IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA – STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 16 DI 22 -

luglio 21, 2011

 

 

 

 

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell’Universo, al di là di particolari nuovi che vengono fuori e che modificano in parte il quadro perchè ancora c’è parecchio da studiare.

Mi ha fatto piacere che Piombino riconosca che TUTTE le discipline della scienza nel loro insieme forniscono un quadro coerente della scienza. Siamo assolutamente daccordo su questo punto.

 

Il tutto praticamente senza voci contrarie all’interno della Scienza …

 

??????? Questo è una opinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da un studio scientifico. Perché sempre più scienziati abbandonano l’ipotesi dell’evoluzione perché non regge all’indagine? Es:

  1. Anthony Flew, filosofo, ed il più noto ateo ha dichiarato di avere avuto torto nel suo libro “There is No A God”, “Dio esiste”.
  2. John Sanford, genetista.
  3. Più di 700 scienziati con dottorato: www.dissentfromdarwin.org. Fra gli iscritti ci sono anche coloro che non si riconoscono creazionisti ma non riescono a riconciliare l’ipotesi dellevoluzione con le prove nei loro vari campi di ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

Molti scienziati creazionisti del passato che credevano in un Dio creatore hanno cambiato la storia della scienza. Per elencare solo alcuni dei più noti: Francis Bacon (1561–1626) Metodo scientifico, Galileo Galilei (1564–1642) Fisica, astronomia, Johann Kepler (1571–1630) Astronomia scientifica, Athanasius Kircher (1601–1680) Inventore, Blaise Pascal (1623–1662) Idrostatica; Barometro, Robert Boyle (1627–1691) Chimica; dinamica dei gas,

Nicolas Steno (1631–1686) Stratigrafia, Isaac Newton (1642–1727) Dinamica; calculo; legge gravitazionale; telescopio a riflessione; spettro visibile (scrisse più sulla bibbia che sulla scienza, e forte sostenitore di un Dio Creatore), Carolus Linnaeus (1707–1778) Tassonomia, Michael Faraday (1791–1867) Elettro magnetica; teoria del campo, generatore, Samuel F.B. Morse (1791–1872) Telegrafo, Joseph Henry (1797–1878) Motore elettrico; galvanometro, James Joule (1818–1889) Thermodinamica, Gregor Mendel (1822–1884) Genetica,

Louis Pasteur (1822–1895) Batteriologia; biochimica; sterilizzazione; immunizzazione, Nicolae Paulescu (1890–1960) Fisiologia umana; medicina. Gli scienziati creazionisti continuano le loro ricerche d’avanguardia, spesso riconosciuti fra i primi nei loro campi, per fare avanzare la scienza.

…nei confronti dell’impianto generale del sistema, nonostante i contrasti, anche forti, sulla interpretazione dei dati. Non La fa sentire a disagio essere in disaccordo totale con tutti ?

Siamo completamente sereni nella conoscenza che siamo in buona compagni con autorevoli scienziati delle storia della scienza umana. Personalmente, essendomi convertito da evoluzionista ed ateo, posso dire di essere contento della mia visione del mondo che mi permette di avere una mente aperta a considerare tutte le possibilità. Il riconosciuto leader mondiale Richard Lewontin (Prof. Biologia & Zoologia Harvard) che promuove la biologia evolutiva dichiara (corsivo presente nel testo originale):

Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino”, Billions and billions of demons, The New York Review, 9 January 1997, p. 31

Come è possibile che gli attacchi a questo quadro si basino esclusivamente su una interpretazione rigida della Bibbia?

Gli studi nelle varie discipline della scienza hanno fornito sufficienti prove da sostenere la veridicità di quanto la Bibbia afferma per le nostre origini. La Bibbia non è un libro di scienza, ma ci dà una struttura congrua con le osservazioni della scienza.

Leggendo il suo curriculum vitae, come può entrare così pesantemente in questioni di cui non si è mai minimamente occupato, al contrario della folta schiera di cui sopra, asserendo inoltre che questi dicono una montagna di fesserie?

 

Vediamo la biografia di A.Piombino: iscritto a Scienze Geologiche, “non ho fatto il geologo. Mi interesso di Scienze della Terra, Scienze della Vita, … e origine delle lingue”* (secondo il suo blog).

*Le consiglio di leggere: C.H.Kang, The Discovery of Genesis, Concordia Publishing House, St.Louis, ISBN 0-570-03792-1

Per lo stesso ragionamento, perché A.Piombino tratta argomenti in cui non è “qualificato”, come nel suo blog e il dibattito del 22 ottobre a Roma?

Lo studio delle nostre origini coinvolge un quadro completo di tutte le discipline, come anche scritto da Piombino nella premessa di questa questione. Questo non è compito che spetta esclusivamente alla biologia. Anzi, la scienza (inclusa la biologia) avanza senza l’evoluzione:

In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno assolutamente considerato l’evoluzione” Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.

L’evoluzione darwiniana – quali che siano le altre sue virtù – non fornisce una euristica vantaggiosa alla biologia sperimentale.” Philip S. Skell, Professore Emeritus dell’università di Pennsylvania State, e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ‘Perché invochiamo Darwin? La teoria dell’evoluzione contribuisce ben poco alla biologia sperimentale’, The Scientist 19(16):10, 29 Agosto 2005.

Gli evoluzionisti non dicono fesserie, semplicemente i loro presupposti li portano ad interpretare i dati secondo il loro paradigma o visione del mondo.

Come fanno i suoi accoliti a negare tutto questo? Perchè rifiutano il confronto, le banche dati esistenti, la peer-review?

Prendiamo esempi reali del rifiuto del confronto:

 

  1. 16 Nov 2009: A.I.S.O. organizza un confronto scientifico all’Università di Bergamo. Il giorno dopo che esce la pubblicità in Internet per opposizione da parte della nomenklatura evoluzionista, all’ultimo momento l’Università di Bergamo annulla l’evento.
  2. Marzo 2010: Fu organizzato il Convegno Globale Ateo, Melbourne, Australia. Una delle prime associazioni creazioniste del mondo, Creation Ministries International, con un équipe di scienziati (biologi, genetisti, fisici, geologi, ecc) invita più volte i rappresentanti del convegno ateo (partecipava anche R.Dawkins) ad un dibattito pubblicizzato. Si sono rifiutati.

Chi ha orgaizzato il dibattito del 22 ottobre a Roma, ove ha partecipato anche Piombino? A.I.S.O! Con dei dati tangibili in mano, ripetiamo la domanda. Chi rifiuta il confronto?

I dati e le prove sono sempre le stesse. Cambia solo l’interpretazione!

 

I creazionisti sono costretti a pubblicare in riviste creazioniste ove vengono applicate le stesse regole per la peer-review. Le riviste evoluzioniste rifiutano a priori la pubblicazione di articoli creazionisti. Dei docenti evoluzionisti sono stati licenziati per aver osato mettere in dubbio l’evoluzione (o solo accennarvi con domande che stimolano la discussione), nonostante aderissero completamente al paradigma dell’evoluzionismo. Questa pressione della nomenklatura evoluzionista è stata presentata nel documentario Expelled, No Intelligence Allowed.

 

 

 

 

 

 

 

Perchè la maggior parte di loro non hanno una specifica formazione biologica in una Università “normale”?

Che delusione! Siamo partiti bene nella premessa della domanda, dichiarando che il quadro completo della scienza considera veramente ogni disciplina. Ora siamo tornati alla solita frottola della biologia…

Come esempio della specifica formazione del gruppo di scienziati creazionisti della Creation Ministries International, si trova a http://creation.com/about-us#who_we_are. Ci sono anche biologi! Anzi, 8 dei 27 elencati hanno una formazione nel campo della biologia (30%).

 

Ancora una volta torniamo ad unopinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da uno studio scientifico. Piombino ha forse preparato una lista esaustiva di tutti i proponenti creazionisti, ha verificato sia la loro laurea che il loro campo di lavoro ed ha applicato un calcolo statistico per arrivare a questa conclusione? Direi proprio di no. Come si vede troppo frequentemente, gli evoluzionisti ricorrono a generalizzazioni infondate.

Perchè rifiutano esperimenti e osservazioni empiriche?

Gli scienziati creazionisti regolarmente conducono esperimenti e accettano dati empirici, come quelli della selezione naturale. Sicuramente Piombino sarà consapevole che, per definizione, non si possono condurre esperimenti empirici sull’evoluzione. Per definizione non ci sono dati empirici dell’evoluzione della vita (Es. abiogenesi). Ricordiamoci che l’evoluzione non è la stessa cosa della selezione naturale. Sono due meccanismi completamente diversi.

Mi è difficile capire perché gli evoluzionisti non riescono a comprendere che l’ipotesi dell’evoluzione non rientra nei criteri della scienza, anche prendendo definizioni diverse di quello che costituisce una vera scienza. Il padre del metodo scientifico moderno della falsificabilità ha dichiarato:

 

Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria verificabile, ma un programma di ricerca metafisica”, K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168

Un’altra definizione di una teoria scientifica è che deve essere testabile, osservabile e ripetibile. Non possiamo testare labiogenesi (detta evoluzione chimica), né la mutazione di un organismo in uno completamente diverso per discendenza e modificazione, nessuno lo ha osservato e meno male che la abiogenesi e l’inizio della vita non sia ripetibile! 60 anni di ricerche ed il bombardamento di mosche con sostanze che causano mutazioni genetiche non hanno portato ad alcuna specie ex novo Sono sempre rimaste mosche. Mosche morte, mosche disabilitate, ma sempre mosche.

Come è possibile che ci sia una lobby di persone così gigantesca che ha il solo scopo di combattere la Religione?

Esiste un numero limitato di persone che hanno lo scopo di combattere la Religione, come Richard Dawkins. L’evoluzione è la loro Religione.

L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Ruse, M. (Prof. di filosofia e zoologia), How evolution became a religion: creationists correct? National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000.

La maggioranza degli evoluzionisti lo è per “effetto collaterale” dovuto ad un sistema didattico evoluzionista e prevenuto.

Stefano Bertolini

Presidente AISO


Roberto Verolini attacca A.I.S.O. e Harun Yahya

novembre 29, 2010

Leggendo le consistenti “fatiche” che hanno occupato Roberto Verolini in questi giorni, mi sono chiesto quali possano essere le sue motivazioni nell’attaccare così accanitamente A.I.S.O.; premetto che Roberto mi è molto simpatico, è una persona gentile ed educata. Con lui mi sono sempre trovato bene nelle occasioni in cui ci siamo incontrati, l’anno scorso a Milano quando l’ho conosciuto, e quest’anno durante il contraddittorio di Roma. Con Roberto abbiamo spesso sorriso in quest’ultima occasione e, certo, non me ne vorrà se in questo mio breve scritto gli dimostrerò un pochino di disapprovazione.

La prima domanda riguarda il perché si sia posto in modo così presuntuoso ed arrogante.

La mia risposta è, in mancanza di altre spiegazioni, che voglia entrare a far parte del circuito della “nomenclatura evoluzionista”, simpatici professori, studiosi e giornalisti che fanno riferimento al portale dell’evoluzione, PIKAIA. Questi hanno un grande potere e abbiamo potuto constatarlo in occasione dell’intervento sull’Università di Bergamo lo scorso anno; sono riusciti a sostenere che il Prof. Lonning, genetista del Max Planck Institute, non fosse competente riguardo all’evoluzionismo.

Lo scorso anno, in occasione del nostro incontro a Milano, raccontai la vicenda a Roberto, il quale rimase stupito ed incredulo dal mio racconto tanto che, il giorno seguente, fui costretto a portargli l’articolo di Libero nel quale si narrava la circostanza. La risposta di Roberto, allora ed anche lo scorso ottobre in occasione del convegno di Roma, fu che secondo lui quello non fosse il metodo corretto; gli evoluzionisti, infatti, avevano deciso di non partecipare ai dibattiti organizzati da chi non la pensava come loro. Cosa dire? Forse ha cambiato idea! Forse la sua intenzione è quella di accreditarsi in quel mondo, per ottenere maggiore spazio ed attenzione.

Caro Roberto non hai letto quello che dice di te Marco Ferrari? Per assicurarsi che tu e Aldo non facciate fare figuraccie agli amici di Darwin scrive che VOI non siete propriamente degli evoluzionisti (sai le figuraccie le fa R. Dawkins  davanti alle telecamere, pensa, nella sua logica, cosa avreste potuto combinare voi!). Caro Roberto, sai bene che la mia logica, come quella antievoluzionista e del presidente di A.I.S.O. non è quella dello scherno ma quella del dialogo; il percorso, come ci siamo confidati a Roma, non è solamente difficile e tortuoso ma purtroppo anche soggetto a giochi “politici”. Mi rincresce apprendere la tua volontà di far parte di quel mondo, un mondo che osteggia la vera ricerca ed il contraddittorio; un mondo dogmaticamente chiuso, arrogante e presuntuoso che si regge sulle amicizie altolocate ed i ricatti.

In occasione di una recente intervista rilasciata dal sottoscritto nelle vesti di organizzatore del convegno “SCIENCE RESEARCH FOUNDATION”, tenutosi recentemente a Milano, sostenevo che il prof. Telmo Pievani mi risultava essere un ottimo professore, simpatico e notevolmente preparato, proprio per questo non comprendevo come potesse essere così “antipatico” negli scritti pubblicati da giornali come Micromega o la Repubblica…ma la motivazione si intuisce chiaramente leggendo le testate sulle quali scrive!

Veniamo ora alla richiesta fatta da Roberto agli amici islamici del gruppo di Harun Yahya (SCIENCE RESEARCH FOUNDATION); per prima cosa invito Roberto ad andare da un notaio e versare la somma 14 milioni di euro da consegnare a colui il quale dimostrerà quello che tu chiedi, altrimenti le tue sono solo chiacchiere… e sei in ottima compagnia! Solo dopo aver versato questa somma potrai eventualmente lanciare la sfida. In secondo luogo, ribaltando il discorso, è il mondo evoluzionista che deve ancora provare la validità dell’ipotesi di “trasformazione” delle specie, siete voi della teoria preponderante, non i creazionisti, a doverne dare la prova… ma continuate inesorabilmente a produrre falsi, come il periodico ritrovamento di fantomatici anelli mancanti, cioè fossili che rappresenterebbero la transizione tra due specie diverse.

Noi però sappiamo che ciò non corrisponde al vero, e su questo eri d’accordo con me non molto tempo fa, caro Roberto! Ma per voi evoluzionisti è conveniente diffondere queste menzogne, siete maestri nei falsi (evito l’elenco lungo ed estenuante delle menzogne che, il vostro modo di fare ricerca, produce; una su tutte: i famosi embrioni di Haeckel).

Il gruppo di studio che fa capo a Harun Yahya è composto da oltre 300 scienziati, professori e medici, che, in questi mesi girano il mondo per partecipare a convegni e dibattiti. Nell’ultima settimana si sono tenute, solo in Inghilterra, sei conferenze ed in primavera il dott. Babuna sarà nuovamente in Italia, a Roma, per un importante convegno. I creazionisti non sostengono di poter dimostrare l’esistenza di Dio tramite la scienza ma sostengono che i dati siano maggiormente compatibili con l’ipotesi la quale prevede l’esistenza di Dio, il Creatore di tutto ciò che esiste; una verità alquanto differente da quella che vogliono farci credere i materialisti.

Caro Roberto, la prossima questione ha carattere puramente retorico: perché Darwin è così importante? Non è nemmeno il padre della teoria dell’evoluzione così come è stata divulgata al mondo… un certo signor H. Spencer è stato il primo ad usare il termine “evoluzione” e per primo ha coerentemente presentato al mondo la teoria, poi accreditata a Darwin.

L’importanza di Darwin è forse dovuta al fatto che il padre era un Pastore studioso di teologia? Che lui stesso aveva studiato teologia?… è forse dovuta anche al momento storico, quello del “Positivismo”?

Neppure la selezione naturale è un concetto da attribuire alle sue scoperte, se ne parlava molto prima; come abbiamo già avuto modo di dire, a prescindere dalla validità scientifica dell’ipotesi neo-darwiniana, fu il momento storico a concedere la vittoria alla corrente naturalistica della scienza, quel positivismo imperante in tutta Europa che oggi, scientismo di massa, crea numerosi limiti allo sviluppo coerente con la natura.

Il mondo di Harun Yahya, se vuoi, è disponibile ad incontri in tutta Europa; hanno invitato più volte Dawkins  offrendogli anche un milione di euro per un convegno pubblico ma… nulla… e sappiamo che Dawkins ha simpatia per il denaro, probabilmente il deterrente consiste nella paura di fare altre brutte figure, come nel video.

Se tu, però, fossi in grado di dimostrare da dove nasca la complessità della cellula, stai certo che sarebbero lieti di riconoscerti la stesse cifra.

Dal mondo evoluzionista stiamo attendendo le informazioni relative alla “creazione” di nuove informazioni, di vedere mutazioni “positive” che sviluppino nuovi organi… sapete anche voi qual’é l’aspettativa del mondo intero nei confronti della scienza.

Come sai non ho mai detto che gli evoluzionisti ci snobbano per i motivi che tu adduci, la verità è un’altra e potrò sicuramente spiegarla alla prossima occasione. Voglio invece, in questa sede, spiegare come sia normale usare la “strategia del cuneo” ossia come l’ipotesi si sviluppi su presupposti e non su fatti, su una visione filosofico/religiosa più che su dati sperimentali ed empirici.

Un professore evoluzionista, tra i più importanti in Italia, con cui ho avuto modo di scambiare diverse lettere, mi ha spiegato con molta semplicità che la teoria di Darwin è inattaccabile in quanto non vi possono essere alternative, la scienza non può accettare un’ipotesi di indagine al di fuori dal campo del naturalismo.

Detto questo abbiamo detto tutto, non è importante se l’ipotesi dell’evoluzione della specie sia veritiera o no, l’importante è che ad oggi è l’unica ammessa.

La questione delle pubblicazioni è veramente una baggianata da bambini piccoli, è come sostenere che Feltri, il direttore del quotidiano “Il giornale”, non fa scrivere sul suo quotidiano Eugenio Scalfari perché non ha argomenti validi. Non credo vi sia difficoltà nel comprendere l’analogia.

Caro Roberto, spero sinceramente che la tua intenzione non sia quella di entrare nella “lobby” evoluzionista, tra qualche anno sarà superata e screditata, sarà fuori dai giochi, il vento della rivolta scientifica al neo-darwinismo si sta sviluppando in tutto il mondo.

In Italia, onestamente, siamo ancora un po’ indietro ma, dal lontano 2003, quando lanciai la prima settimana antievoluzionista, la strada è stata lunga ma soddisfacente, ad oggi le pubblicazioni, anche di case editrici importanti, si sono moltiplicate.

Procedi per la tua strada, continua con la battaglia del dio laico, è un percorso che ti fa onore e dimostra la tua capacità di sviluppo di differenti modelli interpretativi.

Con sincera simpatia,

Fabrizio Fratus


BERTOLINI RISPONDE A VEROLINI

novembre 22, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

Leggendo l’articolo ho tirato un sospiro di sollievo perchè finalmente alcuni evoluzionisti (Verolini incluso) hanno capito che i creazionisti accettano pienamente la selezione naturale, la speciazione e la possibilità di variazione all’interno della specie biblica. Peccato che poi, chiaramente, mostrano di non aver capito o di non aver voluto ascoltare la spiegazione del meccanismo che è stato presentato e spiegato diverse volte, addirittura continuano a persistere nel creare avversari di comodo, visto che non vogliono prendersi il dovuto impegno nell’ascoltare e comprendere quanto viene spiegato e specificato dai sostenitori del creazionismo. Questo si evince da quanto scritto da Verolini sugli ominidi:

Perché creare ex novo vari ominidi tra cui far sopravvivere alla selezione naturale solo l’Homo Sapiens Sapiens?
Cui prodest Homo erectus e Homo habilis?”
Non solo l’Homo habilis non è più considerato un taxon valido neanche dagli paleontologi evoluzionisti1,2, ma Dio non ha creato vari ominidi per poi ricavarne Homo sapiens sapiens tramite un meccanismo di morte e sofferenza. Il pregiudizio evoluzionista ha sempre il sopravvento, anche quando gli evoluzionisti cercano di seguire i ragionamenti creazionisti. Tutti i fossili dei cosi detti ominidi (una descrizione molto vaga) si possono considerare: varie specie di scimmie o altrimenti pienamente umani. Non esistono diverse specie d’uomo, ma esiste unicamente la razza umana.

Dio, certamente, non ha creato l’uomo, come cita Verolini, “prelevando da gonadi di primati dalla coscienza obnubilata collezioni di geni da mescolare ad arte per formare nuovi individui”… Questa interpretazione è causa dei maledetti presupposti evoluzionisti, che turbano la capacità di Verolini ad intraprendere una riflessione obiettiva! Dio ha creato tutte le specie bibliche contemporaneamente con un vasto patrimonio genetico con la possibilità di variazione tramite la selezione naturale.

Non è una novità che i creazionisti accettano il meccanismo della speciazione e della variazione. Infatti, è stato proprio il creazionista Edward Blyth (1810–1873) ad influenzare maggiormente Darwin. Blyth fu un chimico e zoologo inglese che scrisse tre importanti articoli sulla selezione naturale che furono pubblicati nella rivista The Magazine of Natural History da 1835 a 18373, prima che Darwin scrisse L’origine delle specie nel 1859. L’Università di Cambridge, possiede le coppie personali di Darwin di questi articoli con gli appunti scritte dalla mano di Darwin nei margini!4 Darwin è stato accusato da Loren Eiseley, Benjamin Franklin Professore di Antropologia e Storia della Scienza, Università di Pennsylvania, di avere “preso in prestito” (plagiato) il lavoro di altri come Blyth.5

Come già ampiamente dimostrato al livello molecolare (comodamente ignorato dagli evoluzionisti), la selezione naturale non aggiunge mai nuove informazioni genetiche, ma risulta sempre con una riduzione e degenerazione del genoma. Le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (sempre una perdita di funzione ed informazione). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia, chiamata da John Sanford “entropia genetica”.6 Nel suo libro Sanford (fra i più importanti genetisisti del mondo), dichiara che “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato.” I meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma, nemmeno come si possa conservare. La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni evoluzionisti.7

Gli alberi genealogici (similitudine per discendenza) a cui si riferisce Verolini sono una favola. Sono proprio gli studi molecolari a mostrare che la somiglianza del fenotipo non sempre riflette quella del genoma. In base alle somiglianze di strutture (quadrupedi) e alimentazione (ruminanti) uno si aspetterebbe che il DNA del cavallo sarebbe più vicino a quello della mucca che non a quello del pipistrello. Dalle recenti ricerche pubblicate nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sembrerebbe che questo preconcetto di somiglianza di forma per discendenza sia completamente infondato. Il cavallo è più vicino al pipistrello per il suo DNA.8 Questi dati e bibliografie sono state spiegate a Verolini, ma come già menzionato, gli evoluzionisti non vogliono ascoltare e si lasciano accecare da visioni dogmatiche che trascurano i reali dati empirici. Omologia ed embriologia non sostengono in nessun modo la favola dell’albero genealogico.9

Infatti va cestinato anche l’amato albero evolutivo. Un recente articolo nel New Scientist conferma che il legame evoluzionistico fra tutte le specie, rappresentato in varie forme come un albero evolutivo, è solo un desiderio effimero, scombussolando gli evoluzionisti con la frase: “Darwin aveva torto”10. L’articolo cita Eric Bapteste, Biologo, Università Pierre & Marie Curie, Parigi,

Non esiste alcuna prova che l’albero della vita sia una realtà”.11

I creazionisti sostengono, da sempre, che i fossili appaiono improvvisamente e pienamente formati nei vari strati.
E’ in fase di perfezionamento un nuovo metodo di classificazione degli esseri viventi, chiamata baraminologia, che dovrebbe rimpiazzare l’arcaica classificazione linneana ideata prima della scoperta dell’esistenza dei geni, in cui gli evoluzionisti cercano ancora di inserire la loro ipotesi, senza, ovviamente, riuscirci. E’ la biologia molecolare stessa che nega l’albero evolutivo. La baraminologia, invece, considera le nuove conoscenze del mondo molecolare con la classificazione delle forme di vita.

Concludo con un commento sull’ultima obiezione posta da Verolini: “Perché, nel corso di questi sedicenti interventi, l’Eterno non ha dispensato i nuovi arrivati dei già evidenti difetti strutturali dei vari organi e reti metaboliche che causano gravi e tragici patologie anche su innocenti esseri viventi?” .
Che Dio abbia creato le imperfezioni negli animali è un altro avversario di comodo; i creazionisti sostengono che Dio creò l’uomo e gli altri animali perfetti12. Verolini poteva opportunamente svolgere una rapida e semplice lettura della Genesi scoprendo che l’imperfezione subentrò nel creato (dopo la disobbedienza dell’uomo, chiamato peccato), ecco allora svilupparsi la degenerazione del genoma, l’incremento delle mutazioni (che risultano in una perdita d’informazione genetica) e cosi le gravi patologie dei esseri viventi. Questo quadro risulta perfettamente congruo con il modello creazionista delle nostre origini.

Mi auguro che Verolini possa prendersi l’impegno di studiare e approfondire quello che veramente viene sostenuto dai creazionisti senza ricorrere ai soliti avversari di comodo che vengono inventati opportunamente. Sarebbe positivo se gli evoluzionisti studiassero anche la loro ipotesi con gli occhi aperti cercando di liberarsi da pregiudizi, riuscendo, forse, a vedere tutti gli errori della loro ipotesi.  Gli evoluzionisti si perdono nei dettagli e non vedono l’essenziale.

1.Spoor, F. et al., Implications of new early Homo fossils from Ileret, east of Lake Turkana, Kenya, Nature 448:688-691, 9 August 2007.
2. Line, P., Fossil evidence for alleged apemen—Part 1: the genus Homo, Journal of Creation 19(1):22-32, 2005.
3.Blyth, E., The Magazine of Natural History Volumes 8, 9 and 10, 1835–1837. Sourced from ref. 8, Appendices.
4.Bradbury, A., Charles Darwin—The truth? Part 7—The missing link, <www3.mistral.co.uk/bradburyac/dar7.html>, 30 October 2003.
5.Eiseley, L., Darwin and the Mysterious Mr X, E.P. Dutton, New York, 1979, published posthumously by the executors of his will; from Eiseley, L., Charles Darwin, Edward Blyth, and the Theory of Natural selection, Proceedings of the American Philosophical Society 103(1):94–114, February 1959.
6.Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27.
7.Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation, Proceedings of the National Accademy of Sciences, February 27, 2001 vol. 98 no. 5 2928-2933.
8.Proceedings of the National Academy of Sciences, DOI: 10.1073/pnas.0603797103.
9.de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971.
10.New Scientist, Gennaio, 2009.
11.Lawnton, G., Uprooting Darwin’s tree, New Scientist, 201(2692):34–39, 24 January 2009.
12. Genesi Cap.1.


FRATUS RISPONDE A VEROLINI: IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

novembre 22, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

di Fabrizio Fratus

IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

Leggendo le considerazioni di Roberto Verolini ho avuto da subito un attimo di difficoltà, non per le argomentazioni che sono pretestuose e decisamente poco veritiere ma per il tono saccente che non ha mai contraddistinto il professore. Solitamente, nei due incontri che abbiamo avuto, Roberto ha mantenuto un atteggiamento educato e rispettoso, mentre nel suo doppio post ha evidenziato quello che solitamente sostengo dell’atteggiamento evoluzionista: arroganza e presunzione. L’obiezione principale è che sicuramente Verolini non ha compreso bene cosa sostengono gli anti-evoluzionisti e i creazionisti. Come dimostrato in più incontri, dibattiti, trasmissioni tv e radiofoniche oltre che articoli la posizione è molto diversa da quella evidenziata nei due articoli. Gli anti-evoluzionisti ritengono che la teoria di Darwin non appartiene alla scienza. Ho scritto molto su questo argomento e, a sostegno della tesi,  ho citato Margherita Hack. Non solo Verolini fraintende la posizione anti-evoluzionista ma anche altri professori come Daniele Formenti che, sul sito dell’università di Pavia, con riferimento al contraddittorio tenutosi a Roma, ha scritto che non si capisce la mia personale posizione. Credo sia, in realtà, una posizione semplice: la teoria di Darwin non è scienza sperimentale ed empirica, quindi non va insegnata come tale, è un dogma materialista sviluppatosi in oltre 2000 anni di storia. Il neodarwinismo è una religione su cui si fonda il pensiero ateo. La teoria di Darwin, in questi 150 anni di ricerche è stata rivista, rimodellata, rimaneggiata etc. etc. è una religione e non una scienza. Lo sostengono molti scienziati tra cui il famoso M. Ruse (Prof. di filosofia e zoologia) in How evolution became a religion: creationists correct National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000 dichiarando:  “L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più di solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Era vero dell’evoluzione all’inizio, e lo è vero ancora oggi”.
Lo stesso Sir Julian Huxley, architetto del moderno neo-darwinismo ha chiamato l’evoluzione una “religione senza rivelazione” e scrisse un libro con questo nome Religion Without Revelation, 2nd edition, 1957. Nel suo libro  ”Essays of a Humanist (New York: Harper and ‘Row, 1964), p. 222, Huxley emfaticamente dichiara che dobbiamo cambiare “la forma del nostro pensiero religioso da uno che si centra su Dio in uno che si centra sull’evoluzione“. Cito anche W.H. Thompson: “questa situazione, dove uomini si riuniscono nella difesa di una dottrina che non sono capaci di definire scientificamente, e ancor meno di dimostrare con rigore scientifico, tentando di mantenere il suo credito con il pubblico attraverso la soppressione della critica e l’eliminazione delle difficolta’, è anormale e indesiderabile nella scienza”.
Per comprendere meglio la storia del pensiero che ha portato alla “vittoria” della religione atea su quella creazionista nell’ambito della scienza rimando al testo “Intelligent Design, il ponte fra scienza e teologia” di William Dembsky (Ph.D. in matematica, Ph.D. in filosofia, laurea in teologia e psicologia, ha ottenuto diverse borse di studio dalla Fondazione nazionale per le Scienze (USA), ha lavorato presso diverse università e il  MIT). Il mondo antievoluzionista, che comprende Creazionisti e non evoluzionisti, sostiene che se il neodarwinismo non debba essere insegnato nelle materie scientifiche ma in quelle filosofiche. Roberto Verolini spiega, a suo dire, che non vi è nessuna alternativa scientifica alla teoria di Darwin; per forza, il neodarwinismo non è scienza, quale alternativa va proposta se la materia del contendere non appartiene al “mondo” della  scienza?
Roberto Verolini, in un passaggio del suo doppio post, sostiene che anti-evoluzionisti e creazionisti sono in confusione… hoi hoi hoi professor Verolini, ricordiamo che l’anno scorso, durante il contraddittorio a Milano, il professor Ferdinando Catalano ha dovuto mettere ordine alla tua confusione sul concetto di “informazione” spiegando, davanti ad un pubblico di oltre 130 persone, che l’informazione ha sempre necessità di intelligenza.
Si continua a sostenere che l’uomo discenda da scimmie primordiali senza dare nessun tipo di spiegazione su fatti importanti come la modifica contemporanea della stazione, del cervello, della Faringe, del sistema nervoso etc.. oltre alle insormontabili differenze intellettuali tra scimmia e uomo, capacità come pensiero, libero arbitrio, creatività, coscienza etc. sono elementi che contribuiscono a debellare all’origini ogni ipotesi materialista sull’origine dell’uomo.
I sostenitori della favola materialista credono che le mutazioni siano in grado di sviluppare nuove informazioni, tale asserzione è assolutamente assurda quanto stupida; esse, le mutazioni, sono solamente l’errore della riproduzione, solo un fervente fanatico può sostenere che l’accumulo di errori possa generare un qualcosa di sensato. L’irrazionalità della teoria neodarwiniana vuole fare credere a tutti noi che errori continuati e indiscriminati possano generare, nell’arco di lunghissimi tempi, nuove informazioni; mutazioni e selezione naturale avrebbero sviluppato organismi sempre più complessi sino alla creazione di specie diversificate in continua evoluzione; dove sarebbero le “prove”, non le interpretazioni, di questa fantasiosa verità scientifica?
La selezione naturale è una forza eliminativa, riduce le informazioni del codice genetico, appiattisce la biodiversità. Per comprendere come gli stessi evoluzionisti “chiaccherano” di cose che sanno bene non essere possibile dimostrare basta cercare sui canali di Youtube la famosissima intervista a R. Dawkins. L’intervistatore chiede allo “scienziato” se è in grado di presentare una sola mutazione in cui si ha un aumento di informazione. R. Dawkins, dopo ben 17 secondi di silenzio in cui resta con l’espressione ebete, chiede di spegnere la telecamera… ripresa la registrazione cambia argomento. Ecco le argomentazioni degli evoluzionisti quando si fa riferimento a prove e dati reali, cioè verificabili, non ci sono. Si spegne la telecamera.
Sino ad ora le previsioni del mondo neodarwinista sono state smentite, mentre quelle di coloro che si opponevano alla teoria sono state sempre confermate.

  • Gli evoluzionisti hanno sostenuto, in passato, che gli organismi unicellulari fossero delle semplici gocce di “protoplasma”, come scriveva Huxley in contrapposizione all’ipotesi di Paley sostenitore del disegno intelligente. Oggi sappiamo che non sono primitivi e tanto meno semplici, sono capolavori, vere e proprie macchine molecolari.
  • Darwin sosteneva che lo sviluppo embrionale fosse influenzato da fattori esterni, al contrario è un progetto incorporato negli esseri viventi.
  • Cuvier sosteneva che i fossili fossero distinti e separati, infatti come è dimostrato da tutti i fossili ritrovati non vi è nessun tipo di possibilità nel ricostruire qualsiasi tipo di albero che preveda una gradualità temporale e morfologica come sostenuto dagli evoluzionisti.
  • La variabilità che si può osservare non si genera  da variazioni casuali ma solamente da rimescolamento genetico
  • La variabilità è limitata e oscillante e non illimitata come vogliono farci credere i neodarwinisti
  • La selezione naturale elimina e non contribuisce in nessuna maniera a sviluppare nuove informazioni.

Queste sono solo alcune prove di come gli evoluzionisti hanno sbagliato e, al contrario, i sostenitori del disegno intelligente/creazionisti hanno avuto ragione. Sono fatti e non ipotesi speculative. Gli esempi riportati qui sopra sono solo alcuni.
Gli evoluzionisti dovrebbero spiegarci molte cose con prove scientifiche e non con la risposta: è l’unica teoria scientifica plausibile, non vi è alternativa. Questa non è una posizione accettabile, non è scientifica, è un’accettazione di fede, una volontà aprioristica nel credere in qualcosa senza poterlo spiegare con prove giudicabili da tutti. E’ un atto di arroganza e di violenza inaudita già manifestata da K. Popper quando dichiarò: “Ogni teoria, anche una teoria scientifica, può diventare una moda intellettuale, un sostituto per la religione, un dogma dietro cui trincerarsi”. Ma non solo, Karl Popper, ha anche detto: “Il vecchio imperativo per l’intellettuale è: sii una autorità. Sappi tutto quel che c’è da sapere nel tuo campo. Una volta che sarai riconosciuto come un’autorità, la tua autorità sarà protetta anche dai tuoi colleghi, che tu dovrai naturalmente proteggere a tua volta. Non occorre sottolineare che questa antica etica professionale è stata sempre intellettualmente disonesta. Essa conduce ad occultare gli errori per amore dell’autorità”.
E’ quello che si è verificato con l’ipotesi neo-darwiniana, entrambe le affermazioni del massimo filosofo della scienza della storia di tutta l’umanità si sono verificate. Perché è successo questo? Ce lo spiega benissimo un altro famosissimo genetista evoluzionista, Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard e amico personale del famoso prof. Gould: “Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica (evoluzionismo), perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto  mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31.
La teoria dell’evoluzione della specie sta bene? Anche in questo caso, caro professor Roberto Verolini, ti invito a uscire dal provincialismo italiano e a verificare come la letteratura che nega la scientificità al neodarwinismo è in continuo aumento. Basta andare alla libreria dell’università di Harvard e guardare con i propri occhi i 5 scaffali di libri contro la teoria di Darwin e vedere come negli ultimi 15 anni sono in continuo aumento.
Non credo servano altre parole per spiegare quello che è successo e che sta succedendo; vi sono scienziati che hanno costruito una carriera su una favola incredibilmente suggestiva, l’hanno spacciata per verità assoluta senza possibilità di essere messa in discussione, ma i tempi sono cambiati.


BERTOLINI RISPONDE A VEROLINI

novembre 22, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

Leggendo l’articolo ho tirato un sospiro di sollievo perchè finalmente alcuni evoluzionisti (Verolini incluso) hanno capito che i creazionisti accettano pienamente la selezione naturale, la speciazione e la possibilità di variazione all’interno della specie biblica. Peccato che poi, chiaramente, mostrano di non aver capito o di non aver voluto ascoltare la spiegazione del meccanismo che è stato presentato e spiegato diverse volte, addirittura continuano a persistere nel creare avversari di comodo, visto che non vogliono prendersi il dovuto impegno nell’ascoltare e comprendere quanto viene spiegato e specificato dai sostenitori del creazionismo. Questo si evince da quanto scritto da Verolini sugli ominidi:  

Perché creare ex novo vari ominidi tra cui far sopravvivere alla selezione naturale solo l’Homo Sapiens Sapiens?
Cui prodest Homo erectus e Homo habilis?”

Non solo l’Homo habilis non è più considerato un taxon valido neanche dagli paleontologi evoluzionisti1,2, ma Dio non ha creato vari ominidi per poi ricavarne Homo sapiens sapiens tramite un meccanismo di morte e sofferenza. Il pregiudizio evoluzionista ha sempre il sopravvento, anche quando gli evoluzionisti cercano di seguire i ragionamenti creazionisti. Tutti i fossili dei cosi detti ominidi (una descrizione molto vaga) si possono considerare: varie specie di scimmie o altrimenti pienamente umani. Non esistono diverse specie d’uomo, ma esiste unicamente la razza umana. 

Dio, certamente, non ha creato l’uomo, come cita Verolini, “prelevando da gonadi di primati dalla coscienza obnubilata collezioni di geni da mescolare ad arte per formare nuovi individui”… Questa interpretazione è causa dei maledetti presupposti evoluzionisti, che turbano la capacità di Verolini ad intraprendere una riflessione obiettiva! Dio ha creato tutte le specie bibliche contemporaneamente con un vasto patrimonio genetico con la possibilità di variazione tramite la selezione naturale.

Non è una novità che i creazionisti accettano il meccanismo della speciazione e della variazione. Infatti, è stato proprio il creazionista Edward Blyth (1810–1873) ad influenzare maggiormente Darwin. Blyth fu un chimico e zoologo inglese che scrisse tre importanti articoli sulla selezione naturale che furono pubblicati nella rivista The Magazine of Natural History da 1835 a 18373, prima che Darwin scrisse L’origine delle specie nel 1859. L’Università di Cambridge, possiede le coppie personali di Darwin di questi articoli con gli appunti scritte dalla mano di Darwin nei margini!4 Darwin è stato accusato da Loren Eiseley, Benjamin Franklin Professore di Antropologia e Storia della Scienza, Università di Pennsylvania, di avere “preso in prestito” (plagiato) il lavoro di altri come Blyth.5

Come già ampiamente dimostrato al livello molecolare (comodamente ignorato dagli evoluzionisti), la selezione naturale non aggiunge mai nuove informazioni genetiche, ma risulta sempre con una riduzione e degenerazione del genoma. Le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (sempre una perdita di funzione ed informazione). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia, chiamata da John Sanford “entropia genetica”.6 Nel suo libro Sanford (fra i più importanti genetisisti del mondo), dichiara che “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato.” I meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma, nemmeno come si possa conservare. La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni evoluzionisti.7

Gli alberi genealogici (similitudine per discendenza) a cui si riferisce Verolini sono una favola. Sono proprio gli studi molecolari a mostrare che la somiglianza del fenotipo non sempre riflette quella del genoma. In base alle somiglianze di strutture (quadrupedi) e alimentazione (ruminanti) uno si aspetterebbe che il DNA del cavallo sarebbe più vicino a quello della mucca che non a quello del pipistrello. Dalle recenti ricerche pubblicate nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sembrerebbe che questo preconcetto di somiglianza di forma per discendenza sia completamente infondato. Il cavallo è più vicino al pipistrello per il suo DNA.8 Questi dati e bibliografie sono state spiegate a Verolini, ma come già menzionato, gli evoluzionisti non vogliono ascoltare e si lasciano accecare da visioni dogmatiche che trascurano i reali dati empirici. Omologia ed embriologia non sostengono in nessun modo la favola dell’albero genealogico.9

Infatti va cestinato anche l’amato albero evolutivo. Un recente articolo nel New Scientist conferma che il legame evoluzionistico fra tutte le specie, rappresentato in varie forme come un albero evolutivo, è solo un desiderio effimero, scombussolando gli evoluzionisti con la frase: “Darwin aveva torto”10. L’articolo cita Eric Bapteste, Biologo, Università Pierre & Marie Curie, Parigi,

Non esiste alcuna prova che l’albero della vita sia una realtà”.11

I creazionisti sostengono, da sempre, che i fossili appaiono improvvisamente e pienamente formati nei vari strati.
E’ in fase di perfezionamento un nuovo metodo di classificazione degli esseri viventi, chiamata baraminologia, che dovrebbe rimpiazzare l’arcaica classificazione linneana ideata prima della scoperta dell’esistenza dei geni, in cui gli evoluzionisti cercano ancora di inserire la loro ipotesi, senza, ovviamente, riuscirci. E’ la biologia molecolare stessa che nega l’albero evolutivo. La baraminologia, invece, considera le nuove conoscenze del mondo molecolare con la classificazione delle forme di vita. 

Concludo con un commento sull’ultima obiezione posta da Verolini: “Perché, nel corso di questi sedicenti interventi, l’Eterno non ha dispensato i nuovi arrivati dei già evidenti difetti strutturali dei vari organi e reti metaboliche che causano gravi e tragici patologie anche su innocenti esseri viventi?” .
Che Dio abbia creato le imperfezioni negli animali è un altro avversario di comodo; i creazionisti sostengono che Dio creò l’uomo e gli altri animali perfetti12. Verolini poteva opportunamente svolgere una rapida e semplice lettura della Genesi scoprendo che l’imperfezione subentrò nel creato (dopo la disobbedienza dell’uomo, chiamato peccato), ecco allora svilupparsi la degenerazione del genoma, l’incremento delle mutazioni (che risultano in una perdita d’informazione genetica) e cosi le gravi patologie dei esseri viventi. Questo quadro risulta perfettamente congruo con il modello creazionista delle nostre origini.

Mi auguro che Verolini possa prendersi l’impegno di studiare e approfondire quello che veramente viene sostenuto dai creazionisti senza ricorrere ai soliti avversari di comodo che vengono inventati opportunamente. Sarebbe positivo se gli evoluzionisti studiassero anche la loro ipotesi con gli occhi aperti cercando di liberarsi da pregiudizi, riuscendo, forse, a vedere tutti gli errori della loro ipotesi.  Gli evoluzionisti si perdono nei dettagli e non vedono l’essenziale.

1.Spoor, F. et al., Implications of new early Homo fossils from Ileret, east of Lake Turkana, Kenya, Nature 448:688-691, 9 August 2007.
2. Line, P., Fossil evidence for alleged apemen—Part 1: the genus Homo, Journal of Creation 19(1):22-32, 2005.
3.Blyth, E., The Magazine of Natural History Volumes 8, 9 and 10, 1835–1837. Sourced from ref. 8, Appendices.
4.Bradbury, A., Charles Darwin—The truth? Part 7—The missing link, <www3.mistral.co.uk/bradburyac/dar7.html>, 30 October 2003.
5.Eiseley, L., Darwin and the Mysterious Mr X, E.P. Dutton, New York, 1979, published posthumously by the executors of his will; from Eiseley, L., Charles Darwin, Edward Blyth, and the Theory of Natural selection, Proceedings of the American Philosophical Society 103(1):94–114, February 1959.
6.Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27.
7.Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation, Proceedings of the National Accademy of Sciences, February 27, 2001 vol. 98 no. 5 2928-2933.
8.Proceedings of the National Academy of Sciences, DOI: 10.1073/pnas.0603797103.
9.de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971.
10.New Scientist, Gennaio, 2009.
11.Lawnton, G., Uprooting Darwin’s tree, New Scientist, 201(2692):34–39, 24 January 2009.
12. Genesi Cap.1.


FRATUS RISPONDE A VEROLINI: IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

novembre 19, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

di Fabrizio Fratus

IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

Leggendo le considerazioni di Roberto Verolini ho avuto da subito un attimo di difficoltà, non per le argomentazioni che sono pretestuose e decisamente poco veritiere ma per il tono saccente che non ha mai contraddistinto il professore. Solitamente, nei due incontri che abbiamo avuto, Roberto ha mantenuto un atteggiamento educato e rispettoso, mentre nel suo doppio post ha evidenziato quello che solitamente sostengo dell’atteggiamento evoluzionista: arroganza e presunzione. L’obiezione principale è che sicuramente Verolini non ha compreso bene cosa sostengono gli anti-evoluzionisti e i creazionisti. Come dimostrato in più incontri, dibattiti, trasmissioni tv e radiofoniche oltre che articoli la posizione è molto diversa da quella evidenziata nei due articoli. Gli anti-evoluzionisti ritengono che la teoria di Darwin non appartiene alla scienza. Ho scritto molto su questo argomento e, a sostegno della tesi,  ho citato Margherita Hack. Non solo Verolini fraintende la posizione anti-evoluzionista ma anche altri professori come Daniele Formenti che, sul sito dell’università di Pavia, con riferimento al contraddittorio tenutosi a Roma, ha scritto che non si capisce la mia personale posizione. Credo sia, in realtà, una posizione semplice: la teoria di Darwin non è scienza sperimentale ed empirica, quindi non va insegnata come tale, è un dogma materialista sviluppatosi in oltre 2000 anni di storia. Il neodarwinismo è una religione su cui si fonda il pensiero ateo. La teoria di Darwin, in questi 150 anni di ricerche è stata rivista, rimodellata, rimaneggiata etc. etc. è una religione e non una scienza. Lo sostengono molti scienziati tra cui il famoso M. Ruse (Prof. di filosofia e zoologia) in How evolution became a religion: creationists correct National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000 dichiarando:  “L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più di solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Era vero dell’evoluzione all’inizio, e lo è vero ancora oggi”.
Lo stesso Sir Julian Huxley, architetto del moderno neo-darwinismo ha chiamato l’evoluzione una “religione senza rivelazione” e scrisse un libro con questo nome Religion Without Revelation, 2nd edition, 1957. Nel suo libro  ”Essays of a Humanist (New York: Harper and ‘Row, 1964), p. 222, Huxley emfaticamente dichiara che dobbiamo cambiare “la forma del nostro pensiero religioso da uno che si centra su Dio in uno che si centra sull’evoluzione“. Cito anche W.H. Thompson: “questa situazione, dove uomini si riuniscono nella difesa di una dottrina che non sono capaci di definire scientificamente, e ancor meno di dimostrare con rigore scientifico, tentando di mantenere il suo credito con il pubblico attraverso la soppressione della critica e l’eliminazione delle difficolta’, è anormale e indesiderabile nella scienza”.
Per comprendere meglio la storia del pensiero che ha portato alla “vittoria” della religione atea su quella creazionista nell’ambito della scienza rimando al testo “Intelligent Design, il ponte fra scienza e teologia” di William Dembsky (Ph.D. in matematica, Ph.D. in filosofia, laurea in teologia e psicologia, ha ottenuto diverse borse di studio dalla Fondazione nazionale per le Scienze (USA), ha lavorato presso diverse università e il  MIT). Il mondo antievoluzionista, che comprende Creazionisti e non evoluzionisti, sostiene che se il neodarwinismo non debba essere insegnato nelle materie scientifiche ma in quelle filosofiche. Roberto Verolini spiega, a suo dire, che non vi è nessuna alternativa scientifica alla teoria di Darwin; per forza, il neodarwinismo non è scienza, quale alternativa va proposta se la materia del contendere non appartiene al “mondo” della  scienza?
Roberto Verolini, in un passaggio del suo doppio post, sostiene che anti-evoluzionisti e creazionisti sono in confusione… hoi hoi hoi professor Verolini, ricordiamo che l’anno scorso, durante il contraddittorio a Milano, il professor Ferdinando Catalano ha dovuto mettere ordine alla tua confusione sul concetto di “informazione” spiegando, davanti ad un pubblico di oltre 130 persone, che l’informazione ha sempre necessità di intelligenza.
Si continua a sostenere che l’uomo discenda da scimmie primordiali senza dare nessun tipo di spiegazione su fatti importanti come la modifica contemporanea della stazione, del cervello, della Faringe, del sistema nervoso etc.. oltre alle insormontabili differenze intellettuali tra scimmia e uomo, capacità come pensiero, libero arbitrio, creatività, coscienza etc. sono elementi che contribuiscono a debellare all’origini ogni ipotesi materialista sull’origine dell’uomo.
I sostenitori della favola materialista credono che le mutazioni siano in grado di sviluppare nuove informazioni, tale asserzione è assolutamente assurda quanto stupida; esse, le mutazioni, sono solamente l’errore della riproduzione, solo un fervente fanatico può sostenere che l’accumulo di errori possa generare un qualcosa di sensato. L’irrazionalità della teoria neodarwiniana vuole fare credere a tutti noi che errori continuati e indiscriminati possano generare, nell’arco di lunghissimi tempi, nuove informazioni; mutazioni e selezione naturale avrebbero sviluppato organismi sempre più complessi sino alla creazione di specie diversificate in continua evoluzione; dove sarebbero le “prove”, non le interpretazioni, di questa fantasiosa verità scientifica?
La selezione naturale è una forza eliminativa, riduce le informazioni del codice genetico, appiattisce la biodiversità. Per comprendere come gli stessi evoluzionisti “chiaccherano” di cose che sanno bene non essere possibile dimostrare basta cercare sui canali di Youtube la famosissima intervista a R. Dawkins. L’intervistatore chiede allo “scienziato” se è in grado di presentare una sola mutazione in cui si ha un aumento di informazione. R. Dawkins, dopo ben 17 secondi di silenzio in cui resta con l’espressione ebete, chiede di spegnere la telecamera… ripresa la registrazione cambia argomento. Ecco le argomentazioni degli evoluzionisti quando si fa riferimento a prove e dati reali, cioè verificabili, non ci sono. Si spegne la telecamera.
Sino ad ora le previsioni del mondo neodarwinista sono state smentite, mentre quelle di coloro che si opponevano alla teoria sono state sempre confermate.

  • Gli evoluzionisti hanno sostenuto, in passato, che gli organismi unicellulari fossero delle semplici gocce di “protoplasma”, come scriveva Huxley in contrapposizione all’ipotesi di Paley sostenitore del disegno intelligente. Oggi sappiamo che non sono primitivi e tanto meno semplici, sono capolavori, vere e proprie macchine molecolari.
  • Darwin sosteneva che lo sviluppo embrionale fosse influenzato da fattori esterni, al contrario è un progetto incorporato negli esseri viventi.
  • Cuvier sosteneva che i fossili fossero distinti e separati, infatti come è dimostrato da tutti i fossili ritrovati non vi è nessun tipo di possibilità nel ricostruire qualsiasi tipo di albero che preveda una gradualità temporale e morfologica come sostenuto dagli evoluzionisti.
  • La variabilità che si può osservare non si genera  da variazioni casuali ma solamente da rimescolamento genetico
  • La variabilità è limitata e oscillante e non illimitata come vogliono farci credere i neodarwinisti
  • La selezione naturale elimina e non contribuisce in nessuna maniera a sviluppare nuove informazioni.

Queste sono solo alcune prove di come gli evoluzionisti hanno sbagliato e, al contrario, i sostenitori del disegno intelligente/creazionisti hanno avuto ragione. Sono fatti e non ipotesi speculative. Gli esempi riportati qui sopra sono solo alcuni.
Gli evoluzionisti dovrebbero spiegarci molte cose con prove scientifiche e non con la risposta: è l’unica teoria scientifica plausibile, non vi è alternativa. Questa non è una posizione accettabile, non è scientifica, è un’accettazione di fede, una volontà aprioristica nel credere in qualcosa senza poterlo spiegare con prove giudicabili da tutti. E’ un atto di arroganza e di violenza inaudita già manifestata da K. Popper quando dichiarò: “Ogni teoria, anche una teoria scientifica, può diventare una moda intellettuale, un sostituto per la religione, un dogma dietro cui trincerarsi”. Ma non solo, Karl Popper, ha anche detto: “Il vecchio imperativo per l’intellettuale è: sii una autorità. Sappi tutto quel che c’è da sapere nel tuo campo. Una volta che sarai riconosciuto come un’autorità, la tua autorità sarà protetta anche dai tuoi colleghi, che tu dovrai naturalmente proteggere a tua volta. Non occorre sottolineare che questa antica etica professionale è stata sempre intellettualmente disonesta. Essa conduce ad occultare gli errori per amore dell’autorità”.
E’ quello che si è verificato con l’ipotesi neo-darwiniana, entrambe le affermazioni del massimo filosofo della scienza della storia di tutta l’umanità si sono verificate. Perché è successo questo? Ce lo spiega benissimo un altro famosissimo genetista evoluzionista, Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard e amico personale del famoso prof. Gould: “Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica (evoluzionismo), perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto  mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31.
La teoria dell’evoluzione della specie sta bene? Anche in questo caso, caro professor Roberto Verolini, ti invito a uscire dal provincialismo italiano e a verificare come la letteratura che nega la scientificità al neodarwinismo è in continuo aumento. Basta andare alla libreria dell’università di Harvard e guardare con i propri occhi i 5 scaffali di libri contro la teoria di Darwin e vedere come negli ultimi 15 anni sono in continuo aumento.
Non credo servano altre parole per spiegare quello che è successo e che sta succedendo; vi sono scienziati che hanno costruito una carriera su una favola incredibilmente suggestiva, l’hanno spacciata per verità assoluta senza possibilità di essere messa in discussione, ma i tempi sono cambiati.


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