Il Prof. Bertolini sfida il Prof. Ferraguti sull’evoluzionismo: “Andiamo a dibattito”

aprile 20, 2012

Da quando prendere una posizione contraria alla teoria scientifica dominante rende uno antiscientifico de facto?

 

L’antievoluzionista crede assolutamente nella storia della vita, semplicemente la sua storia ha un racconto diverso

Dopo l’intervista al Prof. Ferraguti, si è acceso fortemente il dibattito in merito al tema delle origini della vita. Tante le sollecitazioni ricevute dalla nostra redazione, che ha scelto di dare spazio al presidente dell’A.I.S.O. (Associazione Italiana Studi sulle Origini) Prof. Stefano Bertolini.Particolarmente interessante l’invito a venire in pubblico per un confronto scientifico su quanto ha sostenuto nell’intervista e le prove realmente verificabili.La prima domanda posta al Prof. è la seguente: Vede in crescita (quantitativa e /o qualitativa) il dibattito sulla teoria evoluzionista a livello globale e nel nostro Paese? “Credo che il dibattito sull’evoluzione sia in continua crescita in quanto negli ultimi decenni si è scoperto che la vita e la sua complessità sono specifici, cioè non è dimostrabile e perciò pressoché impossibile che si sia sviluppata ed evoluta come descritta dagli scienziati evoluzionisti; sempre più scienziati si rendono conto che l’evoluzione non riesce a spiegare adeguatamente quello che risulta dalle loro ricerche.
Anche l’attività anti-creazionista da parte degli atei ed evoluzionisti è in crescita ed è un sintomo della caduta dei pilastri dell’evoluzione che si stanno frantumando. Basta solo leggere i commenti in internet su vari siti e forum che sono diseducati e spregiativi verso chi prende una posizione contraria”

A Ferraguti viene posta la seconda domanda: a suo parere quanto rileva nel dibattito e nel sostegno di una posizione evoluzionista o antievoluzionista l’essere o meno credenti?

“Il Prof. Ferraguti mi sembra dia molto peso nel definire bene i vari termini in modo da rispondere adeguatamente alle questioni in gioco e con questo concordo perfettamente. Nella scienza le basi di partenza si devono definire. Dove vedo delle opportunità di miglioramento sono proprio nelle definizioni. Non penso che esista qualcuno che consideri l’anti-evoluzionismo la presa di posizione di chi contesta lo studio dell’evoluzione. Sicuramente non si può neanche definire come chi non crede nell’evoluzione, nel fatto che la vita sulla Terra abbia avuto una storia e che la vita sia cambiata nel tempo. Sarebbe anche scorretta quest’insinuazione per i seguenti motivi:

- il primo è di aver creato un avversario di comodo facilmente abbattibile perché non rappresenta la realtà. L’antievoluzionista crede assolutamente nella storia della vita, semplicemente la sua storia ha un racconto diverso. Sicuramente esiste anche la variazione della vita, cioè variazione all’interno delle specie.
- il secondo è nel considerare l’evoluzione come un fatto indiscutibile e questo non rispetta il metodo scientifico. Si possono solo verificare con esperimenti empirici osservazioni nel presente. Per definizione l’origine della vita va presunta o inferita per mancanza di prove osservabili, e cosi non rientra nella scienza sperimentale (operativa) ma nella storia. La storia acquista credibilità solo quando sostenuto da un testimone oculare o da prove irrifiutabile. L’origine della vita non è stato osservata e nemmeno le prove a suo sostegno reggono all’indagine scientifica e per questo l’evoluzione rimane una mera ipotesi.

La giusta definizione dell’antievoluzionista è semplicemente chi non crede nell’evoluzione perché la scienza la confuta. Dire che l’antievoluzionista non crede nelle cose è inoltre scorretto perché mette in dubbio l’integrità di ogni scienziato che non sia evoluzionista, insinuando che essi rifiutano le prove empiriche delle osservazioni nel presente. Anche fra gli antievoluzionisti c’è chi e credente e chi non lo è (vedere il sito www.dissentfromdarwin.org), perciò non è più una questione di fede contro la scienza, ma scienza contro scienza, … o addirittura fede contro fede?”

La terza domanda: perché per alcuni la teoria di Darwin è così importante per la struttura in prima istanza della forma mentis scientifica e per altri è un “gigante dai piedi d’argilla” da abbattere?

“Credo che Darwin sia stato brillante nella presentazione della teoria sulla selezione naturale che non viene negata da chi non è evoluzionista. L’evidenza della variazione nelle specie è indiscutibile (rimaniamo chiari: all’interno di limiti ben definiti dalla specie). Darwin però ha “preso in prestito” (alcuni direbbero plagiato) molte delle sue idee sulla selezione naturale da creazionisti che l’hanno preceduto come: Edward Blyth (tre articoli importanti: The Magazine of Natural History, Volumi 8, 9 e 10, 1835–1837) e Alfred Russel Wallace (manoscritto mandato a Darwin 1858: On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely From the Original Type). Darwin ha commesso un grave errore nell’estrapolare la selezione naturale (osservazioni empiriche nel presente) come meccanismo per spiegare l’evoluzione della vita dall’abiogenesi in tutte le svariate forme conosciute oggi (presunto e senza alcuna evidenza empirica), perché sono due meccanismi molto diversi. Nessuno vuole abbattere Darwin, solo il dogma evoluzionista che rimane infondato. Quando si insegna qualcosa che è stato provato fuorviante e se lo presenta come fatto scientifico, allora c’è veramente qualcosa che non va. L’esempio sarebbero gli embrioni di Haeckel, insegnati in ogni scuola dalle media fino a livello universitario a sostegno dell’evoluzione. I scienziati evoluzionisti hanno scartato la teoria della ricapitolazione decenni fa: “La teoria della ricapitolazione è defunta.” (Stephen J. Gould, Natural History, 89:144, Aprile 1980.) “Questo è uno dei peggiori casi di frode scientifica.” (M. Richardson, The Times (London), p. 14, 11 Agosto 1997.) Ci rendiamo conto di quanto l’evoluzione non è scienza ma un dogma? Si continua ad insegnare delle note frodi, passandole come fatti scientifici”

Si passa poi ad una 4° domanda: le due critiche mosse più di frequente ai sostenitori del neodarwinismo e agli antievoluzionisti sono di essere sostenitori di un dogma ascientifico, per quanto riguarda i primi, e di non essere scientificamente preparati, per quanto riguarda i secondi. Citando anche qualche esempio, può dirci quale delle due più si avvicina a realtà? Essere antievoluzionisti significa essere antiscientisti?

“In questo caso concordo con Ferraguti nel dire che l’evoluzione consiste in una miriade di posizioni differenziate e che non è possibile definire una posizione unitaria dell’evoluzionismo. Questo ci fa capire che l’evoluzione non ha tutte le risposte, anzi, l’evoluzione solleva sempre più domande sulla sua validità. Perciò, insistere che l’evoluzione è un fatto e che chi non lo accetti sia ignorante diventa una posizione dogmatica, non vi pare? Sono contento che Ferraguti faccia riferimento a ricerche scientifiche che sostengono una posizione alternativa perché permette di evidenziare un fatto molto triste. Tutte le riviste scientifiche rifiutano qualsiasi articolo che non fa riferimento alla teoria di Darwin come unica possibile certezza dell’esistenza della vita e del suo sviluppo sulla terra, questa si chiama censura. Non vengono prese in considerazione nemmeno le posizioni discordanti. Gli antievoluzionisti sono costretti a pubblicare in riviste creazioniste che sono “peer reviewed”. Articoli e pubblicazioni che confutano l’evoluzione abbondano. Gli evoluzionisti si confutano a vicenda. C’è chi sostiene che l’uccello si sia evoluto dai dinosauri (teoria cursoriale) e chi crede che l’uccello discenda da qualche animale (teoria arborea – non dinosauro) da volo planante (come il paleo-ornitologo e evoluzionista A.Feduccia). Il cromosoma Y dell’uomo è più simile a quello del gorilla rispetto allo scimpanzé, nonostante l’antenato comune sia del scimpanzé che dell’uomo si sia diviso molto prima dal ramo che ha portato al gorilla. Questo ci dice che il modello evoluzionista non funziona perché dovremmo essere più simili allo scimpanzé! Lo studio della microbiologia sul DNA nega regolarmente l’evoluzione. Gli antievoluzionisti sarebbero antiscientifici secondo Ferraguti, perché “negano i portati della scienza generalmente condivisi?” Da quando prendere una posizione contraria alla teoria scientifica dominante rende uno antiscientifico de facto? Allora Darwin sarebbe stato antiscientifico perché è andato controcorrente alla posizione creazionista dominante dei suoi tempi. Galileo sarebbe antiscientifico. La scienza non ha forse fatto progressi proprio perché uomini di scienza nel passato hanno avuto il coraggio di confutare la posizione dominante? Dove saremmo in un mondo che non permette il confronto? Si ripeterà la situazione che si è presentata all’università di Bergamo nel 2009 quando la nostra Associazione Italiana Studi sulle Origini aveva organizzato un dibattito e poi la nomenclatura evoluzionista ha troncato l’evento. Chi vuole vivere in un mondo dove uno non è libero di esprimersi diversamente? Secondo Ferraguti Keplero, Pascal, Faraday, Newton, sarebbero tutti antiscientifici perché erano creazionisti? La nostra Associazione Italiana Studi sulle Origini collabora regolarmente con diversi scienziati validi a livello internazionale. Chi ha mai detto che l’antievoluzionista non crede che la vita abbia una storia, che i dinosauri non siano esistiti? Di nuovo quell’avversario di comodo! Accettiamo pienamente una storia della vita e adirittura anche i dinosauri. Semplicemente la spiegazione è un’altra! Per i dinosauri che si evolvono in uccelli ed essere imparentati ai scimpanzé, Ferraguti deve semplicemente leggere le riviste evoluzioniste che li confutano, come Feduccia che confuta gli uccelli evoluti da dinosauri. L’uomo ha la stessa emoglobina dei lombrichi, perciò forse siamo imparentati ai lombrichi dopotutto! Il nostro lisosoma è più simile a quello delle galline rispetto al scimpanzé, questo ci rende forse parenti di un pollo? Non solo la musica e la scrittura hanno prodotto capolavori senza riferimenti all’evoluzione, ma anche la scienza progredisce senza considerare l’evoluzione: “In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia si è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno a fatti considerato l’evoluzione.” (Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.)”

Si pone un nuovo quesito: il neodarwinismo sostiene che nuove informazioni genetiche foriere di maggiore complessità nascano da mutazioni positive. Ad oggi quali sono gli esempi più importanti a sostegno di questa spiegazione?

“Sono rimasto sorpreso nel leggere che Ferraguti parli di selezione naturale in grado di selezionare le mutazioni. Mi sembrava fosse una cosa conosciuto da tutto il mondo scientifico che la selezione naturale non può agire direttamente sul genotipo, ma solo sul fenotipo. Non solo il progetto ENCODE ha completamente confutato il concetto fondamentale per l’evoluzione, che il DNA spazzatura non esiste, ma che addirittura il 95% delle trascrizioni funzionanti non indicano alcuna evidenza di pressione selettiva. (Encyclopedia of DNA Elements pilot project, Birney, E., et. al., Identification and analysis of functional elements in 1% of the human genome by the ENCODE pilot project, Nature 447: 799–816, 2007.) Mutazioni non vengono conservate dalla selezione naturale: mutano con un andamento medio. L’evoluzione necessità matematicamente di DNA spazzatura, insistendo che il 97% è non-funzionante, cioè spazzatura. Il progetto ENCODE ha scoperto che più del 98% è funzionante e le parti non codificanti sono addirittura più importanti, così crolla anche questa icona dell’evoluzione. Quando Ferraguti parla dell’evoluzione degli spinarelli è interessante che per la sua dichiarazione “Alcune di queste varianti genetiche erano già presenti nelle popolazioni ancestrali”, perciò cosa centra l’evoluzione? Per quanto le “mutazioni nuove”, l’antievoluzionista non nega l’esistenza di mutazioni, solo il fatto che queste aggiungono nuove funzioni, perché i spinarelli sono rimasti spinarelli! Come i fringuelli possono produrre nuove specie di fringuelli e zanzare nuove specie di zanzare (esempio del Culex molestus nelle gallerie del metro di Londra che sono rimaste isolate dalla popolazione parentale in superficie (Culex pipiens), ma sono sempre rimaste zanzare!)”

L’ultima domanda posta è la seguente: a che punto possiamo dirci nella ricerca del noto “anello mancante” tra uomo e scimmia?

“E’ vero che si scoprono nuove presunte forme intermedia fra Homo sapiens e i suoi presunti antenati (non ogni giorno come propone Ferraguti), ma è anche vero che uno dopo l’altro vengono scartati come frode o riclassificati come specie di scimmia o semplicemente come umani. Esempi sono: Ramapithecus (struttura dentale identica al babbuino moderno), Australopithecus (Lucy – era una specie di scimpanzé nano e non nostro antenato, Charles Oxnard: professore di anatomia ed eminente esperto sui fossili australopiteci, The Order of Man: A Biomathematical Anatomy of the Primates, 1984, p. 332.), Hesperopithecus (dente di un maiale), Eoanthropus (L’uomo di Piltdown – una frode). Forse Darwinius masillae (Ida) sarebbe una di queste forme di transizione? Soprannominata ‘l’8° meraviglia’, ‘il santo Graal dell’evoluzione’. La famosa voce dei documentari della BBC Sir David Attenborough ha dichiarato: “Questa piccola creatura ci mostrerà il nostro legame con il resto di tutti i mammiferi. L’anello che finora si diceva fosse mancante… ora non manca più.” Invece solo 3 mesi dopo anche Ida finisce nel cestino degli antenati dell’uomo. Gli anelli mancanti fra ogni specie di animale, insetto e pianta o chiamiamoli forme di transizione, semplicemente non sono sostenute dalla paleontologia come confermato anche da Stephen Gould, massimo esponente evoluzionista: “L’estrema rarità di forme di transizione nella storia dei fossili persiste come segreto del mestiere della paleontologia. Gli alberi evolutivi che abbelliscono i nostri libri di testo hanno dati solo alle punte ed i nodi dei loro rami; il resto va inferito, per quanto sia ragionevole, non risulta dall’evidenza dei fossili.(Evolution’s Erratic Pace, Natural History, 86(5):14, May 1977.) “

A cura di Andrea Carbone tratto da:

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WIKIPEDIA E GLI ORGANI RESIDUALI

settembre 6, 2011

Consuetudine di tutte le nuove generazioni è la ricerca di informazioni tramite il web ma senza un reale controllo delle informazioni trovate in rete. Questo diviene un problema soprattutto se a scrivere “baggianate” è un sito come Wikipedia denominato “enciclopedia libera”. Il sito di wikipedia può divenire un mezzo per informazioni errate come dimostra il link http://it.wikipedia.org/wiki/Vestigia_(biologia).

Molti, leggendo ciò che viene scritto sulla pagina del sito si convinceranno che la teoria di Darwin abbia prove inconfutabili tra cui i famosi (ex) organi vestigiali. Ma quanto c’è di vero in quello che viene divulgato sul sito?

Nulla, semplicemente nulla. Ho già avuto modo di parlare di come il Wikipedia sia pieno di vere e proprie informazioni errate riferendomi alla pagina dedicata ai famosi anelli mancanti.

Veniamo a noi. Tra i primi a stilare la lunga lista di organi “inutili” troviamo l’anatomista tedesco R. Wiedersheim; Wiedersheim nel 1895 comprese approssimativamente oltre 100 organi, inclusi l’appendice e il coccige.

Gli evoluzionisti, sostengono, molti ancora oggi, che nei corpi di alcune creature, é esistito un certo numero di organi non funzionali. Questi organi, ereditati dai progenitori, gradualmente divennero rudimentali a causa del mancato uso.

La realtà è che la loro funzione non era ancora stata scoperta…

Lo stesso S. R. Scadding, noto evoluzionista, scrisse sulla rivista Evolutionary Theory: “Dal momento che non è possibile identificare senza ambiguità strutture inutili e dal momento che la struttura dell’argomento utilizzata non è scientificamente valida, concludo che gli “organi vestigiali” non forniscono alcuna prova speciale per la teoria dell’evoluzione.” (Pag.154)

Tra i diversi organi ritenuti “rudimentali” troviamo il coccige, le tonsille e l’appendice. Il primo organo da me citato ha una funzione ben specifica e altro che organo residuale, infatti ha lo scopo di sostenere le ossa attorno al bacino ed è il punto di convergenza di piccoli muscoli indispensabili all’uomo.

Le tonsille, hanno un importante compito di protezione della gola dalle infezioni durante il periodo dell’adolescenza. L’appendice fa parte del sistema immunitario, non è un organo primario e l’uomo può vivere bene anche senza di esso ma il suo corretto funzionamento è utile a tutto l’organismo.

La funzione dell’appendice costituisce l’insieme del sistema immunitario che è composto da cellule, organi e molecole e tutti insieme contribuiscono in modo diverso ma omogeneo alla difesa da batteri, virus o funghi.

Anche senza udito, braccia, gambe, tatto etc. possiamo vivere, ma non per questo, ovviamente, qualcuno si è mai sognato di dire che sono organi rudimentali.

Ancora oggi le informazioni relative alla teoria di C. Darwin sono manipolate e strumentali al pensiero materialista che impregna la nostra società. Sostenere che la vita arrivi dalla materia inanimata, dallo spazio o altro è un’assurdità talmente grossolana che rasenta la stupidità umana. La verità è che non sappiamo, scientificamente parlando, come sia nata la vita.

Sappiamo solo che l’uomo non è una specie in transizione come non lo sono le altre specie; lo dimostrano i fossili. La teoria di Darwin non è dimostrata e, ancora oggi, fa molti danni sia in campo sociale come in quello medico.
Fabrizio Fratus

 


DNA FOSSILE

aprile 16, 2011

Come saprà il nostro corpo funziona grazie al DNA che controlla i processi biochimici che ci permettono di crescere e vivere. Ma non tutti i geni funzionano: abbiamo sempre, sia pure modificati (basta una sostituzione fortuita di una base) dei geni che in altri esseri viventi funzionano. I biologi li chiamano “geni fossili”. Faccio un paio di esempi: anche Lei ha molti geni che sovrintenderebbero all’odorato ma che non funzionano più: gli evoluzionisti sostengono che le mutazioni dannose sono potute sopravvivere nel momento che l’odorato così fine non serviva più, con l’avvento della visione a colori (è facilmente dimostrabile tramite lo studio delle opsine che anche questa conquista sia avvenuta per mutazioni genetiche… )

Inoltre possediamo 3 geni, non più funzionanti, che a rettili ed uccelli servono per produrre la vitellogenina, la proteina che sovrintende alla formazione del tuorlo dell’uovo. La spiegazione più ovvia è che nei mammiferi la comparsa del latte ha reso meno necessario l’uovo con il tuorlo (che è stato reso definitivamente inutile dalla gestazione). Pertanto nei mammiferi questi geni si sono disattivati in quanto una femmina di uccello o di rettile portatrice di una mutazione che disattiva un gene della vitellogenina non può avere uova funzionali, mentre tale mutazione non ha conseguenze in una di mammifero. Di geni disattivati per mutazioni se ne trovano a migliaia in tutte le creature viventi, dai lieviti ai batteri, agli animali superiori.

Come spiega in un quadro creazionistico la presenza di questi geni nel suo corpo e in quello di tutti gli uomini, dato che qualsiasi cosa pensi il suo amico Hugh Owen, le cui conoscenze scientifiche di base mi sfuggono, non è provato che questi geni abbiano altre funzioni?

Negli insetti (api) la vitellogenina svolge importanti funzioni endocrine e di controllo del comportamento. Una serie di proteine – Apolipoforina II/I, apolipoproteina B, vitellogenina e la proteina microsomie di transfert dei trigliceridi – sono codificate da geni molto simili dei quali si crede provengano da un antenato comune non identificato. Nei pesci la vitellogenina ha una funzione per reazioni alla resistenza alle infezioni e nell’uomo probabilmente funge da portatore per molecole apolari e forse come enzima. Però a questo punto noi siamo altrettanto vicini ai crostacei e agli insetti quanto agli uccelli. I processi biochimici sono universali e alcune molecole proteiche sono uguali per molti viventi, come ad esempio il citocromo C. È normale che la loro sintesi sia regolata da geni uguali o molto simili.

Nell’uomo i geni che codificano proteine costituiscono solo il 3% del genoma.

Il rimanente è stato chiamato “DNA spazzatura” (presunta reliquia dell’evoluzione). Ricerche più recenti hanno dimostrato che invece il “DNA spazzatura” svolge importanti funzioni di direzione e coordinamento dello sviluppo dell’organismo e attivazione di altri geni. Il progetto ENCODE ha scoperto che quasi tutto il 97% del “DNA spazzatura” ha una funzione (Birney, E., et. al., Identification and analysis of functional elements in 1% of the human genome by the ENCODE pilot projectNature 447: 799–816, 2007).

Le UTRs (zone non codificate) sono molto più importanti dei geni (zone codificate).

Una funzione sconosciuta non significa nessuna funzione! Prendiamo l’esempio degli organi vestigiali. Partendo da 180 organi vestigiali nell’uomo, verso la fine degli anni ’800 siamo scesi a ZERO organi vestigiali con la scoperta nel 1999 di un funzione per l’ultimo organo. Cosi va scartato anche questa icona dell’evoluzione.

(Si riconosce il lavoro di Mihael Georgiev, Capo redattore AISO, deceduto nel 2010.)

Stefano Bertolini

Presidente AISO



BIOLOGI NEODARWINISTI

ottobre 26, 2010

LA RECENSIONE DEL CONTRADDITTORIO: http://iltalebano.wordpress.com/2010/10/26/contraddittorio-fuori-dai-pregiudizi-presto-altri-incontri/

In occasione di vari dibattiti, letture, incontri e quant’altro ho avuto modo di sentirmi dire che la maggioranza dei biologi “credono” nell’evoluzione della specie. Questa affermazione sarebbe a sostegno del fatto che la teoria di Dawin è valida. A mio parere non significa nulla. Come prima considerazione devo commentare che ovviamente uno studente in biologia ha ricevuto insegnamenti in cui si specifica l’importanza della teoria di Darwin nel campo della biologia e che, la stessa, è assolutamente un fatto scientifico; tale affermazione verrà assimilata dallo studente, futuro biologo, come l’unica verità possibile.
Il ragionamento è semplice, addirittura banale, proviamo a prendere un ateo e proponiamoli di considerare l’esistenza di Dio dal fatto che la maggioranza degli uomini crede in un essere trascendente e quindi l’esistenza di un dio è un fatto. 

Lo stesso ragionamento si produce all’interno delle facoltà di biologia, i professori insegnano che il neodarwinismo è “verità”, un fatto assodato, è scienza, è inconfutabile, è empiricamente provato. Come il professore anche il prete insegna ai bambini e agli uomini l’esistenza del Signore, lo fa con la stessa sicurezza del professore di biologia. Lo studente in biologia svilupperà le sue interpretazioni unicamente con riferimento alla teoria di Darwin escludendo tutti i dati e le interpretazioni che la negano.
Ma i fatti?
Come per l’esistenza del Signore anche per la teoria di Darwin non vi sono certezze, entrambe le ipotesi sono atti di fede.
La religione ha un punto a suo favore: ammette che credere in Dio è un atto di fede. La teoria di Darwin, al contrario, si vuole imporre come certezza di fatti scientifici.
Ma l’evoluzione della specie non è “rivelabile” né in laboratorio né empiricamente.
Gli evoluzionisti negano la scienza in quanto, fatto assolutamente contrario alla logica, la loro teoria, predicata come certezza scientifica, non è né verificabile sperimentalmente, tanto meno è osservabile in natura; questo è un fatto.
Vi è un altro sostanziale motivo per cui oggi la maggioranza dei biologi è dichiaratamente evoluzionista, la loro carriera si è costruita sottomettendosi al credo evoluzionista; come potrebbero ora smentirsi? Come potrebbero negare ciò in cui hanno creduto per anni?
Pochi hanno la forza di guardare ai fatti “ovunque essi portino” come ha fatto A. Flew.
Inoltre, se lo facessero, sanno bene che incorrerebbero in conseguenze dannose per la carriera, se non, addirittura, nel licenziamento. Molti sono, oramai, gli scienziati allontanati dalle loro cattedre unicamente per aver ammesso la possibilità di un “progetto” all’origine della teoria di Darwin (concordismo); un caso è quello della professoressa Croker.
La professoressa ha avuto la malaugurata idea di ammettere pubblicamente che il “caso” non poteva essere alla “guida” dell’evoluzione della specie ma, vista la complessità degli organismi, riteneva più plausibile l’ipotesi di un disegno intelligente a guidare le possibili combinazioni da cui poi sono nate tutte le specie. Un altro caso è quello del professor W. Veitz, prima ateo poi convertitosi al creazionismo, venne licenziato in tronco. In Italia abbiamo avuto il caso Sermonti genetista famosissimo in tutto il mondo che in Italia è stato stroncato dai colleghi perché non evoluzionista.
Posso citare anche il caso del professor Giannetto, dichiarato evoluzionista, che solo per avere accettato di organizzare un contraddittorio all’Università di Bergamo ha ricevuto numerose e pressanti minacce di perdere la cattedra, arrivando pure a negare i contatti con me per l’organizzazione del contraddittorio.

Moltissimi biologi sono probabilmente in buona fede e credono davvero che la microevoluzione sia la strada che porta all’ipotesi della macroevoluzione. Ma la realtà è differente, noi sappiamo che la selezione naturale diminuisce l’informazione contenuta nelle specie, la parola selezione ha un significato ben preciso. Sappiamo che le mutazioni non sono una risposta plausibile per incrementare l’informazione perduta.
Vi sono molteplici studi che dimostrano l’inconsistenza del neodarwinsimo, ma per chi non fa scienza ma segue una fede ciò è irrilevante:

“Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”.

Quanto riportato sopra è stato scritto da uno dei massimi esponenti evoluzionisti e dichiara apertamente che la teoria di Darwin non è scienza. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31 di Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard ed amico personale del famoso prof. Gould.

Fabrizio Fratus


CONTRADDITTORIO A ROMA

ottobre 7, 2010

“OMNE VIVUM EX OVO”  

ordine o caos?

materialismo o trascendenza?
Opinioni a confronto su Scienza,
Fede, Evoluzione, Progetto Intelligente

ROMA, 22 OTTOBRE 2010, h. 15,30

SALA CARROCCIO 

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 1

Antievoluzionisti vs Evoluzionisti

introduce

dott. Biagio Cacciola

Ne discutono:

prof. Ferdinando Catalano;

prof. Roberto de Mattei;

prof. Roberto Verolini;

dott. Aldo Piombino;

Modera: dott. Fabrizio Fratus


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