Quello che credo del darwinismo.


Di Edoardo Da Pra

Prima parte

Da PRa

La teoria darwinista che avanzò nel 19esimo secolo (1859), insegna che le creature sulla terra non solo il risultato di una creazione, ma di innumerevoli processi governati dal caso. Darwin (un naturalista amatore) scrisse la sua teoria nel libro “L’origine delle specie”, questo libro ebbe un immediato successo, ma la sua popolarità era data più dall’impronta ideologica, anziché dal valore scientifico. Le idee darwiniste diedero grande supporto alla filosofia materialista che rifiuta l’esistenze di Dio. Marx stesso infatti dedicò il suo libro “Das Kapital” a Darwin. Le teorie darwiniste sostengono che tutte le specie derivano da un unico antenato comune, che incontrò minuscoli cambiamenti accumulatisi nel tempo. Darwin non poté avanzare nessuna evidenza a sostegno della sua teoria, infatti lui stesso era al corrente degli innumerevoli fatti che la invalidarono, cosicché ne scrisse nel capitolo VI “Difficoltà della teoria”, sperando che con l’evoluzione scientifica si risolvessero. Ma accadde il contrario. Dato che secondo questa teoria tutte le specie provengono da un unico antenato, come venne ad esistere quel primo essere vivente? Darwin non accennò al problema nel suo libro; non era nemmeno al corrente che questo punto sarebbe stata una delle questioni più a sfavore della sua teoria. Le conoscenze scientifiche primitive esistenti al tempo, insegnavano che la vita aveva una struttura molto semplice. Considerando una teoria chiamata “Generazione Spontanea”, popolare sin dall’epoca medioevale, al tempo si credeva che esseri viventi facilmente potessero nascere da materia non vivente; per esempio: era creduto che le rane nascessero spontaneamente dal fango, e insetti da resti di cibo. Vennero condotti pure esperimenti che apparentemente provavano che dalla materia non vivente, esseri viventi potessero nascere; mediante della carne lasciata a marcire, ma successivamente si capì che le mosche depositavano le larve sulla carne, e che da essa non nasceva nulla.

Ma al tempo di Darwin, l’idea che microbi nascessero da materia non vivente, era molto diffusa; ma 5 anni dopo la pubblicazione del libro “origine delle specie”, il famoso biologo francese, Luis Pasteur; rifiutò scientificamente questa idea, che spianava la strada alla teoria evoluzionista, scrivendo alle pagine 4-5 del libro “Origine della Vita”:

<< Può la materia organizzarsi da se’? No! Oggi non vi e’ alcuna circostanza sotto la quale esseri microscopici possano venire al mondo senza genitori che si accoppiarono>>.

Il primo evoluzionista che trattò il problema dell’origine della vita, fu il biologo russo Alexander Oparin che volle spiegare come l’antenato di tutti gli esseri viventi fosse venuto al mondo, e nel 1930 (circa) formulò le sue teorie, che presto fallirono e lui stesso dovette ammettere a pagina 196 del suo libro “L’Origine della Vita”:

<< Sfortunatamente, l’origine della cellula rimane una questione che è attualmente l’aspetto più oscuro dell’intera teoria dell’evoluzione>>

Successivamente altri evoluzionisti che vollero risolvere e rispondere alla domanda trattata da Oparin condussero importanti esperimenti, tra cui il famoso scienziato americano Miller che nel 1953 dichiarò di aver risolto la questione dimostrando che nelle epoche primordiali i gas permettevano la nascita spontanea di esseri viventi senza l’accoppiamento dei genitori; ma l’esperimento falli, dato che venne dimostrato che i gas che egli utilizzò in laboratorio erano totalmente diversi da quelli che dichiarava di aver imitato. Miller stesso dovette ammettere l’invalidità del suo esperimento. Tutti gli scienziati che condussero ricerche nel 20esimo secolo per scoprire l’origine della vita fallirono, e uno dei più grandi evoluzionisti e biochimici, Jeffrey Bada, scrisse sulla rivista Earth del Febbraio del 1998:

<< Oggi, lasciando il 20esimo secolo, affrontiamo ancora il più grande problema che incontrammo quando vi entrammo: come si originò la vita sulla terra?>>

Inoltre al tempo di Darwin la struttura estremamente complessa della cellula era sconosciuta, infatti i microscopi primitivi del tempo facevano risaltare le cellule come nient’altro che macchioline. Una singola cellula e formata da migliaia di minuscole parte che lavorano in armonia e che permettono alla cellula di esistere. E’ praticamente impossibile che una struttura così complessa possa essere frutto del caso e delle coincidenze.

Ma quanto e’ probabile che si formi una proteina per caso con tutti gli amminoacidi in un brodo probiotico che interagiscono fra loro per miliardi di anni? Il biologo molecolare americano Doug Axe, che lavoro per 14 anni all’università di Cambridge, che constatò quanto fossero comuni (o rare) le sequenze funzionali fra tutte le possibili combinazioni di amminoacidi: 1/10alla74. Ma vi sono altre barriere probabilistiche che bisogna considerare: se si vuole formare una proteina, bisogna attaccare assieme gli amminoacidi con il legame peptidico, che si presenta in due forme, e solo una permette che si formi la proteina, arrivando a 1/10alla150; ma un altro problema incombe: quando si costruisce una proteina funzionale, la combinazione di amminoacidi si presenta in due forme: isometro sx e isomero dx, e solo quello sx può formare una proteina; arrivando ad 1 possibilità su 10 alla 164 dall’inizio dell’universo; andrebbe specificato inoltre che vi sono solamente 10 alla 80 particelle elementari nell’universo, 10 alla 16 sono i secondi che sono passati dal Big Bang.

La moderna biochimica inoltre con la scoperta della complessa struttura del DNA grazie a James Watson e Francis Crik nel 1955, insegna quanto in realtà la vita sia complessa; e Crik stesso, un grande evoluzionista, vincitore del premio Nobel, dovette ammettere che una struttura così complessa come quella che aveva scoperto non poteva nascere dal caso.

Il professore inglese Antony Flew, uno degli atei accademici più convinti degli ultimi 50 anni, grazie al progresso scientifico ammette l’esistenza di un “architetto della vita”, o Dio, data la infinita complessità del processo del DNA in RNA, e del RNA in proteina funzionale.

Le tesi evoluzionistiche dicono inoltre che deriviamo dalla scimmia poiché il 98% del nostro DNA e’ uguale al loro, ma gli e’ sfuggito probabilmente che abbiamo anche il 50% del DNA della banana, e questo non indica che noi siamo per metà delle banane; abbiamo anche l’80% del DNA del lombrico; inoltre quel 2% di differenza tra il DNA delle scimmie e il nostro, lascia un abisso pressoché incolmabile di informazioni (poiché in ogni cellula di Dna vi sono più di 3 miliardi di lettere di informazione).

Darwin comunque scrive nel capito VI nel libro “L’origine delle specie” a pag. 189

<< In caso dovesse essere dimostrato che esiste un organo talmente complesso, che non può essere stato formato da numerose e lievi mutazioni, la mia teoria crollerebbe assolutamente>>

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...