Gli evoluzionisti non possono spiegare le scoperte archeologiche


Da oggi inizierò a pubblicare parti di un libro molto interessanti, le valutazioni che vengono esposte sono importanti e da prendere in considerazione;

UNA MENZOGNA STORICA:

L’ETÀ DELLA PIETRA

Gli evoluzionisti non possono spiegare  le scoperte archeologiche

Se esaminate la storia dell’umanità proposta da un evoluzionista, noterete la raffigurazione dettagliata di come i presunti antenati primitivi dell’uomo vivessero alle loro vite quotidiane. Chiunque sia colpito dallo stile fiducioso e autorevole, ma non abbia molta conoscenza dell’argomento, potrà ben dare per scontato che queste “ricostruzioni artistiche” siano basate su prove scientifiche. Gli scienziati evoluzionisti arrivano a descrizioni dettagliate, come se si fossero trovati lì migliaia di anni fa e avessero avuto la possibilità di svolgere le loro osservazioni. Dicono che i nostri presunti antenati – che avevano imparato a stare su due zampe e non avevano altro da fare con le mani –  cominciarono a costruire strumenti di pietra e per un periodo molto lungo non usarono altri attrezzi che quelli fatti di pietra e legno. Soltanto in un periodo molto più tardo cominciarono ad usare il ferro, il rame e il bronzo. Eppure queste spiegazioni sono basate su errate interpretazioni di scoperte alla luce di pregiudizi evoluzionisti, invece che su prove scientifiche. Nel suo libro Archeologia: una brevissima introduzione, l’archeologo Paul Bahn dice che lo scenario dell’evoluzione dell’umanità non è che una favoletta, aggiungendo anche che molta della scienza si basa su tali favole. Egli sottolinea il fatto di usare la parola “favola” in un senso positivo, ma pure questo è esattamente ciò che esse sono. Invita quindi i suoi lettori a considerare gli attributi tradizionali della cosiddetta evoluzione umana: cucina e fuochi all’aperto, caverne oscure, riti, costruzione di strumenti, invecchiamento, battaglie e morte. Quante di queste congetture, egli si chiede, sono basate sulle ossa e sui resti reali e quante invece su criteri letterari?

Bahn è riluttante a rispondere apertamente alla domanda che pone: e cioè che la pretesa evoluzione dell’uomo è basata su criteri “letterari” piuttosto che su criteri scientifici.

In effetti, ci sono moltissime domande senza risposta e inconsistenze illogiche in queste ricostruzioni, che chi pensa secondo le linee del dogma evoluzionista non riesce a individuare. Gli evoluzionisti parlano di un’Età della Pietra, per esempio, ma non riescono a spiegare come gli attrezzi o i resti di quel periodo possano essere stati intagliati e modellati. Allo stesso modo, non possono spiegare assolutamente in che modo gli insetti alati abbiano cominciato a volare, nonostante essi sostengono che i dinosauri abbiano sviluppato le ali, e quindi cominciato a volare, provando a catturarli. Essi preferiscono sorvolare l’intera questione e fare in modo che anche gli altri facciano lo stesso. Però, modellare e intagliare la pietra non è un compito semplice. È impossibile produrre degli attrezzi perfettamente regolari e taglienti come rasoi, così come nei resti arrivati fino a noi, soltanto strofinando una pietra contro l’altra. È impossibile dare forma alle pietre dure come il granito, il basalto o la dolerite senza che queste vadano in pezzi, soltanto usando lime d’acciaio, torni e pialle. È altrettanto ovvio che i bracciali, gli orecchini e le collane che risalgono a decine di migliaia di anni fa non potrebbero essere stati costruiti usando solo strumenti di pietra. I piccolissimi fori in questi oggetti non avrebbero potuto essere fatti con le pietre. Le decorazioni su di essi non avrebbero potuto essere prodotte con lo sfregamento. La perfezione degli oggetti in questione dimostra che devono essere stati impiegati altri strumenti, fatti di metalli duri.

Molti archeologi e scienziati hanno effettuato dei test per vedere se questi manufatti antichi avrebbero potuto essere prodotti nelle condizioni che gli evoluzionisti immaginano. Per esempio il professor Klaus Schmidt ha effettuato uno di questi esperimenti sulle incisioni in blocchi in pietra di Göbekli Tepe in Turchia, che si ritiene risalgano a circa 11.000 anni fa. Egli ha fornito agli operai strumenti in pietra, del tipo che gli evoluzionisti sostengono venissero impiegati a quel tempo e ha chiesto loro di produrre simili incisioni su rocce simili. Dopo due ore di lavoro ininterrotto tutto ciò che gli operai erano riusciti a ottenere era una vaga linea.

Potete anche fare un esperimento simile a casa. Prendete un pezzo di pietra dura come il granito e provate a ricavarne una punta di lancia del tipo usato dalle persone che vivevano 100.000 anni fa. Ma non potete usare altro che quel pezzo di granito e una pietra. Ritenete di potervi riuscire? Potete produrre un pezzo con la punta stretta, la simmetria, la levigatezza e le rifiniture di quelli trovati negli strati storici? Andiamo oltre: prendete un pezzo di granito di un metro quadrato e su di esso provate a incidere l’immagine di un animale, infondendogli un senso di profondità. Che tipo di risultato pensate di riuscire a produrre incidendo quella pietra con un altro pezzo di pietra dura? Chiaramente, in assenza di strumenti fatti di acciaio e ferro, non potrete fare neanche una semplice punta di freccia meno che mai una suggestiva incisione sulla pietra.

Spaccare le pietre e incidere le pietre sono specifici campi di capacità. La tecnologia richiesta è essenziale per poter costruire lime, torni e altri strumenti. Questo dimostra che, al tempo in cui questi oggetti vennero fatti, la tecnologia “primitiva” era molto progredita. In altre parole le tesi degli evoluzionisti  che erano noti soltanto strumenti di semplice pietra, che non vi fosse alcuna tecnologia conosciuta sono solo leggende. Questa Età “della Sola Pietra” non è mai esistita.

Tuttavia, è perfettamente plausibile che qualunque strumento d’acciaio o ferro usato per tagliare e modellare le pietre non avrebbe potuto resistere fino al giorno d’oggi. In un ambiente naturalmente umido e acido qualunque tipo di strumento di metallo si ossida e infine si dissolve. Tutto ciò che resta sono i frammenti e le schegge della pietra lavorata che impiegano molto di più a scomparire. Ma esaminare questi frammenti e suggerire che le persone del tempo usavano soltanto la pietra non è un ragionamento scientifico.

Indubbiamente, una gran quantità di evoluzionisti ora ammette che i ritrovamenti archeologici non sostengono affatto il darwinismo. Richard Leakey, un archeologo e evoluzionista, ha confessato che è impossibile spiegare i ritrovamenti archeologici, specialmente gli strumenti in pietra, in termini di teoria dell’evoluzione:

“Infatti, la prova concreta dell’inadeguatezza dell’ipotesi darwiniana va trovata nei reperti archeologici. Se le proposte darwiniane fossero corrette, dovremo aspettarci di vedere la comparsa contemporanea dei reperti archeologici e fossili di prove del fatto che l’uomo è  bipede, della tecnologia e dell’aumentata dimensione del cervello. Ma non è così. Un unico aspetto dei reperti preistorici è sufficiente a mostrare che l’ipotesi è errata: i reperti degli strumenti in pietra”.

Un pensiero su “Gli evoluzionisti non possono spiegare le scoperte archeologiche

  1. E’ da più di 30 anni che ho cominciato a capire che non solo l’evoluzione ,ma anche la storia e la geografia spiegata durante gli anni di scuola erano spiegate al popolo bue.E’ da 15 anni che giro su Internet e questo dato che è possibile girare in tutto il Mondo ,mi ha fatto uscire dalla Padania e ho visto che ,nonostante la resistenza della Scienza Ufficiale ,le idee viaggiano alla velocità della luce.Internet è una rivoluzione che molti hanno cercato di seppellire sotto sarcasmo,la presa in giro di coloro che non credono più in spiegazioni ridicole,Tipo :l’uomo è sceso dagli alberi.
    Ora la genetica e le scoperte archeologiche,paleontologiche ci faranno meglio comprendere chi siamo e chi ci ha creato.Ho dei dubbi sul soffio Divino sulla creta.

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