STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 17 DI 22 – PAPA WOJTILA, L’ALLORA CARDINALE RATZINGER E L’EVOLUZIONISMO



Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

17. PAPA WOJTILA, L’ALLORA CARDINALE RATZINGER E L’EVOLUZIONISMO. Le riporto testualmente, il punto 63 del documento “Comunione e Servizio” del 2004 reperito nel sito wwww.vatican.va e di cui l’allora Cardinale Ratzinger dovrebbe esserne il supervisore, se non l’ispiratore:

Secondo la tesi scientifica più accreditata, 15 miliardi di anni fa l’universo ha conosciuto un’esplosione che va sotto il nome di Big Bang, e da allora continua a espandersi e a raffreddarsi. Successivamente sono andate verificandosi le condizioni necessarie per la formazione degli atomi e, in epoca ancora successiva, si è avuta la condensazione delle galassie e delle stelle, seguita circa 10 miliardi di anni più tardi dalla formazione dei pianeti. Nel nostro sistema solare e sulla Terra (formatasi circa 4,5 miliardi di anni fa) si sono create le condizioni favorevoli all’apparizione della vita. Se, da un lato, gli scienziati sono divisi sulla spiegazione da dare all’origine di questa prima vita microscopica, la maggior parte di essi è invece concorde nell’asserire che il primo organismo ha abitato questo pianeta circa 3,5-4 miliardi di anni fa. Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo. I risultati convergenti di numerosi studi nelle scienze fisiche e biologiche inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell’evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita sulla Terra, mentre ci sono ancora divergenze di opinione in merito ai tempi e ai meccanismi dell’evoluzione. Certo, la storia delle origini umane è complessa e passibile di revisioni, ma l’antropologia fisica e la biologia molecolare fanno entrambe ritenere che l’origine della specie umana vada ricercata in Africa circa 150.000 anni fa in una popolazione umanoide di comune ascendenza genetica. Qualunque ne sia la spiegazione, il fattore decisivo nelle origini dell’uomo è stato il continuo aumento delle dimensioni del cervello, che ha condotto infine all’homo sapiens. Con lo sviluppo del cervello umano, la natura e la velocità dell’evoluzione sono state alterate per sempre: con l’introduzione di fattori unicamente umani quali la coscienza, l’intenzionalità, la libertà e la creatività, l’evoluzione biologica ha assunto la nuova veste di un’evoluzione di tipo sociale e culturale”.

Noto poi come Papa Giovanni Paolo II ha affermato alcuni anni fa che “nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere” (Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze sull’evoluzione, 1996).

E’ vero poi che il messaggio del Papa riconosce che esistono “diverse teorie dell’evoluzione” che sono “materialiste, riduzioniste e spiritualiste” e quindi incompatibili con la fede cattolica. Ma il punto fondamentale è che nel 2004 la Chiesa aveva lanciato un messaggio molto chiaro: occorre adeguare la teologia alle scoperte o, meglio, che la teologia faccia presente a se stessa che le nuove scoperte pongono dei grossi problemi e deve risolverli. A questo punto cito testualmente le sue parole: “d’altra parte, nel campo cattolico, non manca chi rifiuta l’evoluzionismo filosofico, ma accetta sul piano scientifico la teoria dell’evoluzione. Tali posizioni, ieri ed oggi, nascono da un complesso di inferiorità nei confronti della cultura laica, caratteristico di chi non si sente sicuro delle proprie idee cattoliche”. Wojtila e Ratzinger appartengono forse a questa categoria? Perchè il magistero della Chiesa si è pronunciato così?

Non posso rispondere per lui. Posso rispondere solo per me stesso e le mie conclusioni a seguito di una lettura della Genesi ed un studio approfondito nella scienza.

Non si sente un po’ sconfessato da queste parole?

No, la mia posizione da credente è in perfetta armonia con quanto scritto nella Genesi e quanto rivelato dalla scienza in ogni campo di studio.

Perchè ci sono eminenti scienziati credenti che sono convinti evoluzionisti, come Padre George Coyne?

Un credente che aderisce all’evoluzione, o alle sue molteplici varianti, dovrebbe porsi alcune domande fondamentali:

  1. Se non crediamo nella Genesi, perché credere in tutto ciò che segue nella Bibbia?
  2. Se la morte e la sofferenza ci sono state per milioni di anni prima dell’esistenza dell’uomo e prima del peccato originale, come possiamo attribuire la morte alle conseguenze del peccato?

Segue una citazione testuale che dovrebbe far riflettere:

“È chiaro che la comprensione della vita di Gesù e la Sua morte sono la conseguenza dell’esistenza di Adamo e del frutto proibito che lui ed Eva mangiarono. Senza il peccato originale, chi ha bisogno di essere redento? Senza la caduta di Adamo in una vita di costante peccato, culminata nella morte, quale ruolo rimane per la Cristianità? Nessuno.” G.R. Bozarth, “The Meaning of Evolution”, American Atheist, 20 Sep 1979, p. 30

Perchè, studiando le Scienze senza paraocchi ideologici, ma attenendosi ai dati, tutti arrivano alle stesse conclusioni, cattolici, protestanti, musulmani, buddisti, atei o altro che siano?

senza paraocchi ideologici” ????? TUTTI hanno preconcetti e pregiudizi, e sono prevenuti, incluso i creazionisti ed gli evoluzionisti. Siamo prevenuti perché siamo italiani e non inglesi, e gli inglesi sono prevenuti perché cresciuti in Inghilterra e non l’Italia. Sicuramente Piombino riesce ad afferrare questo concetto? In un dialogo personale con Piombino dopo il dibattito del 22 ottobre a Roma, si è espresso così: “Se vedo un coniglio in una roccia so che non è del Cambriano”; in questo ha espresso un pregiudizio. Uno scienziato imparziale che vuole conoscere la verità e vuole fare buona scienza avrebbe detto: “Se vedo un coniglio in una roccia dovrò cercare di capire perché si trova nella roccia.” Quod erat demonstrandum.

I dati sono sempre gli stessi: cambia l’interpretazione.

 

tutti arrivano alle stesse conclusioni.” ????? I musulmani credono che Allah ha creato il mondo. Moltissimi cattolici e protestanti credono in un Dio Creatore.

Es.: Comunità Cattolica Ecclesiae Domus, 55% degli Americani. Gli atei per definizione non possono credere in un Dio Creatore. Esiste il timore di controbattere il pensiero attualmente dominante presente nell’ambito universitario.

Stefano Bertolini

Presidente AISO

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