfondita conoscenza di matematica per non cadere nell’errore, ma basta andare su Wikipedia per rendersi conto (prima di scrivere o pubblicare un articolo) che si tratta di una congettura NON dimostrata e non di un teorema.
Non mi stupisco certo che il blog non abbia verificato prima di pubblicare il post. Da chi crede nel creazionismo non mi aspetto certo un controllo dei dati e una analisi della realtà, ma se si vuole parlare di dimostrabilità dell’esistenza di Dio e si porta un esempio FALSO almeno metà del post va a ramengo.

Ma lasciamo perdere Goldbach e il suo problema aperto e passiamo al secondo punto, quello del Teorema di Gödel.

Catalano per rimarcare il suo pensiero cambia esempio finendo a parlare di fisica quantistica e teoria degli insiemi, ma continuando a sviare l’attenzione sull’argomento chiave del dibattito, che resta quello di dimostrare che non servono prove per affermare l’esistenza di Dio.
Parlare di matematica o fisica non serve assolutamente a niente, perchè, l’ateismo non afferma certo che Dio non esista perchè abbiamo prove matematiche per sostenerlo. Come afferma lo stesso Catalano, Dio non ha nulla a che fare con la matematica. La matematica si basa sull’uso di assiomi e postulati che sono considerati veri “per principio” e hanno a che fare con un mondo “astratto” che è quello dei numeri. 
La scienza, in generale invece, afferma quale sia la visione dell’universo attualmente più credibile e verificata sulla base delle conoscenze in nostro possesso.
E’ la religione, l’unica, che afferma di avere la VERITA’ UNICA E IMMUTABILE oltre che indimostrata.
Qui si chiede a Catalano di dimostrare che un essere immateriale, senza cervello, sia in grado di pensare, sentire, capire, giudicare, ascoltare e che sia stato in grado di creare l’universo dal nulla, ovvero miliardi e miliardi di anni luce di vuoto e materia invisibili ad occhio nudo e totalmente inutili, con il solo scopo di creare dopo miliardi di anni, un microscopico granello di sabbia imperfetto e non ancora formato in un angolo periferico del cosmo sul quale far crescere una microscopia e imperfetta forma di vita che come è nata, poi morirà, mentre il resto dell’universo continuerà a vivere per altri miliardi e miliardi di anni.
Gli si chiede di dimostrare questo e lui per tutta risposta cita Gödel.

Inoltre confonde la “logica” cioè la scienza del ragionamento, con la “logica matematica” la scienza del ragionamento matematico: “Quanto basta per convincersi che qualunque ragione si possa avere per credere o non credere in Dio, la logica non c’entra niente.” 
Ma NON E’ ASSOLUTAMENTE  VERO. La logica c’entra eccome. 
Si può benissimo usare la logica e il ragionamento, per dimostrare che Dio è una ipotesi estremamente improbabile. Non la logica matematica che si occupa di altre cose e per questo non si capisce perchè Catalano l’abbia tirata in ballo. Misteri della fede!
Certo se provi a spiegarlo a chi crede che le specie viventi siano nate tutte insieme o che la Terra abbia una manciata di migliaia di anni è tempo perso. E’ più facile spiegare la meccanica quantistica ad un gatto.

Riguardo l’ultimo punto, quello degli scienziati credenti è un argomento che i fedeli portano spesso ma con scarsi risultati. Certo esistono e sono esistiti scienziati credenti, ma sono un numero estremamente ridotto. Solo il 7 per cento dei membri della National Academy of Sciences, l’élite della scienza americana, crede in un Dio personale. Bibbia e ricerca scientifica restano, inevitabilmente, due mondi a parte.
Se poi mi si citano uomini vissuti in epoche in cui credere in Dio non solo era la cosa più naturale del mondo vista l’importanza della Chiesa e degli uomini di fede all’interno della vita politica, sociale e culturale della nazione, ma nel quale se osavi pensarla diversamente venivi messo al rogo e costretto all’abiura, non si fa una bella figura.

Quindi il post pubblicato continua a risultare inutile. Davanti a coloro che obiettano a Catalano “se Dio esiste allora me lo dimostri!” lui continua a non rispondere cercando ridicole scuse nella matematica.

Saluti

Federico Ciceroni

Gentile signor Federico Ciceroni, sceneggiatore- regista,

Così lei “ motu proprio”  stabilisce  che l’uso del sarcasmo sia legittimo nella dialettica. Ne prendo atto e mi adeguo, solo  per non sembrare scortese .Alla luce di quello che scrive,  è sicuro di poterselo permettere? Chiedo : nel senso che preferisce che io la prenda per il sedere?

Uno scienziato ateo contemporaneo Richard Dawkins nel suo saggio L’illusione di Dio , dichiara che tra i credenti esistono persone di ampie vedute che “ hanno bisogno solo di un po’ di incoraggiamento per liberarsi completamente del vizio della religione “ (pag. 18 ed. italiana) Poi  alla fine del libro un “ Piccolo elenco di indirizzi utili a chiunque cerchi aiuto per liberarsi dalla religione “La fa ridere questo? si tratta di sano sarcasmo sicuramente più efficace del “ polveroso linguaggio accademico” ? Se si , allora prenda il coraggio a due mani e telefoni a Rubbia , Ambrosetti , Zichichi  , L. Lafforgue, G. Boffi, M Bersanelli , L.Rossi, F.Collins, W. Philipps, Aaron Ciechanover, John Lennox, (a me sembrano persone di ampie vedute) e faccia un’opera buona , li salvi dal vizio della religione ,  dia loro l’indirizzo giusto per farsi curare. Sa,  sono tutti scienziati credenti ma in età avanzata…ce ne sono altre decine di migliaia ma cominci dai più anziani…

Il prof. P. Odifreddi nella sua prefazione al saggio di Paulos “ Irreligion: A Mathematician Explains Why the Arguments for God Just Don’t Add Up afferma che il vero problema non è se Dio ci sia, ma perché la gente continui a pensare che ci sia “.

Questo  è sarcasmo o arroganza intellettuale?. Dunque, posto come verità assoluta e indiscutibile che Dio non esiste (perché l’ha detto lui ,  ipse dixit , Odifreddi, scusate se è poco, alla faccia di tre millenni di ricerca su questo argomento), perché la gente continua a crederci ?

Ma a proposito del libro di Paulos, adesso mi viene il dubbio che sia lei a non averlo letto o forse un dubbio ancora più imbarazzante :

quando lei afferma ,nel suo primo intervento, che in questo libro la matematica non c’entra nulla mi viene il sospetto  che lei, appunto, o non l’abbia letto o che non sappia cosa sia la matematica . Scrive Paulos a pag. 4  “ Naturalmente questo non significa che la matematica abbia poco peso in ciò che state per leggere “.

A meno che lei non sia una di quelle persone di media cultura convinte che la matematica si esprima soltanto con  formule e simboli . Se lo è ,  vada a ri-leggersi (?) le pag. 34,35,112).

Passo ad altro argomento in relazione al suo secondo intervento.

Capisco che con il lavoro che fa la fantasia non le manchi ma ,per favore ,cerchi di riversarla tutta nei suoi film e lasci perdere la storia e la geografia, materie nelle quali, per essere gentile e garbato, mi sembra un po’ carente.

Perché , vede, quando lei scrive testualmente :

“Se poi mi si citano uomini vissuti in epoche in cui credere in Dio non solo era la cosa più naturale del mondo vista l’importanza della Chiesa e degli uomini di fede all’interno della vita politica, sociale e culturale della nazione, ma nel quale se osavi pensarla diversamente venivi messo al rogo e costretto all’abiura, non si fa una bella figura.

 rivela una singolare ignoranza (nel senso che ignora , benvenuto nella seconda categoria del sapere) :

  • Galileo (1564 – 1642)non è stato processato perché era ateo, ma per  la sua teoria eliocentrica (apparentemente contraria alla Bibbia) e da cattolico sosteneva che” la Scrittura mostra come si va in cielo e la scienza come va il cielo “. E ancora, scriveva al cardinale Bellarmino :«noi Cattolici non per difetto di discorso naturale […] restiamo nell’antica certezza insegnataci da’ sacri autori, ma per la reverenza che portiamo alle Scritture». Le sembrano affermazioni di una persona di cultura costretta a credere dalle circostanze e dall’ambiente?

 

 

  • Isacco Newton (1642 – 1727) : ma vogliamo scherzare? Il più grande scienziato di tutti i tempi fu anche un grandissimo studioso della Bibbia e a lui si deve un Trattato sull’Apocalisse di Giovanni, oltre a numerosi studi e ricerche sulla presenza di versi spuri nelle Scritture. Era di fede protestante, che ci azzecca con quello che scrive lei? Ma lo sa che è stato contemporaneo degli atei Hume e Voltaire ed è vissuto in pieno periodo illuminista ? Di quali condizionamenti parla? Che ci azzecca Newton con l’inquisizione spagnola, il rogo e le abiure ?
  • Cartesio (1596 – 1650)

Ma le pare che uno dei padri del razionalismo e della matematica moderna sia diventato credente perché condizionato dall’ambiente e dalle pressioni ? E poi , scusi, se così fosse, – ma non è così – perché un “ credente obtorto collo”  si sarebbe imbarcato a scrivere le sue Meditazioni metafisiche per dimostrare l’esistenza di Dio?

 4)  Pasteur, Maxwell, Planck , Millikan, Hubble, Boltzmann, Fantappiè   Heisenberg , Schrödinger, Penzias, Rubbia, Zichichi, (alcuni dei quali insigniti del Nobel)

Si tratta di scienziati credenti vissuti nel XX secolo ( ma lei questo lo sapeva…vero?) alcuni dei quali ancora viventi. Sono stati tutti ricoverati in centri di riabilitazione per malattie mentali ? Hanno  ancora i segni delle frustate nella schiena perché non volevano andare a messa la domenica?

Fatta la necessaria correzione alla sua disinvolta ricostruzione storica , le dirò anche che il suo argomento non convince soprattutto perché è perfettamente speculare. Mi spiego meglio :

  • se uno scienziato si dichiara credente allora è senz’altro vittima dell’ambiente , del contesto socio-politico , del potere della Chiesa. La sua fede NON può essere genuina, frutto di una personale ricerca e di una scelta consapevole.
  • E se uno scienziato si dichiara ateo invece ? chi mi dice che non abbia ereditato il suo convincimento dai genitori, dall’ambiente tradizionalmente e culturalmente irreligioso, ostile alla fede ? ma lei lo sa (domanda retorica, sono sicuro che lo sa) che dopo la Rivoluzione d’ottobre in Russia fu abolita la religione e istituite scuole di ateismo per dare agli studenti una visione materialista e scientifica del mondo?

Cosa dovrei pensare allora ? che tutti gli scienziati  provenienti dalla Russia o dalla Cina sono atei perché indrottinati fin da piccoli o per  paura delle persecuzioni contro i credenti ?  No, non è questo quello che penso.

Penso che gli atei meritino  rispetto.

Insomma , le chiedo, perché un credente è uno che è stato plagiato mentre un ateo è uno che ha capacità d’intendere e di volere ?

Non la faccio tanto lunga. Ma insomma è proprio così difficile comprendere (non dico condividere ,solo comprendere) questa affermazione ? : l’esistenza di Dio non può essere dimostrata né può essere negata con la sola forza della ragione usando gli argomenti propri della matematica, della fisica, della filosofia, della teologia.

Punto e basta.

Cordialmente Ferdinando Catalano

PS : continua a tirarla lunga con la storia della congettura di Goldbach. Ma basta per favore ! Ho già chiesto scusa a lei e ai lettori , cosa devo fare ancora ? Anche lei ha commesso nel suo primo intervento un “ orrore grammaticale”  da scuola dell’infanzia,  ma ho sorvolato perché a me interessa la sostanza della questione.

Se fossimo vissuti ai tempi di Gesù lei mi avrebbe crocefisso al posto di un ladrone,  con il  titulus :

“ scambiava una congettura per un teorema”

Un pensiero su “SCRIVERE INUTILMENTE, ARTE DEI NEODARWINISTI!

  1. Vi sono molti punti deboli nel ragionamento di Federico. Prima di tutto tanto per comiciare cosa sia un postulato non è un conceto chiaro neanche per i matematici. Potrei scrivere molte pagine, ma qui mi limito a dire questo. Euclide originariamente assunse il famoso SAS (Side-Angle-Side, Assioma 6^) come un teorema, cercando di dimostrarlo attraverso una dimostrazione empirica (la sua prova consisteva nel prendere un triangolo e appoggiarlo teoricamente sopra ad un altro) e questa situazione persistette per parecchio tempo, finchè Hillbert (e Russel) respinsero queste prove empiriche come difettose, dichiarando che ‘Euclide’ aveva fatto un errore a dimostrare empiricamente il teorema che da allora infatti fu accolto fra i matematici come il SAS postulato… ( e la matematica divenne ahnoi definitivamente metafisica). Ma lasciamo perdere questo, la cosa più preoccupante del tuo ragionamento è quando dici p.es; . “Qui [secondo Catalano, ] si vuole dimostrare come la necessità di fornire prove dell’esistenza di Dio, sia superflua e che si possa parlare dell’esistenza di qualcosa, in questo caso del divino, senza alcun bisogno di fornirne delle dimostrazioni”. Ma la fisica non procede forse così? La famosa legge di inerzia (o prima legge di Newton), come sano tutti è un’assunzione puramente metafisica (per non dire arbitraria), non dimostrabile nè falsificabile eppure fa parte del bagaglio scientifico e non teologico. E naturalmente anche il concetto di forza che compare nella seconda “legge” di Newton, è facile constatare come sia un concetto metafisico, cosa di cui anch’egli, ne era ben consapevole ammettendo come essa dovesse attingere da qualcosa di misterioso che non è materiale. Quindi anche Newton fa scienza (e grande scienza) senza alcun bisogno di fornire dimostrazioni empiriche ( la sua teoria della gravitazione universale gli venne in mente infatti ispirandosi al concetto di influsso planetario nell’astrologia). Se poi dovessi fare l’elenco di tutte le cose affermate dalla scienza senza averle dimostrate, dovrei scrivere un saggio. Comincio con Galileo il padre dela fisica moderna il cui famoso esperimento come tuti sanno è un esperimento soltanto mentale (“mente concepire” ). Galileo afferma che tutti i corpo cadono con la medesima accelerazione e che per questo dopo un deteminato tempo rggiungono tutti la stessa velocità, tutte cose che però vanno contro la nostra esperienza quotidiana, esattamente come l’esistenza di Dio. Nel principio scoperto da Galileo (e formulato da Newton), padri dela fisica moderna, del resto si parla esattamente di un “corpus quod a viribus impressis non cogitur”, di un corpo lasciato a se stesso CHE NON E’ SOGGETTO A NESSUNA FORZA .Ma tale corpo non c’è, non esiste in natura. Quando parliamo di Dio facciamo qualcosa di diverso da quello che fanno gli scienziati, allora? In caso se ne riparla

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