Le parole non sono fossili


Chomsky, Lewontin e Hauser siglano la morte del neodarwinismo linguistico. Altro che adattamento e selezione, “la distanza fra noi e i primati è troppo grande”. Perché parliamo resta un mistero innato

Tutto ebbe inizio nel 1953, durante una burrasca in mezzo all’Atlantico, su una vecchia nave poi affondata dai tedeschi e recuperata dagli americani. In preda al mal di mare, un giovane studente di linguistica di nome Noam Chomsky viene folgorato da un’idea. Se l’uomo possedesse la capacità innata del linguaggio? Come può un bambino che sente un numero finito di frasi, smozzicate e sgrammaticate, imparare a formularne un numero infinito, alcune delle quali mai pronunciate da nessun altro?

di Giulio Meotti

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