WIKIPEDIA E GLI ORGANI RESIDUALI

settembre 6, 2011

Consuetudine di tutte le nuove generazioni è la ricerca di informazioni tramite il web ma senza un reale controllo delle informazioni trovate in rete. Questo diviene un problema soprattutto se a scrivere “baggianate” è un sito come Wikipedia denominato “enciclopedia libera”. Il sito di wikipedia può divenire un mezzo per informazioni errate come dimostra il link http://it.wikipedia.org/wiki/Vestigia_(biologia).

Molti, leggendo ciò che viene scritto sulla pagina del sito si convinceranno che la teoria di Darwin abbia prove inconfutabili tra cui i famosi (ex) organi vestigiali. Ma quanto c’è di vero in quello che viene divulgato sul sito?

Nulla, semplicemente nulla. Ho già avuto modo di parlare di come il Wikipedia sia pieno di vere e proprie informazioni errate riferendomi alla pagina dedicata ai famosi anelli mancanti.

Veniamo a noi. Tra i primi a stilare la lunga lista di organi “inutili” troviamo l’anatomista tedesco R. Wiedersheim; Wiedersheim nel 1895 comprese approssimativamente oltre 100 organi, inclusi l’appendice e il coccige.

Gli evoluzionisti, sostengono, molti ancora oggi, che nei corpi di alcune creature, é esistito un certo numero di organi non funzionali. Questi organi, ereditati dai progenitori, gradualmente divennero rudimentali a causa del mancato uso.

La realtà è che la loro funzione non era ancora stata scoperta…

Lo stesso S. R. Scadding, noto evoluzionista, scrisse sulla rivista Evolutionary Theory: “Dal momento che non è possibile identificare senza ambiguità strutture inutili e dal momento che la struttura dell’argomento utilizzata non è scientificamente valida, concludo che gli “organi vestigiali” non forniscono alcuna prova speciale per la teoria dell’evoluzione.” (Pag.154)

Tra i diversi organi ritenuti “rudimentali” troviamo il coccige, le tonsille e l’appendice. Il primo organo da me citato ha una funzione ben specifica e altro che organo residuale, infatti ha lo scopo di sostenere le ossa attorno al bacino ed è il punto di convergenza di piccoli muscoli indispensabili all’uomo.

Le tonsille, hanno un importante compito di protezione della gola dalle infezioni durante il periodo dell’adolescenza. L’appendice fa parte del sistema immunitario, non è un organo primario e l’uomo può vivere bene anche senza di esso ma il suo corretto funzionamento è utile a tutto l’organismo.

La funzione dell’appendice costituisce l’insieme del sistema immunitario che è composto da cellule, organi e molecole e tutti insieme contribuiscono in modo diverso ma omogeneo alla difesa da batteri, virus o funghi.

Anche senza udito, braccia, gambe, tatto etc. possiamo vivere, ma non per questo, ovviamente, qualcuno si è mai sognato di dire che sono organi rudimentali.

Ancora oggi le informazioni relative alla teoria di C. Darwin sono manipolate e strumentali al pensiero materialista che impregna la nostra società. Sostenere che la vita arrivi dalla materia inanimata, dallo spazio o altro è un’assurdità talmente grossolana che rasenta la stupidità umana. La verità è che non sappiamo, scientificamente parlando, come sia nata la vita.

Sappiamo solo che l’uomo non è una specie in transizione come non lo sono le altre specie; lo dimostrano i fossili. La teoria di Darwin non è dimostrata e, ancora oggi, fa molti danni sia in campo sociale come in quello medico.
Fabrizio Fratus

 


PROGETTO INTELLIGENTE

agosto 1, 2011

Domanda posta da un letttore a Stefano Bertolini, presidente dell’associazione A.I.S.O.

Ho sentito una tua conferenza ad Alessandria due o tre anni fa ed ho apprezzato il tuo modo di presentare le cose.

Vorrei anche complimentarmi per il tuo ultimo documento SMENTIAMO L’EVOLUZIONE per la sua ampiezza ed organicità.

D’altro canto, vorrei, però, manifestarti il mio dissenso (per quel che vale) sulla tua risposta “Prima la luce e poi il sole?” apparsa un mese prima nella rubrica Lettere.
Ad una domanda sostanzialmente di tipo scientifico è stata data una risposta soprannaturale, puramente ipotetica, senza alcuna base nemmeno nel testo biblico di riferimento. Sono certo che anche tu ti renda conto della sua debolezza. Con questo metodo possiamo spiegare qualunque stranezza e trovare una soluzione (sovrannaturale) a tutti i problemi, passati e futuri. Ma, in realtà, non diamo spiegazioni, anzi dimostriamo che il racconto biblico preso alla lettera non si accorda con quel poco che possiamo ipotizzare sui fenomeni fisici avvenuti. Mi sembra che sia persino peggio del tentativo di spiegare tutti i fossili con un solo diluvio.
Da ingegnere qual sei, se tu non avessi letto Genesi 1, ti verrebbe mai in mente di spiegare la creazione in questo modo, con la terra che gira su se stessa illuminata da una luce fissa diversa dal sole il quale viene creato soltanto dopo la generazione di tutti i vegetali? Se non fosse scritto nella Bibbia ma nei testi buddisti ne staremmo ridendo tranquillamente.
Io non riesco a darmi ragione di come, dopo aver criticato (giustamente!) le ipotesi neo darwiniste, ci si possa sentire autorizzati, non a proporre delle alternative basate sulle stesse premesse scientifiche, ma a proporre una spiegazione che di scientifico ha veramente poco.

Nel documento SMENTIAMO L’EVOLUZIONE le critiche sono tutte giuste: i dati contrastanti sono enormi, il neodarwinismo è in crisi, ci credono soltanto quelli che, per motivi ideologici, hanno bisogno di una spiegazione naturalistica, una purchessia (dicono che è la migliore disponibile).
Ma cosa siamo in grado di proporre noi in alternativa? La tua risposta mi pare che, oggi, sia: il Progetto Intelligente.
Bene anch’io ci vedo un progetto, ma, a parte l’affermazione di principio, non ho trovato ipotesi su come esso possa essere stato implementato. Ed inoltre, non mi pare proprio che esso sia compatibile con una interpretazione letterale della Genesi. Quindi siamo ancora in alto mare.

Ho di recente terminato un Master universitario su “Scienza e Fede” presso la Facoltà Teologica cattolica di Torino ed ho discusso la mia tesina proprio sull’Intelligent Design.
Sono arrivato a conclusioni non molto diverse da quelle di venti anni fa, ma un poco più fondate e con una punta di originalità.

Mi permetto di inviarti il file della mia tesi. Ti ringrazio in anticipo se troverai la voglia di leggerla.Non nego che mi piacerebbe ricevere dei commenti da te e/o dagli altri validi collaboratori di AISO, per un onesto scambio di opinioni.

Con affetto fraterno

RISPOSTA

Carissimo Marcello,

Come chiaramente presentato nella tua tesi, i proponenti dell’ID nei loro studi, laddove riconoscono il progetto intelligente, non cercano chi o cosa sia questa intelligenza che ha dato origine al progetto. Fra i loro esponenti  si trova una larga banda di pensieri: da chi riconosce il progetto intelligente ma non è proprio interessato nell’autore, a chi cerca l’autore nella panspermia fino a l’altra parte che  è strettamente creazionista. Anche nell’assegnazione di un’età  della terra e della vita si va dai classici milliardi/millioni di anni alla creazione recente di migliaia di anni, e da un’evoluzione fino a certi livelli a variazione solo per selezione naturale entro i limiti del baramino. Chi fa parte del movimento ID non ci aderisce per convinzioni personali/religiose sull’autore ma per  lo studio scientifico della complessità della vita e della cellula. Assolutamente il movimento non  va associato  a convinzioni teologiche e secondo me ha una base scientifica proprio perché chi ne fa parte non ne fa parte per una particolare posizione religiosa. Esiste una grande confusione su quello che è l’ID e secondo me questo è dovuto ad un f raintendimento  generato dagli evoluzionisti, in parte dovuta  dall ‘ignoranza. Fra i creazionisti puri (vita recente) non esiste alcun dubbio: l’ID non va per niente associato al creazionismo. Secondo i creazionisti ,  coloro dell’ID che sostengono una certa eioluzione di millioni di anni, come Dembski, si mettono in una posizione compromettente per certe incongruenze e problemi che si auto creano. La visione del mondo di Dembski non è sostenibile quando si considera la sua teologia, ma questo non rende meno valido il suo lavoro scientifico sull’ID. Molti creazionisti nonostante la dissociazione dall’identificarsi con l’ID riconoscono il beneficio per la scienza ed usano  gli studi fatti dall’ID per sostenere alcune delle loro posizioni.

Va ribadito che i creazionisti sono i primi a riconoscere che il creazionismo, come l’ipotesi dell’evoluzione o qualsiasi altro studio delle origini non può essere riconosciuto come scienza operativa, perché non rispetta i semplici criteri di una teoria scientifica, indipendente da quali criteri si voglia applicare: quella della falsificabilità di Popper (1), i 3 criteri dell’osservabilità, testabilità e ripetibilità o i 3 livelli di credibiltà scientifica di Zichichi (2). Gli evoluzionisti per i loro preconcetti rifiutano di riconoscere il fatto che la loro ipotesi e solamente un’ipotese ancora da verificare. Io preferisco usare i termini modelli per cercare di collocare le evidenze e valutare le predizioni del modello, come tu hai presentato nella tua tesi.

Nella tua tesi fai riferimento a due argomenti ripetutamente a cui mi sentivo di rispondere.

1) L’esperimento di Miller-Urey (si riconosce solo Miller) del 1953 ha dimostrato niente, ZERO, a sostegno dell ‘evoluzione con l’eccezzione che erano in grado di produrre catrame e qualche amino acido. Perché dico questo?
i) Le materie prime erano sbagliate. Hanno escluso l’ossigeno nella loro miscela ‘primordiale’ di metano ed ammoniaca, perché con la loro intelligenza sapevano che la presenza di ossigeno nell’ambiente avrebbe distrutto le molecole che cercavano di creare. Si sa senza dubbio che l’ossigeno era presente nell’atmosfera “primordiale”.
ii) Le condizioni erano sbagliate. Usando la loro intelligenza sapevano che le scintille, come la fonte di energia per la creazione delle molecole, avrebbero a loro volta distrutto le molecole. Cosi con un’intelligenza hanno creato un sistema circolatorio per rimuovere le molecole create prima che le   successive  scintilli  potessero   distruggerle .
iii) I risultati erano sbagliati. Hanno creato catrame (tossico per la vita) e aminoacidi sia destrogiri che levogiri. Peccato che la presenza di anche solo un aminoacido destrogiro avrebbe distrutto la vita perché essa è composta esclusivamente da catene di aminoacidi levogiri.
Verso la fine della sua vita anche Miller stesso ha amesso che il suo esperimento non ha provato un bel nulla a  sostegno dell’evoluzione.

2) Le cosidette imperfezioni delle forme di vita create dall’intelligenza che sta dietro il progetto non è un argomento utile agli evoluzionisti. Non è neanche un avversario di comodo perché la loro posizione riflette una certa ignoranza del progetto intelligente ed una arroganza per quello che riguarda la propria posizione.
i) Dio non ha creato gli esseri viventi con delle imperfezioni al momento della creazione. Il loro stato imperfetto attuale è il risultato di una degenerazione dallo  stato originale dovuto all’entropia sia al livello genetico che dell’ambiente.
ii) Alcuni disegni nel creato sono stati classificati come “imperfetti” dagli esperti in scienza. Sono imperfetti perché l’uomo è in grado di produrre e ha effettivamente realizzato dei disegni più perfetti o più efficaci? O forse perché l’uomo non ha ancora capito la funzione del disegno a causa  della sua ignoranza? Prendiamo l’occhio del mammifero che viene esaltato ad nauseam come esempio per eccellenza dell’organo che un  essere ‘intelligente  (se esistesse) non avrebbe mai disegnato in questo modo. Anche il Richard Dawkins da 20 anni lo cita continuamente a sostegno della sua posizione non solo atea ma anti-creazionista. Secondo Dawkins l’occhio (retina) invertito preclude l’argomento a favore di un progettista. Non solo l’uomo non ha mai realizzato un disegno che superi l’occhio nella sua meraviglia (con l’associata funzione di lavorazione immagine e interpretativa del cervello) ma è stato mostrato recentemente senza alcun dubbio che il disegno dell’occhio e stato progettato meravigliosamente. E’ stato mostrato che le cellule Muller trasmettono l’immaagine con minima distorsione come un pannello di fibre ottiche. Solo nel 2010 è stato scoperto che le cellule Muller riducono aberrazioni cromatiche e secondo McAlpine “Sembra sbagliato, ma la strana struttura inversa della retina dei vertebrati effettivamente migliora la vista.” (3). Similmente Dr. Marshall (4), Oftalmologo dichiara che “L’idea che l’occhio è connesso all’inverso risale da una lacuna nelle conoscenze del funzionamento e l’anatomia dell’occhio.” Da un’altro studio molto recente: “In questo studio, metodi di propagazione di onde ci hanno permesso di mostrare che la luce guidata nel volume retinale è un metodo efficace e adatto per migliorare la resoluzione dell’occhio e ridurre aberrazioni cromatiche.” (5) Cosi uno dei argomenti più importanti di Dawkins (che non è neache un esperto sull’occhio) ora è crollato completamente.

Come ultimo rispondo al tuo commento sulla mia risposta “Prima la luce e poi il sole?”. La scienza empirica ha ampiamente mostrato che l’evoluzione è defunta, lasciando come unica alternativa il modello creazionista. La scienza invece mi ha convinto ampiamente che la selezione naturale, genetica, ed altri campi scientifichi ricadono molto meglio nel modello creazionista per quello che riguarda la scienza empirica. Questo mi da fiducia nell’interpretazione creazionista delle nostre origini e con questo il racconto della creazione della luce prima del sole. Mi spiace che non posso proporre un quadro scientifico per questa sequenza, ma questa è la realtà. Non sempre si può spiegare tutto con la scienza. Tutto quello che segue dopo l’atto della creazione rientra nel modello creazionista e si puo dare delle spiegazioni logiche e scientifiche, ma l’atto della creazione necessità una fede nel intervento supernaturale di Dio. Non necessità ricorrere al supernaturale per spiegare ogni ignoto ed il creazionista serio non lo fa – per questo  gli  scienziati creazionisti persistono nelle loro ricerche all’avanguardia della scienza. Questa fede nell’atto della creazione è molto diverso dal grande passo di fede degli evoluzionisti per quanto riguarda la abiogenesi? In un  certo  senso non cambia molto perché entrambi sono posizioni di fede. In un’altro senso sono molto diversi perché  è stato chiaramente dimostrato che l’evoluzione  non spiega i fatti osservati dalla scienza empirica e cosi il modello evoluzionista crolla e con questo l’abiogenesi diventa un enorme passo di fede attraverso un vasto abisso – al punto che la scienza non cerca nemmeno più di spiegare l’abiogenesi. Per questo alcuni cercano l’origine della vita nella panspermia (cosi spostando il problema della abiogenesi su’un altra pianta ) o comodamente dichiarano che  l’uomo è la dimostrazione dellì l’abiogenesi . (principio antropico). Con il modello creazionista che invece regge molto meglio all’indagine  scientifica , l’atto della creazione richiede solo un piccolo passo di fede. Alcuni creazionisti prendono una posizione  per cui  l’universo e la materia sono state create prima della vita sulla terra (anche millioni di anni prima), ma rimangono fermi sulla vita recente e creata nei sei giorni della creazione sulla terra. In questo caso il problema della luce prima del sole della nostra galassia non esiste più. Personalmente non prendo una posizione ferma su questo punto perché non impatta in alcun modo il modello creazionisti della vita recente a seguito del atto creativo di Dio.

Da una posizione inizialmente evoluzionista ed ateo lo studio delle origini mi ha portato a scartare l’ipotesi dell’evoluzione a favore del creazionismo. Per me è stata la scienza che mi ha convinto della veracità del racconto Bibblico (con anesso modello creazionista), e con questo ho imparato a credere in quanto racconta la Bibbia e sopratutto ad accettare e credere nel Dio della Bibbia. Per me la Bibbia si è mostrata affidabile non solo per quello che dice sulla creazione ma su Dio, su Gesù Cristo sul peccato, sulla redenzione e per la salvezza che Gesù mi offre. L’insieme della scienza e la fede per me è sufficiente per accettare quello che ho scritto sulla sequenza della luce ma mi rendo conto che per alcuni questo non è sufficiente e rispetto la loro obiezione. Quanto ti scrivo sul modello creazionista e la mia convinzione personale sul Dio della Bibbia mi convince che quanto proposto dagli altri scritti religiosi non regge. E’ solo la visione del mondo cristiano dalla Bibbia che per me adeguatamente spiega l’esistenza della vita, l’origine della morte, il perché della sofferenza e le forme di vita su questa terra.

Grazie  ancora per il tuo interesse in AISO che si pone l’obbiettivo di  continuare ad  informare il grande pubblico sulle questioni delle origini.

(1) Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria testabile, ma un programma di ricerca metafisica. K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168
(2) “L’evoluzione della specie umana rimane quindi al di sotto del 3º livello di credibilità scientifica.”   (Antonino Zichichi, “Perché io credo in colui che ha fatto il mondo”, pag. 84)
(3) McAlpine, K., Evolution gave flawed eye better vision, New Scientist 206(2759), 8 May 2010.
(4) Dr George Marshall, Oftalmologo, B.Sc. (Hons.), M.Med.Sci., Ph.D. Ophthalmic Science, C.Biol., M.I.Biol., docente di scienze oftalmiche Sir Jules Thorn.
(5) Labin, A.M., Ribak, E.N.,  Retinal glial cells enhance human vision acuity, Physical Review Letters 104, 16 April 2010 | DOI:10.1103/PhysRevLett.104.158102.

Stefano Bertolini
Presidente A.I.S.O

LIBRI PER COMPRENDERE L’INCONSISTENZA SCIENTIFICA DEL NEODARWINISMO: http://www.origini.info/libri.asp


IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA – STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 16 DI 22 -

luglio 21, 2011

 

 

 

 

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell’Universo, al di là di particolari nuovi che vengono fuori e che modificano in parte il quadro perchè ancora c’è parecchio da studiare.

Mi ha fatto piacere che Piombino riconosca che TUTTE le discipline della scienza nel loro insieme forniscono un quadro coerente della scienza. Siamo assolutamente daccordo su questo punto.

 

Il tutto praticamente senza voci contrarie all’interno della Scienza …

 

??????? Questo è una opinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da un studio scientifico. Perché sempre più scienziati abbandonano l’ipotesi dell’evoluzione perché non regge all’indagine? Es:

  1. Anthony Flew, filosofo, ed il più noto ateo ha dichiarato di avere avuto torto nel suo libro “There is No A God”, “Dio esiste”.
  2. John Sanford, genetista.
  3. Più di 700 scienziati con dottorato: www.dissentfromdarwin.org. Fra gli iscritti ci sono anche coloro che non si riconoscono creazionisti ma non riescono a riconciliare l’ipotesi dellevoluzione con le prove nei loro vari campi di ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

Molti scienziati creazionisti del passato che credevano in un Dio creatore hanno cambiato la storia della scienza. Per elencare solo alcuni dei più noti: Francis Bacon (1561–1626) Metodo scientifico, Galileo Galilei (1564–1642) Fisica, astronomia, Johann Kepler (1571–1630) Astronomia scientifica, Athanasius Kircher (1601–1680) Inventore, Blaise Pascal (1623–1662) Idrostatica; Barometro, Robert Boyle (1627–1691) Chimica; dinamica dei gas,

Nicolas Steno (1631–1686) Stratigrafia, Isaac Newton (1642–1727) Dinamica; calculo; legge gravitazionale; telescopio a riflessione; spettro visibile (scrisse più sulla bibbia che sulla scienza, e forte sostenitore di un Dio Creatore), Carolus Linnaeus (1707–1778) Tassonomia, Michael Faraday (1791–1867) Elettro magnetica; teoria del campo, generatore, Samuel F.B. Morse (1791–1872) Telegrafo, Joseph Henry (1797–1878) Motore elettrico; galvanometro, James Joule (1818–1889) Thermodinamica, Gregor Mendel (1822–1884) Genetica,

Louis Pasteur (1822–1895) Batteriologia; biochimica; sterilizzazione; immunizzazione, Nicolae Paulescu (1890–1960) Fisiologia umana; medicina. Gli scienziati creazionisti continuano le loro ricerche d’avanguardia, spesso riconosciuti fra i primi nei loro campi, per fare avanzare la scienza.

…nei confronti dell’impianto generale del sistema, nonostante i contrasti, anche forti, sulla interpretazione dei dati. Non La fa sentire a disagio essere in disaccordo totale con tutti ?

Siamo completamente sereni nella conoscenza che siamo in buona compagni con autorevoli scienziati delle storia della scienza umana. Personalmente, essendomi convertito da evoluzionista ed ateo, posso dire di essere contento della mia visione del mondo che mi permette di avere una mente aperta a considerare tutte le possibilità. Il riconosciuto leader mondiale Richard Lewontin (Prof. Biologia & Zoologia Harvard) che promuove la biologia evolutiva dichiara (corsivo presente nel testo originale):

Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino”, Billions and billions of demons, The New York Review, 9 January 1997, p. 31

Come è possibile che gli attacchi a questo quadro si basino esclusivamente su una interpretazione rigida della Bibbia?

Gli studi nelle varie discipline della scienza hanno fornito sufficienti prove da sostenere la veridicità di quanto la Bibbia afferma per le nostre origini. La Bibbia non è un libro di scienza, ma ci dà una struttura congrua con le osservazioni della scienza.

Leggendo il suo curriculum vitae, come può entrare così pesantemente in questioni di cui non si è mai minimamente occupato, al contrario della folta schiera di cui sopra, asserendo inoltre che questi dicono una montagna di fesserie?

 

Vediamo la biografia di A.Piombino: iscritto a Scienze Geologiche, “non ho fatto il geologo. Mi interesso di Scienze della Terra, Scienze della Vita, … e origine delle lingue”* (secondo il suo blog).

*Le consiglio di leggere: C.H.Kang, The Discovery of Genesis, Concordia Publishing House, St.Louis, ISBN 0-570-03792-1

Per lo stesso ragionamento, perché A.Piombino tratta argomenti in cui non è “qualificato”, come nel suo blog e il dibattito del 22 ottobre a Roma?

Lo studio delle nostre origini coinvolge un quadro completo di tutte le discipline, come anche scritto da Piombino nella premessa di questa questione. Questo non è compito che spetta esclusivamente alla biologia. Anzi, la scienza (inclusa la biologia) avanza senza l’evoluzione:

In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno assolutamente considerato l’evoluzione” Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.

L’evoluzione darwiniana – quali che siano le altre sue virtù – non fornisce una euristica vantaggiosa alla biologia sperimentale.” Philip S. Skell, Professore Emeritus dell’università di Pennsylvania State, e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ‘Perché invochiamo Darwin? La teoria dell’evoluzione contribuisce ben poco alla biologia sperimentale’, The Scientist 19(16):10, 29 Agosto 2005.

Gli evoluzionisti non dicono fesserie, semplicemente i loro presupposti li portano ad interpretare i dati secondo il loro paradigma o visione del mondo.

Come fanno i suoi accoliti a negare tutto questo? Perchè rifiutano il confronto, le banche dati esistenti, la peer-review?

Prendiamo esempi reali del rifiuto del confronto:

 

  1. 16 Nov 2009: A.I.S.O. organizza un confronto scientifico all’Università di Bergamo. Il giorno dopo che esce la pubblicità in Internet per opposizione da parte della nomenklatura evoluzionista, all’ultimo momento l’Università di Bergamo annulla l’evento.
  2. Marzo 2010: Fu organizzato il Convegno Globale Ateo, Melbourne, Australia. Una delle prime associazioni creazioniste del mondo, Creation Ministries International, con un équipe di scienziati (biologi, genetisti, fisici, geologi, ecc) invita più volte i rappresentanti del convegno ateo (partecipava anche R.Dawkins) ad un dibattito pubblicizzato. Si sono rifiutati.

Chi ha orgaizzato il dibattito del 22 ottobre a Roma, ove ha partecipato anche Piombino? A.I.S.O! Con dei dati tangibili in mano, ripetiamo la domanda. Chi rifiuta il confronto?

I dati e le prove sono sempre le stesse. Cambia solo l’interpretazione!

 

I creazionisti sono costretti a pubblicare in riviste creazioniste ove vengono applicate le stesse regole per la peer-review. Le riviste evoluzioniste rifiutano a priori la pubblicazione di articoli creazionisti. Dei docenti evoluzionisti sono stati licenziati per aver osato mettere in dubbio l’evoluzione (o solo accennarvi con domande che stimolano la discussione), nonostante aderissero completamente al paradigma dell’evoluzionismo. Questa pressione della nomenklatura evoluzionista è stata presentata nel documentario Expelled, No Intelligence Allowed.

 

 

 

 

 

 

 

Perchè la maggior parte di loro non hanno una specifica formazione biologica in una Università “normale”?

Che delusione! Siamo partiti bene nella premessa della domanda, dichiarando che il quadro completo della scienza considera veramente ogni disciplina. Ora siamo tornati alla solita frottola della biologia…

Come esempio della specifica formazione del gruppo di scienziati creazionisti della Creation Ministries International, si trova a http://creation.com/about-us#who_we_are. Ci sono anche biologi! Anzi, 8 dei 27 elencati hanno una formazione nel campo della biologia (30%).

 

Ancora una volta torniamo ad unopinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da uno studio scientifico. Piombino ha forse preparato una lista esaustiva di tutti i proponenti creazionisti, ha verificato sia la loro laurea che il loro campo di lavoro ed ha applicato un calcolo statistico per arrivare a questa conclusione? Direi proprio di no. Come si vede troppo frequentemente, gli evoluzionisti ricorrono a generalizzazioni infondate.

Perchè rifiutano esperimenti e osservazioni empiriche?

Gli scienziati creazionisti regolarmente conducono esperimenti e accettano dati empirici, come quelli della selezione naturale. Sicuramente Piombino sarà consapevole che, per definizione, non si possono condurre esperimenti empirici sull’evoluzione. Per definizione non ci sono dati empirici dell’evoluzione della vita (Es. abiogenesi). Ricordiamoci che l’evoluzione non è la stessa cosa della selezione naturale. Sono due meccanismi completamente diversi.

Mi è difficile capire perché gli evoluzionisti non riescono a comprendere che l’ipotesi dell’evoluzione non rientra nei criteri della scienza, anche prendendo definizioni diverse di quello che costituisce una vera scienza. Il padre del metodo scientifico moderno della falsificabilità ha dichiarato:

 

Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria verificabile, ma un programma di ricerca metafisica”, K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168

Un’altra definizione di una teoria scientifica è che deve essere testabile, osservabile e ripetibile. Non possiamo testare labiogenesi (detta evoluzione chimica), né la mutazione di un organismo in uno completamente diverso per discendenza e modificazione, nessuno lo ha osservato e meno male che la abiogenesi e l’inizio della vita non sia ripetibile! 60 anni di ricerche ed il bombardamento di mosche con sostanze che causano mutazioni genetiche non hanno portato ad alcuna specie ex novo Sono sempre rimaste mosche. Mosche morte, mosche disabilitate, ma sempre mosche.

Come è possibile che ci sia una lobby di persone così gigantesca che ha il solo scopo di combattere la Religione?

Esiste un numero limitato di persone che hanno lo scopo di combattere la Religione, come Richard Dawkins. L’evoluzione è la loro Religione.

L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Ruse, M. (Prof. di filosofia e zoologia), How evolution became a religion: creationists correct? National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000.

La maggioranza degli evoluzionisti lo è per “effetto collaterale” dovuto ad un sistema didattico evoluzionista e prevenuto.

Stefano Bertolini

Presidente AISO


Daniele Formenti, non partecipa ma… commenta!

luglio 6, 2011

Davvero deprimente un articolo (Il crepuscolo degli evoluzionisti?) che racconta di un’iniziativa organizzata da AN in cui persone spinte da fedi religiose davvero diverse (avventisti, musulmani, testimoni di Geova) si sono ritrovate nella sala del consiglio comunale di Viterbo per cercare di riportarci ai “bei” tempi in cui anche in Italia la chiesa cattolica non si sentiva in imbarazzo a difendere pubblicamente, con convinzione e senza vergogna, i miti della creazione.

Certo è evidente che un sostegno diretto alla teoria dell’evoluzione è e sarà da escludere ancora per anni e forse decenni, come conferma anche in questi giorni un cattolico autorevole in un imbarazzante articolo sull’Avvenire del 28/6 (“Il vero ‘ puro amore’“).

Qualche possibilità che si tenti di modificare qualcosa comunque la si intravede; soprattutto dopo la nomina di Werner Arber, un Nobel neodarwinista, a presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze. Forse l’Accademia Pontificia non è molto importante, avendo solo un ruolo di consulenza, e con certo su questioni di fede, ma certo non sembra corretto sottovalutare che il papa abbia nominato come presidente, dopo un “quasi Nobel” come il fisico evoluzionista N.Cabibbo, un vero Nobel, un biologo evoluzionista che difende con orgoglio (sull’Avvenire del 10/2) il suo ruolo nel dimostrare la teoria dell’evoluzione.

Come è evidente dalle sciocchezze raccontate nell’articolo, invece a Viterbo non hanno ricevuto un contributo positivo i pochissimi (per fortuna) giovani presenti, a cui non sono stati forniti strumenti utili per capire come distinguere i dogmi di fede (diversi da una religione all’altra) dai risultati utili che si ottengono grazie all’applicazione del metodo scientifico.

Tratto da L’Antievoluzionismo in Italia, il blog di Daniele Formenti

Povero Daniele Formenti che continua a commentare (ed inventare) convegni ed iniziative a cui non partecipa, è il solito metodo falsificatore della “nomenclatura evoluzionista” che, non in grado di fornire oggettive prove a favore di una ipotesi falsa e pure inutile, cerca riparo presentando gli incontri come attività di tipo religioso o politico… E’ risaputo che i neodarwinisti scrivono pagine e pagine su testi, convegni e dibattiti di cui non sanno nulla; il caso De Mattei ne è testimonianza. Telmo Pievani riuscì a commentare e stroncare il saggio senza che il libro fosse ancora in libreria e ammettendo nel suo articolo pubblicato da Micromega (ecco dove è la politica, non a Viterbo) di non avere letto il lavoro curato dal professore.

Purtroppo per Formenti durante l’incontro si è parlato di scienza e dati oggettivi.

Aspettiamo Daniele Formenti per un confronto in cui, parlando di scienza e “fatti”, lo inviteremo ad  illuminarci su quesiti a noi (e ai più) sconosciuti:

  • come è nata la vita
  • come si è sviluppata la prima cellula
  • da dove arrivano le nuove informazioni per le nuove specie sempre più complesse
  • perché non esistono anelli di congiunzione tra le specie

e molte altre domande a cui nessun neodarwinista è in grado di dare risposte verificabili.

In Primavera a Milano, lo aspettiamo volentieri.

Fabrizio Fratus


STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 13 DI 22 – DATAZIONI RADIOMETRICHE

luglio 1, 2011

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

13. DATAZIONI RADIOMETRICHE: sempre Berthault sostiene che le [sic] “le più moderne ricerche tolgono qualsiasi significato cronologico alle datazioni radiometriche”. Ci potrebbe citare queste moderne ricerche, perchè nella letteratura scientifica a mia disposizione non le ho trovate?

Questo tema non era nemmeno da presentare perchè la risposta è già presente nel libro “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi” curato da De Mattei; Piombino, onestamente, durante il dibattito del 22 ottobre 2010 a Roma ha ammesso di avere letto i riassunti e non il testo. Come spesso accade, gli evoluzionisti, pieni di pregiudizi e molto presuntuosi, non leggono i testi ma procedono per “sentito dire”. Il libro presenta numerosi studi e richerche che evidenzano un grave problema di incongruenze ed errori clamorosi nelle misure radiometriche, ed in particolare quelle sulle roccie. Ogni dato nel libro do DeMattei viene sostenuto dalla bibliografia.

Va notato che i metodi radiometrici si riferiscono alle misure sulle rocce basaltiche, che tipicamente risultano in milioni di anni per il loro esteso tempo di dimezzamento, come i metodi K-Ar, Rb-Sr. Fra i metodi radiometrici esiste un metodo specifico, chiamato metodo radiocarbonio C-14 che va eseguito su resti organici ed arriva ad un’età massima di 50.000 anni.

Seguono alcuni esempi in cui i metodi radiometrici sulle rocce sballano di milioni o addirittura di miliardi di anni, dimostrando che i dati non hanno valore assoluto:

  1. Datazione K-Ar delle rocce dall’eruzione del Monte Sant’Elena (1980): 0,35 Ma – 2,8 Ma. La roccia: meno di 20 anni! (Austin, S.A., Excess argon within mineral concentrates from the new dacite lava dome at Mount St Helens volcano, TJ 10(3):335–343, 1996).

  2. Datazione K-Ar di 5 flussi di lava, Monte Ngauruhoe (NZ): da < 0,27 Ma a 3,5 Ma. Date dei flussi: (1) 1949, (3) 1954, (1) 1975 (Andrew A. Snelling, andesite flows at Mt Ngauruhoe, New Zealand, and the implications for potassium-argon “dating”, Proceedings of the 4th International Conference on Creationism, Pittsburgh, PA, August 3-8, 1998).

  3. Datazioni con vari metodi sulla stessa roccia: Rocce basaltiche, Uinkaret Plateau, Grand Canyon (riconosciuto anche dai geologi evoluzionisti avendo solo migliaia di anni): (Austin, S.A. (ed.) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp. 120–131).

Metodo Età

6 misure potassio-argon 10.000 anni – 117 Ma

5 misure rubidio-stronzio 1.270 Ma – 1.390 Ma

Isocrona rubidio-stronzio 1.340 Ma

Isocrona piombo-piombo 2.600 Ma

  1. Legno immerso in roccia basaltica del terziario, Australia. Il legno aveva 45.000 anni (metodo C-14), la roccia di basalto aveva 45 Ma (metodo K-Ar) (Andrew A. Snelling, Conflicting ‘ages’ of Tertiary basalt and contained fossilised wood, Crinum, Central Queensland, Australia, TJ 14(2) 2000). I segni delle bruciature ancora evidenti sul legno, indicano senza alcun dubbio l’origine della roccia di basalto come un flusso di lava.

Sempre nel suo convegno viene sostenuto che i fossili di dinosauri hanno 60.000 anni sulla base di analisi al radiocarbonio sul collagene.

Non è scritto in alcuna parte del libro che i fossili hanno 60.000 anni, evidenziato anche dal fatto che Piombino non ha letto nè il testo nè le conclusioni. L’atto di J.Holzschun et al., datazione recente al C-14 di fossili comprendenti collagene provenienti da ossa di dinosauro, inizia a p.125 e riassume a p.150 che “l’esecuzione di test su differenti ossa di dinosauro dal 1990 ad oggi ha dimostrato la presenza di significative quantità di C-14 sia per il collagene osseo sia per la bio-apatite ossea con una variabilità da 22.000 a 33.000 anni radiocarbonio.” Quello che probabilmente è completamente sfuggito a Piombino (perché non l’avrà letto) è il ritrovamento di parti molli all’interno del femore solo parzialmente fossilizzato di T-Rex, con ancora globuli rossi visibili al microscopio! (M.Schweitzer and I. Staedter, The Real Jurassic Park, Earth, pp. 55–57, June 1997. M.Schweitzer et al., Soft-tissue and cellular preservation in Tyrannosaurus rex, Science, 307, 2005, pp. 1952-1955). Gli evoluzionisti hanno veramente capito il significato di parti molli all’interno di un osso di T-Rex, completo di globuli rossi? Parliamo al massimo di qualche migliaio di anni e dei 65 milioni non ci pensiamo nemmeno.

Al numero di 60.000 anni sparato da Piombino si trova una corrispondenza ad analisi paleoidrauliche applicate a formazioni geologiche. Prendendo questi dati ed applicandoli alla scala dei tempi per la deposizione di tutti gli strati sedimentari, questi arriverebbero al massimo a 60.000 anni. p. 149.

Come mai allora usate le datazioni radiometriche?

Le incongruenze dei metodi radiometrici sulle rocce li rendono poco affidabili e inutili come misure assolute. Il metodo C-14 rimane più corrispondente all’età reale della vita organica sulla terra di migliaia di anni, nonostante questa abbia le sue incongruenze ed incertezze. Comunque, quello che rimane certo, è che la presenza di C-14 in un reperto lo rende più giovane di 50.000 come valore assoluto (massimo 80.000 se applicata la tecnica radiocarbonio AMS).

Per la datazione dei dinosauri è stato usato il metodo radiocarbonio. Non è per niente follia datare collagene di dinosauro se crediamo che non può avere più di qualche migliaio di anni, come rivendicato dalla presenza di C-14 ed una età certa di meno di 50.000, come verificato sia da misure di collagene che da bio-apatite. La presenze di C-14 nei seguenti test sono nuovamente una testimonianza alla veridicità del racconto biblico:

  1. Il carbone più giovane ha milioni di anni. La maggior parte ha 10 – 100 Ma. TUTTO il carbone testato contiene C-14! (Baumgardner, J. et al., Measurable 14C in fossilized organic materials: confirming the young earth creation-flood model, <www.icr.org/research/icc03/pdf/RATE_ICC_Baumgardner.pdf>, 16 October 2003).

  2. 8 Diamanti Paleozoici del Brazile, uno strato di centinaia di Ma. Datati col C-14 (AMS): 64.900 – 80.000 anni! Il nono diamante fu diviso in 6 pezzi: 69.400 – 70.600 anni, cioè il C-14 era omogeneo escludendo il dubbio per campioni in sistemi che non sono chiusi (R.E. Taylor and J. Southon, “Use of Natural Diamonds to Monitor 14C AMS Instrument Backgrounds,” Nuclear Instruments and Methods in Physics Research B 259 (2007): 282–287).

  3. Campione di legno della metà del triassico: lo strato, conosciuto come Hawkesbury Sandstone, (arenaria), Sydney è datato 230 Ma per la scala stratigrafica. Datato col C-14, il legno ha 33.720 ± 430 anni! (P.J. Conaghan, ‘The Hawkesbury Sandstone: gross characteristics and depositional environment,’ NSW Geological Survey Bulletin 26:188–253, 1980).

Al di là della follia di usare il C14 per un fossile di dinosauro,

E gli evoluzionisti dicono di non essere prevenuti? E’ follia solo per chi ha i paraocchi del dogma evoluzionista.

Come sarebbe possibile che in 60.000 anni si formi un sedimento, venga coinvolto in una orogenesi, le rocce sovrastanti vengano erose e quindi questo sedimento affiori di nuovo? Che velocità di sedimentazione, deformazione tettonica ed erosione sarebbero necessarie per fare tutto ciò?

Questa domanda viene ampiamente spiegata nel libro curato da De Mattei. Che gli evoluzionisti si prendano l’onere di leggere prima di criticare.

Come mai ora il mondo geologico procede così più lento oggi?

Il diluvio universale è stato un evento catastrofico universale, che fortunatamente non si ripete più. Eventi catastrofici locali che confutano il concetto dell’attualismo, sono purtroppo assai frequenti.

Stefano Bertolini


LA VOCE D’ITALIA: ANTIEVOLUZIONISTI RIUNITI A VITERBO

giugno 20, 2011

Continua il tour del movimento antidarwinista

Antievoluzionisti riuniti a Viterbo

Venerdi’ 24 giugno

Milano – Si terrà a Viterbo il prossimo incontro antievoluzionista patrocinato dal Comune, ed organizzato dal consigliere comunale Maurizio Federici (Pdl), con l’introduzione del presidente del Consiglio comunale Giancarlo Gabbianelli. In questi ultimi anni il movimento che contesta la teoria di Darwin è cresciuto e si è organizzato intorno al comitato antievoluzionista guidato da Fabrizio Fratus (nella foto). Il 24 giugno alle 17 presso, la sala del Consiglio comunale della città laziale, si svolgerà il convegno che vedrà la partecipazione del fisico Ferdinando Catalano, dell’ingegnere Stefano Bertolini, del sociologo Fabrizio Fratus e del medico Cihat Gundogdu, rappresentante del gruppo diHarun Yahya, al posto di Maurizio Blodet, assente per problemi di salute.

“In Italia la nomenclatura evoluzionista nega un dibattito che nel resto del mondo è di incredibile attualità, la teoria di Darwin è negata dagli stessi scienziati evoluzionisti come proveremo a Viterbo”, ha commentato Fabrizio Fratus a margine della presentazione della nuova tappa del tour antievoluzionista, iniziato con il congresso tenutosi a Milano nell’ottobre del 2009.

Barbara Leva

 

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=68565&titolo=Antievoluzionisti%20riuniti%20a%20Viterbo

DNA FOSSILE

aprile 16, 2011

Come saprà il nostro corpo funziona grazie al DNA che controlla i processi biochimici che ci permettono di crescere e vivere. Ma non tutti i geni funzionano: abbiamo sempre, sia pure modificati (basta una sostituzione fortuita di una base) dei geni che in altri esseri viventi funzionano. I biologi li chiamano “geni fossili”. Faccio un paio di esempi: anche Lei ha molti geni che sovrintenderebbero all’odorato ma che non funzionano più: gli evoluzionisti sostengono che le mutazioni dannose sono potute sopravvivere nel momento che l’odorato così fine non serviva più, con l’avvento della visione a colori (è facilmente dimostrabile tramite lo studio delle opsine che anche questa conquista sia avvenuta per mutazioni genetiche… )

Inoltre possediamo 3 geni, non più funzionanti, che a rettili ed uccelli servono per produrre la vitellogenina, la proteina che sovrintende alla formazione del tuorlo dell’uovo. La spiegazione più ovvia è che nei mammiferi la comparsa del latte ha reso meno necessario l’uovo con il tuorlo (che è stato reso definitivamente inutile dalla gestazione). Pertanto nei mammiferi questi geni si sono disattivati in quanto una femmina di uccello o di rettile portatrice di una mutazione che disattiva un gene della vitellogenina non può avere uova funzionali, mentre tale mutazione non ha conseguenze in una di mammifero. Di geni disattivati per mutazioni se ne trovano a migliaia in tutte le creature viventi, dai lieviti ai batteri, agli animali superiori.

Come spiega in un quadro creazionistico la presenza di questi geni nel suo corpo e in quello di tutti gli uomini, dato che qualsiasi cosa pensi il suo amico Hugh Owen, le cui conoscenze scientifiche di base mi sfuggono, non è provato che questi geni abbiano altre funzioni?

Negli insetti (api) la vitellogenina svolge importanti funzioni endocrine e di controllo del comportamento. Una serie di proteine – Apolipoforina II/I, apolipoproteina B, vitellogenina e la proteina microsomie di transfert dei trigliceridi – sono codificate da geni molto simili dei quali si crede provengano da un antenato comune non identificato. Nei pesci la vitellogenina ha una funzione per reazioni alla resistenza alle infezioni e nell’uomo probabilmente funge da portatore per molecole apolari e forse come enzima. Però a questo punto noi siamo altrettanto vicini ai crostacei e agli insetti quanto agli uccelli. I processi biochimici sono universali e alcune molecole proteiche sono uguali per molti viventi, come ad esempio il citocromo C. È normale che la loro sintesi sia regolata da geni uguali o molto simili.

Nell’uomo i geni che codificano proteine costituiscono solo il 3% del genoma.

Il rimanente è stato chiamato “DNA spazzatura” (presunta reliquia dell’evoluzione). Ricerche più recenti hanno dimostrato che invece il “DNA spazzatura” svolge importanti funzioni di direzione e coordinamento dello sviluppo dell’organismo e attivazione di altri geni. Il progetto ENCODE ha scoperto che quasi tutto il 97% del “DNA spazzatura” ha una funzione (Birney, E., et. al., Identification and analysis of functional elements in 1% of the human genome by the ENCODE pilot projectNature 447: 799–816, 2007).

Le UTRs (zone non codificate) sono molto più importanti dei geni (zone codificate).

Una funzione sconosciuta non significa nessuna funzione! Prendiamo l’esempio degli organi vestigiali. Partendo da 180 organi vestigiali nell’uomo, verso la fine degli anni ’800 siamo scesi a ZERO organi vestigiali con la scoperta nel 1999 di un funzione per l’ultimo organo. Cosi va scartato anche questa icona dell’evoluzione.

(Si riconosce il lavoro di Mihael Georgiev, Capo redattore AISO, deceduto nel 2010.)

Stefano Bertolini

Presidente AISO


ENTROPIA E MUTAZIONI

aprile 4, 2011

Stefano Bertolini

Cominciamo con il dire che nella Sua rivista “Radici cristiane” il suo amico Seiler è presentato come “fisico dell’Università di Monaco”, quando so benissimo che Lei sa che non appartiene al personale di quella università. E veniamo alla fisica e alla termodinamica. Innanzitutto una domanda sulle mutazioni che come è noto consistono in sostituzioni (per esempio di una timina con una adenina) o nell’elisione o il raddoppiamento di alcune basi. Perchè si può ammettere solo mutazioni negative? Perchè questo fenomeno non può avere mai risvolti positivi?

Non ci sono dubbi che i sistemi termodinamici evolvono nel senso di minimizzare l’energia libera. Ma qui finiscono le sue ragioni e cominciano i problemi: lo sa che alle volte succede che variando la temperatura, a volte ci sia la transizione a una fase con minore entropia? E lo sa che Seiler dimentica (o finge di dimenticare) un punto fondamentale e cioè che la massimizzazione dell’entropia dà un contributo, ma non è l’unico? Perchè Seiler trascura totalmente il ruolo delle fluttuazioni termodinamiche, attraverso le quali un sistema o una porzione di un sistema esplorano per breve tempo stati diversi da quello stabile e che sono la norma per i sistemi aperti come quelli biologici, in cui si possono realizzare stati stabili molto diversi da quello di partenza?

Non dico Lei, professore, dato che pubblicazioni del genere necessitano di una padronanza della fisica che solo laureati in quella materia possono avere, ma come mai Seiler ignora gli studi e i libri di Ilya Prigogine, che ha preso in [sic] Nobel proprio per aver chiarito questi fenomeni di transizioni a stati più ordinati in sistemi aperti? Forse anche il buon Ilya fa parte della grande lobby anticristiana malata dei (sani) principi di referaggio e peer-review….

Francamente non conosco le mosche a cui si riferisce Seiler, ma, anche se si volesse accettare il suo punto di vista sul legame tra entropia e ordine biologico, non le sembra che l’esempio sia irrilevante, perché, da fisico, dovrebbe poter dare una valutazione quantitativa della variazione di entropia di TUTTO l’organismo prima di definire la perdita delle ali un esempio di aumento di entropia e perdita di informazioni? Non potrebbe essere che fra i vari cambiamenti la mosca potrebbe aver sviluppato meccanismi di alimentazione o riproduzione più complessi (quindi, nella sua accezione, meno entropici) per ovviare alla perdita delle ali che le limitano, muovendosi solo al suolo, a territori più ristretti?

Le fluttuazioni non rendono insignificante l’esempio della mosca senza ali, che invece é un preciso caso di evoluzione per selezione del più adatto a specifiche condizioni ambientali (la mosca modificata é sopravvissuta ai venti più a lungo di quelle normali, e quindi ha generato più discendenti ad ali corte di quelle con ali lunghe)?

Nota bene: Nel dichiarare che è “un caso di evoluzione per selezione” Piombino si è immediatamente cascato nel gioco dell’equivoco, probabilmente completamente all’insaputo: cosi radicati sono i preconcetti evoluzionisti. Questo si chiama selezione naturale, perché la mosca ha perso la funzione per le ali.

Le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (come nell’esempio degli insetti senza ali: conferiscono un vantaggio solo in specifiche condizioni ambientali). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia, chiamata da John Sanford “entropia genetica” (Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27).

John Sanford, il cui curriculum dovrebbe essere di gradimento agli evoluzionisti: 25 anni alla Cornell University, uno dei maggiori esperti mondiali di ingegneria genetica, con molti brevetti tra i quali tre dei più importanti metodi di manipolazione genetica: la resistenza patogeno-derivata, l’immunizzazione genetica e il processo biolistico (“gene gun”) col quale sono prodotti la maggior parte degli organismi transgenici. Per gran parte della sua vita Sanford ha cercato di ignorare i suoi dubbi circa l’adeguatezza dell’evoluzione per spiegare la genetica, ma alla fine non ha più potuto vivere l’inganno dell’evoluzione e ha riconosciuto la mano di un Progettista Intelligente nel DNA che ha ricercato per tutto una vita.

Nel suo libro Sanford dichiara che “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato.” I meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma; nemmeno come si possa conservare. La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni (Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation). Se il genoma degli animali complessi sta degenerando, allora nel passato aveva meno errori e quindi all’inizio deve essere stato perfetto. Questa estrapolazione è legittima ed è creazionista.


IL CONCETTO DI SPECIE

marzo 16, 2011

STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 3 DI 22- IL CONCETTO DI SPECIE

i biologi hanno notato come non sempre i confini fra due specie siano rigidi. Ci sono dei casi in cui due popolazioni si comportano come specie diverse o no a seconda dell’area dove abitano. Questo secondo la biologia è un classico esempio di specie che stanno divergendo attualmente da una specie ancestrale originaria.

Un caso emblematico è quello delle specie ad anello, un insieme di popolazioni adiacenti, che formano un anello attorno ad un ostacolo naturale (catena montuosa, valle arida, lago…) nel quale le singole popolazioni adiacenti sono interfeconde, e solo un paio di esse mostrano isolamento riproduttivo. Quale spiegazione dà a questo fenomeno? Come si può conciliare questo fatto con l’immutabilità delle specie?

Spesso gli evoluzionisti costruiscono dei avversari di comodo come la cosiddetta immutabilità delle specie da parte dei creazionisti. Questo è il risultato di una scarsa conoscenza di quello che veramente credono i creazionisti perché non si degnano neanche di leggere le pubblicazioni, e gli articoli di stampo creazionista vengono respinti a priori dalle riviste evoluzioniste.

Quando gli evoluzionisti parlano di specie, si riferiscono alla specie biologica, secondo la classificazione linneana. Per questo rimangono stupiti quando i creazionisti accettano pienamente la variazione delle specie e la speciazione, riconoscendo la selezione naturale come il meccanismo.

La selezione naturale non va confusa o scambiata con l’evoluzione perché sono due meccanismi e paradigmi radicalmente differenti. L’evoluzione è lo sviluppo di ogni essere vivente da una singola cellula che ha come origine sostanze chimiche non –viventi, il che richiede la generazione di nuove informazioni genetiche. D’altra parte la selezione naturale consiste nello sviluppo di piccole variazioni ereditate che aumentano le probabilità di un organismo a competere, sopravvivere e riprodursi.

Quest’ultimo risulta sempre nella selezione di informazioni genetiche preesistenti con il risultato netto di una perdita di informazione perché l’organismo rimane più specializzato. Gli evoluzionisti spesso fanno il gioco dell’equivoco, scambiando i due termini. L’evoluzione e l’origine della vita sono presunti, perché non sono possibili osservazioni dirette nè esperimenti empirici in materia, mentre la selezione naturale è osservabile tramite dati empirici. Quando i creazionisti si riferiscono all’immutabilità delle specie bibliche, questa va considerata più a un livello fra genere e famiglia nella classifica linneana.

Esiste una potenzialità enorme di variazione all’interno della specie biblica (archetipo), ma sempre all’interno e non oltre il limite della specie biblica. Anche dopo che questo concetto è stato spiegato, gli evoluzionisti continuano ad avere difficoltà ad afferrarlo, dichiarando che i creazionisti ammettono che un po’ di evoluzione c’è stato. I termini “evoluzione” e “selezione naturale” non sono sinonimi.

Per lo stesso argomento non si possono definire le specie bibliche come cladi, nella cui definizione è inerente l’idea dell’evoluzione da un antenato comune. A proposito: visto che ne parla, è in grado di dare un concetto definitivo di specie? Ci sono varie definizioni di specie, ma quella più comune è quella di Ernst Myer (1940): Popolazioni che non riescono ad incrociarsi.

Perchè, proprio a causa del fatto che la vita si evolve, questo concetto è molto difficile e si rende necessario solo a causa della “mente discontinua” che abbiamo noi esseri umani e che ci spinge a classificare rigidamente tutto, viventi compresi Come mai animali molto simili fra loro anche se appartenenti a specie diverse, ma simili, possono riprodursi accoppiandosi fra loro?

Come mai il cavallo si può riprodurre se si accoppia con un’asina e non con una mucca?

Perchè, se tutte le specie sono state create nello stesso momento, alcune sono più vicine ad alcune rispetto alle altre, come per esempio il cavallo è più vicino all’asino che alla mucca, ma contemporaneamente è più simile alla mucca che ad un canguro? Gli animali all’interno della stessa specie biblica (fra famiglia e genere linneana: non può essere usato il termine clade per definizione) possono in alcuni casi accoppiarsi se la divergenza o la specializzazione (perdita di informazione genetica) non rimane troppo estesa. Alcuni esempi sono il wolphin, liger e zebroid.

Nel caso di una divergenza eccessiva e potenziali mutazioni dannose, questa può portare all’incapacità di accoppiarsi anche fra specie linneane all’interno della specie biblica. Nell’esempio citato, il canguro ed il cavallo non sarebbero neanche della stessa specie biblica e l’accoppiamento va escluso a priori. Va ribadito che la selezione naturale porta sempre ad una perdita di informazione genetica, cioè all’impoverimento del patrimonio genetico.


SMENTIAMO L’EVOLZIONE

dicembre 28, 2010

di S. Bertolini con la collaborazione di G.De Meo

1. Prova sistematica: La sistematica, o scienza della classificazione, ci presenta il mondo vivente organizzato in gruppi (tipi, classi, ordini, famiglie, generi e specie), secondo un sistema gerarchico. Per esempio, le specie sono raggruppate in generi, i quali a loro volta, costituiscono una famiglia, e cosi via. Quindi tutte le specie sono inserite in un sistema di somiglianze e di differenze comprensibili solo se si ammette un rapporto di parentela.

La classificazione del mondo vivente lo dobbiamo al botanico, zoologo, medico e creazionista Carolus Linnaeus che lo ha pubblicato nel 1735 nel suo libro Systema Naturae (nome completo Systema Naturae per regna tria naturae, secundum classes, ordines, genera, species, cum characteribus, differentiis, synonymis, locis).

Segue poi il suo libro Philosophia Botanica nel 1751, contenente una visione completa del suo sistema tassonomico.

Il concetto di eredità è stato pubblicato appena nel 1866 da Gregor Mendel a seguito di esperimenti empirici su piante di piselli. La scienza della genetica moderna nasce nel 1900, ma il DNA a forma elica è stato proposto per la prima volta soltanto nel 1953 da James D. Watson e Francis Crick.

Chiaramente la classificazione linneana (130 anni prima della scoperta di eredità e 220 prima del DNA) considerava solo il fenotipo, cioè le caratteristiche esterne di un organismo perché del genotipo Linneus non ne sapeva bel niente.

Con le conoscenze genetiche odierne e l’abilità di mappare il genoma degli organismi si vede che in molti casi sembrano esserci più similitudini nel DNA fra animali con un fenotipo molto diverso, rispetto a quelli più simili.

Per esempio uno si aspetterebbe una parentela molto più stretta fra un cavallo ed una mucca (essendo quadrupedi erbivori), rispetto ad un pipistrello, però il DNA di un cavallo è più simile a quello di un pipistrello rispetto ad una mucca, e questo ci fa capire che l’apparenza esterna non è una buona guida di parentela.

Altre caratteristiche simili, sono altrettanto delle pessime guide di parentela come, ad esempio, la nostra emoglobina che è simile a quella di un lombrico.

Questo ci fa diventare cugini dei vermi?

Il nostro lisozoma è più simile a quello di un pollo rispetto ad un scimpanzé.

La classificazione linneana, alla luce delle scienza moderna (in particolare per quel che riguarda la genetica) sta riscontrando sempre più difficoltà e questo ha fatto nascere un nuovo sistema di classificazione che considera anche le scoperte della scienza moderna e che è in fase di perfezionamento. Si chiama baraminologia.

2. Prova dei fossili. La paleontologia, ovvero lo studio degli esseri antichi, cioè, in altri termini, lo studio dei resti fossili, rivela che pochi milioni di anni fa tutte le specie di piante e di animali oggi viventi non esistevano sulla Terra. C’erano, invece, numerose altre specie ora scomparse.

Che cosa provano i fossili? Le specie non sono affatto sparite. Se consideriamo i famosi fossili viventi dei veri e propri ossimori non solo come struttura grammaticale di termini contraddittori, ma come filosofia evoluzionistica contraddittoria.

Esistono innumerevoli esempi di specie di fossili che si ritenevano estinte da milioni o addirittura centinaia di milioni di anni, di cui, però, sono stati trovati esemplari non solo vivi e vegeti, ma essenzialmente invariati, cioè rimasti immutati nonostante siano trascorsi, a detta degli evoluzionisti, milioni di anni.

Per citare solo alcuni esempi: Limulo 450 milioni di anni (Ma); celacanto 350 Ma; gamberone 150 Ma; farfalla (Riodinidae) in ambra 65 Ma; pino Wolemi 65 Ma; e uno dei più recenti, il lemure Ida (Darwinius masillae) di 47 Ma.

Una più completa lista di fossili viventi, affermato come milioni di fossili, la si può trovare nell’Atlante della creazione di Harun Yahya.

L’idea che i fossili rappresentino l’evidenza dell’evoluzione, è semplicemente un preconcetto senza alcuna base. Se consideriamo poi, la totale mancanza di fossili di transizione, detti anche anelli mancanti, questi danno un colpo fatale all’ipotesi dell’evoluzione graduale dei piccolissimi passi attraverso milioni di anni.

Gould ed Eldredge, nel 1972, si sono inventati il principio dell’equilibrio punteggiato per cercare di spiegare questa totale assenza di forme di transizione.

Darwin stesso era molto preoccupato per la mancanza di forme di transizione. Aveva dichiarato che era solo una questione di tempo e poi sarebbero stati ritrovati.

“..p. 171: Perché, se le specie sono discendenti da altre specie attraverso graduazioni impercettibilmente sottili, non vediamo ovunque innumerevoli forme di transizione?… Invece quello che vediamo sono delle specie ben distinte…

p. 280: Allora, perché ogni formazione geologica non è piena di anelli intermedi? La geologia sicuramente non rivela alcuna tale catena organica finemente graduata; questa, forse, è la più ovvia e grave obiezione che si può sollevare contro la mia teoria.”

Charles Darwin, “Sulle origini delle specie”, 1859, London: John Murray, 1° ediz. pp. 171, 280

Sino ad oggi questi miliardi di forme di transizione, fra ogni specie sia nel mondo delle piante sia nel mondo degli animali, mancano ancora tutti. Tuttavia il venerato albero evolutivo, che è possibile trovare in ogni libro di testo scolastico, è stato anche recentemente abbattuto.

La copertina dell’edizione di gennaio 2009 della prestigiosa rivista scientifica New Scientist aveva come titolo “Darwin aveva torto, l’albero della vita viene abbattuto”. Nel relativo articolo viene citato Eric Bapteste, Biologo, dell’Università Pièrre & Marie Curie, Parigi “Non esiste alcuna evidenza che l’albero della vita sia una realtà”,  Lawnton, G., Uprooting Darwin’s tree, New Scientist  201 (2692): 34–39, 24 January 2009.

3. Prova del codice genetico. Le strutture e le funzioni degli organismi sono determinate dalle proteine di cui questi sono fatti. In tutti gli organismi viventi siano essi batteri, alghe, funghi, piante o animali, il codice genetico è esattamente lo stesso. E’ come se tutti gli abitanti del globo parlassero una stesse lingua codificata da un unico vocabolario. Il codice genetico, inoltre, è universale. L’esistenza di un codice universale dimostra che tutti gli organismi sono imparentati tra loro.

E’ vero che ogni essere vivente viene codificato dagli stessi mattoni genetici (le lettere C, T, G, A), ma questo significa per forza una parentela? Forse dimostra che un progettista usa gli stessi mattoni in un meccanismo che è efficace per tutti gli esseri viventi. Dopo tutto, devono coesistere nello stesso ambiente e nell’ecosistema di questo pianeta che si chiama terra.

Nonostante il fatto che ogni essere vivente condivida gli stessi mattoni genetici, il meccanismo in cui essi vengono espressi, è molto più complicato e fuori dalla portata della conoscenza della scienza.

Il presunto livello di complessità dell’organismo, non è per niente correlato al numero dei cromosomi, con forme “semplici” o “primitive” avendo più cromosomi dell’uomo. L’uomo ha 46 cromosomi, mentre un crisantemo ne può avere da 18 a 198.

Ecco, ad esempio, alcuni esempi: Cambarus clarkii (gambero di fiume) 200, cane 78, gallina 78, scimpanzé 48, Xenopus laevis (rana del Sud Africa) 36, Drosophila melanogaster (moscerino della frutta) 8, Myrmecia pilosula (formica) 2.

In questi ultimi anni, due importanti scoperte, relative al mondo della genetica, hanno ulteriormente indebolito il dogma evoluzionista.

Si è scoperto, infatti, che l’espressione del genotipo non è dovuto unicamente al suo DNA, ma anche all’esistenza di pseudogeni che influiscono moltissimo in questa espressione.

Gli evoluzionisti, precedentemente, consideravano questi pseudogeni come coppie di geni per la codifica delle proteine che erano stati disabilitati con la progressione dell’evoluzione, diventando inutili.

La seconda scoperta, decisamente a danno dell’evoluzione, e che il 98% del DNA considerato come DNA spazzatura (per ridondanza evolutiva) in realtà ha una funzione decisiva e fondamentale per l’organismo.

Più si approfondisce lo studio del DNA e del RNA (il meccanismo di lettura del DNA), più si intuisce l’incredibile complessità di questo straordinario meccanismo che può essere soltanto il frutto di un disegno intelligente.

4) Prova dell’anatomia comparata. E’ la scienza che studia e confronta tra loro le strutture degli animali. Essa ci insegna che nell’anatomia degli animali di uno stesso gruppo sistematico c’è sempre una ricca serie di corrispondenze strutturali.

Per esempio le zampe del cane hanno la medesima struttura di base delle nostre braccia e delle nostre gambe: vi sono presenti un femore, la rotula del ginocchio, la tibia con la fibula e infine le ossa del tarso con cinque dita.

L’omologia consiste nella teoria che rapporti evolutivi a grande scala possono essere provati da similitudini nell’anatomia e fisiologia di diversi animali. Dai tempi di Darwin l’omologia viene citato in libri di testo come uno dei più importanti e convincenti prove dell’evoluzione. Tuttavia, uno studio del materiale sull’argomento non da l’evidenza per l’evoluzione naturalista. Al contrario, molti esempi di omologia sono meglio spiegate dal punto di vista di un progetto intelligente. Inoltre, crescenti conoscenze delle fondamenti genetiche e molecolari della vita rivelano molti importanti eccezioni e contraddizioni alla teoria.

Come risultato l’omologia, come prova dell’evoluzione, si può considerare confutata. Gli evoluzionisti hanno cercato di spiegare i molti esempi che sono eccezioni, definendo quelli che sono simili per discendenza da un antenato comune, omologia, mentre quelli che sono simili solo per funzione, sono chiamate analoghe.

Gli arti anteriori dell’uomo, delle balene, degli uccelli e dei cavalli sarebbero omologhe, mentre le ali degli uccelli e degli insetti sarebbero analoghe.

Però la struttura dello scheletro dell’ala di un uccello sarebbe omologa a quella di un pipistrello, per discendenza da un antenato rettilio comune, ma sarebbero contemporaneamente analoghe per la modifica di funzione per il volo (piume per gli uccelli e membrana della pelle per il pipistrello).

Così quando una similitudine di disegno sostiene l’evoluzione diventa un’omologia e viene accettata come una prova dell’evoluzione, mentre quando non sostiene l’evoluzione le stesse similitudini diventano analoghe.

L’esistenza di strutture analoghe viene spiegato con un’evoluzione convergente attraverso un’evoluzione indipendente di strutture simili grazie a pressione ambientali simili.

Tuttavia, ancora una volta ci sono delle serie obiezioni alla proposta evoluzionista. L’embriologia ha dimostrato un importante problema per organi o strutture identiche o molto simili in differenti animali che non si sono sviluppate dalla stessa struttura o gruppo di cellule embrionali?

Non è insolito trovare strutture fondamentali come il tratto digestivo (tubo digerente) che si forma da tessuti embrionici differenti in diversi animali. Per esempio negli squali questo si forma dal tetto della cavità digestiva embrionica. Nelle rane si forma dal tetto ed il fondo, invece in uccelli e rettili dalla parte inferiore del disco embrionico o il blastoderma.

Anche il classico esempio del arte antriore vertebrato (a cui si riferisce Darwin e che viene citato in centinaia di libri di testo come prova dell’evoluzione) ora si è dimostrato errato come esempio di omologia. Questo perché lo sviluppo degli arti anteriori in parti del corpo differenti in specie differenti, ma con struttura simile, non può essere spiegata dall’evoluzione.

Gli arti anteriori di un tritone si sviluppano dai segmenti del torso da 2 a 5, in una lucertola da 6 a 9, e nell’uomo i segmenti si sviluppano da 13 a 18 (de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971).

Il Dr. Michael Denton ha concluso che questa prova dimostra che gli arti anteriori non si sono sviluppati omologamente.

Nuovamente la spiegazione più logica e coerente è quella di un progettista che nel suo disegno ha usato la stessa soluzione per diverse specie che devono tutte vivere nello stesso ambiente.

La ruota della biciclette, della moto e della macchina condividono lo stesso ottimo disegno che è considerato il più efficace. Perché reinventare la ruota?

5. Prova dell’embriologia. E’ la scienza che studia lo sviluppo dell’embrione. Gli studi embriologici mostrano che la formazione di molte strutture non avviene secondo una logica lineare, ma segue vie contorte, spiegabili solamente con tracce di antichi percorsi evolutivi. Per esempio le balene derivano da antenati provvisti di denti, ma esse sono prive di denti; oppure la presenza di fessure sui lati del collo dell’embrione umano: fessure simili compaiono nell’embrione dei pesci, ma poi diventano fessure branchiali.

E’ impressionante quanto il dogma ed i preconcetti dell’evoluzione rimangono fissati nonostante le scoperte della scienza. Questa fissazione che gli embrioni siano incredibilmente simili nei primi stadi dello sviluppo, anche fra specie diverse, lo dobbiamo a Ernst Haeckel che ha disegnato degli embrioni che sarebbero stati l’evidenza dell’evoluzione. Viene chiamata la teoria della ricapitolazione.

La realtà è che Haeckel ha falsificato questi disegni. Wilhelm His, professore di anatomia dell’Università di Leipzig, ha riconosciuto la frode già nel 1874.

Più recentemente Stephen J. Gould, rinomato evoluzionista, ha dichiarato che “La teoria della ricapitolazione è defunta”, Natural History, 89: 144, Aprile 1980.

Il più attivo oppositore alla truffa di Haeckel è stato M. Richardson: “Questo è uno dei peggiori casi di frode scientifica.”, The Times (London), p. 14, 11 Agosto 1997. Se per decenni gli embrioni di Haeckel e la teoria della ricapitolazione sono state scartate dagli scienziati evoluzionisti stessi come una grande bufala, perché questa teoria viene ancora presentata in ogni libro di testo scolastico?

Se facciamo riferimento alla risposta precedente, quella sulle strutture omologhe, vediamo che anche un accurato studio di embriologia, non sostiene l’affermazione dell’ipotesi evoluzionistica.

Semplicemente l’evoluzione non spiega adeguatamente quello che si vede nell’embriologia, nella biologia molecolare e in molti altri rami della scienza.

D’altra parte, visto il riferimento nella domanda all’evoluzione delle balene, il rinomato Pakicetus attocki come forma di transizione fra mamiferi terrestri e balene ormai anche lui devere essere messo da parte. La scoperta nel 2001 di un scheletro più completo di Pakicetus da parte del noto esperto sulle balene Thewisson ha concluso che Pakicetus era semplicemente un rodditore e per niente un animale aquatico (Nature 413(6853):277–281, 20 Settembre 2001.). Cosi la catena evolutiva per le balene si è spezzata perché rimane una favola infondata. Peccato che quasi tutti i siti internet a sostegno dell’evoluzione continuano a promuovere Pakicetus come indiscuttibile forma di transizione, basandosi sul primo scheletro parziale scoperto nel 1983. E’ ora di aggiornare le loro idee, siamo nel 2010!

6) Prova delle strutture vestigiali. Sono le strutture residuali del corpo. La ridotta peluria del nostro corpo è un esempio di struttura vestigiale: è tutto ciò che rimane della pelliccia dei nostri predecessori.

Nel 1890 la lista di organi vestigiali dell’uomo erano 180 organi considerati ridondanti perché non si conosceva la loro funzione. Sarebbero stati organi che nei nostri antenati animali avevano una funzione, ma che, con il passare del tempo, e l’evoluzione, hanno perso la loro funzione e anche le loro dimensioni si sono ridotte. Man mano che la conoscenza dell’anatomia e della fisiologia ha fatto dei progressi è stato anche scoperto che alcuni di questi organi vestigiali avevano ancora una funzione!

Nel 1999 è stato scoperto una funzione anche per l’ultimo organo considerato vestigiale, che si pensava privo di funzioni e del tutto inutile. Dal 1999, quindi, anche per la scienza non esistono più strutture vestigiali e quell’elenco di 180 organi si è ridotto a ZERO dato che tutti quegli organi hanno una loro ben definita funzione.

Per citare solo alcuni dei presunti organi vestigiali e le loro funzioni chiave ci sono l’appendice (parte del sistema immunitaria e critica sopratutto nei primi stadi di sviluppo dei bambini che è strategicamente collocata all’entrata dell’ileo), le tonsille (una simile funzione all’entrata alla faringe), la ghiandola pineale (secerne melatonina, un ormone che regola il ritmo circadiano ed ha altre funzione), il timo (parte del sistema immunitario legato alle cellule-T che vengano attaccate e neutralizzate dal HIV, diventando quasi sempre fatale).

Un’altro colpo mortale per l’evoluzione che in questo modo perde un’altra icona dell’evoluzione. Vediamo, così, che ogni parte, ogni organo del meraviglioso corpo umano ha una funzione ben precisa, testimonianza di un favoloso disegno intelligente!

7. Prova delle somiglianze del DNA. Una moderna tecnica biologica è quella di appaiare i filamenti di DNA prelevati da due specie diverse: tanto più simili sono i due DNA, tanto più simile risulta l’appaiamento. Questa tecnica, detta ibridazione del DNA, dimostra le somiglianze e le differenze biologiche esistenti tra gli organismi, e confermano l’esistenza dei loro rapporti di parentela.

La tecnica dell’ibridazione non è considerata come una tecnica valida dai microbiologhi molecolari perché solo una piccola sequenza del DNA viene divisa e comparata alla sequenza tratta da un’altro organismo.

E’ proprio con questa tecnica che è stata fatta la prima comparazione nel 1975 del DNA dell’uomo con quello della scimmia. Il risultato era di un schiacciante 97% di similitudine, provando così la nostra stretta parentela e confermando l’ipotesi evolutiva.

Usando una statistica corretta, considerando il numero di misure fatte, la similitudine si riduce al 96%. Sempre una prova schiacciante dell’evoluzione dell’uomo dalla scimmia?

Considerando la genetica, purtroppo non ci arriviamo neanche vicino. Il famoso genetista delle popolazioni J. B. S. Haldane ha calcolato la probabilità dell’evoluzione dell’uomo dalla scimmia in base ad una similitudine del DNA di 96%.

Concedendo 10 milioni di anni a disposizione per l’evoluzione (che non ci sono), ignorando che il 90% delle mutazioni sono fatali, presumendo che ogni mutazione fosse “guidata” nella stessa direzione (una dicotomia per l’evoluzione) e ignorando che le mutazioni non sono indipendenti, ha calcolato che sarebbero possibili solo lo 0,001% delle mutazioni necessarie (il 4% corrisponde a 240 milioni di mutazioni fra i 6 miliardi di geni nel genoma umano). Ha calcolato che servono in media 300 generazioni per fissare una mutazione in tutta la popolazione.

 

Cosi è nato il Dilemma di Haldane che considera l’evoluzione genetica dell’uomo dalla scimmia (o un antenato comune) come impossibile nonostante ci sia il 96% di similitudine.

Lo studio del genoma umano è stata completato nel 2001 e quello del scimpanzé solo nel 2005. Studi più recenti indicano che la differenza, fra DNA umano e quello dello scimpanzé, è ancora più estesa, e la similitudine si riduce ulteriormente, sino al 92%. Nature, 27 May 2004, pp. 382 – 388.

Studi precedenti prendevano in considerazione solo la sostituzione delle lettere genetiche, non le trasposizioni, delezioni, o duplicazioni di lettere. Così è venuto meno un’altro sostegno all’evoluzione.

Ma quello che viene completamente a mancare, secondo il concetto dell’evoluzione attraverso la mutazione, è il fatto che la genetica ha mostrato, in modo inconfutabile, che le nuove informazioni genetiche non vengono mai create.

(Su questo argomento, consultare il libro del noto genetista, Dr. J. C. Sanford, inventore tra l’altro del “gene gun”, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p. 27).

8) Prova delle somiglianze delle proteine. Alcune proteine sono talmente importanti da essere presenti in tutti gli organismi viventi. E’ il caso di una proteina chiamata citocromo c, che è essenziale per la respirazione cellulare. Il fatto curioso è che questa proteina presenta una struttura leggermente diversa nei vari gruppi di organismi. Cioè, alcuni tratti della catena non sono fatti degli stessi amminoacidi. Le somiglianze e le differenze del citocromo c di specie diverse riflettono i rapporti di parentela dedotti con i metodi più tradizionali, dell’anatomia comparata. Cioè, il citocromo di un moscerino è più simile a quello di una farfalla che a quello di un cavallo. Inoltre c’è maggiore somiglianza tra il citocromo del cavallo e della farfalla che tra questi e il citocromo di un girasole.

La proteina citocromo C e la sua espressione in ogni forma di vita viene spesso citato a sostegno dell’ipotesi evoluzionista. Il DNA viene considerato dagli evoluzionisti come un orologio molecolare che ci rivela la storia dell’evoluzione dai primi organismi all’uomo. In realtà l’orologio molecolare crea dei problemi per l’evoluzionista a causa delle anomalie.

Al contrario danno evidenza alla creazione progettata di specie distinte e non una evoluzione continua. Nel suo libro  Evolution: A Theory in Crisis, Dr. M. Denton ha comparato la sequenza di aminoacidi del citocromo C di un batterio (un procariota) con eucarioti molto diversi fra di loro come lievito, grano, colomba e cavallo che praticamente hanno tutti la stessa percentuale di differenza con il batterio (64 – 69%). Non esistono citocromi intermedi fra procarioti e eucarioti, come non c’è nessuna evidenza che gli animali “superiori”, come il cavallo, si siano diversificati di più rispetto agli organismi “inferiori” come il lievito.

Sorge lo stesso problema comparando il citocromo C dell’invertebrato baco da seta con vertebrati come la lampreda, la carpa, la tartaruga, la colomba e il cavallo. I vertebrati sono tutti similmente divergenti dal baco da seta (27 – 30%).

Fra la carpa, la rana, il toro, la tartaruga, la gallina, il coniglio e cavallo abbiamo una divergenza costante del 13 – 14%. Non esiste traccia di una serie di transizione che vada dal ciclostoma (vertebrato acquatico, molto simile ai pesci) al pesce, all’anfibio, al rettile, al mammifero o all’uccello.

Agli evoluzionisti, poi, si presenta un ulteriore problema quando cercano di spiegare come l’orologio molecolare possa procedere cosi costantemente in una proteina, in organismi così diversi fra di loro (con l’eccezione di alcune anomalie che amplificano ulteriormente i problemi).

Deve esserci stato un tasso di mutazione costante nel tempo, ma le evidenze genetiche indicano che c’è un tasso costante per generazione. Così il tasso dovrebbe essere molto più veloce per organismi come i batteri che hanno un ciclo vitale molto breve rispetto ad esempio ad un elefante. Perciò l’evidenza non sostiene la teoria che le sequenze di divergenza siano dovute a mutazioni che si sono accumulate con il passare del tempo, mentre la vita si evolveva.

Su questa terra ci sono molti organismi di vari tipi, anche molto diversi tra loro, che devono tutti vivere nello stesso ambiente gassoso. Questo comporta che, fra loro, avranno qualcosa di simile.

Per esempio, vivendo tutti in un ambiente ricco di ossigeno, non è per nulla sorprendente che ogni organismo vivente abbia il citocromo C, necessario per il processo di respirazione. Considerando questo, non è nemmeno sorprendente che i mammiferi possano avere molte similitudini fra di loro.

Quando andiamo su una qualsiasi strada vediamo che tutti i mezzi di trasporto utilizzano la ruota rotonda. Non vediamo dei mezzi con ruote quadrate o triangolari. Questo perché i progettisti ormai sanno che la ruota rotando funziona bene.

Per lo stesso motivo possiamo immaginare che un progettista intelligente abbia pensato i mammiferi con dei disegni simili, perché abitano in un  ambiente simile. Per questo, non è per niente sorprendente che il citocromo C dello scimpanzé sia simile a quello dell’uomo, essendo anche fisiologicamente simile.

9) Prova dell’ecologia. Il rapporto parassita/ospite è un caso molto speciale di rapporto organismo/ambiente. L’uomo, come tutte le altre specie, può ospitare molti batteri, protozoi o vermi parassiti. Alcuni sono esclusivi della specie umana, cioè non vivono in nessun altro animale, né in alcun altro ambiente. Tutti questi parassiti si sono evoluti da antenati a vita libera o parassiti di altri animali.

In caso contrario dovremmo supporre che l’umanità abbia ereditato tutti i suoi parassiti dal suo capostipite.

Non tutti i batteri sono da considerare come parassiti. Un esempio è quello dei batteri ospitati nello stomaco delle mucche e di altri ruminanti che sono fondamentali per scomporre la vegetazione e per la corretta digestione da parte dell’ospite. Dei batteri che si trovano nella gola e nella bocca dell’uomo in buona salute, producono tutta la vitamina B12 di cui necessitano coloro che sono vegetariani.

I problemi si presentano quando questi batteri si moltiplicano e, finendo fuori controllo, distruggendo il normale equilibrio della flora naturale.

Cosa possiamo dire degli altri rapporti di simbiosi fra specie diverse? Questi innumerevoli esempi di simbiosi, sono fondamentali per la corretta salute (come pesce ascia e il pesce barbiere, tartaruga marina e il pesce corallo, ecc), ed è difficile, per gli evoluzionisti, spiegare questi processi. Non è pensabile che questi organismi simbiotici, strettamente dipendenti uno sull’altro, sia siano evoluti contemporaneamente con lo stesso tasso di mutazione nel corso di milioni di anni. Mentre progrediva l’evoluzione, come sono sopravissuti?

 

Nuovamente l’unica spiegazione accettabile, e anche logica, è quella di un bellissimo progetto intelligente studiato nei minimi dettagli.

Le icone dell’evoluzione crollano uno dopo l’altra alla luce della scienza e a seguito di accurate indagini. L’ipotesi dell’evoluzione, quindi, rimane solo un dogma sostenuto unicamente da preconcetti.


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