TROVATA LA TEORIA UNIFICATA DA UN RICERCATORE SCONOSCIUTO FUORI DAL CIRCUITO ISTITUZIONALE ???

ottobre 29, 2010

 

La teoria unificata dell’universo fisico e mentale è stata da me trovata ,per aver intuito un primo assioma corretto.

L’assioma fondamentale della conoscenza ,che è l’assioma della velocità di percezione dei giudizi.

Il giudizio scientifico universale, immutabile e necessario è il concetto di Socrate, giunto ai giorni nostri alla forma compiuta del giudizio sineterico, (l’identico col diverso).

-Intendendo per Essere identico a Sé medesimo, l’individuo-persona ,cosciente di se e formulante giudizi sulla percezione di esistere realmente in sé .

-Intendendo per essere diverso ipotetico ,l’esistere immaginario materiale ,come se fosse ,fuori di sé.

 

In matematica i teorema costruiti sulla  base di principi primitivi indimostrabili ma accettati come veri, giunge alle forme di costruibilità della conoscenza incompleta o indecidibile ,che noi chiamiamo sintetica e analitica.

Senza la mente sineterica ,che unisce i giudizi accidentali dei diversi con l’identico ,non avremmo mai la teoria, che consente di unificare i casi particolari dei fenomeni incompleti o indecidibili, in un quadro unico comprensibile.

Questa fino a  Newton è stata la scienza ,approdata ai giudizi sineterici galileani ,che indagano le cause visibili ,(l’identico), e gli effetti visibili,(il molteplice divenire degli effetti apparenti).

Poi la scienza moderna ha incontrato una difficoltà ,(fino ad ora insuperata) ,essendosi trovata a prospettare non più una sola unica teoria ,che per quanto incompleta o indecidibile era  stata  pur sempre unica fino a Newton.

Dopo la scoperta dei quanti invece ,la fisica classica si è trovata avanti due strade teoriche diverse e incompatibili.

-La fisica relativistica ,che spiega i fenomeni del moto visibile a partire dalle molecole, alle galassie e fino all’universo intero.

-La fisica quantistica che spiega altrettanto bene i fenomeni del moto invisibile a discendere dall’atomo ai quark.

A questo punto a me è stato evidente che ciò che divide l’interpretazione delle due diverse teorie, consiste della velocità di percezione dell’informazione ,che transita dal fenomeno alla mente.

Rispetto al nostro cervello e ai nostri sensi ,la distanza degli eventi invisibili minimi e degli eventi visibili

massimi varia secondo le regole della relatività di Einstein.

Ma rispetto alla nostra mente non è così neanche nel mondo grande dei fenomeni dei corpi visibili.

L’informazione una volta riposta in memoria .diviene conoscenza istantanea.

Ovvero se io studio diritto, geografia o matematica o fisica, alla fine degli studi tutta la matematica ecc. che conosco ,sta unificata nella mia memoria  tutta insieme. Saranno il cervello ed i sensi a richiedere qualche frazione di secondo per richiamare le nozioni diverse ,all’attenzione mentale istantanea ,e serviranno persino qualche ora di oratoria, per tenere una lezione agli studenti attraverso la propria voce.

Ma questa è solo la quantizzazione dell’informazione dei fenomeni unificati, che transita nel molteplice divenire diverso.

Ciascuno però conosce tutta insieme la propria disciplina ,riposta in memoria nella sua conoscenza personale.

Occorre tempo interiore cerebralizzato in sensazioni fisiche ,per rivisitare coscientemente la conoscenza continua della mente, trasferita ora in frattali di effetti diversi ,nello spazio tempo quantizzato esterno.

Avendo capito quindi, che la conoscenza nella mente supera la velocità della luce ,acquisendo una conoscenza sineterica tachionica,(istantanea).

E’ stato facile includere la fisica quantistica e la fisica relativistica nella mia nuova fisica tachionica , che include entrambe ,come suoi casi particolari.

Resta però il problema fisico dei sensi ,che sono allocati ad una grandezza scalare mediana tra il minimo esistere nell’atomo e l’esistere fuori dall’atomo, nelle galassie e persino nell’universo intero che è enorme.

Per questo motivo io indico la partenza del mondo esterno all’atomo ,nella molecola.

Do il tempo all’informazione di introdurre una relazione di significato all’ accelerazione relativistica ,che poi cessa repentinamente di manifestarsi in modo accentuato ,con corpuscoli di grandezza maggiore di una molecola.

La cosa più grande che si è potuta accelerare a velocità prossime a quelle della luce è stata infatti una molecola. Con corpi più grandi non si trovano mezzi ed energia a sufficienza . A tal proposito per me in tale direzione teorica di accelerazione relativistica, si va alla disintegrazione della materia e non più ad effetti relativistici concreti ,(super nova si ,buchi neri no) .

Vedi  nel sito http://www.webalice.it/iltachione ,altre spiegazioni in merito.

L’uomo che osserva i fenomeni al livello scalare al quale è posto il suo sistema dei sensi .

Quando osserva un atomo a partire dalla sua superficie elettronica, ma ancor meglio se parte dalla superficie della molecola e giunge fino alle dimensioni dei propri sensi , sta sicuramente nel mondo della fisica classica quando ne prende conto, come di una particella che si muove a velocità basse.

Se però le velocità del moto si approssimano a quelle della luce le cose si complicano . Poiché ogni osservatore posto in laboratori e condizioni diverse d’osservazione ,riceverà informazioni relative e diverse dalla particella in moto. Occorrerà allora operare matematicamente con le trasformazioni di Lorenz e la ri-normalizzazione, per stabilire un’unica realtà uguale per tutti gli osservatori ,che si trovano in laboratori e condizioni di moto diversi. Ovvero  per eliminare le risultanze assurde di quantità infinite per realtà materiali ,che per principio devono essere finite.. Si deve rinormalizzare la previsione di teoria che prevede quantità infinite per misure fisiche ,che risultano invece sperimentalmente finite.

Veniamo allora a dettagliare l’errore ,che si era introdotto nei giudizi analitici e sintetici ,nei secoli passati succubi di cattiva filosofia ,che ci ha condotto dal sofismo al relativismo attuale e che rende incompleta o indecidibile la teoria Standard ,impedendo la coniugazione di tutta la fisica in un’unica teoria.

Molto in breve.

Nella Magna Grecia ,ossia nell’Italia meridionale , il filosofo Parmenide ed il suo principale allievo Zenone,  pensarono che L’ESSERE reale ,era un essere invisibile, personale e auto cosciente di sé ,immobile, indiviso e indivisibile, completo e immutabile, necessario e universale. Pressappoco il dio cristiano incorruttibile.

Con una descrizione moderna possiamo dire , che occorre che questo Essere sia un software del tutto astratto e allogato in un solo punto geometrico a dimensionato cioè a spaziale e atemporale.

l’Essere spiegato come divisibile ed esteso nello spazio invece ,non solo non giungerebbe ad essere incorruttibile ,onnipotente ecc. ecc.. Ma se i suoi valori venissero pensati divisi e quantizzati  nel visibile hardware esteso nel vuoto. Neppure giungerebbe ad esistere con ragioni sufficienti .

Per esistere infatti non bastano ragioni sufficienti ,ma sono necessarie ragioni totali.

Se l’essere manca di una sola ragione non è in eterno. Non nasce . Quindi non è ,e non sarà mai.

La soluzione della mia teoria consiste infatti in un hardware  immaginario ,fatto anch’esso di teorema matematici astratti, che rappresentano la materia al cervello ed ai sensi ,come impenetrabile e solida ,solo secondo l’ ipotesi del programma di luce dei fermioni ,secondo il principio di esclusione di Pauli.

In pratica la materia vera non è costruibile ,perché non si possono dividere le qualità dell’Essere mentale , in una estensione spaziale reale ,pena la distruzione dell’Essere nel nulla assoluto , che  per  una logica fortunata  è assurdo e inesistente.

Pertanto il modello fisico della materia apparente è costituito con teorema di numeri immaginari, che simulano un vuoto finto ed un pieno finto ,complementari nel continuo dello spazio tempo.

Cioè l’hardware visibile è finto e non falso ma è vero proprio come teorema coerenti ma finti.

Finto non è dunque semanticamente un sinonimo di falso.

Il VERO ESSERE ESISTE; il Finto esistere è solo un pensato o un pensiero o un pensare dell’Essere.

Il nulla non è perché risulta falso. Questo è il terzo incomodo della logica, il nulla.

La logica va riformata dunque, come la matematica e la teoria standard ,con una nuova semantica.

La realtà è costituita nel VERO ESSERE mentale ,che include l’essere immaginario finto.

Così ho scoperto che la realtà è fatta di VERO e Finto. Il finto si divide in + e – ; 1 e 0 binari; pieno e vuoto ecc., ecc.,(tutti i contrari immaginabili).

 

Contemporaneamente in altra città della Magna Grecia, Pitagora descrisse l’essere visibile come avente come sua sostanza i numeri. Praticamente secondo i pitagorici esiste una natura astratta invisibile delle cose visibili. Ritenevano di conseguenza ,che il nostro mondo visibile è un’apparenza dei sensi ,che leggono teorema matematici ,raffiguranti materia finta.

Successivamente i discepoli di Pitagora cambiarono in parte questa idea ,sostenendo che i numeri erano modello dell’essere visibile. In pratica la stessa cosa detta peggio. Si prestava così il fianco ai sofismi verbalistici e senza sostanza semantica e logica. Ad aggravare la situazione ,secondo alcuni storici e critici filosofici ,gli eleatici stabilirono infine nel secondo periodo della loro scuola ,che la perfezione del loro Essere astratto era rappresentabile nella sfera.
Questo fu l’errore mortale.

Interpretare l’Essere come dotato di un raggio, divideva di fatto il punto  mentale unificato ,quantizzandolo nell’essere intermittente complementare dello spazio tempo materiale.

(Come fanno ora erroneamente le super-stringhe nella M-teoria ,riaprendo inutilmente in una lunghezza unidimensionale il quark puntiforme. Gli errori filosofici sono la morte delle cattive teorie).

Eppure la sfera invisibile fu  anch’ essa un concetto astratto della geometria in un primo commento , travisarla poi con una sfera solida materiale, significò confondere il punto matematico col punto materiale immaginario.

Ora ragionando noi sappiamo invece che nella geometria e nella matematica il punto è equipotente al segmento raggio ,e la sostanza di numeri ordinali continui è una astrazione al pari del modello di numeri cardinali quantizzati. Cambia solo la densità degli insieme continui e di quelli numerabili . Quelli continui sono fatti di transfiniti molto più densi e non sono numerabili con tutto l’insieme dei numeri interi Aleph-zero.

Sono però tutti insieme immaginari ,fatti di numeri immaginari.

CONCLUSIONI

Quando le quantità numerarie vengono attribuite a presunti oggetti fisici ,i numeri non rendono reale l’energia dell’universo nei corpi singoli ,poiché l’energia totale dell’universo rimane uguale a un bilancio di valore totale pari a zero. Gli addendi dell’addizione valgono dunque zero ,nel totale della somma = a zero.

Non nasce un dualismo reale tra realtà invisibile continua e teorema immaginari quantizzati visibili .

Sulla lavagna mentale i numeri estesi per ipotesi  ,sono gli stessi numeri astratti ,che vengono riposti continui in memoria ,dopo il sospendere della visione accidentale dello spazio tempo dell’ipotesi.

In modo improvviso invece ,abbandonando la via della verità, Platone ed Aristotele travisarono in dualismo reale ,fatto di due sostanze veramente opposte e diverse il visibile e l’invisibile. Invece  entrambi i due enti sono fatti di numeri ,ovvero l’invisibile ed il visibile sono fatti della stessa sostanza mentale.

In questo furono aiutati da Socrate stesso ,il quale dopo aver fondato il giudizio scientifico universale, necessario e immutabile abdicò dal destinarlo a conoscere l’invisibile Essere di Parmenide e non sistemò in accordo con esso il pensiero di Pitagora.

L’unificazione falli anche allora ,cadendo come ora ,in qualche cosa di simile alla matematica errata delle super-stringhe.

Questa della M-teoria risulta infatti una metafisica sbagliata ,perché individua nuovamente ragioni matematiche invisibili dei fenomeni visibili ma  non ammettendole come tali, continua a passarci dei teorema matematici ,per particelle fisiche.

Ancora si confondono il punto matematico col punto materiale.

Altrimenti si sarebbe chiarito che l’Essere di Parmenide è un punto mentale di conoscenza completa, ovvero un insieme intero e limitato e non infinito.

Ovvero con i vecchi concetti di limitato ed illimitato ,da me recuperati al vero significato semantico .

Ne deriva ,che l’invisibile è un punto mentale ,intero ,completo e quindi tutto limitato di, a, da, in, con, su, per, tra, fra  Sé nella Mente.

Mentre il visibile è invece lui ad essere l’ente immaginario dell’illimitato infinito potenziale o in atto, che tran-sfinisce nella rarefazione dei numeri primi, davanti, dopo e lungo di Sé nel cervello.

 

Si sarebbe così chiarito  anche  cosa è  l’essere apparente di Pitagora ,se non un insieme di numeri immaginari quantizzati inclusi nella mente dell’Essere di Parmenide ,quando questi pensa in Sé medesimo, come se fosse davanti, dopo e lungo la propria lavagna mentale ad ipotesi separate di parti diverse di Sé.

In breve un pensiero continuo visto quantizzato ,non è duale realmente ma rimane della stessa sostanza sia nello stato di numeri fermi ,che nello stato di numeri estesi in un moto immaginario.

Questa è la fisica quantistica in direzione dell’invisibile e la fisica relativistica in direzione del visibile apparente universo.

Manca però alla conoscenza del mondo scientifico istituzionale ,la filosofia giusta per riordinare l’interpretazione degli esperimenti noti, in una teoria del tutto completa e decidibile.

Si continua a prendere per reale il mondo dell’apparenza e addirittura ora si nega il mondo delle ragioni invisibili con accanimento ateo o agnostico.

Entrambe le due fisiche contrapposte sono però state da me riunite ora ,come casi particolari nella fisica tachionica. Ovvero nella fisica della conoscenza istantanea messa in memoria nel software mentale.

Pochissimi però sono stati informati fino a questo momento ,perché il mondo della scienza da sempre è ostile a ricevere qualsiasi idea ,da chi non è incluso nelle sue torri d’avorio.

Intanto la cosa per me è stata invece facile e agevole proprio perché non praticando il mondo accademico delle nozioni inattaccabili ,ho potuto lavorare senza pregiudizi e timori di essere deriso.

Mi è bastato  rimuovere il solo pregiudizio che il visibile è reale e l’invisibile è metafisico, ovvero inesistente.

IO HO CAPOVOLTO LA LOGICA APPLICANDO IL CONCETTO SINETERICO DI SOCRATE ALLE RAGIONI INVISIBILI DELLE CAUSE E DEGLI EFFETTI VISIBILI. IN QUESTO MODO IL MIO PENSIERO SINETERICO E ‘ DIVENUTO PIU VELOCE DELLA LUCE ,OVVERO TACHIONICO ED ISTANTANEO E AGISCE A DISTANZA.

E’ risultato COSI’ NUOVAMENTE COME NEL PENSIERO DELLA MAGNA GRECIA, che proprio il visibile è quasi inesistente ,essendo un leggero pensiero immaginato con i sensi e che l’invisibile è realtà mentale molto solida è consistente .

Facile a dirsi ma anche a capirsi, il continuo è più denso d’ informazioni del quantizzato.

Ai sensi sembra invece solida la materia e sembra inconsistente e nullo il vuoto.

In realtà l’informazione sineterica è transitività di ragioni verticali è converge all’invisibile.

Il vuoto è allora completamente pieno d’informazione super-continua e densissima.

VINCENZO


BIOLOGI NEODARWINISTI

ottobre 26, 2010

LA RECENSIONE DEL CONTRADDITTORIO: http://iltalebano.wordpress.com/2010/10/26/contraddittorio-fuori-dai-pregiudizi-presto-altri-incontri/

In occasione di vari dibattiti, letture, incontri e quant’altro ho avuto modo di sentirmi dire che la maggioranza dei biologi “credono” nell’evoluzione della specie. Questa affermazione sarebbe a sostegno del fatto che la teoria di Dawin è valida. A mio parere non significa nulla. Come prima considerazione devo commentare che ovviamente uno studente in biologia ha ricevuto insegnamenti in cui si specifica l’importanza della teoria di Darwin nel campo della biologia e che, la stessa, è assolutamente un fatto scientifico; tale affermazione verrà assimilata dallo studente, futuro biologo, come l’unica verità possibile.
Il ragionamento è semplice, addirittura banale, proviamo a prendere un ateo e proponiamoli di considerare l’esistenza di Dio dal fatto che la maggioranza degli uomini crede in un essere trascendente e quindi l’esistenza di un dio è un fatto. 

Lo stesso ragionamento si produce all’interno delle facoltà di biologia, i professori insegnano che il neodarwinismo è “verità”, un fatto assodato, è scienza, è inconfutabile, è empiricamente provato. Come il professore anche il prete insegna ai bambini e agli uomini l’esistenza del Signore, lo fa con la stessa sicurezza del professore di biologia. Lo studente in biologia svilupperà le sue interpretazioni unicamente con riferimento alla teoria di Darwin escludendo tutti i dati e le interpretazioni che la negano.
Ma i fatti?
Come per l’esistenza del Signore anche per la teoria di Darwin non vi sono certezze, entrambe le ipotesi sono atti di fede.
La religione ha un punto a suo favore: ammette che credere in Dio è un atto di fede. La teoria di Darwin, al contrario, si vuole imporre come certezza di fatti scientifici.
Ma l’evoluzione della specie non è “rivelabile” né in laboratorio né empiricamente.
Gli evoluzionisti negano la scienza in quanto, fatto assolutamente contrario alla logica, la loro teoria, predicata come certezza scientifica, non è né verificabile sperimentalmente, tanto meno è osservabile in natura; questo è un fatto.
Vi è un altro sostanziale motivo per cui oggi la maggioranza dei biologi è dichiaratamente evoluzionista, la loro carriera si è costruita sottomettendosi al credo evoluzionista; come potrebbero ora smentirsi? Come potrebbero negare ciò in cui hanno creduto per anni?
Pochi hanno la forza di guardare ai fatti “ovunque essi portino” come ha fatto A. Flew.
Inoltre, se lo facessero, sanno bene che incorrerebbero in conseguenze dannose per la carriera, se non, addirittura, nel licenziamento. Molti sono, oramai, gli scienziati allontanati dalle loro cattedre unicamente per aver ammesso la possibilità di un “progetto” all’origine della teoria di Darwin (concordismo); un caso è quello della professoressa Croker.
La professoressa ha avuto la malaugurata idea di ammettere pubblicamente che il “caso” non poteva essere alla “guida” dell’evoluzione della specie ma, vista la complessità degli organismi, riteneva più plausibile l’ipotesi di un disegno intelligente a guidare le possibili combinazioni da cui poi sono nate tutte le specie. Un altro caso è quello del professor W. Veitz, prima ateo poi convertitosi al creazionismo, venne licenziato in tronco. In Italia abbiamo avuto il caso Sermonti genetista famosissimo in tutto il mondo che in Italia è stato stroncato dai colleghi perché non evoluzionista.
Posso citare anche il caso del professor Giannetto, dichiarato evoluzionista, che solo per avere accettato di organizzare un contraddittorio all’Università di Bergamo ha ricevuto numerose e pressanti minacce di perdere la cattedra, arrivando pure a negare i contatti con me per l’organizzazione del contraddittorio.

Moltissimi biologi sono probabilmente in buona fede e credono davvero che la microevoluzione sia la strada che porta all’ipotesi della macroevoluzione. Ma la realtà è differente, noi sappiamo che la selezione naturale diminuisce l’informazione contenuta nelle specie, la parola selezione ha un significato ben preciso. Sappiamo che le mutazioni non sono una risposta plausibile per incrementare l’informazione perduta.
Vi sono molteplici studi che dimostrano l’inconsistenza del neodarwinsimo, ma per chi non fa scienza ma segue una fede ciò è irrilevante:

“Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni, nonostante essa non riesca a realizzare molte delle sue stravaganti promesse sulla salute e sulla vita, nonostante la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie prive di verifica, perché abbiamo un impegno aprioristico, un impegno materialista. Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obblighino ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali a creare un apparato d’investigazione ed una serie di concetti che generano spiegazioni materialistiche; non importa quanto contro intuitive, non importa quanto mistificanti per i non addetti ai lavori. Non solo, ma tale materialismo è assoluto, perché non possiamo aprire la porta al piede divino”.

Quanto riportato sopra è stato scritto da uno dei massimi esponenti evoluzionisti e dichiara apertamente che la teoria di Darwin non è scienza. La citazione è ripresa da “Billions and billions of demons”, The New York Review, 9 January 1997, p. 31 di Richard Lewontin prof. di genetica ad Havard ed amico personale del famoso prof. Gould.

Fabrizio Fratus


Grazie a tutti

ottobre 25, 2010

Carissimi amici del comitato,

 

si sono conclusi i due giorni di “azione” anti-evoluzionista che hanno visto il nostro comitato attivo a Milano e Roma. Quello che vorremmo fare notare da subito è la malafede di coloro che ci contestano; provate a leggere i vari post che sono stati pubblicati, confrontateli e potrete notare che si contraddicono da soli.

Da una parte si legge che a Milano c’erano 70 persone (puff…) in un altro blog le persone sono salite a 200…

Noi sappiamo, avendo distribuito i traduttori, che sono passate oltre 250 persone…

Quello dei numeri è sempre argomento su cui si discute… la cosa piu’ interessante è che nessuno , dicasi nessuno, ha risposto a nulla di quanto posto dagli anti-evoluzionisti.

Oltre a non avere mai risposte a moltissime delle argomentazioni, gli evoluzionisti,  sono solo in grado di offendere a livello personale, è il vecchio metodo di delegittimazione delle persone… vecchio sistema in uso in quei paesi (bolscevichi) in cui non vi erano libertà di nessun tipo.

Quello che conta è che il movimento anti-evoluzionista continua per la sa strada e nuovi professori ci hanno contattato.

Grazie a tutti.

 

F.F.


HARUN YAHYA A MILANO

ottobre 15, 2010

L’INGANNO DELL’EVOLUZIONE

IL SEGRETO DELLA MATERIA

SCIENCE RESEARCH FOUNDATION

Dopo le conferenze tenutesi in Svizzera, Inghilterra e altri paesi europei la squadra di scienziati della fondazione approderà anche in Italia.

PICCOLA MOSTRA DI FOSSILI CHENEGANO L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE

giovedì 21 ottobre

ORE 20-30

palazzo delle stelline

corso Magenta

Milano

Relatori: dott. Oktar Babunia e dott. Cihat Gundogdu

http://www.harunyahya.it/

http://www.segretoaldiladellamateria.com/

http://www.lingannodellevoluzione.com/index.php

Per ogni informazione contattare il portavoce del convegno:

dott. Fabrizio Fratus al numero 339 1882063


Evoluzione, Un’ipotesi in crisi

ottobre 12, 2010

Evoluzione

Un’ipotesi in crisi

Roma

venerdì 22 ottobre

ore 20,30

Piazza Vulture, 1 (ex Cinema)

Relatori:

Ing Stefano bertolini

Dott. Andrea Lucarelli

Modera prof. Daniele Garrone


CONTRADDITTORIO A ROMA

ottobre 7, 2010

“OMNE VIVUM EX OVO”  

ordine o caos?

materialismo o trascendenza?
Opinioni a confronto su Scienza,
Fede, Evoluzione, Progetto Intelligente

ROMA, 22 OTTOBRE 2010, h. 15,30

SALA CARROCCIO 

PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 1

Antievoluzionisti vs Evoluzionisti

introduce

dott. Biagio Cacciola

Ne discutono:

prof. Ferdinando Catalano;

prof. Roberto de Mattei;

prof. Roberto Verolini;

dott. Aldo Piombino;

Modera: dott. Fabrizio Fratus


TAPPA ITALIANA DEL TOUR DI HARUN YAHYA

ottobre 4, 2010

Anche in Italia la conferenza anti-evoluzionista dell’istituto di ricerca scientifica di HARUN YAHYA ideatore dalla SCIENCE RESEARCH FOUNDATION.

Dopo le conferenze tenutesi in Svizzera, Inghilterra e altri paesi europei la squadra di scienziati della fondazione approderà anche in Italia.

Il 16 ottobre la fondazione terrà un convegno in Germania e giovedì 21 ottobre il dott. Oktar Babunia e il dott. Cihat Gundogdu terranno un convegno scientifico al prestigioso palazzo delle Stelline di Corso Magenta a Milano.

In occasione di tale evento vi sarà la possibilità di porre domande al famoso studioso HARUN YAHYA

http://www.harunyahya.it/

http://www.segretoaldiladellamateria.com/

http://www.lingannodellevoluzione.com/index.php

Per ogni informazione contattare il portavoce del convegno:

dott. Fabrizio Fratus al numero 339 1882063


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