RISPOSTA AD ALDO PIOMBINO

gennaio 27, 2010

Nomenclatura intellettuale piuttosto che comunità scientifica

di Fabrizio Fratus

Sul blog http://aldopiombino.blogspot.com/2009/12/gli-intellettuali-levoluzionismo-e-la.html Aldo Piombino fa un lungo commento al mio articolo  “Nomenclatura intellettuale ignorante su scienza e filosofia”. L’articolo ha un difetto del quale Piombino non ha fatto caso. Presenta la situazione italiana come diversa, quasi contrapposta a quella del resto dell’Occidente. Ammetto di essere stato un po’ ingeneroso: non è che i critici dell’evoluzione abbiano vita facile all’estero, il problema è, per così dire, globale. Ma il resto degli argomenti non regge.

So bene che il metodo scientifico possiede gli strumenti per rettificare, aggiornare o rigettare delle teorie ritenute a lungo valide. All’esempio della tettonica a placche e relativa deriva dei continenti si può aggiungere quello del cambio di paradigma sulla storia della terra.  Per oltre 150 anni si credeva che l’attuale crosta terrestre si sia formata nel corso di molti milioni di anni, mediante gli stessi processi di erosione e sedimentazione  osservabili ora. Questa idea, chiamata “uniformismo” era contrapposta al “catastrofismo” che tradizionalmente si ispirava al diluvio universale. Nel 1923 un giovane geologo, Harlen Bretz, descrisse vaste zone nel Nord America, la cui formazione si poteva spiegare solo con un’inondazione – vero e proprio diluvio – di proporzioni inimmaginabili. Fu ovviamente deriso, ma dopo 40 anni e ulteriori spedizioni sul campo, fu trovata anche la probabile fonte dell’acqua – l’antico lago Missoula. Così il “catastrofismo” ha guadagnato cittadinanza tra gli scienziati e il pubblico.

La teoria scientifica dell’evoluzione biologica dovrebbe spiegare il (i) meccanismo (i) di un fenomeno: la supposta trasformazione dei viventi dal microbo all’uomo. In questo senso ci sono tante teorie: sicuramente non meno di 14 per quanto riguarda l’origine della vita, poi per la trasformazione delle specie una nell’altra abbiamo il darwinismo classico, il neodarwinismo, la teoria sintetica, la teoria degli equilibri punteggiati, la Evo-Devo e infine quella del Big Bang biologico. È vero che i sostenitori delle diverse teorie criticano tutte le altre, mentre sostengono l’evoluzione. Ma a questo punto l’evoluzione non è più una teoria scientifica, ma un’idea o una metastoria. Gli scienziati evoluzionisti quindi l’idea e basta: sono d’accordo che l’evoluzione c’è stata, anche se non sanno come è avvenuta. La maggior parte degli scienziati sono soddisfatti con la spiegazione darwiniana, ma una piccola parte non lo sono. Il mio lavoro non è di imporre il pensiero dei “dissidenti” come unico, ma di informare il pubblico della loro esistenza e dei limiti del darwinismo.

Piombino dice che non vede cosa ci possa entrare l’ateismo o teismo con la scienza. Si guardi un po’ meglio attorno e vedrà che c’entra e come. L’attuale dibattito non è tra i sostenitori delle diverse teorie – o se si preferisce meccanismi – dell’evoluzione, ma tra due idee o visioni del mondo. Quando la presidente dell’UAAR – che non è una Associazione scientifica, ma di atei – Maria Turchetto, scrive “Il nostro Darwin”, sa benissimo cosa dice, e lo so anche io. Può darsi in altri tempi e contesti storici i creazionisti abbiano censurato le idee evoluzioniste, ma ora le parti sono invertite.


LA FORMULA DELL’EVOLUZIONISMO?

gennaio 26, 2010

 di Ferdinando Catalano

Nel suo saggio “ In principio era Darwin” (Longanesi, 2009) il noto matematico Piergiorgio Odifreddi , punta di spicco dell’ateismo radicale made in Italy, dedica un capitoletto (cap.10 pagg 78 – 83) a ciò che lui stesso definisce come la formula dell’evoluzionismo. Nell’introdurre l’argomento l’autore spara una bordata contro il suo arcinemico Antonino Zichichi,fisico italiano di chiara fede cattolica, di cui sottolinea l’ignoranza (almeno in materia di biologia) quando definisce la teoria dell’evoluzione come non scientifica in quanto priva di carattere predittivo ( A. Zichichi , Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo, Il Saggiatore, 1999). In buona sostanza, per riassumere il pensiero dello scienziato siciliano, tra le proprietà di una teoria scientifica ci deve essere quella di riuscire non solo a spiegare un fenomeno che evolve sotto i nostri occhi ma anche di saper prevedere in che modo, in quale direzione il fenomeno evolverà nel tempo. Così quando la teoria dell’evoluzione stabilisce che i tempi naturali dell’evoluzione sono lunghi perché in diecimila anni non sono state osservate variazioni nella specie umana, lo fa non perché ciò sia una diretta verifica di una legge formale , di un’equazione matematica ma solo di un’abile quanto sottile tautologia che rischia di sfuggire ai più : i tempi dell’evoluzione sono lunghi perché sono lunghi.

All’ignorante Zichichi risponde dunque Odifreddi informandolo che in biologia una formula dell’evoluzionismo esiste da più di cento anni e tira in ballo la legge di Hardy e Weinberg . Per capire di che cosa si tratta e non essere tacciato a mia volta di ignoranza, cercherò di illustrare alcuni concetti base : il lettore non me ne voglia se non potrò sorvolare su alcune elementari questioni di algebra .

Il padre della moderna genetica G. Mendel aveva compreso incrociando i piselli (Saggio sugli ibridi vegetali, 1866) che i caratteri originari di una popolazione madre si trasmettono invariati alle generazioni successive e si distribuiscono sempre nella proporzione 3:1 . Il monaco boemo definì dominanti i caratteri che si presentavano con maggiore frequenza e recessivi gli altri.

Come mai, si chiese qualcuno a quel tempo, i caratteri ereditari dominanti nel lungo periodo non finiscono per far sparire quelli recessivi stante la proporzione 3:1?

 

La spiegazione la diedero in modo indipendente Godfrey Hardy e Wilhelm Weinberg nel 1908 ed è nota come Legge dell’equilibrio di H. e W. Avete letto bene, proprio così, dell’equilibrio. Con le attuali conoscenze di genetica si può spiegare in modo semplice ricorrendo ad un breve calcolo matematico:

 

  • Ciascun carattere ereditario è presente nei geni nelle due varianti (alleli): dominante A e recessiva a
  • Nella riproduzione sessuale ciascun genitore è portatore delle due varianti A e a e nella meiosi (il processo di divisione delle cellule sessuali che porta alla formazione dei gameti cioè cellule il cui corredo cromosomico è aploide ovvero metà del corredo cromosomico caratteristico della specie.) metà dei gameti avranno l’allele A e l’altra metà avrà l’allele a.
  • Si supponga adesso che in una popolazione biologica sia d la percentuale di individui che presentano un certo carattere dominante (ad esempio occhi castani ) e sia r la percentuale di quelli che presentano il carattere recessivo (ad esempio occhi verdi).
  • Se la riproduzione sessuale avviene all’interno di questa popolazione liberamente e secondo le leggi del caso, si potranno verificare le seguenti combinazioni : Aa, AA, aa , aA. Ciò equivale a dire che il portatore del carattere dominante potrà incrociarsi o con un altro dominante (AA) o con un recessivo (Aa) . Pertanto la presenza dell’allele dominante nella generazione figlia sarà dxd+dr=d(d+r)=d. A sua volta il portatore del carattere recessivo potrà incrociarsi con un altro recessivo (aa) o con un dominante (aA) e la percentuale totale dei recessivi sarà rxr+rd=r(r+d)=r. Infatti la somma delle percentuali (d+r) deve valere il totale generale della popolazione cioè 100/100 =1

 

La conclusione è evidente : nel corso della riproduzione sessuale , di generazione in generazione , le percentuali della variante dominante e recessiva relative a uno stesso carattere rimangono inalterate. Ecco perché questa legge è detta dell’equilibrio.

E sarebbe questa la formula dell’evoluzionismo? E l’evoluzione dov’è? A me sembra semmai molto simile ad un principio di conservazione. Ma non solo a me sembra così e a togliermi il dubbio di non aver capito niente ci pensa lo stesso Odifreddi il quale immediatamente dopo la clamorosa scoperta aggiunge : “ Poiché l’evoluzione avviene quando le cose cambiano, essa è possibile soltanto quando non si verificano almeno alcune delle condizioni che portano all’equilibrio di Hardy e Weinberg…(pag.82)

 

Ma qual è la legge matematica che formalizza e regola il cambiamento ? Silenzio. Dunque se e quando le cose cambiano allora si verifica un salto evolutivo. Questa più che la formula matematica dell’evoluzionismo mi sembra la formula della speranza dell’evoluzionismo.

Tutto qui . Se non fosse per la buona fede che l’insigne Odifreddi mette nel suo scritto, direi che si tratta di una colossale presa in giro.

Confortato da un così illustre precedente avrei deciso anch’io di rivelare una sensazionale scoperta : il moto non rettilineo di un corpo in caduta libera . Un corpo in caduta libera descrive una traiettoria rettilinea lungo la congiungente con il centro della Terra ma se e quando è investito lateralmente da un altro corpo allora la sua traiettoria diventa una spezzata. Dite che posso aspirare al Nobel per la fisica ?


TROVATO L’ANELLO MANCANTE?

gennaio 24, 2010

Un anello molto mancante

Il Corriere del Sud

Anno XVIII N° 18/2009 – 31 dicembre

Andrea Bartelloni

La grancassa mediatica aveva risuonato come non mai nel maggio scorso per annunciare che finalmente era stato trovato il tanto ricercato e atteso anello di congiunzione tra i primati e l’uomo.

L’annuncio è stato fatto in grande stile al Museo di Storia Naturale di New York. Toni trionfalistici: secondo Jorn Hurum dell’università di Oslo, che per due anni ha guidato lo studio condotto in grandissimo segreto, Ida è per i paleontologi quello che «l’arca perduta è per un archeologo», un fossile è così importante che «sarà riprodotto sui libri di testo per i prossimi cento anni». La presentazione del Darwinius masillae – questo il nome scientifico – ha coinciso con la pubblicazione di una accurata descrizione del fossile sulla rivista online Public Library Science (Plos) e l’uscita di un documentario sull’History Channel”.

Questo è quanto si poteva leggere su Il Sole 24 Ore del 20 maggio 2009, ma dopo pochi mesi suNature si poteva leggere della scoperta, in Egitto, di un fossile datato a 37 milioni di anni fa che mette fuori dalla linea di discendenza degli umani Ida e la inserisce tra i lemuri, dove, qualsiasi occhio non rivestito dall’ideologia evoluzionista, lo aveva già collocato.

Niente di strano, gli anelli mancanti (se si chiamano così ci sarà pure un motivo) continuano a mancare; ovviamente la grancassa mediatica tace, nessuna notizia nei telegiornali, ma solo le riviste specializzate e Le Scienze (dicembre 2009, pag. 49) alla quale dobbiamo riconoscere l’onestà di riferirci questa notizia.

Notizia che ha ovviamente scatenato il dibattito tra gli esperti che non si rassegnano. Ma rimane il fatto che i media hanno dato solamente la prima notizia con clamore e del resto niente.

http://www.corrieredelsud.it/site/modules/article/view.article.php?a13758


J. WELLS, UN BIOLOGO MOLECOLARE CONTRO DARWIN.

gennaio 22, 2010

 

Altro grande colpo al paradigma evoluzionista arriva dal testo di J. Wells che racconta tutte le frodi che riempiono i testi di biologia. Icone che da decenni sono descritte nei testi di biologia per illustrare la veridicità dell’evoluzionismo: l’esperimento di S. Miller sull’origine della vita, l’albero della vita darwiniano, gli embrioni di E. Haeckel e l’archaepterix, l’ipotetico anello di congiunzione tra rettili e uccelli…

Così ho scritto nel mio libro dal titolo: Dio o Darwin? per quanto riguarda il famoso libro di J. Wells, ricercatore in biologia molecolare presso l’università di Berkeley , in cui spiegò come nei testi di biologia si raccontavano menzogne scientifiche. Oggi è possibile, anche in Italia, venire a conoscenza dell’importante lavoro di ricerca di J. Wells per confutare le teorie neodarwiniane.

In libreria è possibile acquistare il suo ultimo lavoro: Le balle di Darwin, guida politicamente scorretta al darwinismo e al disegno intelligente. Rubbattino editore, 267 pagine.

Il testo è un simpatico resoconto di come gli studiosi darwinisti falsificano le prove scientifiche, di come le prove a supporto della teoria vengono accettate acriticamente senza una verifica di attendibilità.

Se il 2009 doveva essere l’anno per celebrare Darwin in realtà si è celebrato l’antievoluzionsimo e la discussione libera di una teoria che non ha nulla di scientifico.

Wells snocciola dati e considerazione che non lasciano scampo a nessuna ipotesi darwiniana e al contrario spiega come l’intelligent deisgner è e sarà la strada della ricerca scientifica sulle origini dell’uomo.

Riporto tre siti che vengono indicati da J. Wells come “siti che non ti farebbero mai visitare”

www.darwinanddesign.com

www.dcsocity.org

www.pos-darwinista.blogspot.com

 Buona lettura.


EVOLUZIONE? NO GRAZIE!

gennaio 19, 2010
 
Da Il Foglio del 29 dicembre 2009.

Il seguito di ciascun articolo sul link http://srmediait.blogspot.com/2010/01/newsletter-srm-n-126-italiano.html

Art. 1)

Ci convertiremo al darwinismo quando ce ne daranno prova scientifica, almeno una

di Marco Respinti

I creazionisti […] non possono sostenere che il racconto biblico sia provato scientificamente, emulando così gli evoluzionisti dogmatici che credono che la loro teoria sia scientificamente provata”. Nel cuore del proprio ponderoso libro, “Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole. Protagonisti, fatti, idee e strategie del dibattito sulle origini e sull’evoluzione” (Gribaudi, Milano 2009), lo afferma Mihael Georgiev. Nato a Sofia, Georgiev ha lasciato la Bulgaria nel 1971 e, dopo aver studiato negli Stati Uniti, si è accasato in Italia. Laureato in Medicina e chirurgia alla Sapienza di Roma, dal 2006 è membro del Centro di malattie vascolari dell’Università di Ferrara. Autore di testi medici e scientifici, dal 2002 è vicepresidente dell’Associazione italiana studi sulle origini (www.origini.info). Il bello però è che, personalmente parlando, Georgiev creazionista lo è davvero, giacché prende sul serio quella fede che definisce l’Altissimo “creatore del cielo e della terra”.


Art.2)

Altro che Galileo. La nuova frontiera dentro la chiesa è la vertenza su Darwin

di Marco Burini


Negli ultimi giorni del 2009, Anno internazionale dell’astronomia (che celebra le prime osservazioni celesti di Galileo Galilei) e secondo centenario della nascita di Charles Darwin (che scrisse “L’origine delle specie” giusto centocinquant’anni fa), anche i teologi si ritrovano per parlare di evoluzione. Un tema su cui i cattolici sono divisi tra una maggioranza che accetta la vulgata e una minoranza che si proclama creazionista contro l’evoluzionismo imperante.

Art. 3)


Il teo-evoluzionismo è una malattia dello spirito da cui guardarsi, dice il prof. De Mattei

I teo-darwinisti offrono una ciambella di salvataggio alla teoria dell’evoluzione. Che i darwinisti puri e duri rifiutano • La stabilità della specie, negata dall’evoluzionismo, è un’evidenza sperimentabile a occhio nudo, come il fatto che la terra gira

di Roberto de Mattei, vicepresidente del Cnr

Art. 4)


Evoluzionismo un corno
di Roberto Volpi


Studiare la storia del biologo Jacques Monod è un modo per capire perché le teorie darwiniste (soprattutto sul caso) non reggono proprio più.


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