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	<title>COMITATO ANTIEVOLUZIONISTA</title>
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		<title>ETA&#8217; HOBBIT</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Revisione dell’età di Hobbit, l’uomo di Flores di Mihael Georgiev Nel 2003 in una cava dell’isola indonesiana di Flores fu scoperto il fossile di un nostro cugino-nano, chiamato Hobbit o “uomo di Flores”. In base alla datazione radiometrica del materiale circostante i reperti fossili furono datati come recenti, a 13 mila anni fa, e questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=912&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Revisione dell’età di Hobbit, l’uomo di Flores</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">di Mihael Georgiev</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Nel 2003 in una cava dell’isola indonesiana di Flores fu scoperto il fossile di un nostro cugino-nano, chiamato Hobbit o “uomo di Flores”. In base alla datazione radiometrica del materiale circostante i reperti fossili furono datati come recenti, a 13 mila anni fa, e questo rendeva problematico l’inserimento dell’uomo di Flores nella storia evolutiva attualmente insegnata.</span></span></p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="color:#000000;">Nel numero di 18 marzo 2010 la rivista Nature pubblica la proposta di spingere indietro l’età della comparsa dei Hobbit di … quasi un milione di anni, in base all’analisi degli utensili e strumenti di pietra utilizzati da quei uomini (Rex Dalton, “Hobbit origins pushed back”, <em>Nature</em>, 2010;464:335 (18 marzo) . </span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Infatti, a seconda del metodo utilizzato per la datazione dei fossili (in quasi tutti i casi indiretto), si possono ottenere risultati diversi, anche se qui parliamo di comparsa e scomparsa di una forma umana, ed è legittimo aspettarsi età differenti per i due eventi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Sta di fatto che ciò illustra bene due concetti: l’inaffidabilità delle datazioni e il fatto che, se utile alla tesi che si vuole sostenere, la presunta età degli utensili scavalca quella radiometrica. Senza pensare che proprio nelle isole del pacifico esistono ancora delle tribù che vivono ne “l’età della pietra”.</span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/912/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/912/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=912&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">SINTESI MILANO</media:title>
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		<title>SELEZIONE NATURALE SI, EVOLUZIONE, “NON CI PENSIAMO NEANCHE”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Persiste una certa ignoranza nel mondo degli evoluzionisti riguardo al rapporto fra la selezione naturale e l’evoluzione e a quello che credono i creazionisti sulla selezione naturale. Se consideriamo il mio precedente articolo Selezione Naturale, un’idea “presa in prestito” da Darwin, abbiamo un buon punto di partenza per spiegare la posizione creazionista per quanto riguarda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=908&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Persiste una certa ignoranza nel mondo degli evoluzionisti riguardo al rapporto fra la selezione naturale e l’evoluzione e a quello che credono i creazionisti sulla selezione naturale. Se consideriamo il mio precedente articolo <em>Selezione Naturale, un’idea “presa in prestito” da Darwin</em>, abbiamo un buon punto di partenza per spiegare la posizione creazionista per quanto riguarda la selezione naturale. La selezione naturale è stata proposta e documentata prima di Charles Darwin dal creazionista, chimico e zoologo inglese Edward Blyth (1810-1873), autore di tre importanti articoli sulla selezione naturale pubblicati ne <em>La Rivista di Storia Naturale</em> dal 1835 al 1837.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote1sym"><sup>1</sup></a></p>
<p>Il creazionista accetta senza riserva la selezione naturale come il meccanismo che porta alla variazione all’interno della specie secondo pressioni ambientali, alimentari ed altro. Shock! Spesso l’evoluzionista rimane stupito da questa affermazione e, senza pensare, dice poi che i creazionisti “sono costretti ad ammettere che un po’ di evoluzione c&#8217;è stato”, perché rimangono prevenuti, accecati dai loro pregiudizi. Spero che questo articolo possa chiarire non solo le acque, ma anche le idee!</p>
<p>Chiedo all’evoluzionista, ai fini di questa discussione, di concedere la possibilità che Dio abbia creato l’uomo e ogni altra forma di vita, e con questo un patrimonio genetico vasto per ogni specie biblica. Qui la specie biblica va considerata come un archetipo, denominata <em>baramina</em>, considerata più simile a un livello intermedio fra il genus e la famiglia del sistema linneano. La posizione di fede nell’atto creativo di Dio si potrebbe comparare alla posizione di fede evoluzionista sulla abiogenesi, detta anche evoluzione chimica, che non è mai stata adeguatamente spiegata &#8230; per ora non entro nell’impossibilità di questa posizione, che è ampiamente documentata.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote2sym"><sup>2</sup></a> <sup>, <a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote3sym">3</a></sup></p>
<p>Segue la visione creazionista per la genetica, la speciazione e la variazione delle forme di vita.</p>
<ul>
<li>Il punto di partenza: un patrimonio genetico vasto, senza errori né mutazioni. Le specie (baramina) bibliche possiedono l’informazione genetica per ogni variazione che si osserva nella storia dei fossili e nel mondo vivente odierno.</li>
<li>Subentra l’imperfezione nel creato come conseguenza della disubbidienza dell’uomo e con questo inizia la degenerazione. Si può anche dire che l’effetto della 2° legge della termodinamica, l’entropia, inizia a manifestarsi, anche al livello molecolare genetico che si potrebbe considerare un’entropia genetica.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote4sym"><sup>4</sup></a></li>
<li>In ogni generazione le mutazioni si accumulano e il tasso di mutazione aumenta.</li>
<li><em>Le mutazioni risultano sempre in una perdita di informazione genetica<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote5sym"><sup>5</sup></a>,</em> espressa nel fenotipo come una <em>perdita di funzione</em> (che in alcuni casi potrebbe addirittura offrire un vantaggio, come nel caso di insetti senza ali su un’isola esposta al vento, o di pesci senza occhi in una caverna buia). Al contrario, l’evoluzione richiede la generazione dalle mutazioni di nuove informazioni genetiche che creano nuove funzioni. La realtà è ben diversa e i dati empirici confermano che le mutazioni non creano mai nuove informazioni.</li>
<li>La selezione naturale favorisce alcune caratteristiche genetiche <em>pre-esistenti </em>in una popolazione, eliminando dei geni dal patrimonio genetico e aiutando così la popolazione ad adattarsi al suo ambiente.</li>
<li>La selezione naturale si sovrappone alle mutazioni (in gran parte dannose), e tende ad eliminare la variazione genetica e non a favorirla, come è stato bene espresso da Shapiro: “È stata una sorpresa scoprire con quale precisione le cellule si proteggono proprio contro i cambiamenti genetici accidentali che sarebbero la fonte della variabilità evolutiva, secondo la teoria tradizionale&#8230; Dedicano molte risorse a sopprimere la variazione genetica casuale”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote6sym"><sup>6</sup></a> Così la selezione naturale sarebbe il nemico dell’evoluzione e non il suo meccanismo, perché tende a mantenere la stasi.</li>
<li>Quello che risulta realmente dalla selezione naturale è un impoverimento del patrimonio genetico. È proprio questo impoverimento che porta alla variazione delle specie derivate dell’originale baramina (sottogruppi del genoma parentale). L’isolamento di piccoli gruppi dalla popolazione parentale darebbe una spinta alla selezione naturale, portando a proli con caratteristiche del fenotipo assai diverse dalla popolazione parentale, anche in tempi sorprendentemente brevi (per il biologo attualista).<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote7sym"><sup>7</sup></a> Secondo la definizione di specie di E. Mayer, se questi non riescono ad incrociarsi con la popolazione parentale risultano in una nuova specie. Va ribadito che questa variazione rimane all’interno e mai oltre limiti molto ben definite dalla specie, perché <em>non è stata aggiunta alcuna informazione genetica nuova</em>. I fringuelli producono altre specie di fringuelli, le zanzare altre specie di zanzare.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote8sym"><sup>8</sup></a> Punto. Non ci sono eccezioni.</li>
</ul>
<p>Rivediamo in una tabella le differenze fra l’evoluzione e la selezione naturale:</p>
<p>Se ora poniamo la domanda se l’evoluzione equivalga alla selezione naturale, possiamo rispondere con chiarezza che questi due termini non si possono scambiare perché rappresentano meccanismi completamente diversi. Troppo spesso gli evoluzionisti fanno il gioco dell’equivoco, in gran parte senza neanche rendersene conto. Per una minoranza, però, l’intenzione subdola è chiara. La distinzione è stata ampiamente evidenziata dal Dr John Endler, ma ignorata dagli evoluzionisti, nonostante citino frequentemente altri aspetti del lavoro di Endler.</p>
<p>”La selezione naturale non deve essere equiparata all’evoluzione, anche se sono strettamente collegate”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote9sym"><sup>9</sup></a> Endler cerca di avvertire i suoi lettori che la confusione dei termini non è limitata al livello laico, ma si trova anche nella comunità scientifica: “Il termine ‘selezione naturale’ ha un significato diverso per diverse persone, cosa che spesso porta a una confusione nelle pubblicazioni”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote10sym"><sup>10</sup></a></p>
<p>“Pertanto la selezione naturale potrebbe influenzare l’ordine dell’origine della combinazione di caratteristiche, nonostante non spieghi il meccanismo delle loro origini”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote11sym"><sup>11</sup></a></p>
<p>Sovente questi due meccanismi vengono soprannominati, anche da parte di creazionisti, “microevoluzione” per la selezione naturale e “macroevoluzione” per l’evoluzione. È fortemente sconsigliato l’uso di questi termini, perché tendono ad insinuare che la microevoluzione sia una “versione mini” dell’evoluzione. Questo non è assolutamente vero, e non è bene neanche dare luogo al sospetto che la selezione naturale possa essere equiparata all’evoluzione o che nel tempo essa possa portare all’evoluzione.</p>
<p>Le osservazioni empiriche della selezione naturale, sia da parte di biologi molecolari nel studio della genetica e le mutazioni, sia dallo studio delle variazioni delle specie da parte di paleontologi e biologi, concordano pienamente con il modello creazionista di una partenza da un patrimonio genetico molto ampio, seguito da un impoverimento dello stesso. Questo spiega non solo la speciazione, ma anche le patologie che risultano dalle mutazioni e dal degrado costante del genoma. Anche nel campo della biochimica, si evince che la complessità della rete metabolica trascende ogni spiegazione darwiniana. La biologia non necessita dell’ipotesi dell’evoluzione per progredire.</p>
<p>“In realtà, negli ultimi 100 anni, quasi tutta la biologia è andata avanti indipendentemente dall’evoluzione, eccetto la biologia evolutiva stessa. La biologia molecolare, la biochimica, la fisiologia non hanno affatto considerato l’evoluzione”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote12sym"><sup>12</sup></a></p>
<p>“L’evoluzione darwiniana – quali che siano le altre sue virtù – non fornisce un’euristica vantaggiosa alla biologia sperimentale”.<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote13sym"><sup>13</sup></a></p>
<p>Ricapitoliamo le caratteristiche della selezione naturale:</p>
<ol>
<li>La selezione naturale è un fatto, riconosciuto dai creazionisti anche prima di Darwin.</li>
<li>La selezione naturale favorisce alcune caratteristiche genetiche <em>pre-esistenti </em>in una popolazione, eliminando dei geni dal patrimonio genetico, aiutando così la popolazione ad adattarsi al suo ambiente.</li>
<li>La selezione naturale può portare a nuove specie <em>all’interno dei limiti</em> del baramina originale.</li>
<li>La selezione naturale in sé <em>non genera alcuna nuova informazione genetica</em>. Gli adattamenti sono il mero risultato della selezione naturale che agisce sulle informazioni genetiche <em>pre-esistenti</em>.</li>
</ol>
<p>In conclusione, la selezione naturale non può essere considerata evoluzione, né i due termini possono essere interscambiati. Se dunque la selezione naturale, la variazione delle specie, la biologia, la biologia molecolare e la biochimica non necessitano dell’evoluzione per progredire, quale ruolo rimane per l’evoluzione? Nessuno. Dovrà prendere il suo giusto posto, quello di una mera ipotesi. Una volta abbattuto il piedistallo dell’evoluzione, possiamo poi studiare la selezione naturale nella giusta prospettiva.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote1anc">1</a> Blyth, E., <em>The Magazine of Natural History </em>Volumi <strong>8</strong>, <strong>9</strong> and <strong>10</strong>, 1835–1837. Fonte: Bibliografia 5, Appendici.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote2anc">2</a> Hoyle, F., The big bang in astronomy, <em>New Scientist</em> <strong>92</strong>(1280):527, November 19, 1981.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote3anc">3</a> F. Hoyle and C. Wickramasinghe, Evolution from Space, pg 130.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote4anc">4</a> Dr.J.C.Sanford (inventore del ‘gene gun’), Genetic Entropy &amp; The Mystery of the Genome, FMS Publications, 3rd Ed., 2008, p.27.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote5anc">5</a> Bibliografia 4.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote6anc">6</a> James A. Shapiro, A Third Way, Boston Review: Is Darwin in the Details? A Debate, http://www.bostonreview.net/br22.1/shapiro.html</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote7anc">7</a> Morell, V., Predator-free guppies take an evolutionary leap forward, <em>Science </em><strong>275</strong>(5308):1880, 1997.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote8anc">8</a> K.Byrne, R.Nichols, Culex pipiens in London Underground tunnels: differentiation between surface and subterranean populations, Heredity (1999) 82, 7–15.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote9anc">9</a> Endler, John A., Natural Selection in the Wild, Princeton University Press, New Jersey, USA, 1986, p.8.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote10anc">10</a> Bibliografia 9, p.8.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote11anc">11</a> Bibliografia 9, p.246.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote12anc">12</a> Dr Marc Kirschner, presidente fondatore del Reparto dei Sistemi Biologici, Harvard Medical School, <em>The Boston Globe</em>, 23 Ottobre 2005.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473#sdendnote13anc">13</a> Philip S. Skell, Professore Emerito della Pennsylvania State University e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, ‘Perché invochiamo Darwin? La teoria dell’evoluzione contribuisce ben poco alla biologia sperimentale’, <em>The Scientist</em> <strong>19</strong>(16):10, 29 Agosto 2005.</p>
<p>http://www.origini.info/Articolo.asp?id=473</p>
<p>di S. Bertolini e G. Allen</p>
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		<title>VERBA VOLANT</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’amico Pier Maria Boria è sicuramente persona di spiccato sarcasmo, nel suo primo volume, Caro Amico Mio, ha dimostrato come la teoria di Darwin non abbia fondamento e, soprattutto, presentando la sua teoria sulla creazione ha dimostrato che la termodinamica è la dimostrazione più evidente di una necessità creativa. Oggi, il fisico progettista, torna con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=905&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<td width="10%"></td>
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<td width="600">
<h3 style="text-align:justify;">L’amico Pier Maria Boria è sicuramente persona di spiccato sarcasmo, nel suo primo volume, Caro Amico Mio, ha dimostrato come la teoria di Darwin non abbia fondamento e, soprattutto, presentando la sua teoria sulla creazione ha dimostrato che la termodinamica è la dimostrazione più evidente di una necessità creativa. Oggi, il fisico progettista, torna con un nuovo volume sempre diviso in lato A e in lato B. Un testo in cui affronta temi complicati ma accessibili a tutti grazie al suo modo di spiegare la scienza. Il lato A comprende molti interessanti spunti su differenti argomenti tra cui: gli ingenui navigatori ed i furbi… lestofanti; Spazio, tempo e fantasia; postulati &amp; teoremi: i concetti primitivi e il principio di precauzione ed il primato dei fatti. Ma è sicuramente il lato B che a noi ha colpito maggiormente. In questa parte del saggio Boria affronta temi scottanti come la teoria della sintropia elaborata negli anni 50 dal matematico italiano Luigi Fantappié  che oggi sta riscuotendo sempre maggiore interesse ed inoltre, dal nostro punto di vista, teoria che può essere alternativa al neodarwinismo. A seguire un capitolo interessantissimo in cui, il nostro autore, risponde al prof. Piergiorgio Odifreddi ed esamina il teorema di Hardy Weinberg e l’evoluzione della specie dimostrando che le conclusioni di Odifreddi sono errate nei presupposti come nei calcoli. Un libro scritto molto bene dove argomenti complicati possono essere compresi da tutti. Pier Maria Boria è stato anche questa volta bravissimo nel proporre argomenti di attualità scientifica in modo semplice e autorevole. Un libro interessantissimo e, in molte parti, anche divertente.</h3>
<h3 style="text-align:justify;">Fabrizio Fratus</h3>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>MALATTIE GENETICHE E CREAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Fabrizio Fratus, esiste una malattia genetica, la fibrosi cistica, la più frequente nella razza bianca , molto grave , caratterizzata da un ispessimento di tutte le secrezioni dell&#8217;organismo con gravi patologie polmonari, diabete, e altre alterazioni che portano a morte in età ancora giovanile. Ebbene questa malattia è dovuta ad una mutazione puntiforme in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=899&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;">Gentile Fabrizio Fratus, </span></p>
<p><span style="font-size:small;">esiste una malattia genetica, la fibrosi cistica, la più frequente nella razza bianca , molto grave , caratterizzata da un ispessimento di tutte le secrezioni dell&#8217;organismo con gravi patologie polmonari, diabete, e altre alterazioni che portano a morte in età ancora giovanile. Ebbene questa malattia è dovuta ad una mutazione puntiforme in un gene che codifica una proteina di 1500 aminoacidi, un canale ionico del cloro che con meccanismo non ancora noto provoca le alterazioni della malattia; questa mutazione consiste nell&#8217;assenza in posizione 507 della catena proteica di un solo aminoacido, la fenilalanina; la cosa notevole è questa, basta l&#8217;assenza di questo solo aminoacido in una catena di ben 1500 aminoacidi perchè la proteina non funzioni più. Non solo, questa mutazione è presente nel 70% dei casi, nell&#8217;altro 30% sono state trovate altre mille mutazioni in altri punti della catena, delezioni, sostituzioni ecc..queste scoperte indicano che questa proteina è molto sofisticata, è molto sensibile ad ogni cambiamento nella catena e quindi il suo funzionamento dipende dall&#8217;esatto allinemento dei 20 tipi diversi di aminoacidi nella catena. E qui, come al solito, si pone un gravissimo problema per la teoria dellevoluzione graduale passo dopo passo più selezione naturale. Qui il caso cieco avrebbe dovuto vagliare, fino a raggiungere la proteina giusta un pool di possibili proteine pari a 20 elevato 1500,unnumero spaventosamente alto, se si pensa che il numero totale di atomi dell&#8217;universo è di 10 elevato 80. E&#8217; una cosa veramente impossibile. Per mettere gli aminoacidi nel giusto ordine ci vuole un atto di conoscenza, cioè conoscere preventivamento che quel determinato allineamento di aminoacidi darà la funzione desiderata, ci vuole un atto di intelligenza ,non c&#8217;è altra possibilità. La controprova oggi, dati i mezzi tecnologici a disposizione, si può fare. Si possono mescolare a caso tutte le basi chimiche del dna del gene e poi riassemblarle a caso e poi vedere che succede, non so se sia stato fatto questo<br />
esperimento, sono sicuro però che esso darà luogo ad una proteina assolutamente incapace di funzionare non solo per quella funzione ma per ogni qualsiasi funzione. Tutto questo può valere anche per tutte le malattie genetiche. Anche esse, in tutta la loro dolorosa gravità smentiscono Darwin e presuppongono un creatore .</span></p>
<p><span style="font-size:small;">Cordiali saluti<br />
Nunzio Nobile medico-chirurgo </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/899/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/899/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=899&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;EVOLUZIONE HA MESSO LE ALI AI DINOSAURI OPPURE LE HA TOLTE AGLI UCCELLI?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli affascinanti dinosauri sono al centro di numerose controversie. Secondo la teoria più accreditata, gli uccelli derivano dai dinosauri. Secondo alcuni il volo si è sviluppato in alcuni dinosauri che si buttavano giù dagli alberi planando, secondo altri invece il volo è iniziato da terra, con i dinosauri, ormai alati, che prendevano la rincorsa e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=896&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Gli affascinanti dinosauri sono al centro di numerose controversie. Secondo la teoria più accreditata, gli uccelli derivano dai dinosauri. Secondo alcuni il volo si è sviluppato in alcuni dinosauri che si buttavano giù dagli alberi planando, secondo altri invece il volo è iniziato da terra, con i dinosauri, ormai alati, che prendevano la rincorsa e poi volavano.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Ora però, come se non bastassero le stravaganze e i capricci dei reperti fossili, uno studio sperimentale mette in crisi l’origine stessa degli uccelli dai dinosauri. Lo riferisce John Ruben dell’Università di Oregon in un commento che sta per essere pubblicato sulla rivista <em>PNAS</em>. Ruben spiega che i capricci dei reperti fossili spesso non permettono conclusioni convincenti neppure su reperti recenti (meno di 10 000 anni), e più si va indietro più difficile diventa tutto. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Lo studio sperimentale commentato da Ruben è dell’equipe di David Alexander dell’Università di Kansas. Gli autori hanno fatto un modello che copia fedelmente un curioso e piccolo dinosauro, il <em>Microraptor gui</em>, di cui sono stati trovati recentemente numerosi fossili in Cina, e che ha sia le zampe anteriori che posteriori piumate. Poi hanno sottoposto il modello a test di volo, catapultandolo ripetutamente. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Il modello ha planato discretamente, però ha mostrato instabilità di volo per una distribuzione dei pesi lungo il corpo. Gli autori concludono che il <em>Microraptor gui</em> poteva planare e saltare da un albero all’altro, ma è improbabile che possa aver dato origine ad un animale volante. Inoltre il piumaggio delle zampe posteriori lo avrebbe reso un cattivo camminatore.</span></span></p>
<p align="CENTER">•••</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Scrive Ruben: “Nonostante l’affinità tra i dinosauri teropodi e gli uccelli sia stata riconosciuta da molto tempo, durante gran parte del 20° secolo i paleontologi in generale consideravano tra i due un rapporto antenato – discendente” inverosimile.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><span style="font-size:medium;">Peccato che nei testi scolastici e divulgativi la raccontano diversamente. Ora però la situazione è ancora più complicata. Gli uccelli potrebbero originare da non si sa cosa, poi alcuni hanno perso le ali diventato dinosauri terapodi. Una teoria che capovolge quella in voga da cent’anni, ma che può essere derivata dai dati al pari delle altre. Intanto il mistero dell’origine del volo si è fatto più fitto.</span></span></p>
<p>M. Georgiev</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/896/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/896/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=896&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Luigi Fantappié e la sua teoria unitaria unitaria</title>
		<link>http://antidarwin.wordpress.com/2012/01/19/luigi-fantappie-e-la-sua-teoria-unitaria-unitaria/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giuseppe Sermonti Tutte le leggi fisiche che governano il nostro mondo descrivono una realtà in dissipazione. Sotto l’impero della fisica tutte le cose tendono a disperdersi, a livellarsi, a mescolarsi. Questo è statuito nel secondo principio della termodinamica, che sentenzia che il mondo va dalla differenziazione all’omogeneità, dallo straordinario al mediocre, dal distinto all’indistinto. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=893&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giuseppe Sermonti</p>
<p align="justify">Tutte le leggi fisiche che governano il nostro mondo descrivono una realtà in dissipazione. Sotto l’impero della fisica tutte le cose tendono a disperdersi, a livellarsi, a mescolarsi. Questo è statuito nel secondo principio della termodinamica, che sentenzia che il mondo va dalla differenziazione all’omogeneità, dallo straordinario al mediocre, dal distinto all’indistinto. Il fatale livellamento delle cose si dice entropia e il secondo principio della termodinamica si può esprimere in breve dicendo che l’entropia è sempre in aumento. Alla fine dei tempi tutto sarà omogeneo, cenere depositata, e nulla potrà più accadere.</p>
<p align="justify">Non c’è da stare allegri, a maggior ragione perché la decadenza e la dissipazione procedono con la nostra età e ahimé, anche con l’avanzare della storia. Come possiamo scrollarci di dosso questo destino deprimente, questa inesorabile opera del diavolo, dissolutore delle nostre distinzioni e delle nostre resistenze, maestro di dissipazioni spirituali e materiali?</p>
<p align="justify">La risposta c’è sempre stata ed è stata riposta nella volontà creatrice e ordinatrice del Padreterno, che appunto dal Caos ha creato le differenze e le forme. Ma da quando il mondo ha relegato Iddio tra le superstizioni e le soluzioni ad hoc, ed ha affidato i suoi affari alla fisica e alla sua ineluttabilità, la risposta non c’è più.</p>
<p align="justify">È stato nel 1942 che uno dei nostri più illustri matematici, Luigi Fantappié (1901-1956), ha proposto una teoria rivoluzionaria, che scrolla la tirannide dell’entropia e ci offre la speranza di una fisica che presieda alla ricostruzione e alla ricomposizione del mondo. Il nuovo paradigma fu chiamalo <strong><em>Teoria unitaria del mondo fisico e biologico,</em></strong> e dopo mezzo secolo viene riproposto in un volumetto dalla copertina colore violetta del pensiero.</p>
<p align="justify">Espressa in termini sintetici e sibillini, la teoria ci dice che accanto ai fenomeni entropici (dissipativi) si hanno processi costruttivi o edificanti che possono chiamarsi sintropici. Subito un esempio: un sassolino cade in un laghetto e sprofonda, formando in superficie una serie di onde circolari e divergenti che vanno via via dissipandosi quanto più si allontanano dalla causa: è un fenomeno entropico. Supponiamo che sullo specchio del laghetto si formi una larghissima impenetrabile onda circolare e questa converga in onde sempre conchiuse e distinte, sinché si formi uno schizzo centrale che buchi la superficie, sprofondi, succhi il sassolino e lo sputi verso l’alto: sarebbe un fenomeno sintropico. Il fenomeno sintropico rispetto le leggi della fisica, usa le stesse formule, solo che si permette di cambiare un più in un meno, invertendo la direzione del tempo. Se avessimo filmato il tuffo del sassolino e l’espandersi delle onde nello stagno, e ci divertissimo a proiettare il film alla rovescia, vedremmo la strana espulsione del sassolino, causata dalla convergenza delle onde.</p>
<p align="justify">A questo punto, attenzione! Qui non si tratta di causa ed effetto, l’espulsione del sassolino non è causata. Cosa sia il fine a cui tutto il moto convergente è predisposto. Il sassolino lo si può gettare, a volontà, nel laghetto ed esso immancabilmente causerà le onde divergenti fino al suo ultimo effetto, che è l’estremo sottilissimo cerchio. Ma nessuno potrà produrre sul laghetto indisturbato quel cerchio impercettibile e farlo convergere verso il suo centro per generare lo schizzo ed esprimere il sassolino. Il mondo sintropico è estraneo alla volontà umana e al­l’artificio, non dipende minimamente da ciò che sia fuori di casa. Si direbbe miracoloso, ma obbedisce alle stesse formule della fisica, con un solo minuscolo prodigio, ­l’inversione del segnetto del tempo.</p>
<p align="justify">Ma questi avvenimenti sintropici fanno parte dell’esistenza? Per la verità, essi, ci dice Fantappié, non sono percepibili perché i nostri sensi non possono essere incontrati da un’onda che fugge alla velocità della luce.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/893/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/893/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=893&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>FORME DI VITA TRANSITORIE CHE  NON SONO MAI ESISTITE</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Se un processo di evoluzione avesse veramente avuto luogo sulla Terra, e tutte le specie viventi fossero discendenti davvero da un singolo comune progenitore, allora una qualche chiara prova di ciò si sarebbe dovuta scoprire nella documentazione sui fossili.  Il ben noto zoologo francese Pierre Grassé dice: I naturalisti si devono ricordare che il processo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=890&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Se un processo di evoluzione avesse veramente avuto luogo sulla Terra, e tutte le specie viventi fossero discendenti davvero da un singolo comune progenitore, allora una qualche chiara prova di ciò si sarebbe dovuta scoprire nella documentazione sui fossili.  Il ben noto zoologo francese Pierre Grassé dice:</p>
<p><em>I naturalisti si devono ricordare che il processo evolutivo può essere svelato solo a mezzo delle forme fossili … e che solo la paleontologia può fornir loro le prove della evoluzione e palesare il suo corso o i suoi congegni.  2</em></p>
<p>Per comprendere perché deve essere così, dobbiamo soffermarci brevemente sulla affermazione fondamentale della teoria dell’evoluzione:  che tutti gli esseri viventi sono discendenti l’uno dall’altro.  Un organismo vivente, che precedentemente abbia avuto origine solo per un caso fortuito, si è trasformato gradualmente in un altro organismo, con tutte le specie conseguenti aventi origine – o che si sono evolute – allo stesso modo.  Secondo questa affermazione certamente non scientifica, tutti i vegetali, gli animali, i funghi ed i batteri hanno avuto origine così.  I cento e più differenti ceppi animali (ivi incluse categorie essenziali come i molluschi, gli atropodi, i vermi e le spugne) discendono tutti da un singolo comune progenitore.  Ed ancora secondo tale teoria, gli invertebrati di questo tipo, nel corso del tempo e per le sollecitazioni della selezione naturale, si sono trasformati gradualmente in pesci, poi sono diventati degli anfibi, che a loro volta sono diventati dei rettili.  Qualche rettile dopo è diventato un uccello, ed altri invece dei mammiferi.</p>
<p>La teoria evoluzionistica sostiene che questa transizione ha avuto luogo gradualmente nel corso di miliardi di anni.  Ma se così fosse stato, allora innumerevoli <em>forme di transizione </em>avrebbero dovuto venire alla luce ed avrebbero lasciato qualche traccia della loro esistenza, durante questo lunghissimo periodo.</p>
<p>Creature mezzo-pesce, mezzo-anfibie, che avevano ancora caratteristiche simili ai pesci nonostante avessero acquisito quattro gambe e polmoni, sarebbero vissute nel passato.  In alternativa, rettili-uccello che avevano conservato delle sembianze di rettile, ma che ne avevano anche acquisito alcune aviarie, dovrebbero essere esistiti.  Poiché queste specie sarebbero state parte di un processo transitorio, esse avrebbero anche dovuto presentare imperfezioni, o addirittura essere deformi.  Ad esempio, le zampe anteriori di un rettile transitorio avrebbero dovuto sempre più somigliare a delle ali d’uccello, ad ogni successiva generazione.  Ma allora durante il corso di centinaia di generazioni, questa creatura non avrebbe avuto né zampe anteriori completamente funzionali né ali atte al volo – in altri termini avrebbe dovuto esistere in una forma imperfetta e disabile.  Queste astratte creature, che gli evoluzionisti credono debbano aver vissuto nel passato, sono conosciute come <em>forme transitorie.</em></p>
<p>Se creature di quel tipo fossero veramente esistite nel remoto passato, allora ve ne sarebbero state milioni, o addirittura miliardi, e sarebbe oggi possibile trovare i fossili dei loro resti in giro per tutto il mondo.  Darwin accettò la logica di ciò, e lui stesso affermò le ragioni per le quali vi sarebbe dovuto essere un gran numero di forme transitorie:</p>
<p><em>Secondo la teoria della selezione naturale tutte le specie viventi sono state collegate con le specie genitrici di ogni gene, con differenze non più grandi di quelle che si vedono tra le varietà naturali e domestiche delle stesse specie al giorno d’oggi; e queste specie genitrici, adesso in generale estinte, sono state a loro volta collegate in modo simile con forme più antiche; e così via a ritroso, sempre convergendo verso il comune progenitore di ogni grande classe.  </em><em>3</em></p>
<p>Quello a cui Darwin si riferisce è che a prescindere di quanto piccola sia la differenza che può esservi tra le specie oggi viventi – tra un pastore tedesco di razza, con pedigree, ed un lupo, ad esempio – ogni differenza tra progenitori e discendenti, che si afferma sia stata acquisita in sequenza uno dall’altro, deve necessariamente essere ugualmente di poco conto.</p>
<p>In quel caso, se l’evoluzione avesse veramente avuto luogo come afferma Darwin, allora l’evoluzione avrebbe fatto dei progressi con piccolissimi e graduali cambiamenti.   Delle alterazioni reali, in un essere vivente sottoposto alla mutazione, avrebbero potuto essere solo molto piccole.  Milioni di piccoli, minuscoli cambiamenti avrebbero dovuto interagire nel corso di milioni di anni affinché le zampe divenissero ali funzionali, le branchie polmoni capaci di respirare l’aria, o le pinne piedi capaci di correre sul suolo.  E questo processo avrebbe dovuto dar luogo a milioni di forme transitorie.  Darwin stesso arrivò a queste conclusioni nella scia della sua affermazione:</p>
<p><em>In modo che la quantità di connessioni intermedie e transitorie tra le specie viventi e quelle estinte, deve essere stata in concepibilmente grande.  </em><em>4 </em></p>
<p>Darwin ha espresso lo stesso punto di vista in altre parti del suo libro:</p>
<p><em>Se la mia teoria fosse vera, innumerevoli varietà intermedie, unendo strettamente insieme tutte le specie dello stesso gruppo, dovrebbero sicuramente essere esistite … Di conseguenza le prove della loro precedente esistenza si potrebbero trovare solo tra i loro resti fossili, che si sono conservati, come cercheremo di dimostrare in un capitolo più avanti, in modo estremamente imperfetto ed intermittente.  5</em></p>
<p>Darwin comunque era ben conscio che nessun fossile di tali collegamenti transitori era stato mai trovato.  Egli considerò questo come un maggiore intoppo per la sua teoria.  Pertanto, nel capitolo “Difficoltà della teoria” del suo libro Sulla Origine delle Specie, egli scrisse quanto segue:</p>
<p><em>Ma giusto in proporzione a come questo processo di sterminio ha agito in dimensioni enormi, così deve essere veramente enorme il numero di varietà intermedie esistite in precedenza sulla terra.  Ma allora perché ogni formazione geologica ed ogni strato non è pieno di tali forme transitorie?  La geologia sicuramente non rivela alcuna tale finemente graduata catena organica; e questa, forse, è la più ovvia e preoccupante obiezione che può essere mossa contro la mia teoria.  6</em></p>
<p>Al cospetto di questo consistente dilemma, la sola spiegazione che Darwin offrì fu l’insufficienza della documentazione sui fossili disponibile ai suoi tempi.  Egli continuò ad insistere che le forme transitorie mancanti sarebbero inevitabilmente apparse, una volta che la documentazione fosse stata completata e dettagliatamente esaminata.</p>
<p>La ricerca di fossili portata avanti negli ultimi 150 anni, però, ha rivelato che le aspettative di Darwin – e degli evoluzionisti che lo seguirono – non avevano fondamento.  Neanche un singolo fossile di una qualsiasi forma transitoria è stato mai trovato.  Fino ad oggi, vi sono circa 100 milioni di fossili, conservati in migliaia di musei e collezioni.  Tutti sono fossili dei resti di specie completamente sviluppate, con i loro aspetti tipici particolari, che si differenziano da tutte le altre specie per le loro definite, stabili caratteristiche.  Fossili di mezzi-pesci, mezzi anfibi;  mezzi-dinosauri, mezzi-uccelli;  e di mezze-scimmie, mezzi-umani;  con tanta sicurezza e certezza preannunciati dagli evoluzionisti, non se ne sono mai visti.</p>
<p>Malgrado sia un evoluzionista, Steven M. Stabley della Università John Hopkins ammette quanto segue:</p>
<p><em>La documentazione sui fossili conosciuta non è, e non lo è mai stata, in accordo con il gradualismo … Alcuni moderni paleontologi sembra che abbiano riconosciuto ciò nello scorso secolo, come lo storico biologo William Coleman ha scritto di recente, “La maggioranza dei paleontologi ha avuto il sentore che le loro prove semplicemente contraddicono l’insistenza di Darwin sull’esistenza di minuscoli, lenti e cumulativi cambiamenti che hanno portato alla trasformazione delle specie.” Nel prossimo capitolo descriverò non solo quanto i fossili hanno da dire, ma anche che la loro storia è stata volontariamente occultata.  7</em></p>
<p>Ian Tattersall and Niles Eldredge, curatori del Dipartimento di Antropologia del Museo Americano di Storia Naturale a New York, così descrivono come la documentazione sui fossili contraddice la teoria dell’evoluzione:</p>
<p><em>La documentazione porta alle conclusioni e tutte le prove dimostrano che questa è reale:  gli spazi vuoti che vediamo riflettono eventi reali nella storia della vita – non l’artefatto di una misera documentazione sui fossili.  8</em></p>
<p>Come questi scienziati evoluzionisti affermano, la vera storia della vita può essere vista nella documentazione sui fossili, ma non vi sono forme transitorie all’interno di quella storia.</p>
<p>Anche altri scienziati ammettono l’assenza delle forme transitorie.  Rudolf A. Raff, Direttore dell’Istituto di Biologia Molecolare dello Stato dell’Indiana e Thomas C. Kaufmann, Ricercatore alla Università dell’Indiana, scrivono:</p>
<p><em>La mancanza di forme ancestrali o intermedie tra le specie fossili non è una bizzarra peculiarità della iniziale storia dei metazoi.  L’esistenza di spazi vuoti è generale e prevalente in tutta la documentazione sui fossili.  9</em></p>
<p>Vi sono addirittura fossili conservati di batteri che vissero miliardi di anni fa.  Ciò nondimeno, è impressionante il fatto che neanche un singolo fossile di una qualsiasi immaginaria forma transitoria sia mai stato trovato.  Esistono fossili di un gran numero di specie, dai batteri alle formiche e dagli uccelli alle piante che generano fiori.  Vi sono anche fossili di specie estinte che si sono conservati così bene da permetterci di renderci conto dei generi di strutture possedute da queste specie, una volta abbondantemente diffuse, che però non abbiamo mai viste da vive.  L’assenza anche di una singola forma transitoria, in una talmente ricca raccolta di fossili, non dimostra l’insufficienza della documentazione sui fossili, ma solo l’invalidità della teoria dell’evoluzione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/890/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/890/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=890&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>sopravvivenza autonoma della cellula batterica, COMMENTO ALL&#8217; ARTICOLO DEL DR. BUSTI</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[aggiungo alcune considerazioni al bell&#8217;articolo del prof. Busti comparso recentemente nell&#8217;eco dei lettori.http://www.origini.info/articolo.asp?id=449 Studi recenti hanno scoperto che la sopravvivenza autonoma della cellula batterica è assicurata da almeno 300 geni e quindi se ogni gene codifica una proteina nella cellula batterica ci vogliono almeno 300 proteine essenziali per la loro sopravvivenza.Si può quindi considerare questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=887&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<td><span style="font-size:xx-small;"><br />
</span></td>
<td width="10%"></td>
</tr>
<tr>
<td width="600"><span style="font-size:medium;">aggiungo alcune considerazioni al bell&#8217;articolo del prof. Busti comparso recentemente nell&#8217;eco dei lettori.</span><a href="http://www.origini.info/articolo.asp?id=449">http://www.origini.info/articolo.asp?id=449</a></p>
<p><span style="font-size:medium;">Studi recenti hanno scoperto che la sopravvivenza autonoma della cellula batterica è assicurata da almeno 300 geni e quindi se ogni gene codifica una proteina nella cellula batterica ci vogliono almeno 300 proteine essenziali per la loro sopravvivenza.Si può quindi considerare questo gruppo di proteine una struttura complessa a complessità irriducibile,se ne manca solo una nulla può funzionare.Se si calcola la probabilità, che questa struttura sia sorta percaso bisogna sommare la probabilità di una proteina media di 300 aminoacidi+ più le altre 299 proteine :ciò fa un numero enorme :20 _elevato a 9000!Ciò rende impossibile l&#8217;evoluzione casuale passo dopo passo di questa<br />
struttura.A mio avviso il darwinismo è totalmente falsificato da questa scoperta . </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Dr. Nunzio Nobile Migliore</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/antidarwin.wordpress.com/887/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/antidarwin.wordpress.com/887/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=887&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Selezione Naturale, un’idea “presa in prestito” da Darwin</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[selezione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Specie]]></category>
		<category><![CDATA[stefano bertolini]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti considerano il libro di Darwin “Sull’origine delle specie” come un suo capolavoro originale. Da quest’opera, e dal concetto della selezione naturale che in essa viene presentato, nasce quello che poi si svilupperà nel neo-darwinismo, meglio conosciuto come “teoria dell’evoluzione”. Pochi però conoscono la vera storia che ha fatto nascere la teoria della selezione naturale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=882&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti considerano il libro di Darwin “<em>Sull’origine delle specie</em>” come un suo capolavoro originale. Da quest’opera, e dal concetto della selezione naturale che in essa viene presentato, nasce quello che poi si svilupperà nel neo-darwinismo, meglio conosciuto come “teoria dell’evoluzione”. Pochi però conoscono la vera storia che ha fatto nascere la teoria della selezione naturale come meccanismo della diversità delle specie, e ancora meno conoscono i veri autori di questa teoria. Per questo motivo rimarranno sorpresi a scoprire che non era un lavoro originale di Darwin, perché altri ci erano già arrivati prima di lui. Si evince dalle lettere agli amici che Darwin si riferiva al “suo” concetto dell’evoluzione per selezione naturale come suo “figlio”, ma in realtà l’avrebbe dovuto chiamare un suo “figlio illegittimo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una dei primi accenni alla teoria della selezione naturale si trova fra le pagine del libro scritto dal nonno di Charles Darwin, <strong>Erasmus Darwin</strong>, che nel 1794 pubblicò <em>Zoonomia</em>. Charles Darwin prese quasi ogni argomento ed esempio presentato in questo libro e li usò in <em>Sull’origine delle specie</em> pubblicato nel 1859. Erasmus Darwin era un libero pensatore ed umanista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di recente il Prof. Paul Pearson dell’Università di Cardiff ha trovato nella Biblioteca Nazionale della Scozia tre volumi del geologo scozzese <strong>James Hutton</strong> (1726 &#8211; 1797), scritte nel 1794, che non sono mai stati pubblicati, intitolati <em>Una indagine sui principi della sapienza e del progresso della ragione, dal senso alla scienza e alla filosofia (An Investigation of the Principles of Knowledge and of Progress of Reason, from Sense to Science and Philosophy)</em><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote1sym"><sup>1</sup></a>. Hutton ha dedicato un capitolo intero alla sua teoria chiamata “variazione seminale”<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote2sym"><sup>2</sup></a>. Oggi Hutton rimane più noto per i suoi concetti di una terra vecchia che hanno fatto nascere il concetto dell’attualismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri autori avevano pubblicato articoli sulla selezione naturale molti anni prima di Darwin, come il medico <strong>William Wells</strong> (1757–1817, figlio di genitori scozzese ed americano) che scrisse nel 1813 (pubblicato solo nel 1818 dopo la sua morte)<sup>3</sup>. Nel 1831 il frutticoltore scozzese <strong>Patrick Matthew </strong>(1790–1874) scrisse <em>Sul legname navale e sull’arboricoltura (On Naval Timber and Arboriculture)</em>, menzionando la selezione naturale nell’appendice. Egli dichiarò pubblicamente di avere preceduto Charles Darwin e si autodefinì nei suoi libri come colui che ha scoperto il principio della selezione naturale. Non sembra casuale che Wells, Matthew e successivamente Charles Darwin si siano formati nella città universitaria di Edimburgo, nota per le sue società scientifiche. Era anche la città di residenza di Hutton. Il Prof. Pearson insinua che dei concetti parzialmente dimenticate dai suoi giorni da studente sono tornati alla mente di Darwin mentre tentava di spiegare quello che osservava nelle varie specie durante il suo viaggio a bordo del Beagle<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote3sym"><sup>3</sup></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Probabilmente chi ha maggiormente influenzato Darwin è stato il chimico e zoologo inglese <strong>Edward Blyth</strong> (1810 – 1873), autore di tre importanti articoli sulla selezione naturale pubblicati ne <em>La Rivista di Storia Naturale</em> dal 1835 al 1837<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote4sym"><sup>4</sup></a>, prima che Darwin pubblicò <em>L’origine delle specie</em> nel 1859. Non esiste dubbio che Darwin conosceva bene questi lavori, perché l’Università di Cambridge possiede le copie personali di Darwin di questi articoli con gli appunti scritti di suo pugno nei margini!<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote5sym"><sup>5</sup></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A</strong><strong>lfred Russel Wallace</strong> (1823–1913), mentre viveva nell’Arcipelago Indo-Malese sviluppò indipendentemente una teoria dell’evoluzione quasi identica a quella di Darwin<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote6sym"><sup>6</sup></a>. Nel 1858 mandò a Darwin una copia del suo manoscritto <em>Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitamente dal tipo originario (On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely From the Original Type)</em>. Questa tesi sulla selezione naturale descrisse in forma completa quello che ora conosciamo come la teoria dell’evoluzione di Darwin<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote7sym"><sup>7</sup></a>. La ricezione di questo manoscritto scoraggiò molto Darwin, ma spinto dai suoi amici Charles Lyell e Joseph Hooker, organizzarono una presentazione ‘congiunta’ fra Darwin e Wallace alla prossima convocazione della Società Linneana di Londra, il 1 Luglio 1858. Presentarono il lavoro di Wallace assieme a due articoli non ancora pubblicati da Darwin (un saggio del 1844 e una lettera del 1857 scritta ad Asa Gray). Questa fu una cosa molto scorretta, perché non fu presente Wallace e nemmeno avevano la sua approvazione perché lo fecero completamente alla sua insaputa. L’esistenza del manoscritto di Wallace costrinse Darwin ad affrettarsi a scrivere <em>L’origine delle specie </em>e a pubblicarlo il 24 Novembre 1859 per paura che Wallace facesse colpo nei giornali anticipandolo. Secondo Brackman “Wallace, non Darwin, fu il primo a scrivere la completa teoria dell’origine e della divergenza delle razze per selezione naturale&#8230; e fu derubato nel 1858 della sua priorità nel proclamare la teoria”<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote8sym"><sup>8</sup></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la pubblicazione de <em>L’Origine delle specie</em> nel 1859, Darwin fu accusato dai suoi contemporanei di non avere riconosciuto il suo debito a loro ed ad altri che avevano scritto sulla selezione naturale. A causa dell’aumento di questa pressione pubblica, nel 1861 si sentì costretto ad aggiungere un Profilo Storico nella terza edizione de <em>L’Origine</em> in cui ha fatto menzione di alcuni degli scrittori precedenti. Tuttavia questo non fu sufficiente a placare le accuse e in ogni successiva edizione il Profilo Storico assunse sempre più importanza, fino ad arrivare nella sesta edizione a menzionare 34 altri autori che avevano scritto precedentemente sull’origine delle specie e sulla loro diversificazione. Tuttavia le informazioni incluse su quanto avevano scritto furono molto vaghe e rimasero isolate dal testo principale. Darlington lo chiama “il racconto meno attendibile che sarà mai scritto”<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote9sym"><sup>9</sup></a>. Anche il satirico inglese Samuel Butler, nel suo libro <em>Evoluzione nuova e vecchia (Evolution Old and New)</em> del 1879, accusò Darwin di aver disprezzato le congetture evoluzionistiche di Buffon, Lamarck e il nonno Erasmus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le accuse contro Darwin si sono perpetuate anche nei tempi moderni. L’eminente evoluzionista Loren Eiseley, Prof. Benjamin Franklin di Antropologia e Storia della Scienza all’Università di Pennsylvania, è d’accordo che Darwin ‘prese in prestito’ (potremmo dire plagiò) il lavoro di altri. Eiseley ha dedicato decenni a rintracciare le origini delle idee attribuite a Darwin. Nel suo libro del 1979<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote10sym"><sup>10</sup></a> afferma che i principi del lavoro di Darwin, come la lotta per la sopravvivenza, la variazione, la selezione naturale e la selezione sessuale, sono tutte pienamente espresse nell’articolo di Blyth del 1835<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote11sym"><sup>11</sup></a>. Scrive che Darwin usò perfino espressioni tipiche di Blyth, parole insolite (come anastomosi) e frasi simili dopo che queste apparvero nell’articolo di Blyth del 1836, incluso l’uso di elenchi di animali in contesti simili<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote12sym"><sup>12</sup></a>. L’audace lavoro di Eiseley ha incoraggiato altri evoluzionisti del secolo XX, come Darlington, ad accusare Darwin<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote13sym"><sup>13</sup></a>. Facendo riferimento alla posizione coraggiosa presa da Eiseley, Hoyle e Wickramasinghe scrissero nel 1981: “Le prove non permettono altra conclusione che quella della voluta omissione [da parte di Darwin ndr] &#8230; un peccato di omissione molto grave che deve ancora essere redento dal mondo professionale della biologia”<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote14sym"><sup>14</sup></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È vero che nel suo libro Darwin fa riferimento a qualche comunicazione con Blyth riguardo al comportamento di qualche specie specifica<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote15sym"><sup>15</sup></a>, ma come commenta Eiseley, Blyth viene riconosciuto limitatamente in un ruolo di tassonomo ed osservatore sul campo<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote16sym"><sup>16</sup></a>. A questo punto viene da domandarsi il motivo per cui Darwin fosse così riluttante a riconoscere Blyth per gli elementi principali della sua teoria e a citare gli articoli di Blyth sulla selezione naturale. Si potrebbero proporre due motivazioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="1">
<li>Blyth era chiaramente cristiano e creazionista. Es: Blyth tratta il cambiamento stagionale della colorazione di alcuni animali come la lepre di montagna, che diventa bianca d’inverno. Egli dichiara che questi sono “straordinari esempi di progettazione che attestano chiaramente e vividamente l’esistenza di una grande onnisciente Prima Causa”<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote17sym"><sup>17</sup></a>.Scrive che gli animali “manifestano un senno e una saggezza sovrumani, perché innati, e perciò impartiti da un Creatore onnisapiente<a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote18sym"><sup>18</sup></a>.</li>
<li>Blyth giustamente considerò il concetto della selezione naturale come un meccanismo che eliminava dalla popolazione i malati, i vecchi e gli inadatti, come un fattore di conservazione e mantenimento del status quo. In altre parole, la speciazione non andava oltre la specie biblica. Diversi creazionisti come Blyth e William Paley ritenevano la selezione come un processo che sceglieva fra diverse caratteristiche, ognuna delle quali doveva già esistere prima di poter essere selezionata.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>I libri di storia danno tutto il merito equivoco per l’idea dell’evoluzione tramite la selezione naturale a Charles Darwin. Uno studio più attento della storia ci porta presto alla conclusione che Darwin non fu né originale, né il primo a pubblicare un trattato sulla selezione naturale. Non si può neanche dire che sia stato più bravo degli altri a fare un buon marketing del suo lavoro, perché dalle volute omissioni di riferimenti ai precursori della sua teoria si rimane colpiti da un senso di malafede. Il fatto che fu proprio un creazionista ad essere il primo a documentare tutta la teoria della selezione conferma che questa sia in perfetta armonia con la rivelazione speciale della Bibbia nel racconto della Genesi. Va sottolineato che la selezione naturale, seppure un fenomeno vero, rimane impotente a generare le nuove informazione (genetiche) necessarie a produrre nuove caratteristiche. Quello che Blyth, Wallace e Darwin osservarono studiando le specie era che la selezione naturale poteva selezionare unicamente dalle caratteristiche già esistenti nelle specie. Un fatto confermato dal neo-darwinismo, in quanto la biologia molecolare non ha mai osservato la generazione di nuove informazioni genetiche, fondamentali per l’evoluzione di una specie in un’altra avendo caratteristiche completamente diverse. Non solo il “figlio” di Darwin era illegittimo, ma aveva anche molti padri!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Adattato e tradotto da Stefano Bertolini da un articolo di Russell Grigg, CMI. Rivisto da Geoffrey Allen.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote1anc">1</a> Recensito da Paul Pearson in <em>Nature</em> <strong>425</strong>(6959):665, 16 Ottobre 2003.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote2anc">2</a> Secondo Pearson, Hutton usò il meccanismo della selezione per spiegare l’origine della diversità nella natura, anche se ha precisato di considerare l’evoluzione tra specie come una “fantasia romantica”.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote3anc">3</a> Citato da Stephen Jay Gould in Gould, S., <em>Natural selection as a creative force, The Structure of Evolutionary Theory</em>, Belknap Press of Harvard University, Massachusetts, USA, p. 138, 2002.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote4anc">4</a> Blyth, E., <em>The Magazine of Natural History </em>Volumi <strong>8</strong>, <strong>9</strong> and <strong>10</strong>, 1835–1837. La fonte: Bibliografia 5, Appendici.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote5anc">5</a> Fonte: Bradbury, A., <em>Charles Darwin—The truth?</em> Part 7—The missing link, &lt;www3.mistral.co.uk/bradburyac/dar7.html&gt;, 30 Ottobre 2003.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote6anc">6</a> Wallace considerava l’argomento già nel 1845 e pubblicò un articolo generale nell’ <em>Annals and Magazine of Natural History</em>, Settembre 1855. Vedere bibliografia 7, p. 78.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote7anc">7</a> “Fu il concetto non ancora pubblicato di Darwin nei minimi dettagli, indipendentemente duplicato da un uomo che viveva in una capanna agli estremi confini del mondo.” Eiseley, L., Alfred Russel Wallace, <em>Scientific American</em> <strong>200</strong>(2):80, Febbraio 1959.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote8anc">8</a> Brackman, A., <em>A Delicate Arrangement: The Strange Case of Charles Darwin and Alfred Russel Wallace</em>, Times Books, New York, p. xi, 1980.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote9anc">9</a> Darlington, C.D., The origin of Darwinism, <em>Scientific American</em> <strong>200</strong>(5):61, Maggio 1959.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote10anc">10</a> Eiseley, L., Darwin and the Mysterious Mr X, E.P. Dutton, New York, 1979, pubblicato dopo la morte dagli esecutori testamentari; da Eiseley, L., Charles Darwin, Edward Blyth, and the Theory of Natural selection, <em>Proceedings of the American Philosophical Society</em> <strong>103</strong>(1):94–114, Febbraio 1959.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote11anc">11</a> Bibliografia 10, p. 55.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote12anc">12</a> Bibliografia 10, pp. 59–62.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote13anc">13</a> Darlington, C.D., <em>Darwin’s Place in History</em>, Basil Blackwell, Oxford, p. 60, 1959.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote14anc">14</a> Hoyle, F. and Wickramasinghe, C., <em>Evolution from Space</em>, Paladin, London, pp. 175–179, 1981.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote15anc">15</a> Darwin, C., <em>The Origin of Species</em>, 6th ed., John Murray, London, 1902, pp. 21, 199, e 374.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote16anc">16</a> Bibliografia 10, p. 52.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote17anc">17</a> Bibliografia 4.</p>
<p><a href="http://www.origini.info/Articolo.asp?id=470#sdendnote18anc">18</a> Bibliografia 4.</p>
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		<title>Non nei geni? Di Jonathan Wells</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 10:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sintesi Milano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti biologi ritengono che lo sviluppo embrionale è controllato da un programma genetico codificato nel DNA. Altri biologi sostengono che lo sviluppo non può essere ridotto a un programma genetico. Anche se il DNA è coinvolta nello specificare le sequenze di aminoacidi delle proteine, altre fonti di informazioni sono necessarie per specificare la struttura tridimensionale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=antidarwin.wordpress.com&amp;blog=8367645&amp;post=881&amp;subd=antidarwin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti biologi ritengono che lo sviluppo embrionale è controllato da un programma genetico codificato nel DNA. Altri biologi sostengono che lo sviluppo non può essere ridotto a un programma genetico. Anche se il DNA è coinvolta nello specificare le sequenze di aminoacidi delle proteine, altre fonti di informazioni sono necessarie per specificare la struttura tridimensionale dell&#8217;embrione. Una di queste fonti è un sistema di coordinate spaziali comunicati, in parte, da un campo elettrico endogeno &#8211; che è, un campo elettrico generato dallo stesso embrione.</p>
<p> Nel 1950, il chimico danese Jens Skou scopri’ che le membrane delle cellule viventi contengono canali complesso per pompare fuori tre ioni di sodio per ogni due ioni di potassio pompato. Dal momento che gli ioni di sodio e potassio sono entrambi portatori di una carica elettrica di +1, l&#8217;interno della cellula diventa elettricamente negativa rispetto all&#8217;esterno, risultando in un campo elettrico endogeno.</p>
<p> Nel 1970, Lionel Jaffe e Richard Nuccitelli dell’ American biofisici Inventarono una sonda in grado di misurare i campi elettrici endogeni. Jaffe, Nuccitelli e altri hanno continuato a dimostrare che i campi endogeni sono generati nella rana e negli embrioni di pollo (tra gli altri), e che tali campi possono controllare il comportamento delle cellule durante lo sviluppo. Nel 1995, gli ingegneri biomedici Richard Borgens e Riyi Shi hanno proposto che i campi elettrici endogeni potessero fornire coordinate spaziali per la creazione di pattern embrionale.</p>
<p> Recentemente, il biologo Dany S. Adams  insieme ad suoi colleghi della Tufts University  hanno scoperto un modello mai visto prima, segnali bioelettrici in embrioni di rana che gioca un ruolo nello sviluppo volto. Quando il biologo Michael Levin Tufts University e i suoi colleghi hanno manipolato artificialmente questi segnali, gli embrioni colpiti negli occhi hanno avuto rispsote molto contrastanti.</p>
<p> Sebbene i sostenitori del programma genetico potrebbero sostenere che tali campi elettrici endogeni sono completamente specificate da informazioni nel DNA, io credo non lo siano. Esperimenti in organismi unicellulari indicano che i modelli a membrana sono determinate dalla pre-esistente membrane e non dal DNA. Quindi, anche se i componenti molecolari dei singoli canali di sodio-potassio possono essere codificati in sequenze di DNA, la disposizione tridimensionale di quei canali &#8211; che determina la forma del campo elettrico endogeno &#8211; rappresenta una fonte indipendente di informazioni negli embrioni.</p>
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