IL CREAZIONISMO – Radio Globe One


Di Leonetto

Sulle note di “Uh…Uh.” prende il via un’altra puntata in compagnia del dott. F. Fratus e del prof. E. Pennetta. Come annuncia Salvatore in apertura si parla questa volta di ‘Creazionismo’, ma non come temono ,o forse sarebbe meglio dire spererebbero, venisse fatto alcuni esponenti di quella che Fratus (ma non solo) definisce ‘nomenklatura’ evoluzionista. Infatti l’occasione per entrare in certe tematiche è data dalla partecipazione del prof. Pennetta, che nell’occasione ha accompagnato due classi, ad una conferenza tenutasi il 6 Febbraio  a Roma (http://www.enzopennetta.it/2013/02/cronaca-di-una-conferenza-su-creazionismo-ed-evoluzione-tra-i-noma-e-lelefante-nella-stanza/), che aveva per oratori 2 neodarwinisti (prof. Ernesto Capanna autore di un libro con Telmo Pievani, Mons. prof. Carlo Molari, docente di teologia dogmatica a Roma, ed un antievoluzionista, prof. Roberto De Mattei autore del famosoEvoluzionismo.-Il-tramonto-di-una-ipotesi.

Il prof. Capanna, che ha aperto la conferenza, ed il mons. Molari con grande capacità di sintesi e chiarezza, a detta di Pennetta, hanno introdotto e spiegato un po’ come evoluzione in generale, anche se nello specifico da come sembra si può leggere al posto di evoluzione  neodarwinismo, e fede, nello specifico cristiana.

Rispettando quel principio che vuole separazione fra il ‘Chi’ e ‘Perché’ ed il ‘Come’, ossia il principio dei Non-overlapping magisteria di cui parlò Gould riprendendo ed estendendo il pensiero di G. Galilei. Galileo infatti si vide costretto a intervenire sulla questione del rapporto fra scienza e fede, questione che non l’aveva minimamente turbato né gli aveva dato da pensare, e sul concetto di verità, con lo scopo principale di difendere la propria autonomia di scienziato e anche di avvertire del danno che un certo pensiero avrebbe potuto causare. Galileo scriveva infatti che:

 

« […] nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalla autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie: perché, procedendo di pari dal Verbo divino la Scrittura Sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come osservantissima esecutrice de gli ordini di Dio […]. »


« …pare che quello che gli effetti naturali che o la sensata esperienza ci pone innanzi agli occhi o le necessarie dimostrazioni ci concludono, non debba in conto alcuno esser revocato in dubbio per luoghi della Scrittura che avessero parole diverse sembiante, poi che non ogni detto della Scrittura è legato a obblighi così severi com’ogni effetto di natura»

Il grande  libro della Natura che  è scritto per Galileo in caratteri matematici e va letto in maniera scientifica e quindi non va posposto alla religione o ad alcune interpretazioni legate ad una fede, ma per essere ben interpretato, deve essere studiato con gli strumenti di cui il medesimo Dio della Bibbia ci ha dotati: “sensi”, “discorso” e “intelletto“. La Verità a cui si giungerà perseguendo il metodo scientifico non deve  perciò essere, né potrebbe esserlo, motivo di preoccupazione per un fedele . La fede parla e opera sul piano metafisico, mentre la scienza su quello fisico. Due modi ,per un fedele, in grado di rivelare la stessa verità che proviene da Dio.

In un certo qual modo troviamo questo concetto espresso anche nelle Scritture. Si legga infatti:

“[..]ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. Infatti le sue qualità invi sibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo
delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili.”
-a’ Romani 1-20-

 

Il prof. De Mattei, seppur non ne sia entrato in merito durante questa conferenza, il dott. Fratus e molti altri cristiani e non, teologi e non, scienziati e non, pensano però che alcune visioni non siano conciliabili con la visione del Dio Rivelato  giudaico-cristiano. Si ricorderà per esempio quanto scrisse Fratus circa il credo cattolico (http://www.origini.info/articolo.asp?id=561 ).

Il punto che poi sintetizza, a mio avviso molto efficacemente il prof. Pennetta in trasmissione, è che posto che certe questioni dovrebbero  rientrare fra le discussioni e le riflessioni dei cristiani, dei cattolici, degli ortodossi, dei giudei etc. etc.. Ossia, certamente una  cosa è credere in una qualche intelligenza superiore che ha messo in esistenza il mondo e ne ha programmato lo sviluppo, altra cosa è ritenere, ad esempio, che la Bibbia racconta la vera storia del mondo, e eventualmente in che termini. Su questo punto vi sono comprensibili fraintendimenti, preconcetti e pregiudizi. Alcuni creati ad hoc. E’ importante, se non fondamentale riconoscere un  paradosso, quello che biblica o no, la convinzione o la fede in un Progetto intelligente di qualsiasi tipo esso sia  oppure nella plausibilità o veridicità del racconto biblico è una questione interna al creazionismo, al credo di un Dio Rivelato Creatore  e non dovrebbe interessare più di tanto (marginalmente) gli evoluzionisti atei.

Invece li interessa e anche molto fino al punto che (spesso e volentieri in buona compagnia di molti evoluzionisti teisti) spesso bollano ci mantiene un certo credo (si faccia ben attenzione alle parole: CREDO) escludendoli da una specie di “arco costituzionale”, cosa che è fortemente sbagliata. E’ quindi facile, e Pennetta non esita a sottolinearlo che introdurre, lambire il discorso della conciliabilità o meno con una certa interpretazione fideistica gioca molto a favore dei neodarwinisti che come abili prestigiatori distraendo sulle questioni legate alla religione distolgono l’attenzione su quello che è un  “Elephant in the room( http://it.wikipedia.org/wiki/Elefante_nella_stanza ) e su tutte quelle voragini che vengono fatte passare per bucherelli. Nella stessa conferenza di Roma Pennetta fa notare che il Mons. Molari ha proposto la prova dell’evoluzione vista nella resistenza dei batteri agli antibiotici (http://www.enzopennetta.it/2011/09/antibiotici-smentita-definitivamente-l%E2%80%99evoluzione-dei-batteri/), Il prof. Capanna ha parlato della veridicità della selezione naturale, ma con queste cose si è mostrato da un lato e dall’altro processi, meccanismi che, nessuno nega o mette in dubbio ma che mostrano casi di microevoluzione e anche di perdita di informazione, di selezione di caratteri ma non di come si formino nuovi caratteri di dove e come venga la nuova informazione cosa essenziale affinché si possa parlare di vera evoluzione.

Neanche il prof De Mattei (forse rabbonito dalla presenza del Monsignore) ha fatto presente che si ignorasse l’elefante nella stanza e così certe cose sono comunque sia ancora una volta passate.

Tornando alla questione dei Noma quindi il prof. Pennetta, mostrato come portare, anche in minima parte, il discorso su questioni di conciliabilità religiosa fa il gioco proprio di quella nomenklatura evoluzionista. Pennetta, ribadendo che un Cristiano non teme la Verità, mostra che anche qualora il neodarwinismo fosse vero la fede professata col Credo non sarebbe compromessa in quanto come fece notare ultimamente, benché poi abbia ritrattato, per Tattersall esiste quello che noi abbiamo definito un “salto ontologico” fra l’uomo e gli altri animali, un qualcosa di improvviso e di non riconducibile a differenza quantitative di grado ma qualitative.

Fare questa premessa, ossia del fatto che anche in quel caso la fede non sarebbe compromessa, permette di essere molto più leggeri e evitare “furbeschi” tentativi di spostare la discussione in termini non scientifici. E così poi una volta essere focalizzati sul campo della scienza galileiana  si può notare finalmente l’elefante nella stanza e tutti gli squarci nelle pareti senza perdersi a disquisire su soprammobili, armadi e quant’altro.. Sarebbe cosa utile far presente come anche l’ateismo sia basato su un atto di fede ed escludere anche altre intromissioni ideologiche, appunto dall’altro fronte (es. Uaar) (http://www.enzopennetta.it/2013/02/darwin-day-radio-globe-one/ ) e poter quindi concentrarsi sulla-e questione-i scientifica-e. La stessa Margerita Hack, presidente onorario UAAR ha dichiarato che:

“Io non credo, però penso che anche l’ateismo sia una fede. Nel senso che non posso dimostrare né che Dio c’è e neppure che non c’è. L’idea di Dio non mi soddisfa”

 

E’ infatti diverso il pensiero scettico, ignostico, agnostico, indifferente in tutte le salse da quello ateo. ’Dimostrazioni’ e/o ‘riflessioni’ come il drago nel mio garage, la teiera di Russel  cara a Dawkins etc etc.. sono in verità cose posposte a visioni di un Dio proprie di filosofie desiste che nulla possono ovviamente avere a che fare con il Dio Rivelato Creatore delle Scritture.

Su questioni  così l’ateo e l’uomo di fede avranno posizioni indimostrabili, basate su fede e divergenti l’una dall’altra, se ad esempio per un credente in Dio il Sole non a caso avrà certe dimensioni e sussisteranno certe armonie nella galassia e l’universo affinchè la vita sia possibile per l’ateo non sarà così, per il credente il “salto ontologico” fra uomo e animale deriverà sempre dalla Volontà di un Creatore Intelligente, per l’ateo avrà spiegazioni riduzioniste etc. etc.. Diverse saranno le interpretazioni sull’origine dell’Universo e delle leggi che lo regolano e lo governano etc. etc..

Nessuno può dimostrare le sue posizioni  ma ateo e fedele si trovano ad essere entrambi in una posizione di credo, nessuno può dimostrare il proprio né falsificare l’altro.

Però da un lato anche qualora uno cerchi di esprimere le sue interpretazioni su certi fatti, spostandosi dal campo della scienza, viene additato e messo al bando, addirittura tacciato  di essere nemico della democrazia, se lo fa l’altro tutto passa e spesso e volentieri viene anche fatto passare (o si cerca fortemente di farlo) che la sua posizione non sia ideologica, non sia legata a un credo ma puramente razionale e legata ai fatti, un qualcosa di oggettivo.

 

 

La puntata è disponibile al seguente link:

https://www.dropbox.com/s/83u41g8aszgov3u/7%20_02_13.mp3

.

Le puntate precedenti sono disponibili al seguente link:

http://www.enzopennetta.it/radio-globe-one-archivio-con-tutte-le-puntate-audio-e-recensioni/

2 pensieri su “IL CREAZIONISMO – Radio Globe One

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  2. Pingback: 1° Mendel Day – intervento Pennetta | Critica Scientifica - di Enzo Pennetta

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