STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 13 DI 22 – DATAZIONI RADIOMETRICHE


Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

13. DATAZIONI RADIOMETRICHE: sempre Berthault sostiene che le [sic] “le più moderne ricerche tolgono qualsiasi significato cronologico alle datazioni radiometriche”. Ci potrebbe citare queste moderne ricerche, perchè nella letteratura scientifica a mia disposizione non le ho trovate?

Questo tema non era nemmeno da presentare perchè la risposta è già presente nel libro “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi” curato da De Mattei; Piombino, onestamente, durante il dibattito del 22 ottobre 2010 a Roma ha ammesso di avere letto i riassunti e non il testo. Come spesso accade, gli evoluzionisti, pieni di pregiudizi e molto presuntuosi, non leggono i testi ma procedono per “sentito dire”. Il libro presenta numerosi studi e richerche che evidenzano un grave problema di incongruenze ed errori clamorosi nelle misure radiometriche, ed in particolare quelle sulle roccie. Ogni dato nel libro do DeMattei viene sostenuto dalla bibliografia.

Va notato che i metodi radiometrici si riferiscono alle misure sulle rocce basaltiche, che tipicamente risultano in milioni di anni per il loro esteso tempo di dimezzamento, come i metodi K-Ar, Rb-Sr. Fra i metodi radiometrici esiste un metodo specifico, chiamato metodo radiocarbonio C-14 che va eseguito su resti organici ed arriva ad un’età massima di 50.000 anni.

Seguono alcuni esempi in cui i metodi radiometrici sulle rocce sballano di milioni o addirittura di miliardi di anni, dimostrando che i dati non hanno valore assoluto:

  1. Datazione K-Ar delle rocce dall’eruzione del Monte Sant’Elena (1980): 0,35 Ma – 2,8 Ma. La roccia: meno di 20 anni! (Austin, S.A., Excess argon within mineral concentrates from the new dacite lava dome at Mount St Helens volcano, TJ 10(3):335–343, 1996).

  2. Datazione K-Ar di 5 flussi di lava, Monte Ngauruhoe (NZ): da < 0,27 Ma a 3,5 Ma. Date dei flussi: (1) 1949, (3) 1954, (1) 1975 (Andrew A. Snelling, andesite flows at Mt Ngauruhoe, New Zealand, and the implications for potassium-argon “dating”, Proceedings of the 4th International Conference on Creationism, Pittsburgh, PA, August 3-8, 1998).

  3. Datazioni con vari metodi sulla stessa roccia: Rocce basaltiche, Uinkaret Plateau, Grand Canyon (riconosciuto anche dai geologi evoluzionisti avendo solo migliaia di anni): (Austin, S.A. (ed.) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp. 120–131).

Metodo Età

6 misure potassio-argon 10.000 anni – 117 Ma

5 misure rubidio-stronzio 1.270 Ma – 1.390 Ma

Isocrona rubidio-stronzio 1.340 Ma

Isocrona piombo-piombo 2.600 Ma

  1. Legno immerso in roccia basaltica del terziario, Australia. Il legno aveva 45.000 anni (metodo C-14), la roccia di basalto aveva 45 Ma (metodo K-Ar) (Andrew A. Snelling, Conflicting ‘ages’ of Tertiary basalt and contained fossilised wood, Crinum, Central Queensland, Australia, TJ 14(2) 2000). I segni delle bruciature ancora evidenti sul legno, indicano senza alcun dubbio l’origine della roccia di basalto come un flusso di lava.

Sempre nel suo convegno viene sostenuto che i fossili di dinosauri hanno 60.000 anni sulla base di analisi al radiocarbonio sul collagene.

Non è scritto in alcuna parte del libro che i fossili hanno 60.000 anni, evidenziato anche dal fatto che Piombino non ha letto nè il testo nè le conclusioni. L’atto di J.Holzschun et al., datazione recente al C-14 di fossili comprendenti collagene provenienti da ossa di dinosauro, inizia a p.125 e riassume a p.150 che “l’esecuzione di test su differenti ossa di dinosauro dal 1990 ad oggi ha dimostrato la presenza di significative quantità di C-14 sia per il collagene osseo sia per la bio-apatite ossea con una variabilità da 22.000 a 33.000 anni radiocarbonio.” Quello che probabilmente è completamente sfuggito a Piombino (perché non l’avrà letto) è il ritrovamento di parti molli all’interno del femore solo parzialmente fossilizzato di T-Rex, con ancora globuli rossi visibili al microscopio! (M.Schweitzer and I. Staedter, The Real Jurassic Park, Earth, pp. 55–57, June 1997. M.Schweitzer et al., Soft-tissue and cellular preservation in Tyrannosaurus rex, Science, 307, 2005, pp. 1952-1955). Gli evoluzionisti hanno veramente capito il significato di parti molli all’interno di un osso di T-Rex, completo di globuli rossi? Parliamo al massimo di qualche migliaio di anni e dei 65 milioni non ci pensiamo nemmeno.

Al numero di 60.000 anni sparato da Piombino si trova una corrispondenza ad analisi paleoidrauliche applicate a formazioni geologiche. Prendendo questi dati ed applicandoli alla scala dei tempi per la deposizione di tutti gli strati sedimentari, questi arriverebbero al massimo a 60.000 anni. p. 149.

Come mai allora usate le datazioni radiometriche?

Le incongruenze dei metodi radiometrici sulle rocce li rendono poco affidabili e inutili come misure assolute. Il metodo C-14 rimane più corrispondente all’età reale della vita organica sulla terra di migliaia di anni, nonostante questa abbia le sue incongruenze ed incertezze. Comunque, quello che rimane certo, è che la presenza di C-14 in un reperto lo rende più giovane di 50.000 come valore assoluto (massimo 80.000 se applicata la tecnica radiocarbonio AMS).

Per la datazione dei dinosauri è stato usato il metodo radiocarbonio. Non è per niente follia datare collagene di dinosauro se crediamo che non può avere più di qualche migliaio di anni, come rivendicato dalla presenza di C-14 ed una età certa di meno di 50.000, come verificato sia da misure di collagene che da bio-apatite. La presenze di C-14 nei seguenti test sono nuovamente una testimonianza alla veridicità del racconto biblico:

  1. Il carbone più giovane ha milioni di anni. La maggior parte ha 10 – 100 Ma. TUTTO il carbone testato contiene C-14! (Baumgardner, J. et al., Measurable 14C in fossilized organic materials: confirming the young earth creation-flood model, <www.icr.org/research/icc03/pdf/RATE_ICC_Baumgardner.pdf>, 16 October 2003).

  2. 8 Diamanti Paleozoici del Brazile, uno strato di centinaia di Ma. Datati col C-14 (AMS): 64.900 – 80.000 anni! Il nono diamante fu diviso in 6 pezzi: 69.400 – 70.600 anni, cioè il C-14 era omogeneo escludendo il dubbio per campioni in sistemi che non sono chiusi (R.E. Taylor and J. Southon, “Use of Natural Diamonds to Monitor 14C AMS Instrument Backgrounds,” Nuclear Instruments and Methods in Physics Research B 259 (2007): 282–287).

  3. Campione di legno della metà del triassico: lo strato, conosciuto come Hawkesbury Sandstone, (arenaria), Sydney è datato 230 Ma per la scala stratigrafica. Datato col C-14, il legno ha 33.720 ± 430 anni! (P.J. Conaghan, ‘The Hawkesbury Sandstone: gross characteristics and depositional environment,’ NSW Geological Survey Bulletin 26:188–253, 1980).

Al di là della follia di usare il C14 per un fossile di dinosauro,

E gli evoluzionisti dicono di non essere prevenuti? E’ follia solo per chi ha i paraocchi del dogma evoluzionista.

Come sarebbe possibile che in 60.000 anni si formi un sedimento, venga coinvolto in una orogenesi, le rocce sovrastanti vengano erose e quindi questo sedimento affiori di nuovo? Che velocità di sedimentazione, deformazione tettonica ed erosione sarebbero necessarie per fare tutto ciò?

Questa domanda viene ampiamente spiegata nel libro curato da De Mattei. Che gli evoluzionisti si prendano l’onere di leggere prima di criticare.

Come mai ora il mondo geologico procede così più lento oggi?

Il diluvio universale è stato un evento catastrofico universale, che fortunatamente non si ripete più. Eventi catastrofici locali che confutano il concetto dell’attualismo, sono purtroppo assai frequenti.

Stefano Bertolini

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