Lettera aperta al direttore de” La voce d’Italia”


“Si dice che l’evoluzionismo sia sostenuto da fatti ma non se ne riporta mai nessuno”

Lettera al direttore: “Grazie per il vostro amore per la verita’”

“Sono in pochi ad avere il coraggio di affrontare il tema del neodarwinismo”

Caro direttore, mi sono permesso di scriverle per ringraziarla di quanto ha fatto il suo giornale on-line, sono pochi coloro che hanno il coraggio di affrontare il tema della teoria di Darwin o evoluzionismo o teoria sintetica o neodarwinismo etc. etc. Il fatto è che le “pressioni” per non pubblicare prove o considerazioni che non sostengono la filosofia dominante nel campo della scienza sono molto forti, non so se lei ne ha subite ma in qualsiasi caso la ringrazio per la sua coerenza con il pensiero che sostiene, cioè quello liberale.Ho letto e riletto molte delle interviste concesse dal Vostro quotidiano e sono rimasto sorpreso dal fatto che nella sostanza e nella realtà dei fatti si specifica che la teoria è sostenuta da fatti ma di questi fatti nessuno ne riporta alcuno; solo Lorenzo Possenti fa ne fa riferimento e nello specifico agli insetti. Non conosco la questione degli insetti e della loro presunta evoluzione, ma credo che sia come sempre una interpretazione sbagliata dei dati. In sostanza lo scienziato, ricercatore, studioso o altro è portato a vedere ciò a cui lui crede come ben spiegato da Thomas Kuhn in “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” in cui viene dimostrato come le “…teorie dominanti diventano paradigmi che sono accettati acriticamente dagli scienziati, divengono dogmi scientifici che contrastano le evidenze empiriche. I lavori di ricerca servono a scoprire solamente le prove che confermano la teoria dominante. Gli scienziati tendono, inconsapevolmente, ad ignorare, accantonare, cancellare o addirittura negare i dati contrari al concetto dominante, esaltando i dati che confermerebbero la teoria dominante”. Il dott. M. Georgiev, analizzando il testo di T. Kuhn sostenne: “…analizzando la storia della scienza, Kuhn ha dimostrato che il concetto dominante viene abbandonato solo quando sostituito da uno alternativo. Tale sostituzione avviene con un processo lungo e difficile che assomiglia ad una “conversione” dolorosa. Alla fine il nuovo concetto si affermerà non tanto per aver convinto gli scienziati della sua validità, quanto per il ricambio generazionale, quando escono di scena i sostenitori del vecchio concetto”.

Oggi si identifica l’evoluzionismo come una verità assoluta, questo avviene a causa di un’indottrinamento costante realizzato tramite i mass media. Come ho avuto modo di dimostrare con fatti specifici come quello del prof. G. Sermonti, del prof. Giannetto, del fisico Catalano per citarne alcuni, per fare carriera non si può non essere “d’accordo” con il paradigma dominate, anche in questa mia considerazione mi trovo in ottima compagnia con Karl Popper: “Il vecchio imperativo per l’intellettuale è: sii una autorità. Sappi tutto quel che c’è da sapere nel tuo campo. Una volta che sarai riconosciuto come un’autorità, la tua autorità sarà protetta anche dai tuoi colleghi, che tu dovrai naturalmente proteggere a tua volta. Non occorre sottolineare che questa antica etica professionale è stata sempre intellettualmente disonesta. Essa conduce ad occultare gli errori per amore dell’autorità”.

Il prof. F. Boero, che è sicuramente scienziato preparato, commette grandi errori nella sua esposizione, in primo luogo offende le persone e questo è sempre un errore, è corretto attaccare le idee, le considerazioni e la logica su cui poggia un ragionamento ma mai una persona perché espone una diversa interpretazione dei fatti, evidentemente questo argomento lo colpisce ad un nervo scoperto… forse quello che l’evoluzionismo non è un fatto dimostrato. Questo è un grande problema per un ricercatore come lui, potrebbe fare crollare tutto quello per cui ha lavorato in questi anni. Spiega che l’autorevole genetista John Sanford, è andato in pensione, cosa vorrebbe dire che se uno va in pensione rimbambisce? O al contrario si dà ragione a quanto esposto sopra e cioè che vi è libertà nel mondo accademico e molte volte si deve stare in silenzio per non incorrere in qualche spiacevole invito a dimettersi? D’altra parte nel mondo scientifico non si è nuovi al dover distorcere le proprie convinzioni o ad essere presi in giro per le proprie teorie: possiamo ricordare che molti degli scritti di Gregor Mendel, il monaco che per primo con i suoi studi diede l’inizio alla genetica, vennero gettati via e non presi in considerazione; che George Stephenson, inventore della macchina a vapore, venne considerato un vero e proprio “ciarlatano” dato che –sostenevano i suoi detrattori – il fuoco del motore sarebbe stato spento con una normalissima pioggia; che Ernest Rutherford, il quale indusse contro lo scetticismo della comunità scientifica la prima reazione a catena provocata artificialmente, negò qualsiasi possibilità di ottenere energia dalle trasformazioni degli atomi. Sono tanti coloro che fecero studi e scoperte scientifiche, ma vennero considerati incapaci, nella migliore delle ipotesi. La lista degli scienziati screditati dalle autorità scientifiche del loro tempo è lunga e tra loro troviamo: Rudolf Diesel, Wilhelm Conrad Roentgen, Ludwig Boltzmann, Ignaz Semmelweis, i fratelli Wright, Edward Jenner, Christiaan Huygens fino a Paracelo. Lo storico della scienza G. Geison scrive che lo stesso Louis Pasteur avrebbe adattato i dati dei suoi esperimenti per renderli più probanti. Sul tema degli errori della scienza è molto interessante il libro di Bürgin L. che ripercorre molti degli errori che sono stati fatti e che tuttora si compiono nel campo scientifico. Questi sono solo alcuni esempi per mostrare come molte volte gli “accademici”, convinti delle loro certezze e senza umiltà, hanno commesso degli errori in nome della scienza. La scienza è una possibile verità che deve essere continuamente sottoposta a verifica. Boero riesce a spiegare a tutti che vi sono molteplici meccanismi dell’evoluzionismo, interessante, non se ne riesce a spiegare uno e allora si dice che sono molteplici che si combinano tra loro evitando, quindi, nella sostanza, la possibilità di poterne spiegare uno. Anche in questo caso, Boero, fa speculazione, non presenta nessun tipo di prova sperimentale ed empirica, si sostiene che ve ne siano e non indica dove però è possibile trovale. Ci indichi un fossile che rappresenti la transizione da una specie ad un’altra. In un’altra risposta viene spiegato che non esistono biologi non evoluzionisti, al contrario ve ne sono e alcuni sono anche conosciuti come J. Wells che in Italia ha pubblicato il libro “le balle di Darwin”. La regola per gli evoluzionisti è sempre la solita, screditare chi non è d’accordo con tutti i mezzi, una regola che sappiamo bene a chi è appartenuta nel passato. Quando parliamo di scienza i fatti debbono essere comprovati dalle prove sperimentali ed empiriche come affermato già nel IV secolo a.C. da Aristotele, nelle sue argomentazioni sulla generazione delle api, esponeva un concetto assoluto nel campo della scienza: “.. i fatti in questo campo non sono abbastanza sicuri; ma quando lo saranno, un giorno, bisognerà fidarsi piuttosto dell’osservazione che del ragionamento, e non rimettersi a questo, se non nel caso che dia risultati concordanti con i fenomeni”; la stessa constatazione sulla validità assoluta dell’osservazione è riformulata dal premio nobel della fisica nel 1965: “Il metodo scientifico di indagine si basa sul principio che l’osservazione è il giudice ultimo di come stanno le cose… e della verità di una ipotesi… Se vi è una eccezione ad una regola, e se questa eccezione può essere provata con l’osservazione, tale regola è sbagliata”.

Inoltre sarebbe sufficiente essere onesti per comprendere che qualcosa non torna nella teoria di Darwin e di tutto il suo armamentario, basterebbe leggere qualche affermazione scappata qua e la dagli stessi evoluzionisti, ne riporto qualcuna: Scott Todd, biologo dell’Università di Kansas: “Anche se tutti i dati indicano un progettista intelligente, una tale ipotesi è esclusa dalla scienza perché non è naturalista”. Julian Huxley dichiarò: “Nel 1859 Darwin ha aperto il passaggio verso un nuovo tipo di organizzazione ideologica del pensiero e della fede, organizzazione basata sull’evoluzione… Nel modo di pensare evoluzionista non c’è né bisogno né spazio per il sovrannaturale. La terra non è stata creata, si è evoluta. Così gli animali, le piante, inclusi noi uomini, la mente e l’anima, come il cervello ed il corpo. Così la religione”; un altro famosissimo scienziato materialista ha scritto “che cosa vedo quando osservo i miei colleghi imbevuti di genetica? Vedo una stretta
fedeltà ad una tradizione che risale a Darwin, che funge da articolo di fede fondamentale nell’impostazione che i genetisti danno alla comprensione dell’evoluzionismo. Il credo recita: abbiamo una comprensione sostanziale di ciò che causa il cambiamento dell’informazione genetica da una generazione all’altra nell’ambito della selezione naturale. Punto. Fine della storia. Abbiamo una teoria semplice ed elegante del cambiamento evolutivo e, se dobbiamo dare retta ai genetisti (e a Darwin), non dobbiamo fare altro che prendere questo modello, basato sulla selezione naturale del cambiamento generazione per generazione ed esportarlo nel tempo geologico…” così scrive Niels Eldredge famosissimo paleontologo evoluzionista nel suo testo “ripensare Darwin” per poi proseguire e sostenere che “…l’ho scoperto nel lontano 1960, quando tentai invano di documentare
esempi di quel genere di cambiamento lento e costante che tutti noi pensavamo dovesse esistere, sin da quando Darwin disse che la selezione naturale dovrebbe lasciare proprio tale segnale rivelatore nei fossili. Scoprii invece, …, che le specie non tengono affatto a cambiare granchè, rimangono, ma rimangono imperturbabilmente e implacabilmente resistenti al cambiamento…”

Un’ultima citazione la riservo e’ per un grande filosofo della fine dell’800, F. Nietzsche: “Con tutto il vostro amore della verità, vi costringete così a lungo, con tanta perseveranza, con tanta ipnotica fissità a vedere la natura in modo falso, che alla fine non riuscite più a vederla altrimenti… Ma questa è una vecchia, eterna storia… Accade ancora oggi, non appena una filosofia comincia a credere in se stessa… Essa crea il mondo a sua immagine, non può fare altrimenti…”

Fabrizio Fratus

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