IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA – STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 16 DI 22 -

luglio 21, 2011

 

 

 

 

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

16. IL QUADRO COERENTE DELLA SCIENZA: le osservazioni di uno sterminato numero di geologi, geofisici, biologi, paleontologi, astronomi, chimici, fisici, astrofisici, prendendo i dati dalle più disparate discipline forniscono un quadro coerente sulla storia della Terra, del Sistema Solare e dell’Universo, al di là di particolari nuovi che vengono fuori e che modificano in parte il quadro perchè ancora c’è parecchio da studiare.

Mi ha fatto piacere che Piombino riconosca che TUTTE le discipline della scienza nel loro insieme forniscono un quadro coerente della scienza. Siamo assolutamente daccordo su questo punto.

 

Il tutto praticamente senza voci contrarie all’interno della Scienza …

 

??????? Questo è una opinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da un studio scientifico. Perché sempre più scienziati abbandonano l’ipotesi dell’evoluzione perché non regge all’indagine? Es:

  1. Anthony Flew, filosofo, ed il più noto ateo ha dichiarato di avere avuto torto nel suo libro “There is No A God”, “Dio esiste”.
  2. John Sanford, genetista.
  3. Più di 700 scienziati con dottorato: www.dissentfromdarwin.org. Fra gli iscritti ci sono anche coloro che non si riconoscono creazionisti ma non riescono a riconciliare l’ipotesi dellevoluzione con le prove nei loro vari campi di ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

Molti scienziati creazionisti del passato che credevano in un Dio creatore hanno cambiato la storia della scienza. Per elencare solo alcuni dei più noti: Francis Bacon (1561–1626) Metodo scientifico, Galileo Galilei (1564–1642) Fisica, astronomia, Johann Kepler (1571–1630) Astronomia scientifica, Athanasius Kircher (1601–1680) Inventore, Blaise Pascal (1623–1662) Idrostatica; Barometro, Robert Boyle (1627–1691) Chimica; dinamica dei gas,

Nicolas Steno (1631–1686) Stratigrafia, Isaac Newton (1642–1727) Dinamica; calculo; legge gravitazionale; telescopio a riflessione; spettro visibile (scrisse più sulla bibbia che sulla scienza, e forte sostenitore di un Dio Creatore), Carolus Linnaeus (1707–1778) Tassonomia, Michael Faraday (1791–1867) Elettro magnetica; teoria del campo, generatore, Samuel F.B. Morse (1791–1872) Telegrafo, Joseph Henry (1797–1878) Motore elettrico; galvanometro, James Joule (1818–1889) Thermodinamica, Gregor Mendel (1822–1884) Genetica,

Louis Pasteur (1822–1895) Batteriologia; biochimica; sterilizzazione; immunizzazione, Nicolae Paulescu (1890–1960) Fisiologia umana; medicina. Gli scienziati creazionisti continuano le loro ricerche d’avanguardia, spesso riconosciuti fra i primi nei loro campi, per fare avanzare la scienza.

…nei confronti dell’impianto generale del sistema, nonostante i contrasti, anche forti, sulla interpretazione dei dati. Non La fa sentire a disagio essere in disaccordo totale con tutti ?

Siamo completamente sereni nella conoscenza che siamo in buona compagni con autorevoli scienziati delle storia della scienza umana. Personalmente, essendomi convertito da evoluzionista ed ateo, posso dire di essere contento della mia visione del mondo che mi permette di avere una mente aperta a considerare tutte le possibilità. Il riconosciuto leader mondiale Richard Lewontin (Prof. Biologia & Zoologia Harvard) che promuove la biologia evolutiva dichiara (corsivo presente nel testo originale):

Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è un assoluto, perché non possiamo aprire la porta al Piede Divino”, Billions and billions of demons, The New York Review, 9 January 1997, p. 31

Come è possibile che gli attacchi a questo quadro si basino esclusivamente su una interpretazione rigida della Bibbia?

Gli studi nelle varie discipline della scienza hanno fornito sufficienti prove da sostenere la veridicità di quanto la Bibbia afferma per le nostre origini. La Bibbia non è un libro di scienza, ma ci dà una struttura congrua con le osservazioni della scienza.

Leggendo il suo curriculum vitae, come può entrare così pesantemente in questioni di cui non si è mai minimamente occupato, al contrario della folta schiera di cui sopra, asserendo inoltre che questi dicono una montagna di fesserie?

 

Vediamo la biografia di A.Piombino: iscritto a Scienze Geologiche, “non ho fatto il geologo. Mi interesso di Scienze della Terra, Scienze della Vita, … e origine delle lingue”* (secondo il suo blog).

*Le consiglio di leggere: C.H.Kang, The Discovery of Genesis, Concordia Publishing House, St.Louis, ISBN 0-570-03792-1

Per lo stesso ragionamento, perché A.Piombino tratta argomenti in cui non è “qualificato”, come nel suo blog e il dibattito del 22 ottobre a Roma?

Lo studio delle nostre origini coinvolge un quadro completo di tutte le discipline, come anche scritto da Piombino nella premessa di questa questione. Questo non è compito che spetta esclusivamente alla biologia. Anzi, la scienza (inclusa la biologia) avanza senza l’evoluzione:

In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è avanzata indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno assolutamente considerato l’evoluzione” Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, The Boston Globe, 23 Ottobre 2005.

L’evoluzione darwiniana – quali che siano le altre sue virtù – non fornisce una euristica vantaggiosa alla biologia sperimentale.” Philip S. Skell, Professore Emeritus dell’università di Pennsylvania State, e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ‘Perché invochiamo Darwin? La teoria dell’evoluzione contribuisce ben poco alla biologia sperimentale’, The Scientist 19(16):10, 29 Agosto 2005.

Gli evoluzionisti non dicono fesserie, semplicemente i loro presupposti li portano ad interpretare i dati secondo il loro paradigma o visione del mondo.

Come fanno i suoi accoliti a negare tutto questo? Perchè rifiutano il confronto, le banche dati esistenti, la peer-review?

Prendiamo esempi reali del rifiuto del confronto:

 

  1. 16 Nov 2009: A.I.S.O. organizza un confronto scientifico all’Università di Bergamo. Il giorno dopo che esce la pubblicità in Internet per opposizione da parte della nomenklatura evoluzionista, all’ultimo momento l’Università di Bergamo annulla l’evento.
  2. Marzo 2010: Fu organizzato il Convegno Globale Ateo, Melbourne, Australia. Una delle prime associazioni creazioniste del mondo, Creation Ministries International, con un équipe di scienziati (biologi, genetisti, fisici, geologi, ecc) invita più volte i rappresentanti del convegno ateo (partecipava anche R.Dawkins) ad un dibattito pubblicizzato. Si sono rifiutati.

Chi ha orgaizzato il dibattito del 22 ottobre a Roma, ove ha partecipato anche Piombino? A.I.S.O! Con dei dati tangibili in mano, ripetiamo la domanda. Chi rifiuta il confronto?

I dati e le prove sono sempre le stesse. Cambia solo l’interpretazione!

 

I creazionisti sono costretti a pubblicare in riviste creazioniste ove vengono applicate le stesse regole per la peer-review. Le riviste evoluzioniste rifiutano a priori la pubblicazione di articoli creazionisti. Dei docenti evoluzionisti sono stati licenziati per aver osato mettere in dubbio l’evoluzione (o solo accennarvi con domande che stimolano la discussione), nonostante aderissero completamente al paradigma dell’evoluzionismo. Questa pressione della nomenklatura evoluzionista è stata presentata nel documentario Expelled, No Intelligence Allowed.

 

 

 

 

 

 

 

Perchè la maggior parte di loro non hanno una specifica formazione biologica in una Università “normale”?

Che delusione! Siamo partiti bene nella premessa della domanda, dichiarando che il quadro completo della scienza considera veramente ogni disciplina. Ora siamo tornati alla solita frottola della biologia…

Come esempio della specifica formazione del gruppo di scienziati creazionisti della Creation Ministries International, si trova a http://creation.com/about-us#who_we_are. Ci sono anche biologi! Anzi, 8 dei 27 elencati hanno una formazione nel campo della biologia (30%).

 

Ancora una volta torniamo ad unopinione personale non sostenuta da alcuna statistica o da uno studio scientifico. Piombino ha forse preparato una lista esaustiva di tutti i proponenti creazionisti, ha verificato sia la loro laurea che il loro campo di lavoro ed ha applicato un calcolo statistico per arrivare a questa conclusione? Direi proprio di no. Come si vede troppo frequentemente, gli evoluzionisti ricorrono a generalizzazioni infondate.

Perchè rifiutano esperimenti e osservazioni empiriche?

Gli scienziati creazionisti regolarmente conducono esperimenti e accettano dati empirici, come quelli della selezione naturale. Sicuramente Piombino sarà consapevole che, per definizione, non si possono condurre esperimenti empirici sull’evoluzione. Per definizione non ci sono dati empirici dell’evoluzione della vita (Es. abiogenesi). Ricordiamoci che l’evoluzione non è la stessa cosa della selezione naturale. Sono due meccanismi completamente diversi.

Mi è difficile capire perché gli evoluzionisti non riescono a comprendere che l’ipotesi dell’evoluzione non rientra nei criteri della scienza, anche prendendo definizioni diverse di quello che costituisce una vera scienza. Il padre del metodo scientifico moderno della falsificabilità ha dichiarato:

 

Sono arrivato alla conclusione che il Darwinismo non è una teoria verificabile, ma un programma di ricerca metafisica”, K.Popper, Unended Quest: An Intellectual Autobiography [1974], Open Court: La Salle, Ill., Revised Edition, 1982, p.168

Un’altra definizione di una teoria scientifica è che deve essere testabile, osservabile e ripetibile. Non possiamo testare labiogenesi (detta evoluzione chimica), né la mutazione di un organismo in uno completamente diverso per discendenza e modificazione, nessuno lo ha osservato e meno male che la abiogenesi e l’inizio della vita non sia ripetibile! 60 anni di ricerche ed il bombardamento di mosche con sostanze che causano mutazioni genetiche non hanno portato ad alcuna specie ex novo Sono sempre rimaste mosche. Mosche morte, mosche disabilitate, ma sempre mosche.

Come è possibile che ci sia una lobby di persone così gigantesca che ha il solo scopo di combattere la Religione?

Esiste un numero limitato di persone che hanno lo scopo di combattere la Religione, come Richard Dawkins. L’evoluzione è la loro Religione.

L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Ruse, M. (Prof. di filosofia e zoologia), How evolution became a religion: creationists correct? National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000.

La maggioranza degli evoluzionisti lo è per “effetto collaterale” dovuto ad un sistema didattico evoluzionista e prevenuto.

Stefano Bertolini

Presidente AISO


STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 13 DI 22 – DATAZIONI RADIOMETRICHE

luglio 1, 2011

Premessa A.Piombino: E’ vero. Non sono un ricercatore universitario, come lo sono invece tanti blogger scientifici. Proprio per questo mi sento libero di rivolgere alcune domande al Vice Presidente del CNR, il Professor Roberto De Mattei, che non solo è un antievoluzionista, ma ha organizzato, come ho già scritto, un convegno contro il darwinismo nella sede del CNR (convegno di cui peraltro non c’è traccia nel sito di questa organizzazione). Sono curioso di sapere come è possibile che oggi, quando l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti “al dì là di ogni ragionevole dubbio,” un vicepresidenza [sic] del Consiglio Nazionale delle Ricerche, continui a contestarlo usando allo scopo i locali di questa organizzazione pubblica, che gli ha pure concesso 9.000 euro per stampare gli atti del suo workshop. Ammetto di essere molto lungo, ma la capacità di sintesi evidentemente non è il mio forte, e gli argomenti da toccare sono troppo vasti. Quindi, Caro Professor De Mattei, La prego di rispondermi o qui direttamente o inviandomi una E-mail al mio indirizzo aldo.piombino@tiscali.it per sapere dove mi ha risposto in modo che i miei 24 lettori ne siano informati.

13. DATAZIONI RADIOMETRICHE: sempre Berthault sostiene che le [sic] “le più moderne ricerche tolgono qualsiasi significato cronologico alle datazioni radiometriche”. Ci potrebbe citare queste moderne ricerche, perchè nella letteratura scientifica a mia disposizione non le ho trovate?

Questo tema non era nemmeno da presentare perchè la risposta è già presente nel libro “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi” curato da De Mattei; Piombino, onestamente, durante il dibattito del 22 ottobre 2010 a Roma ha ammesso di avere letto i riassunti e non il testo. Come spesso accade, gli evoluzionisti, pieni di pregiudizi e molto presuntuosi, non leggono i testi ma procedono per “sentito dire”. Il libro presenta numerosi studi e richerche che evidenzano un grave problema di incongruenze ed errori clamorosi nelle misure radiometriche, ed in particolare quelle sulle roccie. Ogni dato nel libro do DeMattei viene sostenuto dalla bibliografia.

Va notato che i metodi radiometrici si riferiscono alle misure sulle rocce basaltiche, che tipicamente risultano in milioni di anni per il loro esteso tempo di dimezzamento, come i metodi K-Ar, Rb-Sr. Fra i metodi radiometrici esiste un metodo specifico, chiamato metodo radiocarbonio C-14 che va eseguito su resti organici ed arriva ad un’età massima di 50.000 anni.

Seguono alcuni esempi in cui i metodi radiometrici sulle rocce sballano di milioni o addirittura di miliardi di anni, dimostrando che i dati non hanno valore assoluto:

  1. Datazione K-Ar delle rocce dall’eruzione del Monte Sant’Elena (1980): 0,35 Ma – 2,8 Ma. La roccia: meno di 20 anni! (Austin, S.A., Excess argon within mineral concentrates from the new dacite lava dome at Mount St Helens volcano, TJ 10(3):335–343, 1996).

  2. Datazione K-Ar di 5 flussi di lava, Monte Ngauruhoe (NZ): da < 0,27 Ma a 3,5 Ma. Date dei flussi: (1) 1949, (3) 1954, (1) 1975 (Andrew A. Snelling, andesite flows at Mt Ngauruhoe, New Zealand, and the implications for potassium-argon “dating”, Proceedings of the 4th International Conference on Creationism, Pittsburgh, PA, August 3-8, 1998).

  3. Datazioni con vari metodi sulla stessa roccia: Rocce basaltiche, Uinkaret Plateau, Grand Canyon (riconosciuto anche dai geologi evoluzionisti avendo solo migliaia di anni): (Austin, S.A. (ed.) 1994. Grand Canyon: Monument to Catastrophe. Institute for Creation Research, Santee, California, pp. 120–131).

Metodo Età

6 misure potassio-argon 10.000 anni – 117 Ma

5 misure rubidio-stronzio 1.270 Ma – 1.390 Ma

Isocrona rubidio-stronzio 1.340 Ma

Isocrona piombo-piombo 2.600 Ma

  1. Legno immerso in roccia basaltica del terziario, Australia. Il legno aveva 45.000 anni (metodo C-14), la roccia di basalto aveva 45 Ma (metodo K-Ar) (Andrew A. Snelling, Conflicting ‘ages’ of Tertiary basalt and contained fossilised wood, Crinum, Central Queensland, Australia, TJ 14(2) 2000). I segni delle bruciature ancora evidenti sul legno, indicano senza alcun dubbio l’origine della roccia di basalto come un flusso di lava.

Sempre nel suo convegno viene sostenuto che i fossili di dinosauri hanno 60.000 anni sulla base di analisi al radiocarbonio sul collagene.

Non è scritto in alcuna parte del libro che i fossili hanno 60.000 anni, evidenziato anche dal fatto che Piombino non ha letto nè il testo nè le conclusioni. L’atto di J.Holzschun et al., datazione recente al C-14 di fossili comprendenti collagene provenienti da ossa di dinosauro, inizia a p.125 e riassume a p.150 che “l’esecuzione di test su differenti ossa di dinosauro dal 1990 ad oggi ha dimostrato la presenza di significative quantità di C-14 sia per il collagene osseo sia per la bio-apatite ossea con una variabilità da 22.000 a 33.000 anni radiocarbonio.” Quello che probabilmente è completamente sfuggito a Piombino (perché non l’avrà letto) è il ritrovamento di parti molli all’interno del femore solo parzialmente fossilizzato di T-Rex, con ancora globuli rossi visibili al microscopio! (M.Schweitzer and I. Staedter, The Real Jurassic Park, Earth, pp. 55–57, June 1997. M.Schweitzer et al., Soft-tissue and cellular preservation in Tyrannosaurus rex, Science, 307, 2005, pp. 1952-1955). Gli evoluzionisti hanno veramente capito il significato di parti molli all’interno di un osso di T-Rex, completo di globuli rossi? Parliamo al massimo di qualche migliaio di anni e dei 65 milioni non ci pensiamo nemmeno.

Al numero di 60.000 anni sparato da Piombino si trova una corrispondenza ad analisi paleoidrauliche applicate a formazioni geologiche. Prendendo questi dati ed applicandoli alla scala dei tempi per la deposizione di tutti gli strati sedimentari, questi arriverebbero al massimo a 60.000 anni. p. 149.

Come mai allora usate le datazioni radiometriche?

Le incongruenze dei metodi radiometrici sulle rocce li rendono poco affidabili e inutili come misure assolute. Il metodo C-14 rimane più corrispondente all’età reale della vita organica sulla terra di migliaia di anni, nonostante questa abbia le sue incongruenze ed incertezze. Comunque, quello che rimane certo, è che la presenza di C-14 in un reperto lo rende più giovane di 50.000 come valore assoluto (massimo 80.000 se applicata la tecnica radiocarbonio AMS).

Per la datazione dei dinosauri è stato usato il metodo radiocarbonio. Non è per niente follia datare collagene di dinosauro se crediamo che non può avere più di qualche migliaio di anni, come rivendicato dalla presenza di C-14 ed una età certa di meno di 50.000, come verificato sia da misure di collagene che da bio-apatite. La presenze di C-14 nei seguenti test sono nuovamente una testimonianza alla veridicità del racconto biblico:

  1. Il carbone più giovane ha milioni di anni. La maggior parte ha 10 – 100 Ma. TUTTO il carbone testato contiene C-14! (Baumgardner, J. et al., Measurable 14C in fossilized organic materials: confirming the young earth creation-flood model, <www.icr.org/research/icc03/pdf/RATE_ICC_Baumgardner.pdf>, 16 October 2003).

  2. 8 Diamanti Paleozoici del Brazile, uno strato di centinaia di Ma. Datati col C-14 (AMS): 64.900 – 80.000 anni! Il nono diamante fu diviso in 6 pezzi: 69.400 – 70.600 anni, cioè il C-14 era omogeneo escludendo il dubbio per campioni in sistemi che non sono chiusi (R.E. Taylor and J. Southon, “Use of Natural Diamonds to Monitor 14C AMS Instrument Backgrounds,” Nuclear Instruments and Methods in Physics Research B 259 (2007): 282–287).

  3. Campione di legno della metà del triassico: lo strato, conosciuto come Hawkesbury Sandstone, (arenaria), Sydney è datato 230 Ma per la scala stratigrafica. Datato col C-14, il legno ha 33.720 ± 430 anni! (P.J. Conaghan, ‘The Hawkesbury Sandstone: gross characteristics and depositional environment,’ NSW Geological Survey Bulletin 26:188–253, 1980).

Al di là della follia di usare il C14 per un fossile di dinosauro,

E gli evoluzionisti dicono di non essere prevenuti? E’ follia solo per chi ha i paraocchi del dogma evoluzionista.

Come sarebbe possibile che in 60.000 anni si formi un sedimento, venga coinvolto in una orogenesi, le rocce sovrastanti vengano erose e quindi questo sedimento affiori di nuovo? Che velocità di sedimentazione, deformazione tettonica ed erosione sarebbero necessarie per fare tutto ciò?

Questa domanda viene ampiamente spiegata nel libro curato da De Mattei. Che gli evoluzionisti si prendano l’onere di leggere prima di criticare.

Come mai ora il mondo geologico procede così più lento oggi?

Il diluvio universale è stato un evento catastrofico universale, che fortunatamente non si ripete più. Eventi catastrofici locali che confutano il concetto dell’attualismo, sono purtroppo assai frequenti.

Stefano Bertolini


ENTROPIA E MUTAZIONI

aprile 4, 2011

Stefano Bertolini

Cominciamo con il dire che nella Sua rivista “Radici cristiane” il suo amico Seiler è presentato come “fisico dell’Università di Monaco”, quando so benissimo che Lei sa che non appartiene al personale di quella università. E veniamo alla fisica e alla termodinamica. Innanzitutto una domanda sulle mutazioni che come è noto consistono in sostituzioni (per esempio di una timina con una adenina) o nell’elisione o il raddoppiamento di alcune basi. Perchè si può ammettere solo mutazioni negative? Perchè questo fenomeno non può avere mai risvolti positivi?

Non ci sono dubbi che i sistemi termodinamici evolvono nel senso di minimizzare l’energia libera. Ma qui finiscono le sue ragioni e cominciano i problemi: lo sa che alle volte succede che variando la temperatura, a volte ci sia la transizione a una fase con minore entropia? E lo sa che Seiler dimentica (o finge di dimenticare) un punto fondamentale e cioè che la massimizzazione dell’entropia dà un contributo, ma non è l’unico? Perchè Seiler trascura totalmente il ruolo delle fluttuazioni termodinamiche, attraverso le quali un sistema o una porzione di un sistema esplorano per breve tempo stati diversi da quello stabile e che sono la norma per i sistemi aperti come quelli biologici, in cui si possono realizzare stati stabili molto diversi da quello di partenza?

Non dico Lei, professore, dato che pubblicazioni del genere necessitano di una padronanza della fisica che solo laureati in quella materia possono avere, ma come mai Seiler ignora gli studi e i libri di Ilya Prigogine, che ha preso in [sic] Nobel proprio per aver chiarito questi fenomeni di transizioni a stati più ordinati in sistemi aperti? Forse anche il buon Ilya fa parte della grande lobby anticristiana malata dei (sani) principi di referaggio e peer-review….

Francamente non conosco le mosche a cui si riferisce Seiler, ma, anche se si volesse accettare il suo punto di vista sul legame tra entropia e ordine biologico, non le sembra che l’esempio sia irrilevante, perché, da fisico, dovrebbe poter dare una valutazione quantitativa della variazione di entropia di TUTTO l’organismo prima di definire la perdita delle ali un esempio di aumento di entropia e perdita di informazioni? Non potrebbe essere che fra i vari cambiamenti la mosca potrebbe aver sviluppato meccanismi di alimentazione o riproduzione più complessi (quindi, nella sua accezione, meno entropici) per ovviare alla perdita delle ali che le limitano, muovendosi solo al suolo, a territori più ristretti?

Le fluttuazioni non rendono insignificante l’esempio della mosca senza ali, che invece é un preciso caso di evoluzione per selezione del più adatto a specifiche condizioni ambientali (la mosca modificata é sopravvissuta ai venti più a lungo di quelle normali, e quindi ha generato più discendenti ad ali corte di quelle con ali lunghe)?

Nota bene: Nel dichiarare che è “un caso di evoluzione per selezione” Piombino si è immediatamente cascato nel gioco dell’equivoco, probabilmente completamente all’insaputo: cosi radicati sono i preconcetti evoluzionisti. Questo si chiama selezione naturale, perché la mosca ha perso la funzione per le ali.

Le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (come nell’esempio degli insetti senza ali: conferiscono un vantaggio solo in specifiche condizioni ambientali). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia, chiamata da John Sanford “entropia genetica” (Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27).

John Sanford, il cui curriculum dovrebbe essere di gradimento agli evoluzionisti: 25 anni alla Cornell University, uno dei maggiori esperti mondiali di ingegneria genetica, con molti brevetti tra i quali tre dei più importanti metodi di manipolazione genetica: la resistenza patogeno-derivata, l’immunizzazione genetica e il processo biolistico (“gene gun”) col quale sono prodotti la maggior parte degli organismi transgenici. Per gran parte della sua vita Sanford ha cercato di ignorare i suoi dubbi circa l’adeguatezza dell’evoluzione per spiegare la genetica, ma alla fine non ha più potuto vivere l’inganno dell’evoluzione e ha riconosciuto la mano di un Progettista Intelligente nel DNA che ha ricercato per tutto una vita.

Nel suo libro Sanford dichiara che “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato.” I meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma; nemmeno come si possa conservare. La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni (Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation). Se il genoma degli animali complessi sta degenerando, allora nel passato aveva meno errori e quindi all’inizio deve essere stato perfetto. Questa estrapolazione è legittima ed è creazionista.


LA GENETICA

marzo 28, 2011

Di Stefano Bertolini

Risposta 4 di 22 alle questioni di Aldo Piombino  

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida al creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”.

 Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

 Un suo amico, il prof. Maciej Giertych (che Lei sostiene essere un genetista quando a me risulta essere un dendrologo), sostiene che la formazione di razze o di varietà, fenomeno molto ben studiato sulle specie domestiche, consiste in una riduzione della diversità del genoma. Guarda caso è la stessa preoccupazione dei biologi conservazionisti (che sono anche evoluzionisti!): temono proprio per questo le conseguenze dell’isolamento fra loro di varie popolazioni di una stessa specie. Ma se questo è un aspetto molto importante ce n’è un altro: l’isolamento (geografico, alimentare o di altro genere) non Le sembra il sistema migliore per la speciazione perchè delle variazioni genetiche si possano fissare meglio in una piccola popolazione che in una grande?

 Sicuramente l’isolamento favorisce la selezione naturale e successiva fissazione delle rimanenti informazioni genetiche, che sono ridotte rispetto alla popolazione parentale. Più è piccola la popolazione isolata, più va favorito la deriva genetica fino ad arrivare all’effetto fondatore con solo una coppia o un’animale gravida. A maggior ragione l’isolamento porta ad una perdita di informazione genetica e l’impoverimento del patrimonio genetico. Un esempio sarebbero le zanzare che sono rimaste isolate nel metrò di Londra. Dopo solo 100 anni le zanzare rimaste nei tunnel sotterranei riescono solo a stento ad incrociarsi con quelle della popolazione parentale rimasta in superficie. Cosi sono sull’orlo di essere una nuova specie, a tal punto che ora vengono addirittura classificate come specie diverse: Culex pipiens in superficcie, e Culex molestus sotto terra (K.Byrne, R.Nichols, Culex pipiens in London Underground tunnels: differentiation between surface and subterranean populations, Heredity (1999) 82, 7–15). La rapidità di speciazione spesso lascia gli evoluzionisti a bocca aperta per i loro preconcetti di milioni di anni. Ci sono innumerevoli esempi di speciazione in corsia di sorpasso che lasciano i biologi evoluzionisti sbalorditi ma che sono perfettamente congrue ad una speciazione recente come proposta dalla posizione creazionista.

 A proposito, lo sa che sono stati proprio i genetisti a dimostrare che nella nostra specie non si possono biologicamente separare delle razze distinte dal punto di vista genetico [non ndr] esistono le razze, con ciò dando un messaggio di uguaglianza fra gli uomini di cui la Chiesa dovrebbe appropriarsi?

 Finalmente gli evoluzionisti sono arrivati a quello che la Bibbia ha sempre dichiarato: siamo tutti fratelli, figli di una sola coppia di genitori. Dio “ha fatto d’un sangue tutta la generazione degli uomini, per abitare sopra tutta la faccia della terra,” Atti 17:26.

 Per un reportage sull’origine di queste “scoperte” da parte degli evoluzionisti possiamo fare riferimento al progetto Eva Mitocondriale (Newsweek Magazine, Gen 11, 1988, “La ricerca di Adamo ed Eva”): “Questa scoperta porta un profondo messaggio di fratellanza biologica”, Science Magazine, 1998: “Introducendo nuove procedure forensi, il DNA mitocondriale sembra mutare molto più velocemente delle aspettative, sollevando delle questioni preoccupanti rispetto alla datazione degli eventi evoluzionisti… Usando il nuovo orologio, Eva dovrebbe avere solo 6000 anni.” Accecata dalle proprie prevenzioni, la giornalista indossa i suoi occhiali tinte dal preconcetto di milioni di anni e scrive: “nessuno pensa che sia così…” Tale data è perfettamente in linea con quella proposta dai creazionisti.


IL CONCETTO DI SPECIE

marzo 16, 2011

STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO – QUESTIONE 3 DI 22- IL CONCETTO DI SPECIE

i biologi hanno notato come non sempre i confini fra due specie siano rigidi. Ci sono dei casi in cui due popolazioni si comportano come specie diverse o no a seconda dell’area dove abitano. Questo secondo la biologia è un classico esempio di specie che stanno divergendo attualmente da una specie ancestrale originaria.

Un caso emblematico è quello delle specie ad anello, un insieme di popolazioni adiacenti, che formano un anello attorno ad un ostacolo naturale (catena montuosa, valle arida, lago…) nel quale le singole popolazioni adiacenti sono interfeconde, e solo un paio di esse mostrano isolamento riproduttivo. Quale spiegazione dà a questo fenomeno? Come si può conciliare questo fatto con l’immutabilità delle specie?

Spesso gli evoluzionisti costruiscono dei avversari di comodo come la cosiddetta immutabilità delle specie da parte dei creazionisti. Questo è il risultato di una scarsa conoscenza di quello che veramente credono i creazionisti perché non si degnano neanche di leggere le pubblicazioni, e gli articoli di stampo creazionista vengono respinti a priori dalle riviste evoluzioniste.

Quando gli evoluzionisti parlano di specie, si riferiscono alla specie biologica, secondo la classificazione linneana. Per questo rimangono stupiti quando i creazionisti accettano pienamente la variazione delle specie e la speciazione, riconoscendo la selezione naturale come il meccanismo.

La selezione naturale non va confusa o scambiata con l’evoluzione perché sono due meccanismi e paradigmi radicalmente differenti. L’evoluzione è lo sviluppo di ogni essere vivente da una singola cellula che ha come origine sostanze chimiche non –viventi, il che richiede la generazione di nuove informazioni genetiche. D’altra parte la selezione naturale consiste nello sviluppo di piccole variazioni ereditate che aumentano le probabilità di un organismo a competere, sopravvivere e riprodursi.

Quest’ultimo risulta sempre nella selezione di informazioni genetiche preesistenti con il risultato netto di una perdita di informazione perché l’organismo rimane più specializzato. Gli evoluzionisti spesso fanno il gioco dell’equivoco, scambiando i due termini. L’evoluzione e l’origine della vita sono presunti, perché non sono possibili osservazioni dirette nè esperimenti empirici in materia, mentre la selezione naturale è osservabile tramite dati empirici. Quando i creazionisti si riferiscono all’immutabilità delle specie bibliche, questa va considerata più a un livello fra genere e famiglia nella classifica linneana.

Esiste una potenzialità enorme di variazione all’interno della specie biblica (archetipo), ma sempre all’interno e non oltre il limite della specie biblica. Anche dopo che questo concetto è stato spiegato, gli evoluzionisti continuano ad avere difficoltà ad afferrarlo, dichiarando che i creazionisti ammettono che un po’ di evoluzione c’è stato. I termini “evoluzione” e “selezione naturale” non sono sinonimi.

Per lo stesso argomento non si possono definire le specie bibliche come cladi, nella cui definizione è inerente l’idea dell’evoluzione da un antenato comune. A proposito: visto che ne parla, è in grado di dare un concetto definitivo di specie? Ci sono varie definizioni di specie, ma quella più comune è quella di Ernst Myer (1940): Popolazioni che non riescono ad incrociarsi.

Perchè, proprio a causa del fatto che la vita si evolve, questo concetto è molto difficile e si rende necessario solo a causa della “mente discontinua” che abbiamo noi esseri umani e che ci spinge a classificare rigidamente tutto, viventi compresi Come mai animali molto simili fra loro anche se appartenenti a specie diverse, ma simili, possono riprodursi accoppiandosi fra loro?

Come mai il cavallo si può riprodurre se si accoppia con un’asina e non con una mucca?

Perchè, se tutte le specie sono state create nello stesso momento, alcune sono più vicine ad alcune rispetto alle altre, come per esempio il cavallo è più vicino all’asino che alla mucca, ma contemporaneamente è più simile alla mucca che ad un canguro? Gli animali all’interno della stessa specie biblica (fra famiglia e genere linneana: non può essere usato il termine clade per definizione) possono in alcuni casi accoppiarsi se la divergenza o la specializzazione (perdita di informazione genetica) non rimane troppo estesa. Alcuni esempi sono il wolphin, liger e zebroid.

Nel caso di una divergenza eccessiva e potenziali mutazioni dannose, questa può portare all’incapacità di accoppiarsi anche fra specie linneane all’interno della specie biblica. Nell’esempio citato, il canguro ed il cavallo non sarebbero neanche della stessa specie biblica e l’accoppiamento va escluso a priori. Va ribadito che la selezione naturale porta sempre ad una perdita di informazione genetica, cioè all’impoverimento del patrimonio genetico.


CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI

marzo 11, 2011

Di Stefano Bertolini

2/22  CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI: come Lei ben sa, gli esseri viventi sono raggruppabili in insiemi gerarchici via via sempre più generali. Prendiamo per esempio le capre: sono molto simili fra di loro. Poi, ad un grado un po’ superiore, condividono molte caratteristiche con le pecore.

Assieme a pecore, cervidi, bovini, giraffe ed altre forme condividono l’essere ruminanti. E solo questi animali hanno il rumine e le corna.

Se poi le colleghiamo con cammelli, maiali ed ippopotami vediamo come tutte insieme abbiano delle caratteristiche comuni e specifiche: una particolare conformazione degli arti e dita dei piedi in numero pari le cui unghie ispessite formano zoccoli su cui l’animale cammina. Per questo, tali forme vengono inquadrate tutte insieme fra gli “artiodattili”. A loro volta gli artiodattili fanno parte dei mammiferi con le unghie a zoccolo, gli ungulati, assieme ai perissodattili, che hanno dita in numero dispari (attualmente rappresentati solo da cavalli e rinoceronti, mentre nel passato ci sono stati molti altri perissodattili) e agli estinti notoungulati, tipici dell’America Latina.

Tutti gli ungulati condividono con tutti gli altri mammiferi placentati (e solo con essi) altre caratteristiche tipiche ed esclusive di questa sottoclasse: possiedono 7 vertebre cervicali, nutrono l’embrione con la placenta, sviluppano due dentizioni, una giovanile e una definitiva che non viene mai sostituita etc etc.

Come e soltanto come gli altri appartenenti alla classe dei mammiferi (marsupiali e monotremi), i placentati hanno la capacità di regolare la propria temperatura corporea, sono ricoperti da peli e non da scaglie come gli altri vertebrati, hanno gli arti con i femori verticali (escluso l’ornitorinco), un solo arco aortico e la prole all’inizio della sua vita è nutrita dal latte materno.

Mammiferi, rettili, uccelli, e anfibi condividono a loro volta una serie di caratteristiche: hanno 4 arti (tranne alcune forme che ne hanno persi una coppia o tutte e due), respirazione polmonare e un piano corporeo piuttosto simile. Tutti tranne i mammiferi hanno 2 archi aortici. Con i pesci condividono una struttura formata da una colonna vertebrale.

Con i tunicati e gli anfiossi condividono la presenza di un cordone che contiene i fasci nervosi. Pertanto vertebrati, tunicati ed anfiossi sono uniti nel phylum dei Cordati.

Questo ragionamento si può fare a partire da qualsiasi altra specie vivente, almeno fino al livello del phylum: mancano ancora alcune relazioni fra i vari phyla (nel cammino della Scienza c’è c’è [sic] ancora tanto da scoprire) anche se è chiara a sua volta la distinzione in protostomi e deuterostomi (nell’embrione dei primi si sviluppa prima l’ano, in quello dei secondi la bocca).

Come può spiegarmi questa ramificazione dei viventi in modo diverso da quello evolutivo?

 1735: Carlo Linneo (era creazionista) ha proposto la classificazione linneana odierna in base al fenotipo, pubblicato nel suo libro Systema Naturae. Linneo però non sapeva un bel niente della genetica e perciò anche la classificazione linneana non considera questo aspetto fondamentale per la cosiddetta somiglianza per discendenza. La coerenza di questo sistema andava verificata con le successive ricerche nel campo della genetica e del genoma.

1866: Gregor Mendel propone il concetto di eredità.

1953: Il DNA a forma di doppia elica viene scoperto da James Watson & Francis Crick.

 Grazie alll’avanzamento delle conoscenza e della tecnologia si è stato in grado di mappare vari genomi. Questo ha mostrato che la somiglianza del fenotipo non sempre equivale alla somiglianza del genotipo. In base alle somiglianze di strutture (quadrupedi) e alimentazione (ruminanti) uno si aspetterebbe che il DNA del cavallo sarebbe più vicino a quello della mucca che non a quello del pipistrello. Dalle recenti ricerche pubblicate nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, DOI: 10.1073/pnas.0603797103 sembrerebbe che questo preconcetto di somiglianza di forma per discendenza sia completamente infondato. Il cavallo è più vicino al pipistrello per il suo DNA (http://www.newscientist.com/article/dn9402-bats-and-horses-get-strangely-chummy.html). Alcuni scienziati hanno studiato il riordinamento genetico di retroposoni (fili di DNA che si copiano in RNA per poi ricopiarsi in DNA in diverse posizioni su di un cromosoma). Nel paradigma evoluzionista le specie strettamente imparentate condividono più di questi riordinamenti rispetto a parenti più distanti. Fino a questo studio gli scienziati consideravano i pipistrelli e i cavalli come cugini molto distanti. Rimasero sconvolti dalla scoperta che pipistrelli e cavalli condividono un’elevata somiglianza nel DNA. “Questo sorprenderà molti scienziati” dice Norihiro Okada all’Istituto di Tecnologia, Giappone (Pegasoferae, an unexpected mammalian clade revealed by tracking ancient retroposon insertions, Hidenori Nishihara,  Masami Hasegawa, Norihiro Okada).

 L’omologia, come spina dorsale della struttura dell’evoluzione, non sostiene il concetto di somiglianza per discendenza e modifica. Ci sono molte importanti eccezioni e contraddizioni alla teoria. Il tentativo di spiegare le eccezioni all’omologia come analoghe rimane inadeguato.  L’ala del pipistrello sarebbe contemporaneamente omologa che analoga! Inoltre, l’embriologia dimostra l’importante problema che organi o strutture simili in differenti animali non si sono sviluppate dalla stessa struttura o gruppo di cellule embrionali. L’arto anteriore vertebrato, come esempio per eccellenza di omologia è un errore, perché ha origine embrionale diverso in diversi animali. Nel tritone ha origine dai segmenti del torso da 2 a 5, nella lucertola da 6 a 9 e nell’uomo da 13 a 18 (de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971).

 Un recente articolo nel New Scientist conferma che il legame evoluzionistico fra tutte le specie, rappresentato in varie forme come un albero evolutivo, è solo un desiderio effimero. L’articolo ha piuttosto scombussolato gli evoluzionisti quando è uscito: “Darwin aveva torto”, gennaio 2009. L’articolo cita Eric Bapteste, Biologo, Università Pierre & Marie Curie, Parigi, “Non esiste alcuna prova che l’albero della vita sia una realtà”, Lawnton, G., Uprooting Darwin’s tree, New Scientist  201(2692):34–39, 24 January 2009. Questo sostiene la posizione creazionista che ha sempre dichiarato che i fossili appaiono sempre improvvisamente e pienamente formati ovunque appaiono nei vari strati.

 Come spiegare la ramificazione dei viventi? Semplicemente, Dio crea una specie biblica (più vicino al livello della “famiglia” linneana, conosciuto come baramino nella baraminologia) con un patrimonio genetico ampio e una potenzialità di variazione. La selezione naturale in concomitanza con la pressione dell’ambiente seleziona le caratteristiche che rendono l’organismo più adatto a sopravvivere e riprodursi. Questi diventano più specializzati a seguito di una perdita di informazione genetica. Questo non è evoluzione. Non è neanche microevoluzione. Si chiama semplicemente selezione naturale.


STEFANO BERTOLINI RISPONDE ALLE 22 QUESTIONI DI ALDO PIOMBINO

marzo 7, 2011

Aldo Piombino ha posto 22 questioni in seguito alla pubblicazione del libro curato dal prof. Roberto de Mattei “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”. Queste 22 questioni sono state promosse entusiasticamente in internet fra i vari blog evoluzionisti come un’ottima sfida all’antievoluzionismo/creazionismo. Va considerata l’esperienza di Piombino che si è laureato in Scienze Geologiche, ma secondo la sua biografia “non ho fatto il geologo”. In queste settimane pubblicheremo tutte le risposte che riguardano la scienza. Come si potrà constatare non è assolutamente vero che …l’evoluzionismo regge alla prova dei fatti; al contrario sono proprio i fatti a smontare tutta la teoria neodarwinista.

Le questioni vengono riprodotte per intero, corredate delle relative risposte.

1/22. ETÀ DELL’UNIVERSO:

La prima questione presentata da Aldo Piombino al prof. Roberto de Mattei riguarda l’UNIVERSO e la sua ETA’.

la luce viaggia nel vuoto a circa 300.000 km al secondo, come è anche provato dal ritardo nella risposta nelle trasmissioni via satellite e in quelle tra la Terra e i satelliti che esplorano gli altri mondi del sistema solare.

La luce del sole ci arriva più di 8 minuti dopo che è stata prodotta. Ci sono moltissime stelle che sono a una distanza tale che la luce ci ha messo anche oltre 10 miliardi di anni luce per arrivare a noi. Come sarebbe possibile tutto questo se l’Universo non avesse tutti questi anni?

Ci sono 2 posizioni di chi è strettamente creazionista.

Posizione 1: L’universo ha miliardi di anni, ma la storia della vita sulla terra è recente, come lo sono i fossili e gli strati geologici che li contengono.

Posizione 2: Tutto l’universo è recente. Questo viene spiegato ampiamente con il concetto della dilatazione gravitazionale del tempo dal Dr. Russell Humphreys nel suo libro Starlight & Time, 1994. Si appoggia alla teoria generale della relatività di Einstein, che è ben sostenuto da esperimenti. Confuta l’ipotesi centrale della cosmologia della Big Bang: il Principio Copernicano.

Per entrambe le posizioni non ci sono conflitti con quello che viene osservato, per le distanze delle stelle di miliardi di anni luce. Non esiste neanche un conflitto fra le due posizioni strettamente creazioniste per quello che riguarda l’evoluzione chimica e l’evoluzione biologica


Roberto Verolini attacca A.I.S.O. e Harun Yahya

novembre 29, 2010

Leggendo le consistenti “fatiche” che hanno occupato Roberto Verolini in questi giorni, mi sono chiesto quali possano essere le sue motivazioni nell’attaccare così accanitamente A.I.S.O.; premetto che Roberto mi è molto simpatico, è una persona gentile ed educata. Con lui mi sono sempre trovato bene nelle occasioni in cui ci siamo incontrati, l’anno scorso a Milano quando l’ho conosciuto, e quest’anno durante il contraddittorio di Roma. Con Roberto abbiamo spesso sorriso in quest’ultima occasione e, certo, non me ne vorrà se in questo mio breve scritto gli dimostrerò un pochino di disapprovazione.

La prima domanda riguarda il perché si sia posto in modo così presuntuoso ed arrogante.

La mia risposta è, in mancanza di altre spiegazioni, che voglia entrare a far parte del circuito della “nomenclatura evoluzionista”, simpatici professori, studiosi e giornalisti che fanno riferimento al portale dell’evoluzione, PIKAIA. Questi hanno un grande potere e abbiamo potuto constatarlo in occasione dell’intervento sull’Università di Bergamo lo scorso anno; sono riusciti a sostenere che il Prof. Lonning, genetista del Max Planck Institute, non fosse competente riguardo all’evoluzionismo.

Lo scorso anno, in occasione del nostro incontro a Milano, raccontai la vicenda a Roberto, il quale rimase stupito ed incredulo dal mio racconto tanto che, il giorno seguente, fui costretto a portargli l’articolo di Libero nel quale si narrava la circostanza. La risposta di Roberto, allora ed anche lo scorso ottobre in occasione del convegno di Roma, fu che secondo lui quello non fosse il metodo corretto; gli evoluzionisti, infatti, avevano deciso di non partecipare ai dibattiti organizzati da chi non la pensava come loro. Cosa dire? Forse ha cambiato idea! Forse la sua intenzione è quella di accreditarsi in quel mondo, per ottenere maggiore spazio ed attenzione.

Caro Roberto non hai letto quello che dice di te Marco Ferrari? Per assicurarsi che tu e Aldo non facciate fare figuraccie agli amici di Darwin scrive che VOI non siete propriamente degli evoluzionisti (sai le figuraccie le fa R. Dawkins  davanti alle telecamere, pensa, nella sua logica, cosa avreste potuto combinare voi!). Caro Roberto, sai bene che la mia logica, come quella antievoluzionista e del presidente di A.I.S.O. non è quella dello scherno ma quella del dialogo; il percorso, come ci siamo confidati a Roma, non è solamente difficile e tortuoso ma purtroppo anche soggetto a giochi “politici”. Mi rincresce apprendere la tua volontà di far parte di quel mondo, un mondo che osteggia la vera ricerca ed il contraddittorio; un mondo dogmaticamente chiuso, arrogante e presuntuoso che si regge sulle amicizie altolocate ed i ricatti.

In occasione di una recente intervista rilasciata dal sottoscritto nelle vesti di organizzatore del convegno “SCIENCE RESEARCH FOUNDATION”, tenutosi recentemente a Milano, sostenevo che il prof. Telmo Pievani mi risultava essere un ottimo professore, simpatico e notevolmente preparato, proprio per questo non comprendevo come potesse essere così “antipatico” negli scritti pubblicati da giornali come Micromega o la Repubblica…ma la motivazione si intuisce chiaramente leggendo le testate sulle quali scrive!

Veniamo ora alla richiesta fatta da Roberto agli amici islamici del gruppo di Harun Yahya (SCIENCE RESEARCH FOUNDATION); per prima cosa invito Roberto ad andare da un notaio e versare la somma 14 milioni di euro da consegnare a colui il quale dimostrerà quello che tu chiedi, altrimenti le tue sono solo chiacchiere… e sei in ottima compagnia! Solo dopo aver versato questa somma potrai eventualmente lanciare la sfida. In secondo luogo, ribaltando il discorso, è il mondo evoluzionista che deve ancora provare la validità dell’ipotesi di “trasformazione” delle specie, siete voi della teoria preponderante, non i creazionisti, a doverne dare la prova… ma continuate inesorabilmente a produrre falsi, come il periodico ritrovamento di fantomatici anelli mancanti, cioè fossili che rappresenterebbero la transizione tra due specie diverse.

Noi però sappiamo che ciò non corrisponde al vero, e su questo eri d’accordo con me non molto tempo fa, caro Roberto! Ma per voi evoluzionisti è conveniente diffondere queste menzogne, siete maestri nei falsi (evito l’elenco lungo ed estenuante delle menzogne che, il vostro modo di fare ricerca, produce; una su tutte: i famosi embrioni di Haeckel).

Il gruppo di studio che fa capo a Harun Yahya è composto da oltre 300 scienziati, professori e medici, che, in questi mesi girano il mondo per partecipare a convegni e dibattiti. Nell’ultima settimana si sono tenute, solo in Inghilterra, sei conferenze ed in primavera il dott. Babuna sarà nuovamente in Italia, a Roma, per un importante convegno. I creazionisti non sostengono di poter dimostrare l’esistenza di Dio tramite la scienza ma sostengono che i dati siano maggiormente compatibili con l’ipotesi la quale prevede l’esistenza di Dio, il Creatore di tutto ciò che esiste; una verità alquanto differente da quella che vogliono farci credere i materialisti.

Caro Roberto, la prossima questione ha carattere puramente retorico: perché Darwin è così importante? Non è nemmeno il padre della teoria dell’evoluzione così come è stata divulgata al mondo… un certo signor H. Spencer è stato il primo ad usare il termine “evoluzione” e per primo ha coerentemente presentato al mondo la teoria, poi accreditata a Darwin.

L’importanza di Darwin è forse dovuta al fatto che il padre era un Pastore studioso di teologia? Che lui stesso aveva studiato teologia?… è forse dovuta anche al momento storico, quello del “Positivismo”?

Neppure la selezione naturale è un concetto da attribuire alle sue scoperte, se ne parlava molto prima; come abbiamo già avuto modo di dire, a prescindere dalla validità scientifica dell’ipotesi neo-darwiniana, fu il momento storico a concedere la vittoria alla corrente naturalistica della scienza, quel positivismo imperante in tutta Europa che oggi, scientismo di massa, crea numerosi limiti allo sviluppo coerente con la natura.

Il mondo di Harun Yahya, se vuoi, è disponibile ad incontri in tutta Europa; hanno invitato più volte Dawkins  offrendogli anche un milione di euro per un convegno pubblico ma… nulla… e sappiamo che Dawkins ha simpatia per il denaro, probabilmente il deterrente consiste nella paura di fare altre brutte figure, come nel video.

Se tu, però, fossi in grado di dimostrare da dove nasca la complessità della cellula, stai certo che sarebbero lieti di riconoscerti la stesse cifra.

Dal mondo evoluzionista stiamo attendendo le informazioni relative alla “creazione” di nuove informazioni, di vedere mutazioni “positive” che sviluppino nuovi organi… sapete anche voi qual’é l’aspettativa del mondo intero nei confronti della scienza.

Come sai non ho mai detto che gli evoluzionisti ci snobbano per i motivi che tu adduci, la verità è un’altra e potrò sicuramente spiegarla alla prossima occasione. Voglio invece, in questa sede, spiegare come sia normale usare la “strategia del cuneo” ossia come l’ipotesi si sviluppi su presupposti e non su fatti, su una visione filosofico/religiosa più che su dati sperimentali ed empirici.

Un professore evoluzionista, tra i più importanti in Italia, con cui ho avuto modo di scambiare diverse lettere, mi ha spiegato con molta semplicità che la teoria di Darwin è inattaccabile in quanto non vi possono essere alternative, la scienza non può accettare un’ipotesi di indagine al di fuori dal campo del naturalismo.

Detto questo abbiamo detto tutto, non è importante se l’ipotesi dell’evoluzione della specie sia veritiera o no, l’importante è che ad oggi è l’unica ammessa.

La questione delle pubblicazioni è veramente una baggianata da bambini piccoli, è come sostenere che Feltri, il direttore del quotidiano “Il giornale”, non fa scrivere sul suo quotidiano Eugenio Scalfari perché non ha argomenti validi. Non credo vi sia difficoltà nel comprendere l’analogia.

Caro Roberto, spero sinceramente che la tua intenzione non sia quella di entrare nella “lobby” evoluzionista, tra qualche anno sarà superata e screditata, sarà fuori dai giochi, il vento della rivolta scientifica al neo-darwinismo si sta sviluppando in tutto il mondo.

In Italia, onestamente, siamo ancora un po’ indietro ma, dal lontano 2003, quando lanciai la prima settimana antievoluzionista, la strada è stata lunga ma soddisfacente, ad oggi le pubblicazioni, anche di case editrici importanti, si sono moltiplicate.

Procedi per la tua strada, continua con la battaglia del dio laico, è un percorso che ti fa onore e dimostra la tua capacità di sviluppo di differenti modelli interpretativi.

Con sincera simpatia,

Fabrizio Fratus


BERTOLINI RISPONDE A VEROLINI

novembre 22, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

Leggendo l’articolo ho tirato un sospiro di sollievo perchè finalmente alcuni evoluzionisti (Verolini incluso) hanno capito che i creazionisti accettano pienamente la selezione naturale, la speciazione e la possibilità di variazione all’interno della specie biblica. Peccato che poi, chiaramente, mostrano di non aver capito o di non aver voluto ascoltare la spiegazione del meccanismo che è stato presentato e spiegato diverse volte, addirittura continuano a persistere nel creare avversari di comodo, visto che non vogliono prendersi il dovuto impegno nell’ascoltare e comprendere quanto viene spiegato e specificato dai sostenitori del creazionismo. Questo si evince da quanto scritto da Verolini sugli ominidi:

Perché creare ex novo vari ominidi tra cui far sopravvivere alla selezione naturale solo l’Homo Sapiens Sapiens?
Cui prodest Homo erectus e Homo habilis?”
Non solo l’Homo habilis non è più considerato un taxon valido neanche dagli paleontologi evoluzionisti1,2, ma Dio non ha creato vari ominidi per poi ricavarne Homo sapiens sapiens tramite un meccanismo di morte e sofferenza. Il pregiudizio evoluzionista ha sempre il sopravvento, anche quando gli evoluzionisti cercano di seguire i ragionamenti creazionisti. Tutti i fossili dei cosi detti ominidi (una descrizione molto vaga) si possono considerare: varie specie di scimmie o altrimenti pienamente umani. Non esistono diverse specie d’uomo, ma esiste unicamente la razza umana.

Dio, certamente, non ha creato l’uomo, come cita Verolini, “prelevando da gonadi di primati dalla coscienza obnubilata collezioni di geni da mescolare ad arte per formare nuovi individui”… Questa interpretazione è causa dei maledetti presupposti evoluzionisti, che turbano la capacità di Verolini ad intraprendere una riflessione obiettiva! Dio ha creato tutte le specie bibliche contemporaneamente con un vasto patrimonio genetico con la possibilità di variazione tramite la selezione naturale.

Non è una novità che i creazionisti accettano il meccanismo della speciazione e della variazione. Infatti, è stato proprio il creazionista Edward Blyth (1810–1873) ad influenzare maggiormente Darwin. Blyth fu un chimico e zoologo inglese che scrisse tre importanti articoli sulla selezione naturale che furono pubblicati nella rivista The Magazine of Natural History da 1835 a 18373, prima che Darwin scrisse L’origine delle specie nel 1859. L’Università di Cambridge, possiede le coppie personali di Darwin di questi articoli con gli appunti scritte dalla mano di Darwin nei margini!4 Darwin è stato accusato da Loren Eiseley, Benjamin Franklin Professore di Antropologia e Storia della Scienza, Università di Pennsylvania, di avere “preso in prestito” (plagiato) il lavoro di altri come Blyth.5

Come già ampiamente dimostrato al livello molecolare (comodamente ignorato dagli evoluzionisti), la selezione naturale non aggiunge mai nuove informazioni genetiche, ma risulta sempre con una riduzione e degenerazione del genoma. Le mutazioni sono classificate come dannose, benefiche o neutrali. Quelle benefiche sono rarissime (sempre una perdita di funzione ed informazione). A dimostrarlo sono i dati dell’osservazione. Quelle dannose tendono ad essere eliminate dalla selezione naturale. Invece quelle neutrali sono le più numerose e più facilmente si fissano nel genoma. Il risultato netto dell’accumulo delle mutazioni neutrali è la lenta e progressiva degenerazione del genoma. Una perdita d’informazione genetica che assomiglia all’aumento dell’entropia, chiamata da John Sanford “entropia genetica”.6 Nel suo libro Sanford (fra i più importanti genetisisti del mondo), dichiara che “l’assioma primario dell’evoluzione è sbagliato.” I meccanismi genetici non spiegano l’origine dell’informazione nel genoma, nemmeno come si possa conservare. La vita non è attualmente in fase né di progresso né di conservazione, ma di degenerazione, al punto che l’estinzione del genoma umano appare tanto certa e deterministica quanto l’estinzione delle stelle, come riconosciuto da altri genetisti delle popolazioni evoluzionisti.7

Gli alberi genealogici (similitudine per discendenza) a cui si riferisce Verolini sono una favola. Sono proprio gli studi molecolari a mostrare che la somiglianza del fenotipo non sempre riflette quella del genoma. In base alle somiglianze di strutture (quadrupedi) e alimentazione (ruminanti) uno si aspetterebbe che il DNA del cavallo sarebbe più vicino a quello della mucca che non a quello del pipistrello. Dalle recenti ricerche pubblicate nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sembrerebbe che questo preconcetto di somiglianza di forma per discendenza sia completamente infondato. Il cavallo è più vicino al pipistrello per il suo DNA.8 Questi dati e bibliografie sono state spiegate a Verolini, ma come già menzionato, gli evoluzionisti non vogliono ascoltare e si lasciano accecare da visioni dogmatiche che trascurano i reali dati empirici. Omologia ed embriologia non sostengono in nessun modo la favola dell’albero genealogico.9

Infatti va cestinato anche l’amato albero evolutivo. Un recente articolo nel New Scientist conferma che il legame evoluzionistico fra tutte le specie, rappresentato in varie forme come un albero evolutivo, è solo un desiderio effimero, scombussolando gli evoluzionisti con la frase: “Darwin aveva torto”10. L’articolo cita Eric Bapteste, Biologo, Università Pierre & Marie Curie, Parigi,

Non esiste alcuna prova che l’albero della vita sia una realtà”.11

I creazionisti sostengono, da sempre, che i fossili appaiono improvvisamente e pienamente formati nei vari strati.
E’ in fase di perfezionamento un nuovo metodo di classificazione degli esseri viventi, chiamata baraminologia, che dovrebbe rimpiazzare l’arcaica classificazione linneana ideata prima della scoperta dell’esistenza dei geni, in cui gli evoluzionisti cercano ancora di inserire la loro ipotesi, senza, ovviamente, riuscirci. E’ la biologia molecolare stessa che nega l’albero evolutivo. La baraminologia, invece, considera le nuove conoscenze del mondo molecolare con la classificazione delle forme di vita.

Concludo con un commento sull’ultima obiezione posta da Verolini: “Perché, nel corso di questi sedicenti interventi, l’Eterno non ha dispensato i nuovi arrivati dei già evidenti difetti strutturali dei vari organi e reti metaboliche che causano gravi e tragici patologie anche su innocenti esseri viventi?” .
Che Dio abbia creato le imperfezioni negli animali è un altro avversario di comodo; i creazionisti sostengono che Dio creò l’uomo e gli altri animali perfetti12. Verolini poteva opportunamente svolgere una rapida e semplice lettura della Genesi scoprendo che l’imperfezione subentrò nel creato (dopo la disobbedienza dell’uomo, chiamato peccato), ecco allora svilupparsi la degenerazione del genoma, l’incremento delle mutazioni (che risultano in una perdita d’informazione genetica) e cosi le gravi patologie dei esseri viventi. Questo quadro risulta perfettamente congruo con il modello creazionista delle nostre origini.

Mi auguro che Verolini possa prendersi l’impegno di studiare e approfondire quello che veramente viene sostenuto dai creazionisti senza ricorrere ai soliti avversari di comodo che vengono inventati opportunamente. Sarebbe positivo se gli evoluzionisti studiassero anche la loro ipotesi con gli occhi aperti cercando di liberarsi da pregiudizi, riuscendo, forse, a vedere tutti gli errori della loro ipotesi.  Gli evoluzionisti si perdono nei dettagli e non vedono l’essenziale.

1.Spoor, F. et al., Implications of new early Homo fossils from Ileret, east of Lake Turkana, Kenya, Nature 448:688-691, 9 August 2007.
2. Line, P., Fossil evidence for alleged apemen—Part 1: the genus Homo, Journal of Creation 19(1):22-32, 2005.
3.Blyth, E., The Magazine of Natural History Volumes 8, 9 and 10, 1835–1837. Sourced from ref. 8, Appendices.
4.Bradbury, A., Charles Darwin—The truth? Part 7—The missing link, <www3.mistral.co.uk/bradburyac/dar7.html>, 30 October 2003.
5.Eiseley, L., Darwin and the Mysterious Mr X, E.P. Dutton, New York, 1979, published posthumously by the executors of his will; from Eiseley, L., Charles Darwin, Edward Blyth, and the Theory of Natural selection, Proceedings of the American Philosophical Society 103(1):94–114, February 1959.
6.Dr.J.C.Sanford, Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27.
7.Higgins & Lynch, 2001, Metapopulation extinction caused by mutation accumulation, Proceedings of the National Accademy of Sciences, February 27, 2001 vol. 98 no. 5 2928-2933.
8.Proceedings of the National Academy of Sciences, DOI: 10.1073/pnas.0603797103.
9.de Beer, S.G., Homology, An Unsolved Problem, Oxford University Press, London, p. 13, 1971.
10.New Scientist, Gennaio, 2009.
11.Lawnton, G., Uprooting Darwin’s tree, New Scientist, 201(2692):34–39, 24 January 2009.
12. Genesi Cap.1.


FRATUS RISPONDE A VEROLINI: IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

novembre 22, 2010

Il 22 Ottobre si è tenuto a Roma il contraddittorio organizzato dalla nostra associazione; sul blog di Aldo Piombino http://aldopiombino.blogspot.com, Roberto Verolini ha presentato due post in cui attacca la nostra posizione.

di Fabrizio Fratus

IL NEODARWINISMO NON E’ SCIENZA

Leggendo le considerazioni di Roberto Verolini ho avuto da subito un attimo di difficoltà, non per le argomentazioni che sono pretestuose e decisamente poco veritiere ma per il tono saccente che non ha mai contraddistinto il professore. Solitamente, nei due incontri che abbiamo avuto, Roberto ha mantenuto un atteggiamento educato e rispettoso, mentre nel suo doppio post ha evidenziato quello che solitamente sostengo dell’atteggiamento evoluzionista: arroganza e presunzione. L’obiezione principale è che sicuramente Verolini non ha compreso bene cosa sostengono gli anti-evoluzionisti e i creazionisti. Come dimostrato in più incontri, dibattiti, trasmissioni tv e radiofoniche oltre che articoli la posizione è molto diversa da quella evidenziata nei due articoli. Gli anti-evoluzionisti ritengono che la teoria di Darwin non appartiene alla scienza. Ho scritto molto su questo argomento e, a sostegno della tesi,  ho citato Margherita Hack. Non solo Verolini fraintende la posizione anti-evoluzionista ma anche altri professori come Daniele Formenti che, sul sito dell’università di Pavia, con riferimento al contraddittorio tenutosi a Roma, ha scritto che non si capisce la mia personale posizione. Credo sia, in realtà, una posizione semplice: la teoria di Darwin non è scienza sperimentale ed empirica, quindi non va insegnata come tale, è un dogma materialista sviluppatosi in oltre 2000 anni di storia. Il neodarwinismo è una religione su cui si fonda il pensiero ateo. La teoria di Darwin, in questi 150 anni di ricerche è stata rivista, rimodellata, rimaneggiata etc. etc. è una religione e non una scienza. Lo sostengono molti scienziati tra cui il famoso M. Ruse (Prof. di filosofia e zoologia) in How evolution became a religion: creationists correct National Post, pp. B1,B3,B7 May 13, 2000 dichiarando:  “L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più di solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione. Era vero dell’evoluzione all’inizio, e lo è vero ancora oggi”.
Lo stesso Sir Julian Huxley, architetto del moderno neo-darwinismo ha chiamato l’evoluzione una “religione senza rivelazione” e scrisse un libro con questo nome Religion Without Revelation, 2nd edition, 1957. Nel suo libro  ”Essays of a Humanist (New York: Harper and ‘Row, 1964), p. 222, Huxley emfaticamente dichiara che dobbiamo cambiare “la forma del nostro pensiero religioso da uno che si centra su Dio in uno che si centra sull’evoluzione“. Cito anche W.H. Thompson: “questa situazione, dove uomini si riuniscono nella difesa di una dottrina che non sono capaci di definire scientificamente, e ancor meno di dimostrare con rigore scientifico, tentando di mantenere il suo credito con il pubblico attraverso la soppressione della critica e l’eliminazione delle difficolta’, è anormale e indesiderabile nella scienza”.
Per comprendere meglio la storia del pensiero che ha portato alla “vittoria” della religione atea su quella creazionista nell’ambito della scienza rimando al testo “Intelligent Design, il ponte fra scienza e teologia” di William Dembsky (Ph.D. in matematica, Ph.D. in filosofia, laurea in teologia e psicologia, ha ottenuto diverse borse di studio dalla Fondazione nazionale per le Scienze (USA), ha lavorato presso diverse università e il  MIT). Il mondo antievoluzionista, che comprende Creazionisti e non evoluzionisti, sostiene che se il neodarwinismo non debba essere insegnato nelle materie scientifiche ma in quelle filosofiche. Roberto Verolini spiega, a suo dire, che non vi è nessuna alternativa scientifica alla teoria di Darwin; per forza, il neodarwinismo non è scienza, quale alternativa va proposta se la materia del contendere non appartiene al “mondo” della  scienza?
Roberto Verolini, in un passaggio del suo doppio post, sostiene che anti-evoluzionisti e creazionisti sono in confusione… hoi hoi hoi professor Verolini, ricordiamo che l’anno scorso, durante il contraddittorio a Milano, il professor Ferdinando Catalano ha dovuto mettere ordine alla tua confusione sul concetto di “informazione” spiegando, davanti ad un pubblico di oltre 130 persone, che l’informazione ha sempre necessità di intelligenza.
Si continua a sostenere che l’uomo discenda da scimmie primordiali senza dare nessun tipo di spiegazione su fatti importanti come la modifica contemporanea della stazione, del cervello, della Faringe, del sistema nervoso etc.. oltre alle insormontabili differenze intellettuali tra scimmia e uomo, capacità come pensiero, libero arbitrio, creatività, coscienza etc. sono elementi che contribuiscono a debellare all’origini ogni ipotesi materialista sull’origine dell’uomo.
I sostenitori della favola materialista credono che le mutazioni siano in grado di sviluppare nuove informazioni, tale asserzione è assolutamente assurda quanto stupida; esse, le mutazioni, sono solamente l’errore della riproduzione, solo un fervente fanatico può sostenere che l’accumulo di errori possa generare un qualcosa di sensato. L’irrazionalità della teoria neodarwiniana vuole fare credere a tutti noi che errori continuati e indiscriminati possano generare, nell’arco di lunghissimi tempi, nuove informazioni; mutazioni e selezione naturale avrebbero sviluppato organismi sempre più complessi sino alla creazione di specie diversificate in continua evoluzione; dove sarebbero le “prove”, non le interpretazioni, di questa fantasiosa verità scientifica?
La selezione naturale è una forza eliminativa, riduce le informazioni del codice genetico, appiattisce la biodiversità. Per comprendere come gli stessi evoluzionisti “chiaccherano” di cose che sanno bene non essere possibile dimostrare basta cercare sui canali di Youtube la famosissima intervista a R. Dawkins. L’intervistatore chiede allo “scienziato” se è in grado di presentare una sola mutazione in cui si ha un aumento di informazione. R. Dawkins, dopo ben 17 secondi di silenzio in cui resta con l’espressione ebete, chiede di spegnere la telecamera… ripresa la registrazione cambia argomento. Ecco le argomentazioni degli evoluzionisti quando si fa riferimento a prove e dati reali, cioè verificabili, non ci sono. Si spegne la telecamera.
Sino ad ora le previsioni del mondo neodarwinista sono state smentite, mentre quelle di coloro che si opponevano alla teoria sono state sempre confermate.

  • Gli evoluzionisti hanno sostenuto, in passato, che gli organismi unicellulari fossero delle semplici gocce di “protoplasma”, come scriveva Huxley in contrapposizione all’ipotesi di Paley sostenitore del disegno intelligente. Oggi sappiamo che non sono primitivi e tanto meno semplici, sono capolavori, vere e proprie macchine molecolari.
  • Darwin sosteneva che lo sviluppo embrionale fosse influenzato da fattori esterni, al contrario è un progetto incorporato negli esseri viventi.
  • Cuvier sosteneva che i fossili fossero distinti e separati, infatti come è dimostrato da tutti i fossili ritrovati non vi è nessun tipo di possibilità nel ricostruire qualsiasi tipo di albero che preveda una gradualità temporale e morfologica come sostenuto dagli evoluzionisti.
  • La variabilità che si può osservare non si genera  da variazioni casuali ma solamente da rimescolamento genetico
  • La variabilità è limitata e oscillante e non illimitata come vogliono farci credere i neodarwinisti
  • La selezione naturale elimina e non contribuisce in nessuna maniera a sviluppare nuove informazioni.

Queste sono solo alcune prove di come gli evoluzionisti hanno sbagliato e, al contrario, i sostenitori del disegno intelligente/creazionisti hanno avuto ragione. Sono fatti e non ipotesi speculative. Gli esempi riportati qui sopra sono solo alcuni.
Gli evoluzionisti dovrebbero spiegarci molte cose con prove scientifiche e non con la risposta: è l’unica teoria scientifica plausibile, non vi è alternativa. Questa non è una posizione accettabile, non è scientifica, è un’accettazione di fede, una volontà aprioristica nel credere in qualcosa senza poterlo spiegare con prove giudicabili da tutti. E’ un atto di arroganza e di violenza inaudita già manifestata da K. Popper quando dichiarò: “Ogni teoria, anche una teoria scientifica, può diventare una moda intellettuale, un sostituto per la religione, un dogma dietro cui trincerarsi”. Ma non solo, Karl Popper, ha anche detto: “Il vecchio imperativo per l’intellettuale è: sii una autorità. Sappi tutto quel che c’è da sapere nel tuo campo. Una volta che sarai riconosciuto come un’autorità, la tua autorità sarà protetta anche dai tuoi colleghi, che tu dovrai naturalmente proteggere a tua volta. Non occorre sottolineare che questa antica etica professionale è stata sempre intellettualmente disonesta. Essa conduce ad occultare gli errori per amore dell’autorità”.
E’ quello che si è verificato con l’ipotesi neo-darwiniana, entrambe le affermazioni del massimo filosofo della scienza della storia di tutta l’umanità si sono verificate. Perché è successo questo? Ce lo spiega benissimo un altro famosissimo genetista evoluzionista, Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard e amico personale del famoso prof. Gould: “Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica (evoluzionismo), perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto  mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31.
La teoria dell’evoluzione della specie sta bene? Anche in questo caso, caro professor Roberto Verolini, ti invito a uscire dal provincialismo italiano e a verificare come la letteratura che nega la scientificità al neodarwinismo è in continuo aumento. Basta andare alla libreria dell’università di Harvard e guardare con i propri occhi i 5 scaffali di libri contro la teoria di Darwin e vedere come negli ultimi 15 anni sono in continuo aumento.
Non credo servano altre parole per spiegare quello che è successo e che sta succedendo; vi sono scienziati che hanno costruito una carriera su una favola incredibilmente suggestiva, l’hanno spacciata per verità assoluta senza possibilità di essere messa in discussione, ma i tempi sono cambiati.


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